Castello di Himeji: il gioiello UNESCO del Giappone
Raggiunta con local train da Kyoto, 2340 yen. Ce n’è uno praticamente ogni quarto d’ora, e ci impiega un’ora e 33 minuti.
molto gradevole, e mi sarebbe piaciuto fermarmi di più, Kobe non è distante, e non ho visto le sue spiagge.
DORMIRE
Tabist Capsule Hotel, proprio accanto alla stazione, uscita Nord. La posizione è ottima, un km a piedi al castello, e con la fermata di tutti i bus a pochi passi. L’unico capsule hotel della vacanza, non c’era altro a prezzi “umani”. E’ tipo un ostello di lusso. C’è suddivisione fra uomini e donne, pulitissimo. Si entra solo con una tessera magnetica. Bagni molto belli e puliti. Costo 21,6 Eu.
Ci sono un paio di ripiani, e poi un armadietto con specchio, che si chiude con una chiave. Ci sta dentro uno zaino da 40 litri, per cui è possibile riporvi e lasciare in sicurezza il bagaglio a mano, macchine fotografiche, ecc.
C’è poi un altro spazio apposito per i bagagli grandi, con catene e lucchetti per agganciarle. Al piano inferiore c’è un grande spazio comune, dove è possibile mangiare o lavorare. Mettono a disposizione un paio di conference room, ed una piccola stanzetta per parlare al cellulare senza disturbare gli altri. Gratis anche acqua calda e fredda, e caffe/thè di vario tipo erogati da una macchinetta, più un microonde. Poiché le altre persone erano molto educate, ho dormito benissimo, nessuno parlava forte o disturbava. (chi voleva chiacchierare infatti andava al piano sotto).
CHE COSA VEDERE
Ingresso castello + giardini 1050 yen. Fu costruito ad inizio 1600, ed è uno dei pochissimi che non è mai andato distrutto, o bruciato, per cui si presenta allo stato originale. E’ conosciuto anche come “castello dell’airone bianco”, per il suo elegante aspetto che ricorda questo uccello, nell’atto di spiccare il volo.
E’ formato da una torre principale (l’unica che si visita) e tre torri minori. I suoi numerosi tetti a timpano triangolare e a cuspide cinese si armonizzano perfettamente, conferendo alla costruzione una straordinaria bellezza ed eleganza. La porta delle castagne d’acqua è la più grande del complesso, e la prima che si incontra dopo aver varcato il cancello di ingresso. E’ così denominata per via degli stemmi a forma di castagna intagliati sulla porta. Le
mura di pietra descrivono una caratteristica curva a forma di ventaglio aperto, più si sale e più diventa ripida. Serviva a rafforzare la difesa del castello, rendendo difficile ai nemici la scalata. La torre principale parrebbe composta da 5 piani, ma in realtà sono 6 più uno sotterraneo.
Fra le persone che hanno abitato il castello, vi era Senhime, una donna molto bella determinata a vivere secondo le proprie convinzioni, cosa non facile all’epoca. Si innamorò di Honda Tadataka, figlio del signore del castello di Himeji. I matrimoni d’amore erano cosa rara alll’epoca, comunque Senhime riuscì a coronare il suo sogno, e visse felice e contenta nel castello.
I giardini Kokoen sono costituiti da nove giardini tradizionali giapponesi di diverse dimensioni. Nel periodo Edo qui sorgevano la residenza del signore di Himeji e le abitazioni dei suoi vassalli.
1700 yen il combo bus+funivia (andata e ritorno) per il Monte Sosha. Il bus della società Shinki parte dallo stallo 10, e bisogna scendere al capolinea (tempo circa una mezz’ora). Il biglietto si fa alla biglietteria che si trova al primo piano dell’edificio Qwell, non può essere acquistato direttamente sui mezzi. Una volta giunti in cima, altri 500 yen di ingresso ai templi, ed eventualmente altri 500 per un bus che porta al tempio principale, il Maniden, costruito intorno al 970, e dedicato alla dea della misericordia. Stupendamente incastonato a mezza costa in una foresta che è possibile ammirare in tutto il suo splendore in autunno. Costruito su una piattaforma simile a quella di un teatro sostenuta da grandi colonne poggianti sulla roccia.
Passando dietro all’edificio, seguendo le indicazioni, dopo una breve camminata verso sinistra di massimo 5/10 minuti, si incontra il trittico delle sale cerimoniali Daikodo, Jikido e Jogyodo. E’ qui, da come ricordo, che hanno girato alcune scene di “L’ultimo samurai”, con Tom Cruise.
Daikodo, un grande auditorium, fu costruito nel 986, ed era un tempo l’edificio principale sul Monte Sosha, e centro di formazione dei monaci. E’ dedicato alla incarnazione della Verità. Jikido fu invece costruito nel 1174, ed è dedicato al dio della saggezza e dell’intelletto. Di grande dimensioni, a due piani, è unico nel suo stile, ed era utilizzato sia per la formazione dei monaci che come mensa e dormitorio per gli stessi. Fu lasciato incompiuto per molti secoli, e finalmente smantellato e ristrutturato nel 1963. Jogyodo era invece dedicato ad Amitabha, e vi si svolgevano cerimone tradizionali a base di musica e danze.
Dopo altri 10 minuti circa di cammino si arriva alla Torre della Campana, Shoro, risalente al 1332, e considerata una delle più antiche del Giappone. Nel Kongodo, ricostruito nel 1958, si dice che vivesse Shoku, che qui incontrò Vajrasattva il quale gli insegnò una modalità segreta per comunicare con Buddha.
Informazione di servizio. Bagni (puliti) ovunque!! Come se piovesse!! Praticamente: blocco toilette al trittico Daikodo-Jikido ecc, poi dove si aspetta il pulmino, e poi alla base della scalinata del Maniden. Potete bere tutta l’acqua che volete, e non preoccuparvi di dover essere obbligati a trattenere la plin plin… Davvero impressionante..

