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Viaggio in Madagascar
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Viaggio in Madagascar

Di Bruna Ricci28 marzo 2005

Viaggio in Madagascar di: Ricci Bruna

Viaggiare non rappresenta soltanto raggiungere una meta per trascorrere una vacanza. Dietro e dentro la scelta del “viaggio” per raggiungere un luogo, sostare, spostarsi, scegliere un nuovo itinerario, si nascondono moltissimi significati. Personalmente credo che l’accrescimento emotivo rappresenta la parte più forte. Scegliere il Madagascar come meta del nostro viaggio non è stato facile come scegliere un pacchetto promozionale per le Maldive! Questa decisione ha comportato grandi pianificazioni, studio dell’itinerario attraverso guide turistiche, contatti con persone che già erano approdate in questo paese e che con le loro esperienze ci hanno permesso di stabilire una tabella di marcia. Già prima della partenza, una piccola indagine sul web.. “turisti per caso” e una preparazione mentale e fisica per adattarci a condizioni climatiche diverse e aprire lo spirito alla scoperta di un paese colmo di meraviglie è stato utile per capire che il Madagascar non è una destinazione per tutti. E’ un paese vastissimo e complicate sono le modalità e i mezzi per raggiungere una città dal nord al sud, difficile il collegamento in quanto a causa delle piogge, le strade si trasformano in terreni alluvionati. I mezzi di trasporto vanno in panne e le linee aeree interne hanno velivoli così piccoli che quasi sempre sono al completo! I giorni della nostra vacanza troppo pochi per una visita a 360 gradi: è stato necessario escludere dal nostro percorso di viaggio la zona settentrionale, bellissima ma molto turistica (Ile Sainte Marie, Ile NosyBe, Mitsio, Tsarabanjina) nel periodo scelto, perché periodo di piogge. Il clima del Madagascar pur essendo un paese tropicale, ha caratteristiche climatiche diverse. Al centro si trova una catena montuosa che si estende per tutta la lunghezza del paese. Ad est prevalentemente il clima è umido e la vegetazione è quella tipica delle foreste pluviali mentre le regioni della costa sud occidentale hanno un clima piuttosto arido con vegetazione più tipicamente africana. Il sud rappresentava quindi per il mese di marzo, periodo di piogge, una meta più favorevole. Finalmente si parte…..

Lunedì 7 marzo 2005 ore 23.30 arrivo nella capitale Antananarivo.

Al controllo dogana, sebbene nascosto in modo certosino il “guanciale di Amatrice” regalo nostalgia per Sandro che non fuma, non mangia l’amatriciana e nutella da molto tempo , viene scoperto !!!! Già perché il nostro programma di viaggio fai da te, inizia proprio da Laguna Blue Resort in località Ampasilava, gestito da un gruppo di persone italiane, scovato per caso su internet e conosciute tramite e.mail!  Con pochi “ariari “ la carne di maiale esclusa dalla alimentazione musulmana ci viene restituita. Siamo in autunno in Madagascar, è tempo di piogge. La costa sud occidentale dove si trova il nostro villaggio ha un clima arido, noi contrari alla profilassi antimalarica abbiamo deciso di escludere dal nostro viaggio il nord troppo piovoso. Amiamo il contatto con la natura e luoghi non affollati per apprezzare lo spirito del luogo ed entrare in sintonia con esso. La capitale una vera metropoli : un traffico che supera quello delle nostre città più popolate, uno smog elevatissimo, migliaia di persone che si muovono, trasportano le loro mercanzie e che ti si appiccicano addosso per elemosinare o vendere i loro prodotti: vaniglia, timbri, cartoline o tovagliette ricamate. Giriamo la città con un prudente e comodo taxi anziché un taxi-brousse , minibus affollatissimo di gente tra la quale si potrebbero nascondere borseggiatori.  Ci soffermiamo a visitare il castello della Regina….. situato in cima alla collina…. dalla quale si gode una bellissima panoramica della città, il lago Anosy e l’orto botanico. Il Rova è permeato dalla atmosfera agghiacciante della storia sanguinaria del re e della regina della dinastia Merina. Guide freelance offrono all’ingresso i loro servizi.  Il palais è in ristrutturazione, non è visitabile!!!  Pausa pranzo al ristorante Sakamanga buona cucina malgascia, mangiamo per la prima volta carne di zebù.  Il nostro autista ci aspetta gentile e paziente , conducendoci a fare spesette al supermercato. Stremati dal caldo e dalla stanchezza arriviamo al nostro hotel “Sifaka” ma sorpresa : i nostri soldi lasciati distrattamente in vista sono spariti!!  Segnaliamo il furto alla proprietaria dell’hotel la quale mortificata ci offre il soggiorno, naturalmente non accettiamo e ripartiamo con sete di conoscenza verso Morombè dove ci aspetta un fuoristrada per raggiungere il villaggio di Lagunablu.  Prendiamo posto su un piccolo velivolo, circa 14 posti, dell’ air Madagascar.  Sorvolare questo tratto di terra è veramente mozzafiato, i colori meravigliosamente indescrivibili: grandi allagamenti per la pioggia notturna: tantissime risaie e campi più diversamente coltivati.  Due scali prima di arrivare alla meta… piccoli gruppi di malgasci curiosi ci aspettano a Morondava dove scendiamo per aspettare che vengano scaricate delle merci. Finalmente Morombè ci aspetta avvolgendoci con un vento caldissimo. Un gruppo di viaggiatori francesi reduci da Laguna blu riesce senza prenotazione ad imbarcarsi. Il velivolo è stracarico e i nostri bagagli abbandonati a se stessi restano sulla pista. Il velivolo ritorna nella capitale, gli uffici chiudono e noi aspettiamo il nostro fuoristrada……. Noh, ma quale fuoristrada … un camion anni 50, di un colore che all’origine doveva essere il rosso ci accompagna al resort!! La pista è difficile. Cinquanta chilometri percorsi in circa due ore, fango e acquitrini mettono a dura prova Meck Garver, il tuttofare del resort, alias Ernesto, che stremato porta a lieto fine questo viaggio avventuroso. Folta vegetazione, baobab ciccioni senza fronde, stupiscono il nostro sguardo che senza confini si nutre dei colori di un mare che durante le nostre giornate muta l’aspetto: influenzato dalle fasi lunari, ogni cinque ore e quaranta minuti arriva la bassa e alta marea, si avvicendano i colori intensi del verde e del turchese e del blu!!! La natura è incontaminata. Siamo in un deserto con tantissime forme di vita. Fenicotteri rosa volano sulle nostre teste tra una nuotata e un bagnetto mentre una murena passeggia sotto di noi per tornare nella tana. Durante la bassa marea donne della tribù “vezu”, vicina al nostro resort, cantando, vanno a caccia di polpi e i ragazzi vengono a vendere aragoste e granchi al villaggio. Si dice sia autunno e tempo di piogge….. beh in questo suggestivo luogo è una perfetta estate!!

10 marzo giovedì

Al resort i proprietari ci coccolano un po’. Siamo gli unici ospiti! Sandro è medico e insieme a sua moglie Rosanna offre assistenza ai malati che ogni mattino aspettano di essere visitati;  Ernesto, suo cognato è superattivo: un albero da potare (quello che davanti al nostro bungalow ci impedisce di ammirare i rossi tramonti) una pezza di gomma da cucire sul gommone, manutenzione al preziosissimo camion che deve essere sempre in gran forma già perché la pista da Morombè a Tulear è faticosa, ogni sorta di ostacolo potrebbe impedire di raggiungere queste città per l’approvvigionamento.  C’è Manu, premurosa e attenta nella cura del menu e poi c’è il piccolo Vittorio, il lemure di tre mesi che accarezza le nostre spalle. Dunque, dopo aver mangiato deliziosi tagliolini al granchio e polipo con patate, andiamo a visitare il villaggio. Ci appare mite e discreto, gli abitanti sorridono e salutano, sono le cinque del pomeriggio e i bambini curiosi escono con le mamme dalle capanne di paglia. Piroghe coloratissime sono sulla spiaggia e un pescatore circondato da caprette, riammaglia la sua rete.  Accanto al villaggio c’è un piccolo promontorio ricco di verde e alberi da frutto. Insomma mare e campagna!!  Sta arrivando la sera e…l’alta marea, occorre tornare a casa. Ogni sera alle undici si spengono tutte le luci, ma basta alzare lo s guardo e veniamo rapiti da un cielo stellato che nemmeno allo Tzsao Est abbiamo visto così affollato di costellazioni, Orione e altri fratelli, Venere e naturalmente Marte, ci cadono addosso senza mai stancarci di osservare. Beh… mi sento piena di bellezza e per oggi può bastare

Venerdì 11marzo.

Il bungalow ha un bagno en plain air. Già, puoi fare pipi guardando le stelle e lasciare le porte aperte, comporta avere un po’ di fresco ma anche tante zanzare ma non quelle anophesis, pertanto spesso durante la notte morsi di zanzare pruriginose ci svegliano…. Ma è quasi l’alba. Dal mio letto, porta finestra spalancata, colgo tutta l’intensità di questi colori tenui e il mio silenzio si fa ancora più silenzioso. In fondo oltre la barriera corallina, la lingua di terra bianca è l’isoletta che vorremmo visitare Ma oggi si va alle tre Marie, tre spiagge bianche incontaminate ,separate da costoni ricchi di ostriche che golosamente Ago divora armato semplicemente da un sasso: Incrostazione di corallo e conchiglie. La bassa marea offre passeggiate sul fondo marino entusiasmanti. Grossi ricci intelligenti sono fermi nelle pozzette e conchiglie meravigliose corrose dall’acqua e dal tempo, e ancora intatte sono preda dei nostri occhi e delle nostre mani. Ore 16: torna l’alta marea e il mare ora è di un verde smeraldo, identico colore delle agavi che circondano il villaggio!!! Il vento è vivace e il mare un po’ ondoso. Si fa un bagno?

Mercoledì 16 marzo

Il tempo non si è fermato. Ora siamo qui a Morombè un piccolo sperduto aeroporto. Aspettiamo da circa due ore il velivolo che ci porterà a Tuelar e poi a Tanà. I giorni trascorsi a Laguna Blu sono volati via. L’escursione a piedi per due ore fino ai baobab e alla foresta spinosa credo sarà incaccellabile come indimenticabili gli “occchi” grandi dei bimbi. Ho provato imbarazzo e tenerezza. Cosa pensano i loro pensieri? Qualche volta ho letto paura. Nel villaggio di Ampasilava come in quello di Andavadoaka gli uomini lavorano il legno, altri sono pescatori d’eccezione, le donne sfornano figli, bimbi malati di bronchite cronica : dormono nelle notti umide su pagliericci sulla sabbia. Le ragazze e le donne dedicano molto tempo alla cura dei loro capelli e tutti curiosi si avvicinano al nostro passaggio.  Domenica scorsa , Paolo arrivato da poco nel villaggio ci ha portato ad assistere alla celebrazione malgascia della messa. Il prete dopo la sua lunghissima predica ha interrotto il suo compito di celebrante e per ospitalità ci ha tradotto in francese il vangelo di Lazzaro appena raccontato!!! Centinaia di “occchi” erano puntati su di noi che annuivamo un timido we… bien… mercy.. Il Madagascar è estesissimo, per raggiungere località a 400 500 1.000 chilometri ci vogliono giorni!  Le strade o meglio le piste in questa stagione sono impraticabili. Altrettanto difficile trovare posto sui piccoli charter che permettono di raggiungere prima le varie località, insomma per i nostri mille chilometri percorsi in volo abbiamo impiegato: due ore da Ampasilava a Morombè. Attesa di tre ore a Morombè prima di volare per Tulear (circa 40 minuti). A Tulear aspetiamo altre quattro per volare fino alla capitale Tanà . Totale dieci ore. Gli ultimi giorni della nostra vacanza li trascorreremo nel parco del Perinet (speriamo non piova!).
Avremmo desiderato visitare il parco dell’Isalo o quello roccioso ma per motivazioni logistiche e organizzative, coincidenze voli e difficoltà di trasporto hanno fatto riconsiderare la scelta.  All’aeroporto di Tanà ci aspettano Pierrot e Maurice, contattati per la nostra esperienza nella foresta pluvialei dai nostri amici di Lagunablu. Ritiriamo il bagaglio dopo essere stati assaliti da appicicosi taxisti locali. Il nostro taximan non è quello che avremmo desiderato!!  Buono gentile educato ma taciturno e poco sveglio… parla solo se interrogato in un francese che appena comprende. Non è malgascio. I malgasci imparano il francese a scuola quindi buoni interlocutori per me che il francese lo studio da due anni!!!! Sono le 18.30 a Tana, è buio pesto e brulica di gente il traffico è vorticosamente lento e uscire dalla città comporta più di un’ora. La gente è a piedi ma molti in bicicletta rischiano di schiantarsi al suolo.  E’ un via vai di gente. Negozietti di spezie e frutta e carne lungo le strade. Tutto è così caratteristico e incredibile!! Dobbiamo raggiungere Andasibe, a 140 chilometri di distanza. Comincia a piovere e la strada è difficile, piena di curve. Tantissimi camion con i loro fari abbaglianti, lungo la strada aspettano le 20,00 per entrare in città.
Il nostro autista non nasconde ansia nella guida e noi la avvertiamo. Il mio timore delle zanzare aumenta con l’aumentare delle pioggia e nonostante tutti i miei spray, cremette antipunture vengo punta attraverso i pantaloni e i calzini. E’ già tardi e il nostro Vacuna Lodge è ancora molto lontano. La fame si fa sentire e decidiamo di fermarci a cenare in un paese di passaggio, si chiama Monoramba: è una piccola osteria o meglio una bettola non c’è alcun ospite: ordiniamo crevettes di fiume e riso al prezzo di 3 euro a persona. Mi scappa la pipì : mi offrono una latrina fuori il fabbricato nel mezzo della campagna con cani che abbaiano e zanzare affamate di sangue……. Ci rimettiamo in marcia e proseguiamo verso il Vacuna. La notte nasconde il paesaggio e grande è l’umidità. La pioggia si è fermata…prsto a dormire la stanchezza non mi impedisce di lasciare la tenda scostata per intravedere al risveglio il mattino…. E se a Lagunablu i miei occhi erano inondati da albe rosa che trasformavano il cielo in un azzurro intenso e di un mare dai colori mutevoli ora cosa vedo? Davanti a me una folta e rigogliosa foresta, un laghetto con ninfee e… Pioggia, pioggia pioggia. Ma ecco il sole e allora via ad esplorare il parco alla ricerca dei lemuri e all’ascolto del grido lamentoso dell’indri. La nostra guida Etienne ci accompagna con una ricercatrice dell’università di Tanà in questo itinerario entusiasmante. I lemuri non si fanno aspettare li avvistiamo sdraiati sugli alberi a cibarsi di foglie e di bacche rosse. La vegetazione è a dir poco incredibile. La varietà delle piante medicinali è enorme come enorme la maestosità degli eucalipti e degli alberi di palissandro.  Le piante “sensitive”si accartocciano al lieve tocco delle mani, le orchidee sono rare, non è questo il periodo della loro fioritura.  Gli Indri specie di lemuri esistente solo nel Madagascar, saltano in modo acrobatico ed emettono dei rumori vocali veramente incredibili, segnali di richiamo per le femmine. Il parco è grande e il nostro accompagnatore ci porta nella parte abitata dai coccodrilli che numerosi accorrono al richiamo simulato per il pasto. Mangiano circa un chilo di zebù al giorno!! In alcuni ristoranti si mangia la loro carne, destinata solo ai turisti. Nel pomeriggio ci rechiamo ad ammirare, in una piccola foresta (attraversata in canoa! ), altre specie di lemuri, sifaka, lemure coronato, catta macaco……, che ghiotti di banane ci vengono incontro saltando con giochi acrobatici, avvitandosi e rincorrendosi su rami flessibilissimi . I due giorni nella foresta pluviale sono trascorsi voracemente ed è arrivato il momento del ritorno a casa…… E’ già casa….  Ma la voglia di ripartire resta intatta dentro le nostre valige.

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