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Argentina Patagonia terra del fuoco
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Argentina Patagonia terra del fuoco

Di Luciano Amici16 febbraio 2015

Premesso che questo è un viaggio che DEVE ESSERE FATTO!, ci sono sostanzialmente quattro modi per effettuarlo:  FOTO

1- affittare un fuoristrada a Buenos Aires e fare il viaggio in macchina. Occorre essere almeno un paio di buoni guidatori e preparasi a percorrere migliaia di Km. Sono circa 3.100 da Buenos Aires a Ushuaia, il percorso più breve, ma poiché si faranno diverse deviazioni calcolatene 4.000 abbondanti. Se poi passate prima da El Calafate e poi scendete a Ushuaia per tornare a Buenos Aires in aereo ne farete quasi 6.000 nel monotono e piatto paesaggio patagonico. In questo modo si può personalizzare maggiormente il viaggio, ma è un’opzione che richiede tempi un po’ più larghi e flessibili.

Se fatto da due persone dello stesso nucleo, ad esempio marito e moglie, non credo sia molto economico, perché ai circa 3.500 ed oltre €uro dell’affitto del mezzo occorre aggiungere i costi del carburante che non è economico per gli standard argentini (1,34 €uro al litro, il diesel), e i km da fare sono tanti.  Dall’altra parte c’è il vantaggio indubbio di fermarsi dove si vuole e per il tempo che si vuole, ma è sicuramente più caro, a meno che non si tratti di quattro persone appartenenti a due o più nuclei diversi. Allora le spese vanno divise conseguentemente e il costo si riduce notevolmente. Qualora sia questa la vostra scelta, vi sarà di sicura utilità il sito www.tierradelfuego.org.ar alla voce “Via terrestre”.

2- fare un viaggio tutto organizzato con un operatore turistico. Per chi ama il genere, basta sfogliare un depliant.

3- arrivare a Buenos Aires e organizzare tutto da lì. Sarebbe sicuramente una soluzione più economica rispetto al tutto organizzato dall’Italia, ma è molto rischioso, soprattutto in altissima stagione come è ,ad esempio, gennaio che corrisponde grosso modo al nostro mese di agosto. Ed è pressoché certo, se si intende volare, trovare il tutto esaurito. Per il resto (hotel, escursioni, ecc) non ci sarebbero problemi.

4- redigere un progetto di massima personalizzato e concordarlo con un’agenzia dall’Italia o un operatore turistico in Argentina.

Noi abbiamo adottato questa soluzione (è una modalità per me poco consona) non perché la ritenevamo la migliore ma perché ci consentiva di realizzare il viaggio con i tempi rigidi che avevamo, eliminando i margini di incertezza. I tour operator argentini che abbiamo contattato ci proponevano costi addirittura più alti di quelli di una giovane agenzia di Roma alla quale si siamo rivolti. Abbiamo quindi buttato giù una proposta e confrontandoci con l’agenzia la abbiamo via via perfezionata. Ne è uscito un programma che somiglia molto ai tour classici che si vedono sui depliant, ma i costi sono stati un po’ più contenuti e ci siamo ritagliati qualche spazio autonomo.

Saremmo voluti scendere a Ushuaia via terra almeno fino a Rio Gallegos e da qui in aereo a Ushuaia.

Ipotesi che si è rivelata impraticabile perché avremmo dovuto prendere un pullman da Puerto Madryn fino a Comodoro Rivadavia (circa 6 ore) e da qui un altro pullman per Puerto Deseado (altre 4 ore) con arrivo alle ore 00:30 e il giorno successivo fare la escursione a Isla Pinguino, visita soggetta alle condizioni atmosferiche. Aggiungere altre ulteriori 10 ore di pullman per Rio Gallegos e poi, non essendoci un volo diretto da qui a Ushuaia, tornare a Buenos Aires (o scendere Rio Grande e da qui ripartire il giorno dopo per Ushuaia) e  da qui a Ushuaia (altre 10 ore e 15 minuti tra voli e sosta a Buenos Aires). O, in alternativa, da Puerto Deseado prendere il pullman per El Calafate passando di nuovo per Comodoro Rivadavia (15 ore di viaggio notturno) e poi da El Calafate prendere l’ aereo per Ushuaia dopo le gite ai ghiacciai.

MASSACRANTE in entrambi i casi!

Questo è quanto ci è stato detto. Ma in realtà, ho verificato su internet che un volo diretto Rio Gallegos/Ushuaia, gestito da Aerolineas Argentinas, ci sarebbe, impiega meno di un’ora e mezza per coprire la distanza e costa sui 60 €. Ma non è operativo tutti i giorni, per cui è necessario impostare tutto il viaggio tenendo conto della operatività dei voli tra queste due località.  Oppure da Puerto Deseado risalire fino a Comodoro Rivadavia e da qui volare a Ushuaia.

Ma allora torniamo ancora alla necessità di poter disporre di tempi più lunghi ed elastici. Praticamente impossibile per noi che avevamo i tempi contingentati e rigidi. Un viaggio così, che lo si fa in fuoristrada o con i mezzi pubblici, richiede tempi più lunghi e noi invece avevamo vincoli non superabili.

Anche se non è proprio come lo volevamo noi, ne è uscito comunque un gran bel viaggio. E definirlo soltanto  “un viaggio” è riduttivo perché in realtà sono più viaggi in uno per la varietà dei luoghi, degli ambienti, dei climi. Si va dall’interesse faunistico di Punta Tombo e della Penisola di Valdés, al fascino dell’ estrema Ushuaia, alle meraviglie naturalistiche del Perito Moreno e degli altri ghiacciai, alle Cascate di Iguacù e il suo clima tropicale.

Certo, il viaggio sarebbe stato più completo se avessimo potuto includere anche la parte andina, Salta per intenderci. Ma non avevamo quei 3-4 giorni in più che sarebbero stati necessari e, dovendo tagliare da qualche parte, la scelta è caduta qui, anche perché parecchi anni fa e in due diverse occasioni avevo già visitato le Ande dai versanti dell’Ecuador, Perù, Bolivia e Cile.

Qualunque modalità vogliate scegliere per realizzarlo,

FATE QUESTO VIAGGIO E NON VE NE PENTIRETE!

2- LETTURE:

– Patagonia Express, Luis Sepulveda, Tea

– In Patagonia, Bruce Chatwin, Adelphi

– Ritorno in Patagonia, Bruce Chatwin, Adelphi

– Patagonia Rebelde, Osvaldo Bayer, Elèuthera

– Sopra Tombe ed Eroi, Ernesto Sabato, Einaudi

– Francisco Coloane, Terra del Fuoco, Guanda

“Patagonia Express” di Sepulveda è un eccellente diario di viaggio.

“In Patagonia” e “Ritorno in Patagonia” di Chatwin sono libri di viaggi.

“Patagonia rebelde”, di Osvaldo Bayer, è un testo storico e racconta le drammatiche vicende della rivolta dei gauchos delle estancias e dei lavoratori della Patagonia nel 1921 per conseguire migliori condizioni retributive e la sanguinosa repressione dell’esercito argentino che ne seguì.

“Sopra eroi e tombe” narra, sullo sfondo della complicata vicenda amorosa tra il giovanissimo Martin e la misteriosa Alejandra, le tragedie delle guerre fratricide argentine. Il romanzo prende le mosse dal Parco Lezama, quartiere San Telmo sul limitare della Boca, sotto la statua di Ceres

In ”Terra del fuoco”, Coloane, con i nove brani  che compongono il libro, racconta la Terra del Fuoco attraverso le vicende dei suoi incredibili personaggi fatti  di cercatori d’oro, avventurieri, uomini di mare e rivoltosi.

3- GUIDE:

Ho usato:

– Argentina, Lonely Planet, edizione italiana, novembre  2012

– Argentina, National Geographic, edizione 2013

– Argentina, Routard, edizione italiana 2011

– Argentina, Carta stradale Michelin

Delle tre, ho utilizzato prevalentemente la guida Routard per la sua maggiore praticità e facilità di consultazione, anche se la Lonely Planet è più completa.

4- VOLI:

Volo internazionale con Air Europa e scalo a Madrid sia all’andata che al ritorno. Un signore mi ha detto che il volo con Alitalia, diretto, costava oltre 300 € di più dei 900 €uro spesi con Air Europa. Un altro, che ha volato con Aerolineas Argentinas (volo diretto da Roma) mi ha detto di aver speso 900 €uro. E’ il caso di fare TUTTI I RISCONTRI del caso prima di acquistare il biglietto. Tra l’altro, se all’andata la sosta a Madrid è di un paio di ore, al ritorno è di oltre sei ore. Per cui se non volete fare tutte quelle ore di sosta, prendete in considerazione un volo diretto.

Questo il piano di voli:

ROMA/MADRID

MADRID/BUENOS AIRES

BUENOS AIRES/TRELEW

TRELEW/USHUAIA

USHUAIA/EL CALAFATE

EL CALAFATE/PUERTO IGUACU’ con scalo a  BUENOS AIRES

PUERTO IGUACU’/BUENOS AIRES

BUENOS AIRES/MADRID

MADRID/ROMA

5- COSTI

Costo complessivo € 7.250 in due (inclusi i pasti non compresi – quasi tutti -, circa  300 €uro,  che abbiamo pagato a parte in loco).

Tutti i voli sono costati 3.544 €.

Nel costo è compresa l’assicurazione sanitaria, bagaglio e annullamento viaggio. Dato il largo anticipo (circa 7 mesi) con cui ho definito il viaggio, mi è sembrato  opportuno assumere qualche precauzione.

Essendo gennaio altissima stagione (è come il mese di agosto da noi) i prezzi ne risentono di conseguenza, a partire dai voli, dagli alberghi, dalle escursioni. Insomma l’altissima stagione riverbera su tutti i costi.

6- ITINERARIO

– Buenos Aires

– Puerto Madryn (Punta Tombo/Penisola di Valdés)

– Ushuaia

– El Calafate

– Puerto Iguazù

– Buenos Aires

7-
CRONOLOGIA

10-11 gennaio 2014, venerdì/sabato-Roma/Madrid/Buenos Aires

Partenza da Roma e arrivo a Buenos Aires. Tour guidato della città. Siamo solo noi due con l’autista e la guida. In una città ideale per il poco traffico a causa della giornata di sabato, vediamo in sequenza:

Microcentro, Monserrat, San Telmo, la Boca, la Bombonera, Caminito, Puerto Madero, Retiro, Recoleta , Palermo.

La sera, cena con spettacolo di tango al Cafè de los Angelitos.

12 gennaio 2014, domenica- Buenos Aires

Giornata libera, tutta rigorosamente a piedi. Rivediamo alcuni luoghi già visti il giorno prima e altri ancora con il seguente itinerario:

Avenida 9 de Julio, Avenida Roque Saenz Peña, Plaza de Mayo (Cattedrale, Cabildo, Casa Rosada), Defensa, Plaza Dorrego con il suo caratteristico mercato domenicale del’antiquariato, Puerto Madero, PLaza San Martin, Avenida Florida, Avenida Corrientes, Avenida 9 de Julio.

13 gennaio 2014, lunedì-Trelew/Punta Tombo/Puerto Madryn

Trasferimento in volo all’aeroporto di Trelew e da qui direttamente alla pinguinera di Punta Tombo. Il pomeriggio partenza per Puerto Madryn.

14 gennaio 2014, martedì-Penisola di Valdés

Escursione dell’intera giornata alla Penisola di Valdés.

15 gennaio 2014, mercoledì-Puerto Madryn/Ushuaia

Da Puerto Madryn all’aeroporto di Trelew per il volo su Ushuaia dove arriviamo alle 12:15. Visita della città, prima a piedi e poi con una sorta di city bus (durata poco più di un’ora). Qui fa buio alle 22:30 per cui c’è ancora molto da andare in giro. Nel considerare i tempi di permanenza a Ushuaia, tenete in debito conto del fatto che la giornata qui è cos’ lunga.

16 gennaio 2014, giovedì-Ushuaia

Al mattino escursione al Parco Nazionale della Terra del Fuoco e il pomeriggio navigazione del Canale di Beagle.

17 gennaio 2014, venerdì-Ushuaia

Giornata libera ad Ushuaia. In giro per la città ed escursione al Cerro Martial poco sopra la città.

18 gennaio 2014, sabato-Ushuaia/El Calafate

Ancora in giro per la città che essendo piccola, oramai conosciamo a memoria. Pomeriggio volo per El Calafate. Anche qui fa buio verso le 22:30.

19 gennaio 2014, domenica-El Calafate/Perito Moreno

Visita alla deliziosa laguna Nimez per me (motivi “tecnici” mi hanno impedito di visitare il Perito Moreno), escursione al Perito Moreno per mia moglie.

20 gennaio 2014, lunedì-El Calafate/Perito Moreno

Al mattino visita alla Laguna Nimez (per me è un gradito ritorno), al pomeriggio escursione al Perito Moreno (per mia moglie è la seconda volta in due giorni).

21 gennaio 2014, martedì-El Calafate/Puerto Iguacù

Trasferimento da El Calafate a Puerto Iguazù via Buenos Aires che impegna l’intera giornata. Ma non credo si possa fare altrimenti.

22 gennaio 2014, mercoledì-Cascate Iguacù

Escursione alle Cascate dal lato brasiliano al mattino e il pomeriggio in giro per la cittadina di Puerto Iguazù e visita al Mirador de las tres Fronteras  (brasiliana, paraguaiana e argentina).

23 gennaio 2014, giovedì-Cascate Iguacù

Escursione alle Cascate dal versante argentino e al ritorno in giro per la cittadina.

24 gennaio 2014, venerdì-Puerto Iguacù/Buenos Aires

Ritorno a Buenos Aires e in giro per la città per gli ultimi acquisti.

25-26 gennaio 2014, sabato/domenica-Buenos Aires/Madrid/Roma

Partenza da Buenos Aires, volo Air Europa,  con scalo a Madrid della durata di circa 6h. Da qui, un comodo volo di ritorno Alitalia di poco più di due ore ci porta a Roma.

8- LUOGHI

Buenos Aires: la città è gradevole e merita una visita non superficiale. Noi la abbiamo visitata con guida in lingua italiana (brava) e autista soltanto per noi.

Il secondo giorno abbiamo proceduto per conto nostro per l’intera giornata ripercorrendo alcuni luoghi già visti e includendone di nuovi.

La visita della città può essere effettuata anche con “Buenos Aires bus” (www.buenosairesbus.com) il city bus che parte e termina nella Avenida Roque Saenz Peña , n. 846 (è la diagonale che dalla Avenida 9 de Julio va alla Plaza de Mayo) nei pressi dell’incrocio con Avenida Florida. Con il sistema hop-on/hop-off, parte ogni venti minuti dalle 09:00 e l’ultima uscita è alle 17:20 nel periodo estivo. Effettua 25 fermate (Caminito è la n. 9). Il commento in cuffia è disponibile anche in lingua italiana. Il costo del biglietto era (dico era perché con il deprezzamento del pesos della settimana precedente la fine di gennaio i prezzi saranno sicuramente lievitati) di 150 pesos per 24 ore e 200 per 48 ore. Può essere una buona opzione per avere un sguardo d’insieme sulla città, soffermarsi sui punti che interessano di più e risalire sui bus successivi. Il biglietto si può comprare alla partenza, sul bus ed anche online. Hanno durata di 24 o 48 ore.

Un’altra possibilità è data dai free walking tours (www.buenosairesfreewalks.com) e (www.bafreetour.com)  che partono rispettivamente alle 10:30 da Plaza Estado del Vaticano vicino al Teatro Colòn e alle 11:00 e alle 15:00 all’altezza del Palazzo del Congresso (Avenida Rivadavia angolo con Avenida Rodriguez Peña).

Ci si incontra ai punti di raduno e si parte a piedi per i percorsi prestabiliti. Sono gratuiti ma non sono in lingua italiana. Sono condotti da giovani in gran parte studenti.

Caminito: anche qui c’è un nome che evoca un po’ di Italia. E’ quello del pittore Benito Quinquela Martin, figlio di emigrati genovesi. E’ un museo a cielo aperto fatto di vecchie case riqualificate con esterni in lamiera colorate con toni vivacissimi. Non sono originali, ma ricostruite com’erano un tempo. A queste strade si è ispirato l’autore del celebre tango “Caminito” Juan de Dios Filiberto da cui poi ha preso il nome il sito. C’è anche un mercatino adiacente. Nelle sue vie pullulano gli artisti di strada (pittori, ballerini di tango). Ci sono ancora i vecchi binari. Non allontanatevi da Caminito che è sicuro, ma fuori dalle sue strade siamo in piena Boca che non è per niente sicura.

Cascate di Iguazù: semplicemente uno spettacolo della natura, assolutamente da non perdere. E’ difficile concentrare nello stesso viaggio due grandiosi fenomeni della natura come le cascate di Iguazù e il Perito Moreno. Sono costituite dal Parco Nazionale dell’Iguaçù (versante argentino) e dal Parco Nazionale dell’Iguazù (lato brasiliano). Entrambi i versanti sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità rispettivamente nel 1984 e nel 1986. Vanno visti tutti e due i lati, ma in caso di scelta è ampiamente preferibile la parte argentina.

El Calafate: cittadina di circa 20.000 abitanti sul lago Argentino, gravita tutta sulla Avenida del Libertador dove si trovano tutti i negozi, le agenzie e i ristoranti. E’ da qui che partono le escursioni per i ghiacciai. Una bella sorpresa è stata la Laguna Nimez.

Laguna Nimez: semplicemente deliziosa! Si trova a El Calafate sulla sponda del lago Argentino di fronte alla Isla solitaria. E’ un bell’habitat, dove vivono svariate specie di uccelli tra cui anche una colonia di fenicotteri rosa. E’ agevole da raggiungere a piedi da qualunque hotel della cittadina. Si paga un biglietto d’ingresso di poco più di 4 €, ma li vale tutti. Il biglietto ha validità 24 ore, per cui potete andarci anche due giorni di seguito. La visita dura circa un’ora e mezza, ma potete restarci tutto il tempo che volete. Attrezzatevi, perché il vento è forte e gelido.

Parco dei ghiacciai: noi abbiamo visto solo il Perito Moreno che dista 80 km da El Calafate ed è di un incanto assoluto. Ho chiesto ad una guida, dovendo fare una scelta, se vedere il Perito Moreno (Patrimonio Mondiale Naturale dell’Umanità dal 1981) o fare la navigazione per i ghiacciai Upsala, Onelli e Spegazzini. Mi ha risposto che il top è il Perito Moreno e che la navigazione per gli altri ghiacciai è un completamento. Una turista italiana che ho incontrato e che ha fatto tutte e due le escursioni mi ha detto di aver preferito la navigazione per i ghiaccia Upsala, Onelli e Spegazzini che consente un contatto più ravvicinato con i ghiacciai rispetto al Perito Moreno. Fate tutte e due le escursioni, così non vi restano rimpianti.

In ogni caso, l’emozione che vi provocherà il Perito Moreno vi rimarrà dentro.

Parco Nazionale della Terra del Fuoco: ovvero l’incanto di una natura incontaminata! Gli alberi tagliati che si vedono sono opera dei reclusi del penitenziario di Ushuaia, che, chiuso nel 1947, attualmente ospita il Museo Marittimo. Il Parco si può visitare a piedi su agevoli sentieri o con il “Tren del fin del mundo”. Ora trenino turistico, un tempo veniva utilizzato per il trasporto dei detenuti dalla casa di pena di Ushuaia ai campi di lavoro.

La spiegazione è fornita in tre lingue: spagnolo, inglese e portoghese. Effettua una breve sosta di una ventina di minuti lungo il percorso.

Per la bellezza dei luoghi, sarebbe meglio fare il percorso a piedi per poterne godere appieno le meraviglie. Oppure farlo prima in trenino e poi a piedi. Noi lo abbiamo fatto in trenino poiché quel giorno pioveva.

Dalla Maipù (parallela della Avenida San Martin e davanti al porto), nel tratto compreso tra la 25 de Mayo e la Juana Fadul, partono frequenti taxi e pulmini che vi portano all’ingresso del Parco. Alla fine del percorso potete prendere di nuovo un mezzo per tornare in città.

Patagonia: 900.00 km², 1.800.000 abitanti, una densità di popolazione bassissima. E’ una terra spopolata e spazzata dal vento. “Patagonia, tra il freddo e il perenne vento australe” e “l’eterno vento patagonico” così Osvaldo Bayer nel suo libro. Il clima è differenziato ma il vento è una costante. A Puerto Madryn, alla Penisola di Valdés e a Punto Tombo tira vento ma fa caldo, a Ushuaia c’è vento e fa un freddo gelido che ti penetra l’anima. A El Calafate il vento è forte ma è meno rigido che a Ushuaia. Di conseguenza anche l’abbigliamento va adattato alle diverse situazioni climatiche.

Sono stati fatti dai governi diversi tentativi per invogliare la gente a trasferirsi in Patagonia dalle altre parti dell’Argentina, ma al momento senza esiti apprezzabili. Gli incentivi che hanno accompagnati i diversi tentativi non hanno avuto il successo sperato. Stipendi più alti di un 30%, mutui agevolati per l’acquisto della casa, tariffe più basse di un buon 30% non sono stati sufficienti a realizzare l’obiettivo di spostare fette di popolazione verso queste terre piene di fascino per il visitatore ma inospitali per viverci.

Punta Tombo: la riserva faunistica di Punta Tombo si trova 120 km a sud di Trelew ed ha una straordinaria concentrazione di pinguini della specie Magellano. C’è un rigido protocollo nel rapporto con i pinguini. Oltre, ovviamente, a non provare ad avvicinarli, quando questi attraversano il sentiero, hanno diritto assoluto di precedenza. Perciò occorre fermarsi e lasciarli passare. I guardaparco sono molto attenti ed inflessibili nel richiamare severamente chi si discosta dalle regole. Né si può oltrepassare il sentiero delimitato ai due lati da sassi e staccionate. E’ possibile vedere anche qualche raro nandù (o struzzo americano, più piccolo di quello australiano) e qualche guanaco sia nei pressi della pinguinera che lungo la strada che da Trelew porta alla riserva faunistica.

Teatro Colon: semplicemente SONTUOSO! Assolutamente da non perdere! Durante le visite programmate sentirete risuonare qualche dozzina di volte le parole “arquitecto italiano”. Il riferimento è all’architetto italiano Francesco Tamburini che ne diresse i lavori di costruzione insieme al suo allievo architetto Vittorio Meano. Senza cadere nello sciovinismo, in periodo di decadenza nazionale, fa un certo effetto sentir decantare il talento di due italiani. Le visite guidate non sono in italiano.

Si trova sull’Avenida 9 de Julio ma  l’ingresso è dalla parte opposta.

Ushuaia: ovvero IL FASCINO DELL’ESTREMO. Non solo in senso geografico ma anche climatico. La città più a sud dell’emisfero australe (in realtà Puerto Williams, in Cile, è leggermente più a sud di Ushuaia), ti fa cogliere quella sensazione indefinibile che si prova in quei luoghi che rappresentano un punto finale. Penso a Capo da Roca in Portogallo, Capo Nord in Norvegia o Vladivostok nella Russia asiatica. Sei arrivato al termine di un percorso.

A gennaio a Ushuaia è estate e le temperature dovrebbero essere intorno ai 14°. I giorni in cui noi siamo stati là, in realtà, ha fatto temperature più basse e un vento gelido. Se fate l’escursione nel Canale è bene coprirsi bene perché il vento è molto forte e gelido.

In passato fu una durissima colonia penale: “la Siberia argentina”, “Ushuaia, peggio che la morte, la reclusione in quel carcere alla fine del mondo” (Osvaldo Bayer).

9- CONSIDERAZIONI E QUALCHE CONSIGLIO

Come ho già detto sopra, Il viaggio sarebbe stato più completo se avessimo potuto includere anche la parte andina dell’Argentina, ma con i tempi dati, dovevamo sacrificare qualcosa ed è toccato a Salta.

Cambio: c’è il cambio parallelo, più vantaggioso di quello ufficiale. A Buenos Aires ho cambiato a 11 pesos a €uro (il cambio ufficiale era a 8,90), ma alcuni italiani che ho incontrato hanno cambiato a 13,50. Altri sono stati truffati, avendo ricevuto non banconote ma fotocopie di esse. Occorre essere accorti. Nell’Avenida Florida è un pullulare di personaggi che propongono il cambio parallelo sotto gli occhi dei poliziotti in servizio, dal che ho dedotto che il cambio parallelo è largamente tollerato. A Puerto Madryn e El Calafate non ho trovato il cambio parallelo, mentre a Ushuaia ho cambiato a 10 pesos presso un ristorante cinese (in fondo alla Avenida San Martin) che esponeva sulla porta dei piccoli cartelli il tasso di cambio (1 €=10 pesos, 1 USD=8 pesos). Soprattutto a Buenos Aires, se acquistate nei negozi (ma soltanto se fate acquisti) accettano valuta straniera con un cambio migliore di quello ufficiale, dandovi il resto in pesos. Con il deprezzamento del pesos il cambio dovrebbe essere diventato più vantaggioso.

Cibo: l’ eccellenza alimentare dell’Argentina è costituita dalla carne. I bovini pascolano in totale libertà nelle fertili e incontaminate pianure della Pampas. Ne consegue che la qualità e il sapore della carne sono deliziosi. I piatti migliori sono, in ordine alfabetico:

asado: arrosto di carne di manzo cotta alla brace;

bife: bistecca bovina spessa e tenera;

chorizo: salsiccia;

cordero alla brace (agnello patagonico)

dulze de leche: dolce di latte;

empanada: involtino di pasta variamente riempito (carne, verdura, uova, formaggi, con abbondante cipolla);

lomo: filetto tenero;

ojo de bife: un taglio particolare di carne molto buono;

parrilla: grigliata di carne;

provoleta: una sorta di provolone alla brace.

Per la carne chiedete sempre “bien cocida”, se la volete ben cotta, altrimenti ve la servono al sangue.    

In ogni caso, ovunque cada la vostra scelta (ma avrete tempo e modo di gustare tutte le specialità), è una scelta di cui non avrete motivo di pentirvi.

Un passaggio con i gelati, il latte e il dulce de leche e la cioccolata meriterebbe di essere fatto.

Hotel:

– Hotel Bristol a Buenos Aires. Niente di particolare, ma la posizione sull’Avenida 9 de Julio è strategica per muoversi in città;

– Hotel Piren a Puerto Madryn. Pezzo forte la sontuosa colazione. Ma fatevi dare una camera che dia sull’oceano che è la parte meno calda;

– Hotel Campanilla a Ushuaia. Di recente costruzione è semplicemente delizioso anche se dista oltre 4 km dal centro della città. A piedi ci vuole un’ora al vento e al freddo. Il tragitto in taxi costa tra i 4 e i 5 €;

. Hotel Los Canelos a El Calafate.  Struttura in legno, camere non grandi, ma molto bello;

– Hotel Jasy a Puerto Iguazù. Camere enormi disposte a schiera con quattro letti singoli e uno matrimoniale. Il pezzo forte è costituito dal ristorante e dal bar entrambi in stupende strutture in legno. Lascia un po’ a desiderare l’aria condizionata che nel caldo tropicale del luogo sarebbe importante.

Ovunque, personale molto disponibile.

Penisola di Valdés: talune visite non comprendono l’escursione a Punta Norte, per cui è bene  chiedere se questa località è inclusa e, in caso negativo, farla includere. Vale la pena inoltre di fare una breve sosta di 30-40’ al villaggio di Puerto Piramides che si trova subito dopo le colonie di leoni marini di Punta Piramides. Questo gradevole paesino di poco più di 200 anime merita una breve sosta. In genere le escursioni non la prevedono.

Rio de Janeiro: vi chiederete cosa c’entra Rio de Janeiro con la Patagonia e la Terra del Fuoco. Eppure c’è la possibilità di visitare anche questa splendida città ponendo la visita delle Cascate alla fine del viaggio. Vedendo prima la parte argentina e il giorno successivo quelle dal lato brasiliano e portandosi dietro i bagagli, si può prendere l’aereo da Foz Iguacù e da qui volare a Rio invece di tornare a Buenos Aires. L’aeroporto è vicino alle Cascate e le agenzie non fanno problemi a portarvi fin là senza chiedere costi aggiuntivi. E avete già il timbro sul passaporto che è stato apposto all’ingresso in territorio brasiliano per la visita alle cascate. Anche a parità di giorni, togliendone uno a Ushuaia (qui fa buio verso le 22:30 e fa giorno alle 04:30 per cui le giornate sono lunghissime) e recuperando quello che in pratica si perde per il ritorno a Buenos Aires, si disporrebbe di due giorni pieni da dedicare a Rio. Anche se Rio merita anche l’aggiunta di un altro giorno o due. Tra l’altro, da Rio il volo di ritorno sarebbe anche più breve. Noi, purtroppo, ci abbiamo pensato soltanto là, ma era troppo tardi.

E il prolungamento verso Rio de Janeiro costituirebbe una perla che impreziosirebbe un viaggio già di per sé straordinario.

Ricordarsi, per incorrere in inconvenienti e non perdere l’aereo, che il Brasile è un’ora avanti rispetto all’Argentina.

Sicurezza: noi non abbiamo avuto problemi. Il problema può essere costituito da Buenos Aires e soprattutto dalla Boca. La guida che ci ha condotto per Buenos Aires ci ha diffidato dall’andarci. Lei stessa, che è di Buenos Aires, alla Boca non si fida ad andarci perché è pericolosa. Sicura è la ristretta area di Caminito, ma è bene non uscire dal suo perimetro. Sarei voluto andare al Parco Lezama che è al limitare tra San Telmo e la Boca. In questo parco, sotto la statua di Ceres, si incontrano i protagonisti, Martin e Alejandra, del famoso romanzo di Ernesto Sàbato Sopra eroi e tombe”. Ma la guida me lo ha sconsigliato vivamente perché pericoloso. Nelle altre località  in cui siamo stati non c’è alcun pericolo.

Tango: uno spettacolo di tango è imperdibile. E’ come andare in Russia e non assistere a una serata di un paio d’ore di canti e balli cosacchi. Noi siamo andati al Cafè de los Angelitos in Avenida  Rivadavia 2100 (angolo Rincon), dietro il Palazzo del Congresso. La sala caffè ha una sua eleganza raffinata. La sala ristorante è meravigliosa. Si consuma la cena e da un lato della sala si apre un palchetto su cui si esibiscono i ballerini. Sono ballerini che vengono dall’Accademia, non come i ballerini di strada che si esibiscono a Caminito o in giro per le strade di Buenos Aires per racimolare qualche pesos da turisti generosi. La cena è eccellente, lo spettacolo notevole.

Tassa di imbarco: negli aeroporti della Patagonia si paga una tassa di imbarco, che non si paga invece a Buenos Aires e Puerto Iguazù. I costi erano i seguenti (dico erano poiché dopo la svalutazione del pesos del 23.01.2014 i costi saranno sicuramente aumentati):

– Trelew, 32 pesos a persona;

– Ushuaia, 28 pesos a persona;

– El Calafate, 38 pesos a persona.

Wi-fi e internet: wi-fi presente e gratuito in tutti gli hotel in cui siamo stati, eccetto a El Calafate all’hotel Los Canelos dove per tre giorni abbiamo speso 40 pesos (intorno ai 4 €).

Uso di Internet gratuito a Buenos Aires (hotel Bristol), Puerto Madryn (hotel Piren), Ushuaia (hotel Campanillas) e Puerto Iguacù (hotel Jasy). Altrove non saprei poiché non ne abbiamo avuto bisogno.

Avevamo dietro un Tablet e da tutti gli hotel abbiamo potuto comunicare gratis con i familiari tramite Skype.

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