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Transiberiana fino a Vladivostok
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Transiberiana fino a Vladivostok

Di Luciano Amici2 giugno 2016

“Tutti i viaggi seri della vita hanno un capolinea ferroviario”.

Oscar Wilde


 

1- GUIDE

– Russia, Lonely Planet, 7th edizione marzo 2015, in inglese

– Transiberiana, Lonely Planet, 4th edizione novembre 2012, in italiano

– Trans-Siberian Railway, Lonely Planet, 5th edizione aprile 2015, in inglese

– Trans-Siberian Handbook, Trailblazer, 9th edizione giugno 2014, in inglese

2-LETTURE

– Il Dottor Zivago, Boris Pasternak

– Memorie dalla casa dei morti, Fëdor Dostoevskij

– Michele Strogoff, Jules Verne

– Di questo amore non si deve sapere (La storia di Inessa e Lenin), Ritanna Armeni

3- VOLI

– Roma Fiumicino-Mosca Domededovo (via Zurigo con Swiss Air);

– Vladivostok-Mosca Sheremetievo (volo diretto Aeroflot);

– Mosca Domodedovo-Roma Fiumicino (via Bruxelles con Brussels Airlines)

4- COSTI (€uro 3.400)

– € 2.117 Agenzia San Pietroburgo.it

– € 432 Voli A/R Roma/Mosca/Roma (inclusa assicurazione annullamento, assistenza medica e protezione bagaglio e 15 € per l’imbarco del bagaglio da stiva per il solo volo di andata=258 €) e Vladivostok/Mosca (174 €)

– € 52 trasferimenti

– € 551 escursioni

– € 248 altro (pasti, souvenir, ecc.)

Totale € 3.400

Gli importi sono indicati in €. Per le spese effettuate in Rubli ho effettuato la conversione in €uro dividendo per 73. Tale era a giugno il tasso di cambio (1 €=73 Rubli).

L’ultima volta che sono stato in Russia, nel 2012, il cambio era 1 €=39 Rubli. Il Rublo è legato all’andamento del prezzo del petrolio ed ha risentito della sua caduta. Perciò, andare in Russia adesso è conveniente per il vantaggioso rapporto di cambio tra €uro e Rublo.

Nel costo è compreso (190,00 €) il supplemento per la stanza singola negli hotel (noi eravamo in tre) che abbiamo diviso equamente.

Volendo, si poteva acquistare anche il quarto posto nello scompartimento del treno e occuparlo soltanto noi tre. Noi non lo abbiamo fatto e non ne sono pentito: un paio di tratte le abbiamo fatte in tre, non essendoci il quarto occupante, le altre in quattro e non c’è stato alcun problema. Il mio consiglio è di non acquistare il posto del quarto occupante, ma voi regolatevi come meglio credete.

5- PREMESSA E ASPETTI ORGANIZZATIVI

Era il viaggio che mi mancava!

p6241715Molti anni fa ebbi occasione di leggere, su un mensile di viaggi, un reportage di un giornalista che aveva fatto la Transiberiana nel periodo invernale. Da allora l’idea di questo viaggio è entrato nella mia immaginazione e non ne è mai più uscita. Ed ho sistematicamente pensato che prima o poi lo avrei realizzato.

E’ passato tanto tempo e pur essendo una costante, mi sono risolto a compierlo soltanto ora. Il tempo passa, gli anni incombono e così mi sono detto: o lo effettuo adesso o non lo faccio più.

L’idea è stata condivisa da altre due persone e così siamo partiti in tre.

Ho cominciato a lavorarci dai primi di gennaio 2016 e a chiedere i primi preventivi sia per i soli biglietti ferroviari che per il viaggio completo.

La prima a rispondere subito è stata una agenzia italiana di Milano (www.sanpietroburgo.it), altre agenzie russe o italo/russe hanno risposto dopo parecchio tempo alcune in modo molto vago, un’altra (italo/russa) con un preventivo piuttosto alto (€ 4.700 senza i voli e fino a Irkutsk), il che significava un costo complessivo superiore ai 6.000 €. Un paio di agenzie, tra cui una, sedicente “specialista della Transiberiana”, non hanno dato alcun riscontro alla mia richiesta di preventivo.

Sicché tra assenza di risposte, risposte vaghe od esose, ho deciso di rivolgermi alla agenzia di Milano che si è rivelata impeccabile in ogni aspetto. Gli ho sottoposto un programma, mi è stato fatto un preventivo, lo abbiamo limato un paio di volte, fino alla versione finale. Ho interagito con un addetta competente e paziente (Martina il suo nome). Per questo la ringrazio.

Poiché nessuno di noi tre aveva problemi di tempo, essendo tutti e tre in pensione (dai 63 ai 68 anni, tutti e tre buoni camminatori: indico l’età non per marcare un’impresa, ma per dirvi che l’età, se si è in buona condizione fisica, non costituisce in sé un limite per la effettuazione del viaggio), abbiamo pensato di aggiungere alla Transiberiana anche il tour dell’Anello d’Oro per un totale di 26 giorni. In pratica, due viaggi in uno.

Dall’agenzia abbiamo acquistato il tour di Mosca, l’Anello d’Oro, i biglietti della Transiberiana e gli hotel nelle varie soste della Transiberiana, i costi del visto (incluso il ritiro dei passaporti a domicilio tramite Corriere e la restituzione degli stessi completi di visto con lo stesso mezzo). Era compreso anche il transfer dall’aeroporto Domodedovo all’hotel il giorno in cui siamo arrivati a Mosca.

Volendo, i biglietti si possono comprare anche su internet dalle varie agenzie online o meglio ancora dal sito delle ferrovie russe www.rzd.ru che ora è anche in inglese, ma è un po’ complicato perché la vendita si apre solo 45 giorni prima dell’utilizzo del biglietto (se, ad esempio, prendo il treno il 1° di ottobre, la vendita apre il 18 agosto) e così per ogni tratta bisogna aspettare i canonici 45 giorni per l’apertura della relativa vendita e ripetere ogni volta la stessa operazione. Un po’ complicato, perciò li abbiamo fatti con l’agenzia.

Anche per gli hotel, volendo, si può procedere all’acquisto online (sia tramite il sito degli hotel stessi che tramite gli appositi motori di ricerca) e qui l’operazione è molto più semplice: tra l’altro tutti consentono la cancellazione gratuita, nessun pagamento anticipato e non chiedono i dati della carta di credito.

Per quanto attiene ai pasti, alle escursioni nelle varie soste lungo la Transiberiana ed ai trasferimenti dalle stazioni ferroviarie agli hotel e viceversa e l’acquisto dei voli abbiamo provveduto da soli (spendendo, per questi ultimi, un po’ meno di quanto propostoci dall’agenzia).

Ricapitolando:

con l’ agenzia ho fatto:

– il visto (con ritiro al mio domicilio della documentazione e riconsegna del passaporto con visto sempre al mio domicilio tramite corriere)

– il transfer a Mosca aeroporto Domodedovo/hotel Izmailovo Delta

– i biglietti dei treni e tutti gli hotel

– 1 giorno e mezzo di visite a Mosca

– il tour dell’Anello d’oro

– le tre cene all’isola di Olkhon da Nikita’s Homestead

da soli abbiamo organizzato:

– i voli

– la guida privata a Mosca per un giorno e mezzo

– tutte le escursioni nelle città siberiane

– tutti i pranzi e le cene (ad esclusione delle tre cene a Khuzir, sull’isola di Olkhon, da Nikita’s Homestead).

chilometri-transiberianaPoiché ero già stato a Mosca altre quattro volte e i tour che propongono per la visita della città sono sempre quelli classici (tour della città in pullman, Cremlino, Piazza Rossa, San Basilio, visita delle più belle stazioni della Metro, l’Arbat) ho deciso di partire un giorno prima (come detto sopra per i voli abbiamo provveduto da soli) e con una guida in lingua italiana, contattata tramite web dall’Italia, il giorno di anticipo lo abbiamo utilizzato per vedere Il Monastero delle Vergini, l’adiacente Cimitero Monumentale, Kolomenskoe e Tsarytsino. Poi con l’agenzia abbiamo fatto il tour classico di Mosca e dell’Anello d’Oro (fino a Yaroslavl con un piccolo gruppo e da qui a Vladimir solo noi tre con la guida) con terminale Vladimir da dove, senza fare ritorno a Mosca, abbiamo iniziato la Transiberiana. L’altra mezza giornata libera a Mosca abbiamo fatto la crociera sulla Moscova e visitato le vie centrali di Mosca, sempre con la guida contattata dall’ Italia.

Le escursioni lungo la Transiberiana le abbiamo fatte con agenzie locali russe contattate dall’Italia e con guide e interpreti di lingua italiana, salvo che a Ulan Ude (l’agenzia locale pur avendo promesso una guida in italiano, ce ne ha mandata una di lingua spagnola con la quale ci siamo fondamentalmente capiti) e Khabarovsk dove, pur contattando più di una agenzia, non è stato possibile reperire una guida in italiano: così abbiamo ripiegato su una guida di lingua inglese chiedendogli di parlare in modo semplice e lentamente data la mia conoscenza non proprio profonda dell’inglese. Il risultato è stato comunque soddisfacente. Sull’ isola di Olkhon le guide parlano solo russo, salvo qualche sporadica parola in inglese. Ma lì non servono parole, è la bellezza degli scenari che domina su tutto il resto.

6- ITINERARIO

– Mosca e relative escursioni

– Anello d’Oro (Sergiev Posad-Rostov Veliky-Yaroslavl- kostroma-Suzdal-Bogolyubovo-Vladimir)

– Transiberiana (Vladimir-Perm-Krasnoyarsk-Irkutsk-Lago Baikal-Irkutsk-Ulan Ude-Khabarovsk-Vladivostok).

I prezzi dei taxi indicati in Rubli sono il costo complessivo delle corse che abbiamo diviso in tre.

8- PERNOTTAMENTI

Abbiamo pernottato 18 notti in hotel e 7 notti in treno.

Gli hotel sono stati tutti ottimi e centralmente collocati, ma con bagni piccoli e senza bidet, che qui non si usa. Ma non sono certo le dimensioni dei bagni e l’assenza del bidet a sminuire il livello degli hotel e la valenza del viaggio.

A Khuzir, sull’isola di Olkhon, la Nikita’s Homestead più che un hotel è un buon ostello con costruzioni tutte rigorosamente in legno, ma è quanto di meglio (anche a detta della nostra guida di Irkutsk) sia possibile reperire in loco.

In tutti gli hotel il personale parla inglese ed è sempre stato di grande cortesia e disponibilità. Addirittura, a Perm (City Star Hotel) la direttrice parlava italiano (ma è stato l’unico caso) avendo lavorato in Italia a Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo.

9- CRONOLOGIA ED ESCURSIONI

2 giugno 2016 Giovedì/Volo Roma-Mosca/Hotel Izmailovo

Volo Roma/Mosca (via Zurigo, con Swiss Air). Il transfer dall’aeroporto Domodedovo all’hotel era incluso nel prezzo che abbiamo pagato all’agenzia.

Visite: Cremlino di Izmailovo, Tenuta dello Zar e Parco Izmailovo che sono tutte e tre vicinissime all’hotel.

3 giugno 2016 Venerdì/Mosca

Visite, con la guida privata, del Cimitero Monumentale e del Convento di Novodevicij, Kolomenskoe e Tsarytsino. Le abbiamo fatte tutte e tre in un giorno.

Nel Cimitero Monumentale (dove sono sepolti tra gli altri Michail Bulgakov, Sergej Bondarcuk, Anton Cechov, Nikolaj Gogol, Vladimir Majakovskij) si trova la tomba di Kruscev, unico segretario del PCUS non sepolto davanti alle mura del Cremlino sulla Piazza Rossa insieme agli altri segretari dell’allora PCUS. “Dimissionato” dal Presidium del Comitato Centrale, gli furono negati i funerali di Stato e la sepoltura sotto le mura del Cremlino insieme agli altri leader del PCUS. Casualmente siamo passati davanti alla sua tomba. Una tomba abbastanza comune, per quella tipologia di cimitero, di cui una giovane ragazza e un anziano signore (verosimilmente dei familiari) si stavano prendendo cura e vi deponevano dei fiori.

4 giugno 2016 Sabato/Mosca

Giornata con l’agenzia: al mattino tour della città: la Cattedrale di Cristo il Salvatore (quella delle “Pussy Riot” del marzo 2012,che venne fatta saltare in aria da Stalin dopo la rivoluzione e nel 1990 è iniziata la sua ricostruzione che è stata ultimata nel 2000), Lubianka, il Bolshoi (solo gli esterni), piazza del Teatro e del Maneggio, la Collina dei Passeri, la via delle Ambasciate, Centro di affari internazionali (Moskva city), il quartiere degli affari della città, la Piazza Rossa e la Cattedrale di San Basilio con gli interni (€ 10,00 pagati a parte), i Magazzini GUM.

Il pomeriggio visita del Cremlino e dell’Armeria (ingresso € 30,00 pagati a parte).

Sulla Piazza Rossa, dietro il Mausoleo di Lenin, sotto le mura del Cremlino si trovano, come dicevo sopra, le tombe dei leader del PCUS, da Stalin in poi (ad eccezione di Kruscev la cui tomba è nel Cimitero Monumentale Novodevicij).

Sotto le mura sono sepolti anche due personaggi non Russi: Inessa Armand (francese, il cui nome era Elisabeth Stéphane, e sepolta là per volere di Lenin con cui ebbe una complicata vicenda sentimentale) e John Reed, il giornalista comunista statunitense che scrisse “I dieci giorni che sconvolsero il mondo”, in cui raccontò la cronaca dei giorni della Rivoluzione d’Ottobre.

5 giugno 2016 Domenica/Mosca

Il mattino, sempre con l’agenzia, le più belle Stazioni della Metro e l’Arbat; il pomeriggio, con la guida privata, gita in battello sulla Moscova e vie centrali di Mosca (via Kamergerskiy, Palazzo dei giocattoli (dal cui punto più alto si gode un bel panorama su Mosca), via Tverskaya, via del Ponte ed altre), piazza del Maneggio, piazza del Teatro (si chiama così perché c’è il Bolshoi), i favolosi interni dell’hotel Metropol (da 300 € a notte, qui ho dormito la prima volta che sono stato a Mosca nel lontano 1974).

6 giugno 2016 Lunedì/Mosca/Sergey Posad/Rostov Veliky/Yaroslavl

Partenza da Mosca e visite di Sergey Posad (considerato il Vaticano Ortodosso), Rostov Veliky. In serata arrivo a Yaroslavl.

7 giugno 2016 Martedì/Yaroslavl/Kostroma/Suzdal

Visitiamo Yaroslavl con il gruppo al mattino, poi proseguiamo solo noi tre con la guida per Kostroma e Suzdal. Il resto del gruppo, 6-7 persone, da Yaroslavl prosegue in treno in serata per San Pietroburgo. Una persona (76 anni) torna a Mosca dove ha lasciato la moto con la quale è venuto dall’Italia e con la quale tornerà in Italia.

8 giugno 2016 Mercoledì/Suzdal/Bogolyubovo/Vladimir/Treno

Visite di Suzdal (stupenda), Bogolyubovo, Vladimir. Qui finisce la parte effettuata con l’agenzia e con la guida, che ci accompagna alla stazione di Vladimir dove la sera, alle 20:25 (qui l’ora è ancora quella di Mosca), prendiamo il treno per Perm, la prima nostra tappa della Transiberiana.

9 giugno 2016 Giovedì/Treno/ Arrivo a Perm

Passiamo la nostra prima notte in treno. E’ un bel treno (il n. 8), con comodi scompartimenti. I treni che abbiamo preso successivamente avevano numeri più alti e sono stati meno confortevoli. Arriviamo a Perm alle 15:23 ora locale (a Mosca sono le 13:23) due fusi orari più avanti rispetto a Mosca.

Alla stazione ci sta aspettando il taxi (che avevamo prenotato tramite l’hotel, costo Rubli 400 pari a € 5,50 in tre). Vediamo la Moschea (vicina all’hotel), una Chiesa Ortodossa, la piazza principale della città (sulla via Lenina), la stazione fluviale dove facciamo la crociera sul fiume Kama (280 Rubli).

10 giugno 2016 Venerdì/Perm

Oggi abbiamo in programma tre escursioni, che poi costituiscono la ragione della scelta di fare sosta a Perm:

– il Gulag Perm-36, l’unico aperto ai visitatori in tutta la Russia;

– la Grotta di Ghiaccio di Kungur;

– il Monastero della Montagna Bianca.

Le escursioni sono con autista, guida ed interprete in lingua italiana. Partiamo alle 8:30 del mattino e torniamo alle 22:00 di sera che è ancora giorno. Abbiamo percorso 450 km. Al Gulag e alla Grotta abbiamo fruito delle guide dei due siti le cui esposizioni ci sono state tradotte dalla nostra brava interprete (una giovane signora di nome Alla, due anni passati in Italia a studiare a Crema e un marito italiano che lavora a Perm ma conosciuto a Praga). All’interno della Grotta la temperatura è di 5 gradi sotto lo zero, per cui è necessario vestirsi di conseguenza. Sono utili un paio di guanti. E’ possibile affittare in loco una giacca pesante al costo di 100 Rubli. La nostra interprete di lingua italiana, partita da Perm con vestiti leggeri (in quel periodo in Siberia faceva caldo), ha fatto così.

11 giugno 2016 Sabato/Perm/In treno verso Krasnoyarsk

Oggi c’è lo Zhivago tour con lo stesso autista di ieri, la stessa interprete (Alla), ma la guida è diversa. Ci hanno spostato il tour di un’ora (dalle 10:00 alle 11:00) portando i bagagli in macchina per poterci accompagnare alla stazione alla fine dell’escursione, evitandoci così di tornare in albergo e prendere un taxi per la stazione.

Visitiamo i luoghi di Zhivago e Lara (Perm è la Yuriatin del romanzo di Pasternak). Eccezionale la guida (mi pare fosse una insegnante di letteratura) che accompagnava la sua narrazione con movimenti del corpo e gesti delle mani. Si vedeva che recitava,viveva la sua narrazione. E’ stata eccezionale.

A Perm ci sono due cose interessanti: la linea verde e la linea rossa. Sono delle linee colorate sull’asfalto: quella verde segnala il percorso artistico (monumenti), quella rossa il percorso culturale. Seguendo le linee si incontrano delle colonnine numerate che, in russo e in inglese, forniscono spiegazioni sul monumento o sul luogo artistico situato in quel posto. Davvero interessante.

Perm è una città trascurata dai viaggiatori della Transiberiana. Ed è un peccato, perché vale davvero la pena trascorrerci un paio di giorni.

Il treno (il n. 092 diretto a Severobaikal’sk, città sulla BAM in cui fa capolinea) parte da Perm alle 15:33 ora locale (13:23 ora di Mosca) con la puntualità che sarà una costante di tutti treni che abbiamo preso. Subito dopo il nostro vagone c’è il “salon” in cui si vendono merendine, birre, ecc.) ed espongono le carte di credito con le quali è possibile pagare. Non le abbiamo viste esposte sugli altri treni che abbiamo preso.

12.6.2016 Domenica/In treno verso Krasnoyarsk

Lungo il percorso, la oramai consueta taiga attraversata da frequenti fiumi. Alla stazione di Barabinsk vediamo le prime babuskhe che vendono pesce affumicato. Nelle stazioni precedenti sono state sostituite da ben forniti chioschi.

13.6.2016 Lunedì/Krasnoyarsk

Arriviamo puntuali alle 8:45 ora locale (ma a Mosca è quattro ore indietro e sono le 4:45). E’ una cosa cui bisogna abituarsi perché sui treni e alle stazioni ferroviarie tutto è regolato secondo l’ora di Mosca, ma come si esce dalle stazioni tutto funziona invece secondo l’ora locale. Considerate che tra Mosca e Vladivostok ci sono sette fusi orari e non sempre è agevole, sui treni, capire quale fuso si sta attraversando perché alle varie stazioni gli orologi indicano sempre l’ora di Mosca e non quella locale. Sono utili gli Smartphone di ultima generazione che, previa attivazione della relativa App, provvedono in automatico a riportare l’ora locale quando cambia il fuso orario (il mio oramai superato Samsung GALAXY S III effettuava regolarmente tali variazioni) .

Al vagone troviamo già in attesa l’italiano di Napoli (il mitico Ferdinando Bustelli!), che avevo scovato sul Web e che vive a Krasnoyarsk, sposato con una russa, che ci accompagna in hotel per una rinfrescata e poi iniziamo l’escursione della giornata che comprende:

– gli spazi antistanti e adiacenti l’hotel Krasnoyarsk (centrale): la piazza, il Teatro, le fontane con le sculture femminili ognuna rappresentante gli affluenti del fiume Jenisej, il Palazzo del Comune, uno sguardo al fiume e al lungo ponte dalle molte e belle arcate;

– visita alla splendida Riserva Naturale Stolby, raggiunta in seggiovia (c’è anche un altro percorso, totalmente a piedi, per arrivarci di 7 km, ma bisogna camminare su una strada asfaltata su cui transitano le macchine, non ne vale la pena). Arrivati in cima c’è un bel cammino di 4 km, tra alte conifere e splendidi fiori di color arancio, per arrivare ad uno Stolby (sono formazioni rocciose) e godere di un bel panorama sulla Riserva e sugli Stolby disseminati in lontananza;

– il pomeriggio gita e sosta alla centrale idroelettrica. Lungo il percorso sosta sul belvedere sul fiume Jenisej ed escursione panoramica di Divnogorsk;

– la sera, dopo cena, andiamo a fare un giro sul lungofiume (è vicino all’hotel) pieno di locali e animatissimo di gente per mangiare o anche solo per bere qualcosa.

14.6.2016 Martedì/Krasnoyarsk/In treno per Irkutsk

Facciamo il tour della città:

– il lungofiume

– l’isola alla confluenza dell’affluente Kaca nello Jenisej

– il luogo in cui è sorta la città

– il monumento a Andrej Dubenskoj, il cosacco che nel 1628 fondò la città

– il Parco della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica

– il Monumento al Cavallo Bianco

– il battello utilizzato da Lenin ( fu imprigionato nei dintorni di Krasnoyarsk a Susenskoe dal 1897 al 1900) e da Nicola II prima di diventare Zar

– la cappella Paraskeva Pyanitsa sulla collina che domina la città

– percorriamo via Lenina (via principale della città) e le vie Marksa e Mira (via della Pace) che insieme a via Lenina sono le arterie più importanti della città

– la cattedrale Cattolica della Trasfigurazione edificata dai polacchi e l’adiacente scuola di musica

– il Monumento di Puskin e di sua moglie Natalia Goncharova. A Puskin è anche intestato il Teatro drammatico

– la casa-museo del pittore Surikov

– ed, infine, il magnifico Museo Regionale Etnografico, assolutamente da non perdere!

La nostra eccellente guida italiana ci accompagna alla stazione dove abbiamo il treno alle 13:24 (9:24 ora di Mosca) destinazione Irkutsk e che parte puntualissimo come sempre. Lungo il percorso (io me ne accorgo a Tayshet dove c’è la diramazione per la BAM) cambia il fuso orario e, quindi, siamo a + 5 (come a Irkutsk) rispetto a Mosca.

15.6.2016 Mercoledì/In treno/Arrivo a Irkutsk/Isola di Olkhon

Al vagone del treno alla stazione di Irkutsk c’è ad attenderci Natalia, la guida che ci farà vedere la città insieme all’autista che ci aspetta nel parcheggio antistante la stazione.

Vediamo:

– la Cattedrale dell’Epifania

– la Chiesa di San salvatore

– la Chiesa Polacca

– il fiume Angara

– il monumento all’esploratore

– piazza Kirov, antistante l’hotel Angara e piazza principale della città

– la scultura del regista Gaidai

– le fontane in piazza del Lavoro

– il Monastero Znamensky

– la casa-museo del decabrista Trubetskoy

– Casa Europa, la più bella costruzione di Irkutsk (era di proprietà di un mercante)

– le vie Carlo Marx e Lenina, le più importanti della città

– il quartiere 130

– il Monumento di Alessandro III

– il Museo Etnografico.

Finita l’escursione la guida ci accompagna con l’autista alla stazione dei bus dove alle 14:00 abbiamo prenotato il transfer (operazione fatta dall’Italia, costo 150 Rubli di prenotazione + 800 Rubli pagati in loco, totale 950 Rubli) per l’isola di Olkhon. Per delicatezza, Natalia contatta telefonicamente l’agenzia del pulmino che ci porterà a Khuzir e ci indica il luogo preciso di partenza, che sta dalla parte opposta della strada rispetto alla stazione dei bus.

Il pulmino parte alle 14:08, raccoglie un po’ di gente per strada e, dopo una sosta lungo il percorso, arriviamo a Sakhyurta alle 18:30 dove tra attesa, tempi di imbarco e attraversamento del breve braccio di lago passa un’altra mezz’ora. Alle 19:00 sbarchiamo sull’altra sponda, siamo sull’isola di Olkhon, e arriviamo alla Nikita’s Homestead alle 20:30. Il percorso dallo sbarco dal traghetto a Khuzir è durato 1h e 30’. La strada è pessima e tutta sterrata, non c’è un centimetro di asfalto.

Giunti da Nikita’s Homstead prenotiamo subito l’escursione per Cape Khoboi per l’indomani (800 Ru, pranzo incluso).

16.6.2016 Giovedì/Isola di Olkhon/Escursione a Cape Khoboi

Prima della partenza per l’escursione a Capo Khoboi, faccio un giro alle Rocce dello Sciamano che sono molto vicine alla Homestead di Nikita. Ci si può arrivare uscendo dalla struttura e girare subito a destra oppure, più brevemente, di fronte alla reception andando a destra per un sentiero interno che giunge a un cancelletto oltre il quale si accede alle Rocce dello Sciamano.

Alle 10:00 arriva la guida con l’UAZ, 4×4 integrale, per l’escursione a Capo Khoboi. Si attraversa il Parco dell’isola (taiga fitta e incontaminata, ingresso Ru 90 non incluso nel costo dell’escursione). Facciamo tre soste lungo il percorso da cui si hanno scorci del lago di indicibile bellezza

Raggiungiamo il Capo Khoboi alle 13:05, pranzo (incluso nel prezzo), ritorno verso la Homestead con due soste lungo la strada: alla Montagna dell’Amore e ad una stazione Meteo ai margini del Baikal. La gita termina alle 17:15 con il rientro alla Homestead.

E’ STATA LA GIORNATA DELL’INCANTO DEL BAIKAL!

Se volete vedere il Baikal in tutta la sua straordinaria maestosità, andate sull’isola di Olkhon, non a Listvyanka o a Bolshie Koty che non rendono pienamente onore alla grandiosa bellezza del lago.

17.6.2016 Venerdì/Giornata libera a Khuzir (isola di Olkhon)

Questa giornata la dedichiamo al riposo restando nel villaggio di Khuzir. Il villaggio non ha nulla di interessante e si snoda su tre vie più importanti: Puskhina (con bei negozi e bancarelle di souvenir), Baikalskaya (la via principale) e Lenina (quella che conduce da Nikita e dove si trova l’ufficio postale dove spedisco qualche cartolina – sono arrivate ai destinatari).

Vado ancora a rivedere la magia delle Rocce dello Sciamano e a guardare e godere la meraviglia del Baikal. A mettere i piedi in acqua si resiste solo per pochi secondi, tanto è fredda. Anche se c’è qualche spericolato/a che fa il bagno.

Sulla Baikalskaya c’è un cafè internet e l’ufficio che vende i biglietti per la tratta Khuzir/Irkutsk. I pullman partono proprio davanti all’ufficio e i biglietti costano 510 RU + 130 Ru per i bagagli, ma se si vuole essere lasciati presso il proprio hotel il biglietto costa 610 Ru + i 130 Ru del bagaglio. Meno di quanto pagato da noi per il transfer acquistato da Nikita (150 i diritti di prenotazione + 700 per il pulmino=850 Ru + i 300 Ru per il transfer in hotel a Irkutsk). Sempre sulla Baikalskaya c’è un piccolo chiosco che vende escursioni, anche in nave, sul Baikal.

Il proprietario della Homestead, Nikita (“buongiorno”, “perfetto”, “tutto a posto niente in ordine”, queste espressioni esauriscono il suo vocabolario di italiano), sempre cordialissimo, mi dice che qui non vengono italiani ma soprattutto inglesi, francesi e tedeschi. Ma io vedo anche parecchi cinesi, sud coreani e giapponesi.

A partire da Irkutsk, ma soprattutto qui sull’isola, i caratteri somatici si mescolano in maniera abbastanza evidente. Qui ci sono tanti buriati.

18.6.2016 Sabato/Isola di Olkhon/Irkutsk

La Homestead di Nikita è un po’ un grande ostello con tante strutture tutte rigorosamente in legno (spartane ma comode), banye in vari angoli del villaggio. Ed è in piena evoluzione: stanno sorgendo nuove costruzioni e si stanno facendo nuovi sterri. L’ostello si fa più grande.

Partiamo da Nikita’s Homestead alle 10:05 e arriviamo all’imbarcadero per attraversare il breve tratto di lago alle 10:35. All’andata c’era voluto di più.

Alle 11:20 risaliamo sul pulmino (25’ minuti di attesa del traghetto, 20’ la traversata) diretti a Irkutsk. Ci fermiamo un paio di volte lungo la strada e arriviamo alla stazione dei bus di Irkutsk alle 14:45. Chiediamo all’autista del pulmino di portarci all’hotel Angara e alle 15:00 siamo in hotel (300 Rubli il costo della corsa).

Usciamo nuovamente per la città da soli:

– piazza Kirova (antistante l’hotel Angara) in cui c’è un bel mercato

– casa-museo del decabrista Volkonsky

– la Chiesa della Trasfigurazione

– il Memorial dedicato alle mogli dei Decabristi

– la bella ed elegante via Carlo Marx

– la graziosa e interamente pedonalizzata Uritsky Street (ad Irkutsk, e solo qui, le vie hanno la doppia scritta, in cirillico ed in inglese).

19.6.2016 Domenica/Partenza da Irkutsk/In treno verso Ulan Ude

Alle 7:45 prendiamo il taxi che ci siamo fatti chiamare dalla reception dell’hotel per la stazione ferroviaria (costo 200 Ru in tre).

Il treno, come sempre, parte alle 9:09 precise ora locale di Irkutsk, ma gli orari della stazione indicano l’ora di Mosca (4:09, 5 ore indietro rispetto a qui).

Alla stazione di Misovaia rivediamo le babuskhe che vendono l’omul affumicato e questa è la seconda volta, fin qui, tra tutte le stazioni in cui il treno ha fatto sosta.

Questo tratto, tutto gi giorno, lo facciamo in terza classe. La differenza con la seconda classe è che qui gli scompartimenti sono aperti, non hanno le porte scorrevoli di apertura/chiusura.

Arriviamo puntuali a Ulan Ude alle 17:17 ora locale (12:17 di Mosca). Il taxi, prenotato dall’Italia tramite l’hotel, ci aspetta con il solito cartello con i nostri nomi subito fuori dalla stazione e in breve siamo all’hotel Buryatia. Anche qui, come in quasi tutti gli hotel, al piano ci sono contenitori che erogano gratis acqua calda e fresca.

Vediamo piazza Sovetova (che sta dietro l’hotel) con l’enorme testa di Lenin, la adiacente piazza con le fontane e il Teatro dell’Opera e del Balletto (dall’esterno), l’Arco di Trionfo che divide la piazza da via Lenina (la via principale della città).

20.6.2016 Lunedì/Escursioni a Ulan Ude

Partiamo dall’hotel alle 8:40 e arriviamo al Monastero Buddista (Ivolginsky Datsan) alle 9:23. Sono con noi l’autista e la guida, Zoia dai caratteri buriati, che però, contrariamente a quanto concordato, non è di lingua italiana ma spagnola. Comunque non abbiamo difficoltà a capirci.

Ripartiamo dal Monastero alle 11:05 e andiamo al Tempio Buddista (Rinpoche Bagsha Datsan) che si trova su una collina da cui si domina la città e il fiume Uda che la attraversa.

Proseguiamo la visita della città a piedi e in due ore vediamo:

– l’edificio in muratura più vecchio della città (insieme alla cattedrale di Odigitria) in cui si facevano commerci e affari (una sorta di centro commerciale de tempi d’oggi);

– la Cattedrale di Santa Maria Odigitria (la chiesa più vecchia della città) che prima era in legno ed ora è in muratura;

– un centro di medicina tibetana (una sorta di poliambulatorio);

– un mercato all’aperto e uno al chiuso;

– la via Lenina, che è la più importante della città e che per un tratto, interamente pedonalizzato, viene chiamata Arbat come quella di Mosca, anche se non ne ha certo l’eleganza e la raffinatezza. Molto vivace, via Lenina e’ un luogo di incontri, di raduni e di spettacoli;

– la casa in cui soggiornò il principe Nicola II (non ancora Zar) quando venne qui a visionare i lavori della Transiberiana. Ora nell’edificio c’è il Museo Storico di Ulan Ude;

– percorrendo tutta la via Lenina raggiungiamo l’Arco di Trionfo, eretto in occasione della visita di Nicola II. Al di là dell’Arco di Trionfo c’è la piazza Sovetova con la testa di Lenin.

Proviamo, con la guida, a visitare il favoloso Teatro dell’Opera e del Balletto (da qui è uscita una “prima ballerina” buriata la cui scultura, insieme al marito, si trova sulla piazza antistante). Ma non è possibile, le visite sono solo per gruppi e debbono essere programmate in anticipo. Dalle colonne che si intravvedono dall’atrio, il Teatro dovrebbe essere davvero maestoso. Qui finiscono le escursioni della giornata (6 ore di cui quattro per i monasteri e 2 per il tour della città). Il Costo è stato di 2.600 Ru a testa (36 €uro) .

Volendo, il tour della città può essere fatto anche da soli. In fondo, si concentra pressoché esclusivamente su via Lenina e piazza Sovetova, divise dall’Arco di Trionfo. Per cui, partendo dalla centrale piazza Sovetova, superato l’Arco, si scende per via Lenina e la si percorre per tutta la sua lunghezza. Non è che ci sia molto da vedere a Ulan Ude.

21.6.2016 Martedì/In treno direzione Khabarovsk

Abbiamo il treno presto, così alla reception ci danno i cestini in sostituzione della colazione. Le due corse del taxi stazione/hotel e hotel/stazione sono costate 500 Rubli in tre, pagati direttamente alla reception e non al taxi come da disposizione dell’hotel stesso.

Usciamo dall’hotel e il taxi è già lì ad aspettarci. Alle 4:37, ora locale, ci avviamo verso la stazione e in quattro minuti siamo là. Il treno (il n. 44) parte con la consueta puntualità alle 5:55 (00:55 ora di Mosca) e termina la sua corsa a Khabarovosk.

Arriviamo a Chita alle 12:40 ora locale, la sosta dura un’ora e ripartiamo alle 13:40. Data la durata della sosta c’è il tempo di scendere dal treno per sgranchirsi le gambe, fare qualche acquisto alimentare nei chioschi e dare uno sguardo fuori dalla stazione, di fronte alla quale si staglia la imponente Cattedrale dell’Icona della Madonna di Kazan dalle splendide cupole blu e dorate e che costituisce il più importante edificio della città.

Probabilmente una sosta a Chita si lascerebbe senz’altro preferire a quella di Ulan Ude, ma l’ escursione ai Datsan di Aginskoe e Tsugol, lontani dalla città, sono più complicate di quella al Datsan di Ulan Ude e richiede una disponibilità di tempo maggiore.

22.6.2016 Mercoledì/In treno verso Khabarovsk

La ferrovia dopo Ulan Ude risale verso nord per evitare di attraversare la Cina. Alla stazione di Amazar ritroviamo una babuskha e ai margini della ferrovia un paio di fatiscenti negozietti di generi alimentari.

I Russi con cui abbiamo avuto occasione di parlare a Mosca e le guide che ci hanno accompagnato non hanno mai fatto la Transiberiana e ci dicevano “beati voi!”.

Sul treno non ci sono altri turisti e il personale del treno non parla nient’altro che il russo, per cui non ci sono le condizioni per instaurare un qualsiasi tipo di approccio.

23.6.2016 Giovedì/In treno/Arrivo a Khabarovsk

La provodnitsa pulisce il corridoio del vagone tre volte al giorno con secchio d’acqua e straccio bagnato, e una volta pulisce anche il tappetino all’interno dello scompartimento. La manutenzione è davvero eccellente.

Andando verso est il paesaggio cambia: al posto della taiga, grandi pianure erbose con radi alberi, fiori gialli e bianchi sui manti erbosi. Anche qualche rado fiore arancione arricchisce le immense distese erbose.

Alle 14:58, ora locale, puntuale come sempre il treno arriva a Khabarovosk (a Mosca sono le 7:48, sette ore indietro) e c’è il taxi con il cartello ad aspettarci appena scendiamo dal vagone, anche questo prenotato tramite l’hotel dall’Italia.

Il taxi che ci porterà all’hotel Sapporo ci costa 350 Rubli in tre. Impieghiamo meno di un quarto d’ora per il tragitto stazione ferroviaria/hotel Sapporo. Il taxi ci aiuta a portare una valigia dal vagone per la scalinata, la sopraelevata e la discesa fino alla macchina.

Dopo una breve risistemata usciamo dall’hotel e andiamo un po’ in giro:

– vediamo un tratto della via Muravyova-Amurskogo e la piazza Komsomolskaya

– la bella Cattedrale dell’Assunzione

– l’incantevole lungofiume

– facciamo la crociera sull’Amur che dura circa 1h e 15’ (costo 350 Rubli).

In serata, dopo la cena consumata nel ristorante del’hotel, visitiamo nuovamente lo splendido lungofiume. Sono quasi le undici di sera e c’è ancora una notevole animazione: caffè, ristorantini, chioschi, gente che passeggia, anche ragazze sole cui nessuno si permette di dare alcuna noia. Ci sono parchi, giostre, autoscontro ed altre attività ludiche varie, musica di gruppi fino a tarda notte. Il tutto in una bella ambientazione.

24.6.2016 Venerdì/Escursione della città di Khabarovsk/Treno per Vladivostok

Mentre tutte le escursioni fino a Ulan Ude le avevamo organizzate dall’Italia, l’escursione di Khabarovsk la abbiamo organizzata lungo il percorso, poiché dall’Italia non avevamo trovato una guida in italiano. Abbiamo chiesto all’hotel Sapporo via e-mail se potevano organizzarci loro la visita della città. Hanno assunto informazioni e ci hanno chiesto se potevano fornire la mia e-mail all’agenzia con cui loro avevano stabilito il contatto. Alla mia risposta affermativa siamo stati subito stati contattati dall’agenzia che ci ha proposto la visita della città con autista e guida, però in inglese. In tutta Khabarovsk non c’è un solo/a interprete di lingua italiana e così abbiamo ripiegato per la guida di lingua inglese.

All’ora concordata si presentano in hotel la guida (Igor), l’autista (Micha) e Tatiana dell’agenzia che ci chiede se vogliamo pagare in contanti o col Bancomat. Optiamo per il Bancomat. Tatiana collega il POS, digita l’importo di ognuno e noi il nostro rispettivo PIN. Poi se ne va. L’escursione di 4 ore costa 2.533 Rubli a testa (poco meno di 35 €).

La guida è un signore di 68 anni, ex militare, andato in pensione a 45 anni di età. Poiché il mio inglese non è da manuale lo invito ad esprimersi in maniera elementare e a parlare lentamente. Ci capiamo abbastanza bene.

Riepilogo delle visite nelle quattro ore di tour:

– la Cattedrale dell’Assunzione (che avevamo già visto ieri per conto nostro)

– il Monumento a Muravyev

– il fiume Amur

– la Biblioteca Statale di Ricerca dell’Estremo Oriente

– la bella Cattedrale della Trasfigurazione

– l’ imponente Monumento alla II Guerra Mondiale con tutti i nomi dei caduti della città (è proprio accanto alla Chiesa). I soldati della Siberia (di tutta la Siberia, non solo di Khabarovsk) diedero un contributo fondamentale nella battaglia di Stalingrado contro i nazisti: abituati a vivere a temperature di molte decine di gradi sotto lo zero, sopportarono molto più agevolmente dei soldati che provenivano dalla parte occidentale della Russia le più miti (per loro che venivano dalla Siberia) temperature dei luoghi in cui si combatté contro i nazisti. In tutte le città russe sono una costante i Parchi della Vittoria e i Monumenti ai caduti della Grande Guerra Patriottica (così loro chiamano la II^ Guerra Mondiale) che costò alla Russia oltre venti milioni di morti. Così come in ogni città ci sono monumenti a Lenin e strade, di solito le più importanti, a lui dedicate. In giro nessuno parla dell’epoca zarista né si avverte alcuna nostalgia di quel tempo

– la Colonna con i nomi degli eroi dell’URSS di Khabarovsk, di lato al Monumento ai caduti

– via Lenina (la seconda per importanza dopo via Muravyeva-Amurskogo)

– il Dinamo Park

– piazza Lenin con la sua statua e il bello edificio in mattoni alle sue spalle, ora adibito ad uffici

– un mercato all’aperto ed uno al chiuso

– la via Muravyev-Amurskogo (la principale arteria della città).

Gran bella città, elegante, raffinata. Una sorpresa davvero molto positiva. Concepita inizialmente come una sosta più che altro per rendere meno pesante l’ultima parte del viaggio in treno verso Vladivostok, si è rivelata una delle mete più piacevoli dell’intero viaggio.

Alle 17:05 saliamo sul taxi (250 Rubli in tre), chiamato dalle ragazze della reception, e alle 17:20 siamo in stazione dove aspettiamo il nostro treno diretto a Vladivostok che parte alle 19:24 ora locale (ora di Mosca 12:24). La sosta del treno in stazione è stata di 74’ che sono serviti anche per aggiungere alcune carrozze. Lungo il percorso, tra le altre soste, il treno ferma alla stazione Vyazemskaya (15’) dove sulle piattaforme si rivedono le babuskhe.

25.6.2016 Sabato/Notte in treno/Arrivo a Vladivostok

Arrivo puntuale alle 9:30 (ora locale, a Mosca sono le 2:30) a Vladivostok, nella “mitica” stazione che avevo visto solo in foto, ma che avevo tanto desiderato di raggiungere.

A piedi ci dirigiamo verso l’hotel che dista solo 500 metri dalla stazione. Avevo stampato il tracciato del percorso su Google Maps e in pochi minuti siamo in hotel.

E’ presto e la camera non è pronta, così lasciamo i bagagli in uno stanzino e usciamo verso la stazione ferroviaria (per raggiungerla c’è anche un percorso più breve che non supera i 300 metri).

Adiacente alla stazione ci sono gli uffici e la biglietteria dell’Aeroexpress che effettua il transfer città/aeroporto di Vladivostok che si trova nella città di Artyom, a d oltre 40 km di distanza da Vladivostok. Ai treni si accede scendendo con la scala mobile al piano di sotto. Dagli orari esposti su un depliant risulta che il primo treno parte alle 7:21 e arriva alle 8:15 all’aeroporto. Poiché il nostro volo parte alle 9:15 (in realtà poi partirà alle 9:45) consideriamo che ci sono i tempi per prendere il volo utilizzando l’Aeroexpress, evitando così di dover prendere un taxi o il pullman.

Per la visita di Vladivostok l’agenzia che avevo contattato dall’Italia aveva chiesto il pagamento anticipato, ma aveva omesso di inviarmi le coordinate per effettuarlo. A Khabarovsk avevo incontrato un ragazzo di Vladivostok al quale avevo chiesto se fosse complicato visitare la città da soli. Lui mi ha detto che Vladivostok è una città compatta e che non era necessario visitarla con una guida, così abbiamo deciso di fare da soli.

Usciti dagli uffici dell’Aeroexpress e girando a destra percorriamo la via Aleutskaya fino all’incrocio con la via Admirala Fokina (si gira a sinistra) che è pedonalizzata e piena di fontane. In fondo alla via, l’Oceano Pacifico e la baia Sportivnaya.

Torniamo in hotel, prendiamo possesso della stanza e nel pomeriggio ripercorriamo a piedi via Aleutskaya e all’incrocio con la Svetlanskaya svoltiamo a destra sulla piazza Bortsov Revolutsii che oggi è sede di mercato. Proseguiamo sulla Svetlanskaya fino al Ponte del Corno d’Oro e poi ci dirigiamo verso la Funicolare (20 Rubli per salire e 20 per scendere) con la quale saliamo per un tratto, poi ancora un tratto a piedi fino al Belvedere che da sul ponte e da cui si gode una bella vista sulla baia. Appena sopra il Belvedere c’è la statua dei fratelli Santi Cirillo e Metodio (inventori dell’alfabeto cirillico).

Scendendo ci dirigiamo verso il Sottomarino S-56 (ingresso 100 Rubli), visitiamo gli interni (dove c’è una foto di Stalin, unico cenno, oltre alla tomba sotto le mura del Cremlino, della sua esistenza in tutto il viaggio, segno della sua evidente rimozione dalla coscienza collettiva russa). Rimozione che riguarda anche gli Zar di cui non ho sentito far parola in nessun luogo.

Resiste invece, nonostante il crollo del comunismo, la figura di Lenin cui ogni città dedica tuttora un monumento e una delle vie principali, nonché il Mausoleo con il suo corpo imbalsamato accanto alle mura del Cremlino. Eltsin ne aveva proposto la chiusura, la maggioranza dei Russi sembra sia favorevole, ma il Mausoleo è ancora là. Putin ha giustificato la sua permanenza con la spaccatura che si creerebbe nel paese con la sua rimozione. La figura di Lenin è ancora popolare in Russia.

Ovunque, nei negozi russi, abbondano t-shirt con la immagine di Putin. Sarà un segno della sua popolarità in Russia (che è reale parlando con la gente), ma personalmente ho trovato la cosa sgradevole.

Tornando verso l’hotel, ripassiamo agli uffici dell’Aeroexpress dove acquistiamo i biglietti (220 Rubli a testa) per il transfer in aeroporto di dopodomani.

26.6.2016 Domenica/Vladivostok

E’ questa la nostra ultima giornata a Vladivostok.

– Ci dirigiamo a piedi verso Tokarevsky Cape (Tokarevskaya Koshka, è distante ma al ritorno prendiamo il bus n. 60, costo del biglietto 20 Rubli) dove c’è il Faro di Egersheld collegato alla terraferma da una lingua di ghiaia di riporto e da cui si vede, di fronte, il ponte strallato più lungo del mondo (1104 metri) inaugurato nel 2012 e che unisce Vladivostok all’isola di Russky che sta sulla destra, sulla sinistra, invece, il porto di Vladivostok;

– ripercorriamo via Aleutskaya fino all’incrocio con la Svetlanskaya dove giriamo a sinistra per la via pedonalizzata che qui chiamano “Arbat” (in realtà si chiama ulitsa Admirala Fokina) e facciamo tutto il giro della baia Sportivnaya in mezzo a una moltitudine di gente, di bancarelle e di giochi. Oggi è domenica;

– visitiamo la Galleria d’Arte Primorsky sulla via Aleutskaya (ingresso 350 Rubli), ma delle opere del Leonardo e del Botticelli, citate dalla Lonely Planet, non c’è traccia. Ci sono, invece, un Canaletto e un Panini, tanto per restare in Italia. Comunque, della bella arte figurativa anche di autori ignoti;

– un giro nella piazza principale della città, Bortsov Revolutsii (oggi non c’è il mercato);

– la Cattedrale dell’Intercessione, che dalla stazione si raggiunge con il bus n. 7 T (20 Rubli il costo del biglietto a corsa): sono tre fermate. Le guide non la citano, ma è molto bella e vale la pena visitarla.

Vladivostok è stata interdetta ai visitatori fino al 1990 per la sua rilevanza strategica e militare. Oggi è una bella città che si sta aprendo al mondo e al turismo. E’ già un grande porto del Pacifico ed è destinata ad accrescere notevolmente il suo peso e la sua importanza, per cui non c’è dubbio che nel corso dei prossimi anni crescerà in modo esponenziale. Mi auguro che la sua crescita non ne alteri le belle caratteristiche attuali.

27.6.2016 Lunedì/Voli di ritorno Vladivostok/Mosca e Mosca/Roma

Alle 5:30 ci danno la sveglia dalla reception e alle 6:00 siamo nella hall dove ci forniscono il box breakfast e ci dirigiamo a piedi verso la stazione dell’Aeroexpress (sono meno di dieci minuti).

Alle 7:20 parte l’Aeroexpress e arriva in aeroporto nella città di Artyom, circa 45 km a nord di Vladivostok, alle 8:15 (effettua cinque fermate lungo il percorso).

L’aereo lascia il suolo alle 10:50 (3:50 ora di Mosca) e atterra a Sheremetyevo alle 18:00 ora di Vladivostok, ma qui a Mosca sono le 11:00 (in pratica 7 h e 10’ effettive di volo).

Poi il volo di ritorno Mosca/Roma e la fine di un viaggio da fare!

10- VOCI VARIE E CONSIDERAZIONI (in ordine alfabetico)

Babuskhe

Le venditrici alle stazioni sono in via di estinzione e si incontrano solo nelle stazioni più piccole e neanche in tutte. Oramai nelle grandi stazioni della Siberia sono state soppiantate da comuni chioschi, i quali evidentemente fruiscono di autorizzazioni amministrative e versano soldi per ottenerle e questo ha estromesso le venditrici delle piattaforme. Su mia specifica richiesta circa la oramai sporadica presenza delle babushke alle stazioni mi è stata avanzata una ipotesi di natura sanitaria, nel senso che è capitato che siano stati venduti prodotti avariati, cioè i prodotti non venduti appena preparati sono stati riproposti in vendita in momenti successivi in condizioni deteriorate. Non saprei dire se questo sia vero, anche perché, ripeto, in alcune stazioni più piccole si vedono ancora.

Queste persone, nelle stazioni in cui ancora resistono, non amano essere fotografate, per cui possono essere solo oggetto di scatti “rubati”. Può essere antipatico fotografarle quasi di nascosto, ma rappresentano un pezzo di storia della Transiberiana da portare indietro con noi.

Si tratta di persone che, se in passato hanno costituito una caratteristica delle stazioni siberiane, oggi sono destinate ad essere residuali, salvo nelle stazioni più piccole in cui l’apertura dei chioschi può risultare economicamente poco conveniente e può, quindi, rimanere un piccolo spazio per le loro attività.

Bagaglio

Dipende, ovviamente, anche dal periodo, ma non vi portate troppa roba. Noi non abbiamo usato neanche la metà di quello che avevamo con noi (il contenuto di un Trolley medio e uno zainetto). Mentre qui in Italia faceva freddo in quel periodo, in Siberia faceva caldo. A Krasnoyarsk abbiamo avuto temperature di 35 gradi.

Inoltre, nelle stazioni ferroviarie delle città siberiane (almeno in quelle in cui siamo stati noi) non ci sono scale mobili per raggiungere i binari, ma sopraelevate e sottopassi da cui si accede ai binari attraverso scale lunghe e ripide e trascinarsi dietro un bagaglio pesante è un problema non da poco.

Noi abbiamo portato dei capi pesanti perché dovevamo visitare le Kungur Caves (Perm) al cui interno la temperatura raggiunge i cinque gradi sotto lo zero e l’escursione dura più di un’ora. L’interprete, che era vestita leggera, ha affittato in loco un giaccone pesante al costo di 100 Rubli (poco più di un €uro).

Considerate che in quasi tutti gli hotel (almeno in quelli in cui siamo stati noi) ci sono servizi di lavanderia e stireria e i bagni sono dotati di tubi che conducono calore su cui è possibile asciugare gli indumenti più leggeri (calzini, mutande e simili).

Biglietti ferroviari

Come ho già detto, noi li abbiamo fatti con l’agenzia di Milano, ma i biglietti elettronici si possono anche fare online o dal sito delle ferrovie russe (www.rzd.ru) che ha anche una versione in inglese e non possono essere acquistati prima del 45° giorno dell’utilizzo.

Farli alle stazioni ferroviarie in loco è complicato per via della lingua. Da quanto avevo letto, e mi è stato confermato a Mosca, gli addetti agli sportelli non parlano che russo e, in caso di incomprensioni, non è che si dannino l’anima per facilitarvi il compito. Anzi, hanno un atteggiamento piuttosto brusco e liquidatorio.

Tra l’altro, acquistare i biglietti in loco comporta qualche rischio perché, specie nei periodi di alta stagione, potrebbero essere terminati oppure esauriti in una stazione ma reperibili alla stazione successiva. Però hai il problema di come raggiungere la stazione successiva se non hai il biglietto del treno.

Mi ha raccontato l’italiano di Napoli che vive a Krasnoyarsk, e con il quale abbiamo fatto le escursioni in quella città, che a lui è capitato anni fa il caso di un altro italiano che a Krasnoyarsk non aveva trovato i biglietti (lui aveva fatta la Transiberiana nel senso inverso da Vladivostok a Mosca) per proseguire verso Mosca ma erano disponibili a partire dalla stazione successiva, per cui è dovuto andare in pullman ad Acinsk, una città distante 160 km da Krasnoyarsk, sempre sulla linea Transiberiana, dove ha trovato i biglietti per proseguire verso Mosca che non aveva trovato a Krasnoyarsk. In pratica i biglietti per una tratta possono essere esauriti ma possono essere disponibili da una tratta seguente.

Noi avevamo i c.d. biglietti elettronici che l’addetta al vagone nemmeno guardava al momento di salire sulla carrozza. Ci chiedevano solo il passaporto perché loro avevano già un elenco con i nomi dei passeggeri muniti di biglietto elettronico.

Biglietti metro a Mosca

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edinyi-card Carta Edinyi rossa da venti corse

Un biglietto della metro per una corsa singola, a giugno, costava 50 Rubli. Ma è possibile acquistare un biglietto da venti corse al costo di 650 Rubli (si chiama Carta Edinyi,rossa) e può essere utilizzata ai tornelli da più persone. Si passa la carta sul lettore e transita una persona, la si striscia di nuovo e passa un’altra persona e così via fino ad esaurimento della carta. In pratica, con la carta Edinyi possono varcare il tornello 20 persone una di seguito all’altra.
Può essere utilizzata, oltre che sulla metro, anche sulla monorotaia, sul trolleybus, sul bus o sul tram.

 

 

Cambio valuta

Cambiare soldi non è un problema. A Mosca ci sono Cambia valute e Bancomat dappertutto, ma non cambiate in aeroporto dove praticano un tasso più basso che in città. In caso ne abbiate necessità, cambiate in aeroporto il meno possibile. Alcuni taxi prendono anche €uro.

Presso gli uffici dei Cambia valute le banconote debbono essere in buone condizioni, le controllano e se hanno degli strappi, scritte o sono usurate non le accettano.

I Bancomat sono anche negli hotel più importanti e in genere sono sia in russo che in inglese. Laddove siano solo in russo, fatevi aiutare dal personale della reception.

A Mosca il cambio è leggermente migliore che in Siberia (a Mosca abbiamo cambiato 1€=73Ru, a Khabarovosk 1€=71Rubli), ma non saprei dire se ciò sia dovuto alla fluttuazione del cambio o se in Siberia sia proprio più basso.

Caricabatterie

Oltre che negli hotel, è possibile ricaricare iPhone, Smartphone, Tablet, Mp3 ecc. anche sui treni. A metà e alla fine di ogni vagone ci sono prese (sono uguali a quelle italiane, non c’è bisogno di adattatore) per fare operazioni di ricarica, ma molto spesso sono occupate da altri viaggiatori del vagone.

Io avevo con me un caricabatterie con cui potevo ricaricare fino a tre dispositivi contemporaneamente. E’ stato utile, specialmente nelle tratte in treno più lunghe.

Fusi orari

Tra Mosca e Vladivostok ci sono sette fusi orari. Nelle città e nei luoghi in cui ci siamo stati noi erano i seguenti:

Località Fuso orario rispetto a Mosca
Vladimir Uguale a Mosca
Perm + 2 ore
Krasnoyarsk + 4 ore
Irkutsk, isola di Olkhon e Ulan Ude + 5 ore
Khabarovsk e Vladivostok + 7 ore

Pasti

Negli hotel era inclusa la colazione, ma non i pasti, salvo le tre cene da Nikita’s Homestead sull’isola di Olkhon.

Se non avete voglia o tempo per andare a cercare un ristorante, in tutti gli hotel c’è un ristorante dove si può mangiare a costi davvero contenuti. Noi abbiamo speso, per un pasto completo (inclusa acqua o birra), dai 420 agli 800 Rubli (6/11 €).

Sui treni c’è un vagone ristorante in cui si può consumare un pasto o anche soltanto bere una birra o altri tipi di bevande. Anche dalla Provodnitsa si possono acquistare biscotti, merendine e simili. Inoltre di tanto in tanto passa sul treno del personale con un carrello munito di alimenti e bevande.

E poi sui marciapiedi delle stazioni principali, dove le soste durano dai 15 ai 74 minuti (controllate a metà vagone: sono indicate tutte le fermate che effettua il treno e la durata delle relative soste), ci sono dei chioschi che vendono cibi e bevande.

In poche stazioni, oramai, resistono le babuskhe, soppiantate nelle stazioni più grandi dai più moderni e più forniti chioschi.

Lingua

Conoscere i caratteri dell’alfabeto cirillico (non è poi così complicato) è importante, tornerà molto utile per leggere, ad esempio, le stazioni della metro, la destinazione di un mezzo pubblico e alle stazioni ferroviarie lungo la Transiberiana per leggere la mèta e il binario (пути , si legge puti). Piattaforma, invece, si scrive платформа e si legge platforma.

Orologi e sveglia

Vi consiglio di portare due orologi e una piccola sveglia da viaggio. Posizionate un orologio sull’ora di Mosca e uno sull’ora locale. Tenete conto che sui treni e nelle stazioni tutto funziona secondo l’ora di Mosca, ma appena uscite dalle stazioni tutti i riferimenti sono secondo l’ora locale.

Una piccola sveglia da viaggio vi potrà essere utile se, ad esempio, dovete scendere dal treno il mattino presto e durante la notte si cambia fuso orario. A noi è capitato di aver attivato la sveglia dello Smartphone, ma durante la notte, il fuso era cambiato di un’ora in avanti, sicché la sveglia ha suonata un’ora dopo. Nessun problema perché eravamo già svegli e la provodnitsa, cui avevamo fatto richiesta, è venuta a bussarci alla porta dello scompartimento per darci la sveglia.

Rimpianti

Non aver avuto il tempo di vedere gli interni del Teatro Bolshoi a Mosca, appena restaurato, e il Teatro del Balletto a Ulan Ude (in quest’ultimo caso la visita era possibile solo per gruppi e se programmata in anticipo).

SIBERIA (è il futuro?)

Sterminata, affascinante, misteriosa.

Se è vero ciò che dicono gli esperti sui cambiamenti climatici e sulla conseguente desertificazione che interessa l’Africa sub sahariana, parte dell’ America del nord e del sud, l’Australia e circa il 20% dei territorio italiano, e lo spostamento del clima temperato proprio verso le terre della Siberia, si può ben comprendere come qui potrebbero trovare spazio le migrazioni dei popoli causate da tali mutamenti climatici.

Mi è stato detto che già ora qui le temperature, in inverno, non raggiungono più i -40 gradi del passato e che queste non superano più i -20°-25° e che anche a Mosca gli inverni sono meno rigidi che in passato. In sostanza le temperature in Siberia sono già scese sensibilmente.

E se consideriamo che la Siberia rappresenta i ¾ del territorio della Russia (con una popolazione di circa 30 milioni di abitanti soltanto) e una estensione di gran lunga superiore a quella del Canada, della Cina o degli Stati Uniti, si può ben intendere la opportunità che la Siberia potrebbe rappresentare in futuro per i popoli eventualmente espulsi dalla desertificazione, qualora i “grandi della terra” (si fa per dire) non raggiungano le intese necessarie sulla emissione dei gas serra.

Sicurezza

Non abbiamo mai avuto alcun problema, neanche a livello di percezione, sia per le strade che in metro o in treno, di giorno e di notte, in tutte le località in cui siamo stati. Non date retta alle “balle” sui poliziotti corrotti che chiedono il passaporto e poi chiedono soldi per riaverlo indietro. Se mai, è roba del passato.

In ogni caso, e a puro scopo precauzionale, girate con la fotocopia del passaporto e in caso incappiate nel “poliziotto corrotto” non pagate direttamente alla polizia per strada, ma chiedete andare nei loro Uffici. Vi lasceranno andar via perché negli uffici sono tenuti a redigere un verbale e scrivere le relative motivazioni.

Taxi

Noi li abbiamo prenotati tutti tramite gli hotel dove pernottavamo e tutti (tranne uno che ci aspettava subito fuori dalla stazione) sono venuti a prenderci al vagone ferroviario con un cartello con su scritto il mio nome. E’ il modo più affidabile e costano di meno che prenderli alle varie stazioni da soli. Noi abbiamo speso da un minimo di 200 Rubli ad un massimo di 400 Rubli a corsa per tre persone (in pratica da meno di 3 € ad un massimo di 5,50 € da dividere in tre). Prenotati con l’hotel “rigano dritti” perché il cliente può, eventualmente, reclamare con l’hotel e questo potrebbe non rivolgersi più a loro in futuro o fare presente la circostanza alla compagnia di appartenenza del tassista. Addirittura, a Ulan Ude, l’hotel ci ha comunicato tramite e-mail di non pagare il taxi driver, ma di saldare il conto direttamente alla reception.

Ad un nostro connazionale (quello della moto), che ha è stato con noi fino a Yaroslavl, e ha preso il taxi dal centro di Mosca per farsi riportare in hotel (Izmailovo Delta), il tassista ha preteso 4.000 Rubli (=55 €), un furto! In metro sono cinque fermate e il costo del biglietto 50 Rubli. Il costo congruo per quella corsa in taxi è di 400 Rubli!

Traduttore offline

Dotatevi di un traduttore offline, vi tornerà utile per comunicare nel corso del viaggio. A noi è stato utile in treno per chiedere alla provodnitsa di abbassare l’aria condizionata dello scompartimento che era a “palla” e non c’era verso di farglielo capire in altra maniera. Ci è venuto in soccorso il traduttore offline con il quale abbiamo posto la richiesta tradotta in russo e finalmente l’addetta al vagone ha capito e ha conseguentemente provveduto.

Treni

Mi ha colpito la puntualità dei treni. Mai un ritardo nella partenza. Talvolta sono arrivati anche con qualche minuto di anticipo, ma alla partenza sono stati di una puntualità assoluta.

Più basso è il numero del treno, più questo è confortevole. Tutti sono, comunque puliti. Due/tre volte al giorno le provodnitse provvedono a pulire sia i corridoi che gli interni degli scompartimenti.

Tutti hanno un vagone ristorante, dove è possibile consumare un pasto o anche soltanto bere un birra o un altro tipo di bevanda (controllate gli orari in cui sono aperti).

A metà carrozza è appeso un foglio plastificato che indica tutte le fermate del treno e i tempi di sosta in ciascuna stazione. Nelle soste di pochi minuti non consentono di scendere dal treno, ma in quelle più lunghe (dai 15’ ad oltre un’ora nelle stazioni più grandi) è possibile scendere a fare rifornimento nei chioschi situati sulle piattaforme.

Portatevi un MP3, vi sarà utile per “ammazzare” il tempo nei trasferimenti più lunghi.

Nel periodo in cui siamo stati noi non c’erano turisti stranieri e con i russi, causa lingua, era piuttosto difficile comunicare.

Abbiamo trascorso in treno, in totale, 149 h e 51’. La tratta più lunga è stata quella da Ulan Ude a Khabarovsk che è durata 53 h e 3’.

Volo

Se fate la Transiberiana da Mosca a Vladivostok e giunti a Vladivostok tornate in aereo a Mosca fate bene attenzione alla tempistica se dovete cambiare aeroporto per prendere il volo per l’Italia.

Infatti, i voli da Vladivostok atterrano all’ aeroporto di Sheremetyevo e se avete il volo di ritorno da Domodedovo (i due aeroporti sono situati ai lati opposti della città) ci potrebbero volere molte ore per spostarsi da un aeroporto all’altro, specie nei giorni infrasettimanali. C’è un tratto obbligato su uno degli anelli di Mosca, di circa otto km, peraltro a sei corsie per ogni direzione di marcia, per percorrere il quale potrebbero volerci delle ore a causa del grande traffico, con il rischio di perdere il volo di ritorno.

Perciò, o prendete il volo di ritorno direttamente da Sheremetyevo o considerate parecchie ore per lo spostamento tra i due aeroporti.

Tenete conto che quasi tutte le compagnie aeree europee volano da Domodedovo. Da Sheremetyevo volano Alitalia e Aeroflot che hanno però voli diretti su Roma, ma il costo del biglietto è ovviamente più elevato.

I due aeroporti possono essere raggiunti sostanzialmente in tre modi:

1- Aeroexpress da Sheremetyevo alla fermata metro Belorusskaya (420 Rubli e 45 minuti di tempo di percorrenza), da qui prendere la metro (linea verde) fino a Paveletskaya (50 Rubli e circa un’ora di tempo) e da qui prendere l’Aeroexpress per Domodedovo (altri 420 Rubli e 45 minuti). Considerate che dalla zona di ritiro dei bagagli di Sheremetyevo all’Aeroexpress ci vogliono 15-20 minuti e la frequenza dei treni è di 30 minuti, per cui se capita che è appena partito dovete aspettare mezz’ora per quello successivo. E’ senz’altro più rapido ed economico del taxi, ma richiede comunque del tempo dovendo tenere conto anche dei cambi aeroexpress/metro/aeroexpress alle stazioni Belorusskaya e Paveletskaya con bagaglio al seguito;

2- in taxi, ma oltre al costo c’è da considerare un tempo di percorrenza di 4-5 ore per il gran traffico particolarmente nei giorni lavorativi. C’è una compagnia che si chiama Lingo Taxi www.lingotaxi.com, disponibile in chat sul sito) che può essere prenotata in anticipo ed ha in classe economica un costo fisso di 2.700 Rubli (37 €uro), il driver vi aspetta con un cartello recante il vostro nome per un’ora, parla inglese e si può pagare sia in Rubli che in Dollari USA o €uro (comodo se non si hanno più e non si vuole cambiare). Ma chiedete al driver di fare la strada a scorrimento veloce da Sheremetyevo a Mosca (il pedaggio è di 200 Rubli e dovete pagarli voi a parte). Ma una volta a Mosca dovete fare il tratto di 8 km con un traffico pazzesco e qui potrebbero volerci delle ore. Ovviamente nei giorni festivi il traffico è meno intenso e i tempo di percorrenza si riducono considerevolmente. Se avete molto tempo a disposizione quella di Lingo Taxi sarebbe la soluzione più comoda, anche perché andrete diretti da un aeroporto all’altro senza fare cambi e ad un costo ragionevole;

3- a mio parere il percorso più rapido, specie nei giorni lavorativi, è il seguente:

– taxi (2200/2300 Rubli e 20 minuti di percorrenza) o il bus 851 (30 minuti) dall’aeroporto di Sheremetyevo alla stazione metro Rechnoi Vokzal (capolinea della linea verde);

– da qui prendere la metro e, senza cambiare linea, scendere alla stazione metro Domodedovskaya (calcolate un’ora e 15/un’ora e 20 minuti) che consente di bypassare tutto il folle traffico stradale dell’area centrale di Mosca;

– da Domodedovskaya prendere il minibus o il bus Express e in 30 minuti siete all’aeroporto di Domodedovo.

In sostanza grosso modo in meno di tre ore potreste essere a Domodedovo. Ovviamente calcolate, in aggiunta, i tempi di ritiro dei bagagli a Sheremetyevo e quelli di chiusura dell’ imbarco a Domodedovo, oltre a quelli di attesa del bus e del minibus a Sheremetyevo (se prendete il bus e non il taxi) per Rechnoi Vokzal e a Domodedovskaya per l’aeroporto Domodedovo.

Valutate se non sia il caso di prendere un volo di ritorno diretto da Sheremetyevo, compatibilmente, ovviamente, con le differenze di costo relative.

Wi-fi

Tutti gli hotel in cui siamo stati avevano il wi-fi gratuito, quasi sempre previa richiesta della password alla reception.

Per cui si possono agevolmente utilizzare WhatsApp e Skype per comunicare con l’ Italia. Per il roaming, informatevi presso il vostro operatore. Se vi arrivano chiamate di qualsiasi tipo, anche dalle persone che avete in “Rubrica” sul vostro cellulare, valutate se è il caso di rispondere o meno perché, in caso di risposta, per un minuto di conversazione non spendete meno di 10€.

Solo a Khuzir , sull’isola di Olkhon, da Nikita’s Homestead si pagano 100 Rubli per tre ore (password da richiedere alla reception). Ma il collegamento non è sempre agevole, a meno non sia la mattina presto o la sera tardi, quando le linee sono meno cariche.

Io avevo caricato 10 € su Skype. Ho avuto necessità di chiamare in Italia per due volte un numero che non era tra i miei contatti WhatsApp e Skype. Ho chiamato con Skype ed ho speso 0,29 € a chiamata, una inezia.

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Luciano Amici
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