Home Viaggi & ViaggiatoriIl Castello di Gifu: storia e panorami della città giapponese

Il Castello di Gifu: storia e panorami della città giapponese

Di: Cristina Randagianelmondo
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Castello di Gifu Giappone panorama sulla città

Storia del Castello di Gifu e della sua costruzione

Bus da Takayama, durata del viaggio circa due ore. Costo 2900 yen.

DORMIRE

Hotel the Textile, vicino alla stazione. Come tutti gli altri, molto pulito. Stanza piccola singola, con bagno. A disposizione, al primo piano, acqua calda e fredda, microonde, e vari tipi di creme per il viso, maschere all’argilla, make up remover, ecc. ecc. Costo 33 Eu. Prenotato su Agoda.

CHE COSA VEDERE

Castello di Gifu230 yen andata ed altrettanti al ritorno. I bus partono dalla piattaforma 12 o 13 davanti alla JR station.

1300 yen funicolare andata e ritorno, ma si può andare anche a piedi.

200 yen di ingresso al castello, che come molti altri, è stato distrutto, quindi tutto quello che si vede è una ricostruzione. Ci sono però dei magnifici costumi da samurai, che sono stati riprodotti da maestri artigiani nei più minimi particolari e dettagli dell’epoca originale.

Il castello si erge in una posizione panoramica, sull’alto di una collina, e questo spiega il fatto che fosse praticamente impossibile conquistarlo. Dall’ultimo piano si gode di una vista bellissima.

O Ukai, 3200 yen, prenotata dall’Italia, perché temevo di non trovare posto, in realtà si può fare tutto anche allo sportello la sera stessa, se c’è molta gente ci saranno più barche.

La pesca con i cormorani risale ad almeno 1300 anni fa, è praticata anche in altre nazioni, ad esempio la Cina. Anche le pareti del palazzo imperiale di Kyoto, o il castello di Nijo, ora non ricordo, sono abbellite da scene di pesca con i cormorani. La stagione della pesca va da metà maggio a metà ottobre, se ci sono problemi di piogge o simili ovviamente le barche non escono. Ciascuna di esse è guidata da un usho, un capo pescatore che controllar circa dieci cormorani alla volta con una serie di cordini.

L’usho è vestito ancora in modo tradizionale, con una gonna di fasci di erba, per proteggersi dall’acqua e dal freddo. Dal 1890, ogni usho a Gifu è stato assunto dall’agenzia della Casa Imperiale al fine di preservare la tradizione ukai. E ogni usho, anche se pesca solo per sei mesi, ha una responsabilità tutto l’anno per i suoi cormorani: addestramento, cura e affetto per circa 20 esemplari.

Nove barche esercitano ancora questo mestiere sul fiume Nagara, nelle città di Seki e Gifu, e chiunque può osservarle dalla riva o da una barca sul fiume. Ma anche al di fuori della stagione di pesca c’è un museo pieno di mostre interattive e multimediali che rimettono in scena i pescatori ukai.

Castello di GifuAttorno al Cormorant Fishing Observation ci sono alcuni hotel di lusso, con affaccio sul fiume, ed alcune viuzze con abitazioni in legno tradizionali, molto carine, tipo Takayama.

Se devo dire la verità, sono rimasta un po’ delusa, ma è tutta colpa delle aspettative che riponevo in questa esperienza. Avevo visto foto, di gente più brava di me, e con macchine professionali, e uso di post produzione, scattate in Cina. La barca del pescatore in questo caso era fissa, ed il fotografo o turista che fosse gli si era avvicinato con altra imbarcazione, e lì è rimasto.

A Gifu, invece, le barche degli spettatori sono ancorate fisse, e quelle dei pescatori, in processione, gli passano davanti. E’ vero che ripetono la sfilata almeno 3 o 4 volte, ma il tutto dura solo pochi attimi, mentre avrei voluto che fosse di più, tutto qui….