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Viaggio in Namibia low cost
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Viaggio in Namibia low cost

Di Cristina Randagianelmondo25 ottobre 2016

Viaggio in Namibia low cost

CAMBIO (aggiornato a luglio 2016)

La valuta della Namibia è il Dollaro Namibiano (NAD)

1 NAD = 0.06197 €

1 Euro = 16.331 NAD

SPESE IN EURO

Siamo ovviamente lontani anni luce dai budget molto minimal degli anni scorsi, ma ho fatto quello che potevo. Dormito in ostello o pensioni economiche, evitato del tutto i ristoranti, tranne in un’occasione in un cui era già compreso nel prezzo dell’escursione, viaggiato in bus, usato tour operator economici.

Cibo: 413.56 NAD (25.62 € )

Trasporti: 340 NAD (di cui già 290 per andare dall’ostello in aeroporto, 21.07 € )+ 33 USD (bus Intercape da Livingstone a Windhoek).

Pernottamenti: 1330 NAD (82.42 € ). Questi si riferiscono a Windhoek, perchè altri erano già compresi nelle escursioni acquistate.

Escursioni: 15135 NAD (937.91 € ). Nel dettaglio: 1870 per una escursione giornaliera a Naankuse, 300 escursione di mezza giornata a Katutura, 4540 safari all’Etosha con Wild Dog Safaris, 8425 escursione di 3 notti/4 giorni nel Namib Naukuluft National Park, con African Extravaganza

Cellulari: 65 NAD (4.02 € )

Totale : 17283.56 NAD + 33 USD (1100.10 € )

Se aggiungiamo le spese del volo 453 € + i 91 del volo da Windhoek a Johannesburg, siamo a 1644.10 €, tenendo conto dei soli giorni trascorsi in Namibia, ossia 9.

VOLI

Ethiopian Aiways, ne parlo nella sezione Botswana.

Volo Windhoek – Johannesburg con Air Namibia, 91 € , puntuale. Spuntino a bordo.

SPOSTAMENTI INTERNI

Lonely Planet racconta che la gente di colore del posto si sposta su taxi collettivi che di solito partono dalle stazioni di servizio. Nonostante io abbia cercato tanto su internet, e anche chiesto, non sono riuscita ad avere risposte, prima di partire, se vi sia modo di muoversi in Namibia in combi, taxi collettivo, o qualsiasi cosa che non sia un mezzo privato

Ho raggiunto Windhoek da Livingstone con l’unica linea di bus che pare essere esistente, Intercape Mainliner. 33 USD, 21 ore di viaggio circa. Non confortevole come i cama bus peruviani o boliviani, ma al contrario di questi, la toilette a bordo era pulita e funzionante. Ci si ferma ogni tanto in aree di servizio un po’ squallide, tipo Rundu, dove è possibile comprare qualcosa da mangiare in posti come il Wimpy, un po’ guardinghi dopo che l’autista prima di scendere ha raccomandato di stare attenti che è un posto pericolo.

Per andare alla toilette si pagano 2 NAD, meglio avere contante a disposizione.

Il bus aspetta al confine (Wenela), dove si trova l’ufficio immigrazione più lento fra tutti quelli passati sinora.

Mi sono quindi poi affidata a due diverse agenzie per i miei giri, vedi “organizzazione del viaggio”.

Una volta in Namibia, nelle stazioni di servizio, e così pure per strada, ho visto che effettivamente i combi ci sono, pulmini con dietro un carrellino per tutti i bagagli. Riuscire però a servirsene al bisogno mi risulta un po’ difficile, bisognerebbe andare il giorno prima, e chiedere info alla gente del posto.

CLIMA / ABBIGLIAMENTO CONSIGLIATO

Un po’ più caldo che in Botswana, sia di giorno (28°C circa) che di notte. Qualche grado in meno a Windhoek per via dell’altitudine (1650 mt slm). Necessario un sacco pelo invernale (anche se è possibile noleggiarli). Nelle stanze la sera può essere un po’ freddino. Cielo terso, mai vista una nuvola.

SISTEMAZIONI

Una maggior quantità di foto è stata caricata nelle oppurtune sezioni, in breve: Windhoek – Chameleon Backpackers – 320 NAD una singola senza bagno. Veramente un bel posto, grazioso di aspetto, e vivace di atmosfera, senza esagerazioni. Abbondanti colazioni a buffet servite dalla casa. Spazio cucina ampio ed attrezzato. Piscina (acqua fredda ad agosto). Bagni in comune abbastanza puliti. Nulla da eccepire sulle camere. A pochi isolati dal centro, agenzia viaggi interna efficiente. Raccomandato.

Windhoek – Kate’s Nest Guesthouse – 370 NAD. Ci ho passato una notte sola, visto che nel passaggio da Etosha a Namib Desert mi ero dimenticata di prenotare una notte al Chameleon, e questi non avevano più posto nemmeno nei dormitori. Scelto a casaccio su booking perché il primo nella classifica dei meno cari. Una vera gemma, davvero super. Unico neo, bisogna avere la macchina, perché è lontano dal centro. Atmosfera intima, begli arredi, sprizza buon gusto da ogni poro. Colazione abbondante compresa nel prezzo.

Etosha – tenda a igloo senza letto dentro, fornito un materassino di gomma piuma alto circa 5 cm. Necessario avere il sacco a pelo, anche se credo che pagando un extra sia possibile noleggiarne uno. Namib Desert – Namib Naukluft Lodge non saprei il prezzo preciso, perchè compreso nell’escursione. Un Lodge 3 stelle in posizione straordinaria, in mezzo al deserto. Camere e servizio adeguate ovviamente al prezzo. E’ un tipo di sistemazione che di solito non frequento, quindi ero stupita per ogni piccola comodità. Ho mangiato molto bene (anche i pasti erano già compresi nel computo totale dei costi), eppure ho sentito italiani lamentarsi…

COMUNICAZIONI

I miei compagni di safari in Botswana, i ragazzi spagnoli, mi hanno regalato la loro sim card MTC prima di partire.

http://www.mtc.com.na/packages/pre-paid/mtc-traveller

A mia volta, ho regalato ad una compagna di safari all’Etosha la mia sim Mascom comprata in Botswana

CIBO

Il Chameleon Backpackers è a pochi isolati dal centro, vicino ai supermercati. La cucina è attrezzatissima. Sono stata soltanto una volta al ristorante, quello del resort Naankuse, perché incluso nell’escursione, ed ho mangiato benissimo. Cibi molto raffinati ed artisticamente impiattati. Ambientazione straordinaria. E’ uno di quei luoghi che sinora mi è capitato raramente di frequentare, e non solo in vacanza. I pasti durante i pacchetti all’Etosha e al Namib desert erano eccellenti. Si mangia molta carne (buona). Le verdure crude, lavate con acqua dei rubinetti dei campeggi durante il safari ad Etosha, non mi hanno dato alcun problema.

SHOPPING

In Indipendence Avenue, l’arteria principale di Windhoek, ci sono 3 o 4 negozi bellissimi, che vendono manufatti di ottima qualità. Di fronte, un mercatino di artigianato dove souvenirs molto più economici (quelli che compro io, per intenderci), sono esposti. Ho invece fatto man bassa al Namibian Craft Centre, una specie di via di mezzo. E’ possibile trovare cose carine a prezzi modici.

VALE LA PENA ANDARCI

Direi di sì, nonostante il modo in cui io ho visitato la Namibia non sia quello che prediligo…

ORGANIZZAZIONE DEL VIAGGIO

Vista l’inesistenza di mezzi pubblici, sono stata obbligata a servirmi di pacchetti organizzati. Uno degli operatori più affidabili, nel settore economico, è Wild Dog Safari, già testato da una mia amica, stimata viaggiatrice, per cui mi sono fidata ad occhi chiusi. Servizi simili sono offerti da Cardboard Box Backpacker, pure molto popolare. I vari tour hanno partenze cadenziate, non credo ci sia particolari problemi nell’aggiungersi all’ultimo, visto che si sta in tenda, bisogna solo cercare di arrivare al momento giusto, altrimenti si perde tempo in attesa. La durata dei tour è la stessa più o meno con tutti gli operatori, e a giudicare da quanto visto su internet, anche le varie attrattive raggiunte.

Per quanto riguarda il Namib Desert: ritenendo troppo breve il periodo proposto da Wild Dog Safaris, 3 giorni, ed avendo un giorno in più da dedicarci, ho scoperto alcune agenzie che permettevano di partire tutti i giorni, e concedevano, a chi lo volesse, ulteriori 24 ore da passare in zona. Cardboard e African Extravaganza, suggerita da alcuni utenti su tripadivsor. I primi non mi hanno risposto, per cui ho contattato gli altri. Il prezzo era di circa 200 Eu in più, ma sarei stata in lodge anziche in tenda, un giorno in più, per cui mi sono detta “chissenefrega”. Per i vari commenti vedi alla voce “impressioni” nelle oppurtune sezioni. I prezzi sono invece riportati nella sezione “spese”

FREGATURE / CRIMINALITA’

Città namibiane pericolose di notte, apparentemente. Windhoek anche di giorno.. Quando il nostro bus Intercape è arrivato a Rundu verso le 21.00, l’autista, annunciando i 20 minuti di sosta, ci ha avvisati di fare molto attenzione, perché il posto era “very dangerous”. In realtà, non è che in giro abbia visto tutta questa marmaglia, molto di peggio era stato in Venezuela… A Windhoek, di sera non sono mai uscita perché tanto non avevo nulla da fare, ma anche durante il giorno le ragazze dello staff ci avevano invitato a lasciare tutto, passaporto compreso, nella cassaforte della stanza, ed uscire con i soldi contati, senza macchina fotografica. In realtà poi ho visto turisti in giro con delle belle digitali da più di 1000 Euro appese al collo, e zainetti bellamente appesi sulle spalle. Quello che ho notato è che alle pompe di benzina paiono darsi appuntamento mendicanti e prostitute, criminali non saprei. Al distributore posto proprio di fronte al Namibian Craft Centre, ho avuto la pessima idea di attraversare diagonalmente, anziché aggirarlo ad angolo retto seguendo i marciapiedi. Mi ha inseguito urlandomi dietro una tipa piuttosto svalvolata, che voleva spillarmi soldi. Ho tirato dritto. Nessuna fregatura da segnalare, tutti sono molto corretti.

Windhoek

Trasporti

Bus Intercape Mainliner da Livingstone, 33 USD, 3 corse settimanali. 21 ore di viaggio, compresa l’attesa per i disbrighi delle formalità doganali al confine (Wenela). Sedili non particolarmente larghi o confortevoli, ma almeno la toilette a bordo era pulita e funzionante. Per chi è abituato a viaggiare in Asia o Sud America, le pause pasto in confronto sono un po’ squallide, in tetre stazioni di servizio frequentate da individui un po’ così.

Dormire

Windhoek – Chameleon Backpackers – 320 NAD una singola senza bagno. Veramente un bel posto, grazioso di aspetto, e vivace di atmosfera, senza esagerazioni. Abbondanti colazioni a buffet servite dalla casa. Spazio cucina ampio ed attrezzato. Piscina (acqua fredda ad agosto). Bagni in comune abbastanza puliti. Nulla da eccepire sulle camere, ho dormito nella stanza Pelikan e nella Upupa, lenzuola profumate. Vicino al centro, agenzia viaggi interna efficiente. Raccomandato.

Windhoek – Kate’s Nest Guesthouse – 370 NAD. Ci ho passato una notte sola, visto che nel passaggio da Etosha a Namib Desert mi ero dimenticata di prenotare il Chameleon, e questi non avevano più posto nemmeno nei dormitori. Scelto a casaccio su booking perché il primo nella classifica dei meno cari. Una vera gemma, davvero super. Unico neo, bisogna avere la macchina, perché è lontano dal centro. Atmosfera intima, begli arredi, sprizza buon gusto da ogni poro. Colazione abbondante compresa nel prezzo.
Mangiare Ho quasi sempre mangiato in ostello, tranne un pranzo incluso in un’escursione, a Naankuse, dove, in un ristorante elegantissimo in stile e materie prime locali, ho consumato cibi raffinati e ben presentati.

Escursioni

Naankuse – Osservazione carnivori al mattino, pranzo, e incontro con il popolo San al pomeriggio. 1800 NAD. Naankuse è una fondazione che da circa una decina di anni si batte per preservare la cultura delle minoranze etniche (i San in primo luogo), ed accoglie e cura animali selvatici in difficoltà. La mia intenzione iniziale era visitare il Cheetah Conservation Fund di Otjwarongo, ma poi ho desistito, perché troppo difficile da organizzare senza una vettura a disposizione. Ho quindi potuto osservare i magnifici grandi felini molto da vicino, e molte altre specie, tipo licaoni e caracals.
Essi hanno a disposizione un territorio recintato molto vasto (la tenuta è enorme). I ghepardi facevano addirittura le fusa, sembrava avessero un motore in gola. Ovviamente non a noi, stavano semplicemente esprimendo il proprio benessere.

Troppo presa a fotografare gli animali, mi sono persa gran parte delle spiegazioni della guida. Dopo un ottimo pranzo nella cornice incantevole del ristorante, ed un po’ di relax sprofondata nei soffici divani attorno alla piscina incastonata in magnifica posizione in mezzo alle rocce,
un’altra guida ci ha portato a visitare un villaggio San. E’ ovviamente un’operazione assolutamente turistica. Raggiungiamo in camionetta una radura che ospita capanne, un miniclan di San, e alcuni souvenirs in vendita da loro prodotti.

I San provengono da villaggi nel nord del paese, ed a turno scendono a Windhoek per rendersi protagonisti di questi incontri culturali, detto senza ironia, perché comunque, tramite la traduzione della guida, ci spiegano le loro tecniche di caccia, di raccoglimento del cibo, la loro struttura sociale.
Ho sbirciato nelle capanne: erano vuote, onestamente non credo che vivano davvero lì, è un po’ una messinscena, ad ogni modo è un’esperienza gradevole per chi ha una giornata libera a disposizione, magari in attesa di partire per un’escursione.

Visto che l’ho menzionata, approfondisco un attimino il discorso sulla capitale namibiana. Gli ostelli, in collaborazione con l’ufficio del turismo, organizzano tours a piedi gratuiti di un paio di ore, che sono secondo me un’ottimo modo per avere un’idea approssimativa, e poi magari approfondire in seguito, sempre se si ha tempo, perché sicuramente tutto ciò che sta al di fuori di Windhoek è più interessante. A me è piaciuto molto il vecchio museo centrale, a ingresso gratuito fra l’altro (direi doveroso però lasciare un’offerta, non è il caso di fare gli scrocconi), dove vengono spiegati usi, costumi, storia di tutti i vari gruppi etnici che compongono il variegato mosaico umano della Namibia. Sono esposti anche molti oggetti di uso quotidiano, indumenti, monili, vecchie fotografie.

Un’altra mezza giornata l’ho invece passata a Katutura, uno delle townships di Windhoek. 300 NAD. Non ero mai stata in una baraccopoli, ci ero soltanto passata accanto in macchina in svariati contesti, Kenya, India, Caracas. A Katutura, il cui nome significa “non vogliamo vivere qui” furono deportati tutti i neri che prima vivevano in centro città al tempo dell’invasione sudafricana. La situazione ora è molto diversa perché ovviamente chiunque può decidere dove abitare, basta avere i soldi. Poichè però in centro città le case sono molto care, la maggior parte è comunque costretta a rimanere qui per forza, pur avendo un lavoro, perché gli affitti sono più bassi. In effetti, le case più belle sono costruite in legno, le altre sono cubi di lamiera.

Non si scende mai dalla macchina, se non per visitare un mercato, circondato da ruscelletti di liquami fognari, nulla a che vedere con quello che ho visto in Cambogia o India, comunque. Ci vengono mostrati cibi curiosi tipo larve secche, bevande tipiche per me disgustose, sembra acqua color caffelatte in cui abbiano disciolto lievito di birra, e snack più appetibili, molti tagli di carne cotti all’istante alla griglia. La gente si serve da sola e li cosparge di sale prelevato da recipienti unti. Il festival del colesterolo, insomma. La gente mangia carne in continuazione. L’ultima ora dell’escursione è dedicata alla visita di un’organizzazione no profit, Penduka, molto conosciuta, che dà lavoro a donne disagiate, divorziate, abbandonate o affette da handicap fisici. I loro prodotti, venduti ai turisti, servono a sostenerle dignitosamente. Per lo shopping, vedere alla voce apposita. Ci sono comunque parecchie attrattive, tali da intrattenervi per alcune ore.

Impressioni

Non sarà il massimo della vita, dicevo, ma non ci si annoia neppure, basta organizzarsi ed avere un minimo di apertura e curiosità

Etosha National Park

Trasporti

Camionetta fornita dal tour operator (Wild Dog Safaris). A differenza di quanto usato in Botswana, questa era completamente chiusa, con grandi finestrini scorrevoli, e tetto apribile. Non si corre quindi il rischio di congelare, come successo a Maun.

Dormire

Tenda, condivisa con una giovane veterinaria inglese, che precedentemente al safari aveva lavorato come volontaria per 3 settimane a Naankuse. Una notte a Namutoni ed una a Okakuhejo. Campeggi di stampo europeo, organizzatissimi, con piscina, ristoranti, empori, bagni con docce calde e wc con sciacquone.
Mangiare Il nostro driver, ed il suo aiutante, hanno preparato anche i pasti. Non hanno ovviamente una formazione da chef, ma se la sono cavata ed hanno preparato piatti semplici e gustosi, soddisfando tutti i palati.

Organizzazione del viaggio

Dapprincipio volevo noleggiare un’auto a Otjiwarongo, visitare il Cheetah Conservation Fund, e poi dirigermi all’Etosha, tuttavia a gennaio già tutti i bungalow più economici erano prenotati, per cui ho desistito. Wild Dog Safaris, oltrechè molto raccomandata sulle varie guide cartacee, era stata utilizzata anche da un’amica viaggiatrice che stimo molto, per cui diciamo pure che ho scelto ad occhi chiusi. In ogni caso, tutti i safari all’Etosha, ad eccezione dei costosissimi tailor made, dedicano a questo parco 3 giorni, quindi non è che avessi granchè da cercare come alternativa. Questo tipo di safari è denominato “participated”, nel senso che i partecipanti devono montare e smontare le tende, aiutare nella preparazione del cibo, tipo pelare le verdure, apparecchiare la tavola, e poi lavarsi i propri piatti. Di acqua a disposizione ce n’è pochissima, e tutti i piatti devono essere insaponati e risciacquati cambiando tipo 2/3 volte l’acqua nella bacinella. Non è quindi roba per schizzinosi. I gruppi possono essere numerosi, ad esempio noi eravamo in 13. L’età media dei partecipanti è sui 30 anni. Detto questo, ho preferito questa escursione a quella successiva, più cara, più confortevole, e con gruppo di età più avanzata, perché i giovani sono più vivaci e dinamici, e ci si muove molto di più. Il lato negativo è che, dovendo noi stessi organizzare il campo, abbiamo dovuto ovviamente rientrare parecchio prima del tramonto, o partire ben oltre l’alba, per aver luce sufficiente. Questi, si sa, sono anche i momenti migliori per gli avvistamenti di selvaggina, e quindi sicuramente avremo perso occasioni preziose. Abbiamo dormito per terra su materassini di gomma piuma. Prima notte trascorsa a Okakuhejo, alla cui pozza abbiamo avvistato rinoceronti ed elefanti, mentre invece a Namutoni soltano un’antilope in tutta la serata.

Impressioni

Ambiente arido e molto diverso dall’Okavanago. Gli Etosha Pan, spettacolari, ricordano il Salar de Uyuni. Sarò stata sfortunata, ma non ho avvistato nessun leone, né ghepardi, soltanto un leopardo. I veicoli sono costretti a seguire le piste principali, al limite deviando di un pelino in prossimità delle pozze, alcune naturali, altre artificiali, dove, soprattutto nella stagione secca, gli animali si raggruppano per dissetarsi. Come in Botswana, moltissimi elefanti. Qui si possono ammirare specie che non vivono in Botswana, tipo i dik dik, e i rinoceronti Laghetti artificiali sono stati creati in adiacenza dei campi, è possibile accomodarsi sulle panchine e godere dello spettacolo ad ogni ora, ma il tempo migliore è sicuramente la notte. Se posso dare un consiglio ai tour operators, credo dovrebbero aggiungere un giorno in più a queste escursioni, quindi almeno 4 e non 3.

Sossusvlei ed il Namib Naukluft National Park

Trasporti

4WD con aria condizionata che ha accompagnato me ed un altro ospite al Namib Naukluft Lodge, attraverso paesaggi affascinanti
Per le escursioni, camionetta completamente chiusa.

Dormire

Namib Naukulft Lodge, il prezzo era compreso nell’escursione (8425 NAD), tuttavia credo una singola costi 1175 NAD in modalità bed and breakfast. Posizione incantevole nel deserto, ad un’ora da Sossusvlei. La forma della struttura fa sì che da ogni camera non si riesca a vedere quella accanto, per cui, se i vicini sono silenziosi, si ha l’impressione di avere il deserto per sé.
Costruito con materiali locali, legno e pietra. Ho sempre consumato i pasti al Namib Naukluft Lodge. Su 3 sere, in 2 la cena era a buffet (prima stufati, poi grigliata), nell’ultima servita al tavolo. Colazione a buffet. Spuntini forniti a metà mattina e per merenda.

Organizzazione del viaggio

Contrariamente a Etosha, il fai da te non mi è neppure passato per l’anticamera del cervello, visti i costi dei lodge e la presunta condizione delle strade, che in realtà si sono rivelate poi essere meno peggio di cosa credevo. Visto che le partenze cadenzate di Wild Dog safari mi costringevano ad un inutile giorno in più da trascorrere a Windhoek, ho optato per un tour operator, African Extravanga, consigliato su Tripadvisor, che ha partenze giornaliere. Sono gli inventori del cosiddetto Sossusvlei Shuttle. In questo modo, ho potuto trascorrere una notte in più al lodge, ottenendo l’annullamento del supplemento singola, e partecipando ad escursioni facoltative, lo Zebra Trail, e poi nel pomeriggio la foresta di alberi moringa
e altro pic nic al tramonto osservando altra fauna selvatica, orici e lepri.

Impressioni

Paesaggi stupendi. Purtroppo non ho avuto modo di goderne appieno, e non nel modo che avrei desiderato. Non ho nulla contro il tour operator, che non ha sbagliato nulla, ma forse sono io che non sono adatta a questo tipo di escursioni. Mi è sembrato che la visita alle bellezze straordinarie del deserto non fosse lo scopo del viaggio, bensì un riempitivo fra un pasto e l’altro, come se l’unico interesse della guida fosse quello di sbrigare il più in fretta possibile sta rottura della gita alle dune per riportarci indietro a far pranzo, cosa di cui io avrei fatto volentieri a meno. Vista che comunque l’andazzo era quello di rimpinguarci come maiali all’ingrasso, avrebbero potuto comunque anche organizzare un pasto al sacco. Morale: siamo partiti alle 4.30 dal lodge, siamo entrati in ritardo di almeno mezz’ora perché i rangers non aprivano i cancelli, (almeno abbiamo ammirato l’alba, purtroppo non dalle dune) anziché fondarci alla duna 45 subito, la guida ci ha intrattenuto inutilmente, visto che si poteva fare anche dopo, un po’ dopo l’ingresso, per darci info generiche sul posto. Siamo arrivati alla Duna 45 quando i miei ex compagni di Wild Dogs, che ho riabbracciato con gioia, erano già ridiscesi e si stavano preparando la colazione con una vista impagabile. A noi è stato concessa un’ora sola da passare sul posto. Cosa che è pazzesca, perché non sono riuscita a percorrere tutto il crinale longitudinalmente, ma circa a metà sono dovuta scendere, per non ritardare. Ripartiti di gran carriera, abbiamo lasciato la camionetta al parcheggio, e camminato con la guida per il percorso di circa 1 km che ci ha portato a Deadvlei. Quando siamo stati informati che il tempo di permanenza era 20 minuti mi sono cadute le braccia, perché anche qui in teoria ci sarebbero state altre dune da esplorare. Mi sono presa ovviamente una decina di minuti in più per scattare con calma le mie foto, ma mi sono comunque sentita presa in giro.

Verso le 11 abbiamo raggiunto un’area pic nic e consumato una colazione al sacco, tanti thermos per the e caffe caldo, e succhi di frutta freschi, pane, marmellate, un sacco di cose. Poi la visita al canyon di Sestriem, anche lì venti minuti. Carino, non eccezionale, anche perché il percorso è molto molto limitato. Siamo rientrati alle 2 per trovarci sul tavolo un pranzo freddo (che potevamo benissimo mangiare a Sossusvlei all’area pic nic), e fare un cazzo sino alle 16.30, quando poi siamo partiti per un tour per l’osservazione del tramonto dalle Naukluft Mountains. Ok, bello, ma potevamo stare tutto il giorno sulle dune!!

Mi sono sentita una stupida per non aver pensato di informarmi prima sull’organizzazione delle giornata. Se penso che ho uno dei motivi per cui ho deciso di venire in Namibia era proprio questo posto, beh, sono davvero delusa. E la cosa triste è che tutti i tour organizzati di un certo tipo seguivano la stessa tabella di marcia. Non è un mio problema in particolare, ma ci tengo a segnalarlo. Nonostante uno dei miei compagni avesse avvisato di essere vegetariano, in realtà la sua scelta alimentare non è stato molto considerata. Non dico che dovessero preparargli tofu, seitan, polpette di soia e chissà che, ma sinceramente riso e verdure, per quello che ha pagato, mi sembra un po’ poco… almeno delle lenticchie, o dei fagioli, o una bella pasta… purtroppo tutti sembrano mangiare solo e soltanto carne, buonissima, per carità, ma i vegetariani hanno davvero vita dura…

In conclusione: il Namib Desert è favoloso, ma ANDATECI PER CONTO VOSTRO!!!

Una piccola cattiveria: ho avuto l’impressione che la guida, palesemente in sovrappeso, fosse più interessata a rimpinzarsi delle cose che lasciavamo noi durante i pic nic, e a rientrare più in fretta possibile al ristorante piuttosto che a portare in giro noi. Lo Zebra Trail, che si svolge sulle Naukluft Mountains, su un terreno che appartiene alla proprietà del Lodge, quindi off limits ai non ospiti, è stato molto interessante, anche se le zebre di montagna, che si arrampicano come camosci, sono molto schive. Purtroppo, però molto breve, circa 4 km. Partiti alle 7 siamo rientrati verso le 10, e poi di nuovo niente da fare (a parte, ovviamente, mangiare) sino alle 14.30, ora di partenza per l’escursione alla Moringa Forest, sempre sulla proprietà del Lodge, con relativo avvistamento di qualche animale. Avrei voluto camminare molto ma molto di più 🙁

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Approposito dell'autore
Cristina Randagianelmondo
Cristina Randagianelmondo
La mia formula è fai da te, mezzi pubblici, low budget. In genere prenoto solo il volo aereo, e poi mi arrangio sul posto. Titoli di studio acquisito in anni di vagabondaggi: laurea in stradologia, specializzazione in randagismo avanzato.

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