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Sud Africa Lesotho
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Sud Africa Lesotho

Di Luigi Balzarini6 settembre 2012

Sud Africa Lesotho

Lesotho-bambiniBreve descrizione di una giornata di viaggio dedicata all’attraversamento del Lesotho, provenendo da Bloemfontein e diretto a Nelspruit e al Kruger Park.
Il Lesotho è un regno di montagna, con numerosi altopiani sopra i 1500 metri e vette che sfiorano i 3500 metri, incastonato nel Centro-Est del Sudafrica. E’ grande più o meno come il Triveneto. L’attuale re si chiama Letsie III e la forma di governo è una monarchia parlamentare.
Nel mio piano di viaggio attraverso il Sudafrica avevo intenzione di attraversare sia il Lesotho che lo Swaziland, ma il programma si rivelato ambizioso perché il tempo vola, le cose da vedere nel Sud dell’Africa sono tantissime e le distanze sono enormi. Dovendo fare dei tagli, alla fine ho scelto il Lesotho.
Entro dal posto di frontiera di Maseru, la capitale. Formalità doganali ridotte al minimo, in un quarto d’ora me la cavo. Appena passata la frontiera si apre un altro mondo rispetto al Sudafrica da cui provengo: gente per le strade, carretti, grill fumosi, mercati all’aperto e per la strada. Le donne portano tutte in testa dei cappelli che sembrano le tube dei lord inglesi, e quando non hanno il cappello… usano la testa per il trasporto di qualunque cosa. Ho visto donne camminare lungo la strada con in testa il cesto della biancheria, la borsa della spesa, taniche e latte varie. Come facciano a non farli cadere, è un mistero. Gli uomini sono dediti all’allevamento e girano indossando delle caratteristiche coperte colorate. Ne vendono di belle a Teyateyaneng, una quarantina di km dopo Maseru.
L’etnia locale si chiama Basotho. I Basotho sono gente è cordialissima: tutti sorridono se gli scatti una foto, e se ti fermi a scambiare due parole si forma immediatamente un crocchio di gente che vuole partecipare alla conversazione. Il percorso da Maseru al confine nordest di Butha Buthe è lungo circa 200 km. Per farli ci vuole un giorno perché la guida è difficile e l’attraversamento dei villaggi richiede molto tempo a
causa dei carretti, delle galline e delle capre per la strada, della gente che sembra non curarsi del traffico. E’ un percorso sostanzialmente di montagna: siamo su un altopiano a circa 1500 metri. Mi dicono che fino al mese prima, quando era inverno, qui c’era la neve. Adesso però ci sono i peschi in fiore, c’è il sole e deve essere molto tempo che non piove perché le vallate e le praterie sono ingiallite. I panorami però sono gradevoli e non stancano affatto. A un certo punto attraverso anche… Roma!!! Così si chiama la cittadina scolastica e universitaria, dove hanno sede molti collegi e scuole pubbliche. Tra un villaggio e l’altro, ogni tanto si incontrano campetti di calcio con i bambini delle scuole che giocano sotto gli occhi attenti di capre e vacche. Il campo è ben tenuto e ci sono ancora dei ciuffi di erba verde, quindi presumo che le capre e le vacche non siano interessate alla partita ma stiano semplicemente aspettando che la partita finisca per gettarsi sulla poca erba che rimane.
Lascio il Lesotho con un po’ di nostalgia per questa gente tranquilla e cordiale, che vive dignitosamente con quel poco che ha e si accontenta di quello, senza provare nessuna invidia per il vicino Sudafrica molto più grande, ricco e tecnologico.

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Approposito dell'autore
Luigi Balzarini
Luigi Balzarini
Consulente d’azienda ma nel profondo dell’anima viaggiatore e fotoreporter mancato. Ha visitato 70 paesi in tutti i continenti (aggiornamento a luglio 2014) e fatto il giro del mondo almeno 7-8 volte, quasi sempre fai-da-te. Grande appassionato di bridge, spesso finalista ai campionati italiani.

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