In Camper
Stai Leggendo
Camper world tour fai da te Perù – Machu Picchu
Viaggio in Camper
0

Camper world tour fai da te Perù – Machu Picchu

Di Cianzia Bassani25 giugno 2018

Camper world tour Perù – Machu Picchu

Lunedì 25 ci aspetta Machu Picchu!
Artur ci viene a prendere in campeggio puntuale e ci porta al luogo di ritrovo, questo ci fa sperare in bene… quale disillusione!
Ci incontriamo alle 7 e partiamo alle 9. Dopo 6 ore di curve su e giù per 5.000 metri arriviamo al secondo punto d’incontro presso “l’idroelettrica” dove una guida dovrebbe spiegarci parte del tour.
Siamo tutti e quattro entusiasti. La strada, anche se impegnativa, presenta paesaggi diversi a ogni curva. L’ultimo pezzo, da

Perù - Machu PicchuSanta Maria e Santa Teresa, la strada sterrata molto stretta è a picco su precipizi insondabili. Questo ci convince della buona idea di non averla fatta con il nostro camper, minimo ci avremmo lasciato il paraurti posteriore!
I primi problemi iniziano al ristorante per il pranzo a buffet, dove l’incaricata ci bacchetta sulle mani se prendiamo un cucchiaio in più di lenticchie o vogliamo fare il bis di verdura: “per favore un unico piatto e possibilmente scarso, mica siamo al Grand Hotel”! Incominciamo a pensare che il tour sia al risparmio, malgrado le rassicurazioni di Artur…
All’idroelettrica, dove arriviamo abbastanza tardi, la guida si limita a dirci che possiamo scegliere tra il percorso in treno o una camminata “facile” di 12 chilometri lungo le rotaie.
Appuntamento rigido in piazza ad Aguas Calientes, non più tardi di 2 ore e 45, pena l’abbandono a noi stessi!
Dopo i primi 500 metri in salita, i dolori alla gamba di Goffredo si riacutizzano per cui lui decide di proseguire in treno, io mi “sacrifico” e decido di seguirlo, non è per pigrizia, lo giuro, è per pura generosità, del resto lui non parla spagnolo!
Mentre Paola e Luca proseguono il cammino, io e lui andiamo a prendere il biglietto, 28 euro a persona contro l’euro e mezzo dei peruviani, un vero furto e, anche se lo sapevamo, il divario fra locali e stranieri è uno scandalo.
Anche se partiamo dopo 2 ore, arriviamo in piazza prima di loro che cammineranno per più di 3 ore, gli ultimi 20 minuti fatti con il buio completo. Sono esausti e molto arrabbiati, perché la camminata è tutt’altro che facile: pochi tratti pianeggianti, lunghi tratti sulla massicciata sassosa, sulle traversine irregolari del treno, a volte sospese sul torrente, ma soprattutto 2 gallerie completamente buie da superare, in una delle quali, l’arrivo del treno li ha costretti a ritornare indietro di corsa. Un percorso impegnativo e pericoloso, dove alcune persone si sono anche sentite male a causa della fatica e l’altitudine.
Alla fine, arrivati sani e salvi ci riuniamo in piazza ad aspettare la guida, che arriverà con un ritardo di un’ora e mezza e sarà diversa da quella conosciuta in precedenza. Scopriremo che dovremo cambiare operatore ossia passare all’Inti Tour, che mi sento di sconsigliare vivamente! A questo punto in piazza incomincia il mercato del bestiame: una decina di guide diverse si mettono a urlare nomi ovviamente storpiandoli, per raccogliere il loro gregge!
Perù - Machu PicchuRiunito il nostro gruppo la guida ci porta all’ostello, l’Inti Huasi, che chiamare modesto è fargli un complimento. Le nostre finestre si affacciano sullo scambio ferroviario, per cui saremo allietati in tarda serata e di prima mattina dai fischi e scampanellii delle locomotive in manovra.
Altro appello per riunirci e andare al ristorante, che non sarà molto meglio del precedente. Qui scopriamo che a differenza di come era stato pattuito, l’ingresso al sito non è al primo turno, bensì al secondo dalle 12 alle 17:30.
Noi volevamo riscendere a piedi per risparmiare il costo del bus che collega il paese al sito, ma abbiamo paura di farceli al buio. Inoltre sembra che nel pomeriggio si alzi la nebbia, o si abbassino le nuvole, e si perda il panorama.
I problemi più grossi sono per le persone che devono ritornare lo stesso giorno, non ce la faranno mai a prendere il pulmino alle 15… inutili le lamentele, l’entrata non si cambia!
Ci consoliamo con il fatto che l’indomani potremo dormire un poco di più.

La giornata è bellissima, ci affrettiamo a salire a Machu Picchu per evitare le lunghe code per il bus, ma dopo una lunga attesa e uno smistamento fra le varie guide iniziamo il giro.
Il ragazzo che ci illustra il posto è entusiasta e preparato e spesso ci sottopone a interrogazioni per vedere se siamo attenti.
La giornata è calda e soleggiata, a rischio di un’altra insolazione, cosa che succederà a Paola che passerà una notte pessima. La cosa bella del secondo turno è che la maggior parte dei visitatori lasciano il sito, per cui si può visitarlo senza l’ostacolo di migliaia di persone. Inutile descrivere la bellezza di questo luogo, soprattutto per la sua ambientazione in mezzo alle montagne. Anche se non è uno dei siti meglio conservati, è senz’altro uno dei più famosi.
Dopo aver visto come è fatto il sentiero pedonale che porta al paese, decidiamo di ritornare con il bus, ci teniamo alle nostre vecchie ossicine. Per il treno, il bus e l’entrata al sito occorre mostrare sempre il passaporto, neanche alla dogana indiana ce lo hanno controllato così tante volte!
Cena in un ristorante per locali e a dormire stanchi e soddisfatti, tranne Paola che passerà la notte in bianco.
E ora viene la parte peggiore.
La giornata è molto nuvolosa le montagne sono parzialmente coperte con leggeri scrosci di pioggia. La cosa ci rallegra, abbiamo avuto fortuna.
Mentre io Paola e Goffredo torniamo con il treno, Luca ripercorre il sentiero lungo la ferrovia e come a conferma di quanto detto in precedenza, si imbatte in due ragazze che sono appena cadute lungo la massicciata, una con un’evidente frattura alla gamba e l’altra con il naso e il mento sanguinanti. Per fortuna sono abbastanza vicine alla stazione idroelettrica per cui Luca e un altro ragazzo raggiungono correndo la stazione di polizia, da cui chiamano un ambulanza per le due sfortunate.
Riuniti tutti e quattro al punto di ritrovo, nuova cernita del bestiame per smistarci sui vari furgoni in attesa. Il casino è indescrivibile ma finalmente veniamo caricati su un furgone con un ennesima guida diversa dalle precedenti.
L’autista abbastanza anziano lavora tutti i giorni senza riposi per 15 ore, le ruote del pulmino sono lisce come palle da biliardo e la guida si addormenta comodamente sdraiata sulle spalle di Luca che per i primi chilometri si trova seduto di fianco all’autista.
Perù - Machu PicchuAlla prima sosta ha la pessima idea di venire dietro con noi e da quel momento in poi incomincia a vomitare l’anima, a nulla serve spostarsi nuovamente davanti, affiancato a due ragazze obese che lo schiacciano e sgomitano per tutto il viaggio di ritorno, incuranti delle sue condizioni.
Neanche Paola sta un granché bene e si ricorderà di questo ritorno come il peggiore mai vissuto in vita sua.
Nel frattempo l’autista incurante della pericolosità della strada, del buio, della nebbia ad alta quota, affronta le curve sbatacchiandoci a destra e a sinistra… arriviamo a Cuzco distrutti e mai come in questo momento desideriamo la pace del nostro camper. Dopo aver impasticcato Luca per rimetterlo in sesto passeremo una notte tranquilla dormendo fino a tardi.
Questa descrizione non vi scoraggi a fare questa visita anche se, purtroppo, visto le lamentele di altri turisti, penso che i tour organizzati siano allo stesso livello di disorganizzazione. A una coppia argentina che era con noi all’andata è successo anche di peggio: il furgone su cui erano al ritorno si è guastato e hanno dovuto dormire a spese loro in un hotel fino al mattino dopo.
Anche i viaggi fai da te presentano le stesse difficoltà perché, per quanto sia un sito che merita sicuramente una visita, è anche la loro massima fonte di guadagno e non si lasciano sfuggire l’occasione di sfruttare gli ingenui e, a loro parere, danarosi turisti.
Occorre solo avere un po’ di pazienza e di tempo per valutare le diverse opportunità e senz’altro investire una bella cifra in denaro.

Dopo un giretto in città per le ultime spese, lasceremo la culla della civiltà incaica.

  Sito dell’autore


 

Cosa ne pensi?
Ottimo!
100%
Buono
0%
Accettabile
0%
Mah?
0%
Pessimo
0%
Fa schifo
0%
Approposito dell'autore
Cianzia Bassani
In quella narrazione oltre a descrivere le località visitate, spiegavo che il nostro obbiettivo era quello di trasferirci a vivere in questo Paese.

Lascia una Commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.