Come arrivare a Koyasan dal Giappone
Bus da Kyoto station, uscita est (Hachijo), stallo H2, 2800 yen + altrettanti per il ritorno, sempre a Kyoto Station.
DORMIRE
Tutti, praticamente, a Koyasan vogliono dormire in un monastero. E’ questo che diventa la classica ciliegina sulla torta, il top dell’esperienza che comunque sarebbe già unica in sé anche privandosene.
Penso infatti che sia il posto più diverso, più tipico, più interessante, più emozionante. Sicuramente una delle chicche del viaggio. Mi era stato raccomandato non solo da altri viaggiatori che stimo, ma anche da giapponesi incontrati in giro per il mondo. 51 templi su 117 offrono stanze per pellegrini e visitatori.
Ho scelto un monastero economico, perché non volevo spendere centinaia di euro, la mia condizione di pensionata non me lo consente. Alla fine, tuttavia, almeno per me è stato come dormire in un ryokan. Non so come sia negli altri, ad ogni modo, e penso che sia ovvio, non c’è interazione fra turista e monaco, nel senso che questi si fanno i fatti loro, e già è qualcosa poter assistere alla loro preghiera mattutina.
Detto questo, Zofuku-In, costo 54 Eu. Bagni in comune, sia in stile occidentale che giapponese. Non è previsto il vitto, ma so che altri lo danno. Dalle foto che ho visto su internet, comunque, la mia stanza non mi è sembrata né meglio né peggio di quelle più costose. Alla preghiera che si tiene alle 6.30 erano presenti due monaci-due, di cui uno è quello che funge anche da receptionist. Molto molto tranquillo. Le stanze si affacciano tutte su un giardino zen che invita alla meditazione ed alla riflessione. Davvero una bella esperienza.
Come arrivare a Koyasan dal Giappone

Koyasan è un sito buddista sacro che fu fondato da Kobo Daishi, o Kukai, nel IX secolo. Kobo Daishi è la più riverita figura religiosa nella storia giapponese, ed è ideatore del buddismo esoterico, un sofisticato sistema filosofico secondo il quale l’illuminazione è raggiungibile in vita attraverso l’appropriata esecuzione di alcuni rituali, che coinvolgono 3 aspetti, segni e gesti del corpo, la voce (mantra), e la mente.
Nell’804, Kobo Daishi viaggiò verso la Cina per studiare il Buddhismo. Dopo due anni, tornò in Giappone per diffondere appunto il Buddhismo Esoterico Shingon che aveva appreso.
Con l’obbiettivo di creare un luogo in cui i monaci potessero studiare e praticare il nuovo culto, Kūkai si servì di un terreno offertogli dall’Imperatore Saga collocato a 900 metri sulla cima di un altopiano, dove nell’816 istituì l’area oggi conosciuta come Tempio Kongōbuji.
In seguito, l’area divenne il centro principale degli insegnamenti del Buddhismo Shingon e tuttora è considerato il sito storico più sacro di tutto il Giappone. Nel 2004 fu designato patrimonio culturale dell’UNESCO con il titolo ufficiale di “Luoghi sacri e percorsi di pellegrinaggio nei monti di Kii”.
Ingresso 1000 yen. Non ovunque è possibile fotografare all’interno, ma ha stanze bellissime.
Costituisce il tempio principale a Kōyasan tanto che il suo nome viene anche utilizzato per riferirsi all’intera area geografica. Originariamente edificato con il nome di Seiganji con lo scopo di onorare la madre di Toyotomi Hideyoshi, fu rinominato Kongōbuji nel 1869.
Cosa vedere a Koyasan
Il tempio fa capo a circa 4000 templi della setta esoterica Kōyasan Shingon. Combinando elegantemente nella sua struttura forma e funzione, in questo tempio è possibile anche ammirare il giardino di rocce più grande del Giappone, il Banryūtei.
Una delle due aree sacre di Kōyasan, la Danjō Garan, fu fondata da Kōbō Daishi al suo ritorno dalla Cina come luogo di raccoglimento lontano dalla città, dove i monaci potessero apprendere indisturbati la nuova religione del Buddhismo Shingon introdotta in Giappone da lui stesso.
Vi si accede tramite un magnifico viale alberato. Quasi tutti gli edifici dell’area sono ricostruzioni in quanto gli originali andarono perduti a causa di incendi boschivi. La ricostruzione della Danjō Garan è un’opera grandiosa il cui compimento ha richiesto il sacrificio e la perseveranza di diverse generazioni.
Conosciuta con il nome di Grande Stupa, la Konpon Daitō (Pagoda Principale) è una meravigliosa struttura rivestita di laccato brillante e si innalza per 48 metri. I lavori di ricostruzione dell’edificio della Pagoda attuale furono portati a termine nel 1937.
Dall’imponenza della costruzione non è difficile immaginare perché tale opera impiegò più di due generazioni per giungere a compimento.
Danjo Garan e Konpon Daitō

All’interno della Pagoda, le statue poste ai lati delle colonne formano con la statua del Buddha Cosmico un maestoso mandala tridimensionale.
Questo importante edificio fu il primo ad essere costruito all’interno della Danjō Garan ed era utilizzato per le lezioni e le cerimonie.
Kōbō Daishi ne avviò la costruzione nell’819 ma morì nel 835 prima del suo completamento. Il Kondō è stato vittima di incendi per ben sette volte nel corso della storia e l’edificio attuale fu ultimato nel 1932.
Si crede che Kobo Daishi risieda a Okuno-In in stato di eterna meditazione continuando ad offrire salvezza al mondo.
Per questo, vengono portati due volte al giorno cibi in offerta. Torodo Hall, con le sue 10mila lanterne sospese, è dove è sepolto. Popolato da enormi alberi di cedro, l’Okuno-in è il luogo più sacro all’intero di Kōyasan ed è anche il cimitero più grande del Giappone estendendosi per oltre due chilometri con più di duecentomila tombe.
Ai piedi del ponte Gobyōnohashi si trovano delle statue di Jizō Mizumuke sui quali i visitatori versano acqua in atto di rispetto verso gli antenati.
L’Okuno-in è un luogo in cui le gerarchie sociali non hanno particolare rilevanza, infatti qui vi si possono trovare membri della famiglia imperiale come persone comuni, samurai come studiosi, implicitamente suggerendo che, una volta passati all’altro mondo, gli esseri umani sono tutti uguali.
Particolare curioso, mai visto prima in vita mia, alcune tombe paiono essere sponsorizzate. A prima vista ho pensato che fosse uno dei cognomi della famiglia, quando ho iniziato a scorgere cose tipo lo stemma della Nissan e “Toyo Tires” allora ogni iniziale dubbio è stato fugato.
Situata di fronte al Mausoleo di Kōbō Daishi, la Sala Tōrō-dō fu edificata come luogo di preghiera. Il luogo è adornato da migliaia di lanterne offerte dai fedeli. All’interno della Sala delle Lanterne si trova un fuoco che viene costantemente mantenuto vivo dai monaci come prova tangibile dell’immortalità del maestro. Nei sotterranei si trovano più di cinquantamila statue che furono donate nel 1984 in occasione del mille-centocinquantesimo anniversario dall’ “entrata in meditazione eterna” (Nyūjō) di Kūkai nell’835.
Reihokan Museum
Reikohan Museum, ingresso 1300 yen. Fondato nel 1921, il museo ospita alcune delle risorse culturali e tesori nazionali più importanti del Giappone. Statue, mandala, dipinti, reliquie e molto altro, nel museo sono conservate decine di migliaia di oggetti che offrono una prospettiva unica sulla cultura Buddhista
L’ho notato mentre mi stavo dirigendo nel pomeriggio del giorno di arrivo ad Okuno-In. Non so perché, non sapevo nulla di questo tempio, mi ha colpito, e mi sono ripromessa di ritornarci il giorno successivo.
L’indomani, sotto una pioggia battente, arrivo davanti al tempio dopo aver visitato il museo, proprio mentre è in corso una cerimonia che coinvolge tutto il paese.
Mentre mi fermo a guardare, scorgo alcuni manifesti all’ingresso, che parlano della “cerimonia del fuoco”, o goma. L’ora è quella giusta, e decido di assistere. E’ un rituale piuttosto lungo, non ho potuto presenziare che per un’ora e mezza, in quanto poi avevo da ritirare i bagagli al mio monastero, e riprendere il bus per Kyoto.
La cerimonia del fuoco Goma
Il goma è una tecnica di preghiera associata al fuoco, il monaco prega per il benessere generale dell’umanità, bruciando 8000 legnetti (soegomagi). La preghiera Goma è il rituale più potente e mistico introdotto da Kobo Daishi.
Volendo, al costo di 1000 yen, se ne può acquistare uno, segnalare allo staff nome e data di nascita della persona che si desidera proteggere e desiderio, e poi andarlo a portare direttamente sull’altare. Il monaco lo brucerà durante la preghiera. In questo modo, tutti i guai, i disastri, le negatività sono bruciate, lasciando pace e felicità.
