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Una Passeggiata per le calli e fondamenta di Venezia
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Una Passeggiata per le calli e fondamenta di Venezia

Di Ferny e Rita9 Maggio 2019

Una Passeggiata per le calli e fondamenta di Venezia con gita fuori porta a Verona

Venerdì 7 Maggio
Rita ed io partiamo da Torino per Venezia con un treno AV approfittando di un’offerta a prezzi stracciati, arriviamo e acquistiamo due biglietti di libera circolazione sui vaporetti validi 7 giorni (60 euro ciascuno). Il piazzale davanti alla stazione è molto affollato, anche se per esperienza diretta sappiamo che i turisti si concentrano in piazza San Marco, Rialto, Accademia e zone limitrofe.
Raggiungiamo il Sestiere di Santa Croce, attraversando il ponte degli Scalzi, e arriviamo al BB “Il giardino dei ciliegi”, facendo esperienza di come non sia facile trovare un indirizzo, pur essendo il B.B. solo a circa 300 metri di distanza. E’ un edificio centenario tipico della vecchia Venezia. La camera è ampia, arredamento d’epoca, bagno completo con bidet, Wi-Fi gratis, no TV per scelta del titolare, prezzo 100 euro a notte, zona tranquilla, vicino a gran parte dei vaporetti.
Ci avviamo per un leggero pranzo verso la Caffetteria di Palazzo Cavalli Franchetti, situata lungo il Canal Grande nelle vicinanze del Ponte dell’Accademia, si entra dal palazzo attraversando un giardino al piano terra, arredamento moderno, in pratica un self service, a prezzo fisso di euro 15, non c’è limite a servirsi, la scelta è ampia, i piatti si possono riscaldare nel forno a microonde, non è alta cucina ma ci siamo trovati bene.
Siamo un po’ stanchi, decidiamo di prendere un vaporetto per compiere l’intero giro del Canal Grande e quindi vedere molti degli storici palazzi, che pur costruiti in epoche diverse sembrano essere della stessa epoca. Per fortuna riusciamo a sederci, da notare che il prossimo sabato si inaugura la Biennale, molti palazzi espongono grandi cartelli delle mostre e manifestazioni organizzate al loro interno, soprattutto quelli adibiti a musei o gallerie d’arte. Completato il giro scendiamo a San Marco. L’inclemenza del tempo, piuttosto freddo, e, a tratti piovoso, ha come conseguenza che i celebri caffè concerto della piazza sono deserti, anche se suonano regolarmente, in ogni caso, nel tardo pomeriggio la piazza non è mai affollata, per la partenza dei turisti giornalieri.
Poi cena all’Osteria Marciana situata nelle vicinanze del BB di fronte al Ponte degli Scalzi, menu a prezzi da considerare bassi per Venezia.

Mercoledì 8
Andiamo a visitare la chiesa di San Pietro di Castello, sede del patriarcato della città fino al 1807, costruita nel VIII secolo quando ancora Venezia non esisteva, inutile riferire che nel tempo è stata sottoposta a modifiche, che la rendono irriconoscibile come costruzione in stile gotico; l’attuale chiesa, infatti, è stata progettata dal Palladio, la facciata in stile barocco è in pietra d’Istria. L’interno è a tre navate, ai lati le cappelle, notevoli, le grandi tele a lato dell’ingresso, l’altare con gli affreschi che raffigurano la Cena in casa di Simone, e Gesù seduto con i discepoli, opere di pittori di scuola veneziana, la prima tela, a mio parere è molto simile alle tele del Veronese. Di antico c’è solo la “cattedra di san Pietro”, un semplice trono di marmo e pietra del XIII secolo di provenienza bizantina, che contiene frasi del Corano in arabo.
All’esterno l’alto campanile rifatto in epoca rinascimentale. Di nessun pregio artistico l’ex palazzo patriarcale ora trasformato in edificio civile.
La zona è piuttosto deserta è un quartiere con edifici di epoca relativamente recente.
Andiamo alla Caffetteria di Palazzo Grassi per un leggero pasto, è una galleria di arte moderna c’è molto movimento, per i preparativi della Biennale, il ristorante è al primo piano, non occorre il biglietto d’ingresso, il menu non è molto ampio (si può trovare sul web) ma i piatti, serviti al tavolo, sono ben fatti, ci torneremo anche nei prossimi giorni, prezzi nella media.
Nel pomeriggio visita alla Scuola grande di San Rocco, considerata la cappella Sistina di Venezia, era la sede di corporazioni dedite alla beneficienza e alla tutela di attività professionali.
Ci eravamo stati in passato, siamo tornati in seguito agli importanti restauri eseguiti sulla decorazione pittorica, iniziata nel XVI secolo è proseguita fino quasi alla fine del XIX secolo, è uno dei massimi capolavori dell’arte europea, ed è quasi una celebrazione del Tintoretto.
Superata la biglietteria e attraversato il salone del piano terra, diviso in tre navate da colonne classiche con alle pareti grandi tele di scuola veneziana, salendo da uno scalone monumentale con ai lati magnifiche tele, accediamo al grandioso salone del primo piano (Salone Maggiore) è un grande ambiente rettangolare decorato quasi tutto dal Tintoretto, compreso il soffitto in legno intarsiato e dorato, diviso in scomparti con all’interno dipinti, le tele che coprono le pareti hanno per soggetto scene della Bibbia e del Vangelo, il soffitto è molto alto e per facilitare la visione sono a disposizione dei visitatori specchi a lente delle dimensioni di un grande tablet, un po’ pesantini ma molto utili.

Giovedì 9: Verona
Come d’abitudine, nei nostri viaggi, ci concediamo una gita fuori porta in un’altra città.
Partiamo di buon mattino per Verona, arriviamo dopo un’ora circa.
Ci dirigiamo verso il centro città percorrendo l’elegante viale di corso Porta Nuova che finisce davanti al Portone della Bra, due arcate di pietra del XV sec., residuo di una fortezza, erano la porta di accesso alla città costruita nel XIII secolo poi ricostruite nell’attuale forma, l’orologio è del XIX secolo, attraversiamo gli archi superiamo piazza Bra, notiamo alcuni interessanti palazzi del XIX secolo.
Arriviamo all’Arena romana, anfiteatro del I secolo, universalmente nota per la sua celebre stagione lirica estiva, cui abbiamo partecipato negli anni scorsi.
Continuiamo la visita per andare a vedere il famoso balcone di Giulietta, una leggenda dell’omonima tragedia di Shakespeare, la piazza è strapiena di gente intenta a fare selfie e in attesa di salire la scala del palazzo per farsi fotografare sul famoso balcone, moltissime le copie, peccato che sia stato aggiunto all’edificio soltanto nel 1932. Proseguiamo visitando alcune piazze, poi pranzo all’Antica osteria al Duomo, buon rapporto qualità prezzo. Poi, passiamo sul Ponte di Pietra, ponte romano, distrutto durante la II guerra mondiale e ricostruito, utilizzando il materiale del ponte distrutto, arriviamo al Duomo (XII secolo), notiamo gli affreschi e le decorazioni pittoriche, eccezionale il Battistero con il fonte battesimale di forma ottagonale finemente decorato con sculture con oggetto la Sacra famiglia.
Arriviamo poi al Teatro Romano, un’area archeologica di cui rimane ben poco.
Ormai siamo piuttosto stanchi, e siamo piuttosto lontani dalla stazione, arriviamo a Piazza delle Erbe dove ci sediamo in un bar poi ritorno.

Venerdì 10
E’ una bella giornata ideale per andare in giro senza particolari programmi, passeggiando per le strette calli arriviamo alla Basilica di Santa Maria dei Frari, ha una bellissima facciata, in cotto, molto semplice senza la ricchezza architettonica delle chiese gotiche, originali i 3 rosoni circolari in pietra bianca che disegnano un triangolo con al centro un grande rosone centrale, in alto appoggiato al portale una statua di Cristo. L’interno e diviso in 3 navate con sei cappelle laterali, distinte da sei colonne. Non mancano opere di grandi pittori quali Tiziano (Madonna di Ca’ Pesaro), Vivarini, Palma il giovane, nell’altare centrale l’Assunta, uno dei grandi capolavori di Tiziano, peccato che al momento sia sostituita da una copia perché è in corso il restauro, da non perdere anche il San Giovanni di Donatello e la Madonna con Bambino di Bellini. Non mancano anche preziose sculture la più nota è quella relativa al monumento del Canova, anche se è sepolto altrove, il disegno era stato eseguito dal Canova per la tomba di Tiziano.
In fondo le chiese di Venezia, come quelle di Roma e Firenze, sono vere e proprie gallerie d’arte.
Nel pomeriggio visitiamo la Chiesa della Madonna dell’Orto costruita nel XIV secolo situata in una zona un po’ periferica della città e per questo motivo poco frequentata, naturalmente nel tempo ha subito molti cambiamenti. L’edificio è in un certo senso molto simile ai Frari, artistica facciata di marmo di Verona e decorazioni in pietra d’Istria bianca, grande rosone al centro e sopra di questo un rosone più piccolo, un alto campanile (uno dei più alti di Venezia), con una bella cella campanaria L’interno è a tre navate con cappelle ai lati, notevole la presenza di grandi pittori quali Cima da Conegliano, Tintoretto, Palma il giovane, Tiziano, Bellini. Visitiamo poi il grande chiostro circondato da 3 lati con portici con colonne, viene aperto solo in occasione di eventi espositivi e poiché è tempo di Biennale visitiamo la mostra di sculture di teste equine e foto dell’alluvione di Venezia opera di un artista inglese. Da notare l’originale pavimentazione in cotto che inizia dall’ingresso della chiesa e termina sul canale di fronte.

Sabato 11
Grande folla, al sabato è molto difficile circolare per i luoghi più noti della città, per non parlare delle difficoltà di salire sui vaporetti strapieni, decidiamo quindi di visitare il nostro sestiere, iniziamo dalla chiesa di S. Giacomo dell’Orio, una delle chiese più antiche di Venezia, naturalmente rifatta e modificata più volte nel tempo, per arrivarci camminiamo sulle Fondamenta del Forner, arriviamo nell’omonimo campo, la chiesa si presenta con una facciata, che pare un muro intonacato, a lato un campanile del XIII secolo, l’interno è a tre navate le opere pittoriche sono quasi tutte del periodo rinascimentale, non mancano tra i pittori nomi noti come Veronese (soffitto).
Poi approfittando della bella giornata, ritorniamo in zona Piazza San Marco, poi saliamo su un vaporetto per fare l’intero giro del Canal Grande per goderci la vista delle magnifiche facciate dei Palazzi e dei panorami al tramonto.

Domenica 12
Piove a dirotto, ultimo pranzo a Palazzo Grassi poi stazione.

Ferny Forner, Rita Risoli

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