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Nonni in catamarano in Grecia
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Nonni in catamarano in Grecia

Di Michele Armenise27 Luglio 2018

Nonni in catamarano: racconto “ a modo mio….”

Saranda-Corfù-Paxos-Antipaxos-Parga-Sivota: Tra Albania e Grecia in Catamarano per festeggiare il primo anniversario di una coppia di giovani sposi americani.

Due giovani donne, Norma e Simona: la prima al comando, la seconda ai fornelli del Catamarano LeOne. Tutte due, per soddisfare i bisogni dell’animo e del corpo dell’equipaggio composto di sette “ ospiti variopinti “: tre americani e quattro pugliesi, legati tra loro dalla discendenza comune di madri italiane. Tessa e suo marito Pono, si sono sposati l’anno scorso su questo catamarano e si trovano qui a Saranda, per festeggiare con il padre Jim e i parenti italiani Angela, Enio, Menica ed io, il loro primo anniversario.  Sposi sotto i trenta anni, oltre allo “sprizz”, sprizzano felicità da tutti i pori: hanno lasciato la loro casa ad Atlanta, e per una settimana vivranno con noi in Catamarano, scorderanno le “Americhe” per un relax amoroso sulle onde dell’Egeo.

Noi, attempati nonni ultra sessantenni, siamo chiamati a incorniciare il loro sogno d’amore, testimoni di un folklore tipico” italo americano” che Jim condivide da anni con le cugine Angela e Menica, supportato dall’ineccepibile e puntuale organizzazione di Ennio, ” vulcano di energia e disponibilità, rara in questi tempi”.

Tessa e Pono

Jim, è “richiamato” ogni anno in Italia, dalla grande ospitalità e per il “grande amore” per i “Panzerotti e le Focacce”, che solo a Bari hanno un sapore particolare. Il suo invito, alle cugine con i rispettivi mariti per una settimana in catamarano “sarà forse la naturale riconoscenza” per la decennale ospitalità ricevuta. Prima di partire ha mandato un messaggio ineccepibile alle sue due cugine: non dovrete fare niente per una settimana, né cucinare né apparecchiare né lavare stoviglie. Un messaggio che a fatica accoglieranno Angela e Menica. Jim ama molto Tessa, si vede negli sguardi e dalla loro tenera intesa, l’ accontenta per tutto, come fa teneramente un padre con la sua bimba. Bella!!! Tessa, nel suo splendore giovanile: si tuffa come una sirena con il suo  amato Bono, un marcantonio di oltre 1metro e 90, che di certo non passa inosservato alle donne greche. Una coppia, che superata la prova del primo anno, danno l’impressione di potercela fare per il dopo. L’esempio “cattivo” a bordo l’hanno:  Angela ed Enio, Menica ed io con  oltrequarant’anni di matrimonio a coppia. Salpiamo  il pomeriggio del 22 settembre da Saranda, porto a sud  in Albania per fare ritorno il 29, dopo aver navigato per oltre 130 miglia tra Corfù,  Parga e Sivota. Già alla partenza, Norma, il nostro capitano, da sfoggio della sua professionalità: ha nel suo bagaglio professionale anni di vela, anche agonistica, e la naturale passione per il mare che ora condivide con il suo compagno Francesco. La skipper, accelera e rallenta i  motori di bordo,  per poi distendere il fiocco al  maestrale che da nord ovest accarezza le onde del mare. Si naviga a tutto spiano, mentre stesi sui cuscini di prua, i novelli sposi assaporano un’altra luna di miele.

“Per mia colpa” ho serie difficoltà a capire e parlare l’inglese, ma certamente, immagino le cose che si dicono gli innamorati.

Jim, viaggia in solitario, è  preso dal  suo tableau, la sua cuffia, un apparato di cavi e cavetti che si completa con una piccola chitarra elettronica che suonerà da solo nella sua cabina, per rilassarsi durante il viaggio. Ennio “dopo il telefonino” è  alle prese della pesca alla traina, cerca di mettere a frutto tutti i consigli del suo amico, esperto pescatore,  per prendere quel tonnetto smarrito che ci delizierà per la cena (peccato che tutti i tonnetti dello ionio nuotavano in altra direzione). Veniamo a  noi: il gruppo italiano “quattro turisti per caso”  sempre occupati e preoccupati,  devono far i conti con i nipotini  e i figli. I soliti cellulari  impazziti tra un roaming e l’altro, segnano i viaggi all’estero, con segnali  che a fatica cerchi di riprendere. Eccetto  gli sposi, per gli altri  è la prima esperienza in catamarano. L’effetto si sente, bisogna convivere su di una  imbarcazione che racchiude uno spazio complessivo di circa 100 metri quadri, devo dire che personalmente non mi è costato molto anzi, quattro cabine doppie con bagno più due piccole per lo skipper e lo chef, oltre allo spazio centrale, dove è allocata la cucina frigo microonde stipiti e altro,  poi in poppa la zona living protetta dal sole, dove comodamente si pranza, mentre a prua le reti e i cuscini ti permettono di stenderti al sole. All’inizio del viaggio, un breve briefing del “capitano”, necessario per

Innamorati sul ponte

informarci della chiusura degli oblò in cabina durante la navigazione, l’utilizzo degli scarichi, l’acqua, la doccia  e la cambusa.  “Dipendiamo” da lei, ligi a ogni sua indicazione, rispondiamo di aver capito come bravi scolaretti al primo giorno di scuola: la più attenta, è senz’altro, Angela che prende  appunti sul “notes della sua mente”.  Norma, abborda, rallenta, accelera,  si avvicina impavida alla caletta verde smeraldo e infine  con destrezza cala l’ancora, seguita  dalla fidata  Simona che oltre a far da Chef   l’aiuta negli ormeggi. Sembra che Le due si conoscano da anni, invece si frequentano solo da quindici giorni. Quando ti fermi, il fascino del catamarano ti avvolge, scordi il vento e le onde per entrare in punta di piedi nell’incantevole paesaggio dell’insenatura protetta dai venti. Allora, ti accorgi che fai parte anche tu, assieme alle altre barche all’ancora, di uno  spettacolo unico e mutevole. Sono posti incantati, dove ti porta la nostra skipper; luoghi impenetrabili da strade o sentieri dove la terra e il mare si baciano delicatamente, per poi  scontrarsi  violentemente, appena un soffio di vento si insinua tra di loro, per  interrompere l’eterno amore.  Poeticamente parlando, “Tacciono i motori” si sente solo il vocio dei “fortunati bagnanti” che  interrompe questo silenzio magico. Norma ci osserva, nonostante il suo da fare, è il primo giorno e come ogni buon capitano deve conoscere ciascuno dell’equipaggio per rendere piacevole al massimo la vacanza.

E’ bene ricordare che le previsioni di quest’ultima settimana di settembre prevedono qualche impennata dei venti di nord e  levante, pertanto, la skipper sta studiando i prossimi approdi per farceli gustare in massima sicurezza. Il ritorno si fa presto sentire una settimana passa in fretta.
E’ un’esperienza che va fatta, specie per i nonni che amano il mare e con lui condividono la gioia della libertà e dell’infinito “almeno per una settimana”. Mi rimane l’amaro in bocca, di non poterla condividere per il resto dei miei giorni con i miei cinque nipotini (ancora piccoli per questi viaggi), vorrà dire che aspetterò con pazienza che crescano ancora un po’. Grazie a Jim e Tessa, per l’occasione  data, a Enio e Angela per avermi sopportato, ma grazie soprattutto a queste due ragazze, Norma e Simona che hanno fatto della loro passione, un lavoro, che eseguono con estrema competenza e cura. Dimenticavo, mia moglie Menica la rassicuro: la Tua cucina rimarrà la mia preferita. Certamente, lo scenario della Grecia con le sue innumerevoli isole è il più idoneo per vivere una vacanza spettacolare, tutto il resto è noia.      (Michele)

Scegliete voi dove tuffarvi…….

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Approposito dell'autore
Michele Armenise
Michele Armenise
Sono un nonno di ben 5 nipotini ovviamente in pensione, che dire amo viaggiare in camper e quest’anno anche in catamarano. Bello!!! I viaggi mi servono per trarre spunto per i miei quadri.

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