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Myanmar Birmania 2012
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Myanmar Birmania 2012

Di Manu E Roby30 agosto 2012

Viaggio Myanmar Birmania fai da te

Yangon Rangoon  FOTO   VIDEO

Pernottamento East Hotel   Pulito e confortevole posizione centrale

Cartina del viaggio

Cartina del viaggio

Spese di viaggio

Spese di viaggio

Dal 2005 non è più la capitale del Myanmar ma resta comunque il centro diplomatico e commerciale del paese. Fatiscente, con marciapiedi dissestati e buchi enormi è dall’alba al tramonto un caos di bancarelle che invadono anche parti di vera e propria strada. Traffico intenso e gente ovunque. Di sera spuntano ristoranti in strada, ci si siede su minuscoli sgabelli e si cena fuori casa. Anche le case da tè, che sono tante, poiché funzionano come punto d’incontro, hanno tavolini e sedie stile asilo. Il centro città è la rotonda spartitraffico dove sorge il Sule Paya, tempio dorato di 2000 anni fa. È più interessante girarci intorno che entrarci, evitando così di pagare due dollari che vanno al governo. Tra i tanti negozi che formano la rotonda, ci sono quelli per farsi leggere la mano.

Chaukhtatgyi Paya gigantesco e spettacolare Buddha dormiente che con la cantilena dei monaci in preghiera è un luogo suggestivo da visitare, così come il Ngahtatgyi Paya statua bianca e oro del Buddha seduto. Non ci sono parole invece per descrivere la Shwedagon Paya visibile da ogni parte della città. Quattro passaggi coperti portano

Shwedagon Payaalla piattaforma dove sorge uno stupa buddista dorato di incredibile fattura. La visita andrebbe fatta in senso orario come prevede il rito buddista. È un brulicare di visitatori birmani e monaci che rendono il tutto molto suggestivo. Non osiamo pensare vederla in una giornata di sole e ai colori che possa creare al tramonto. Noi purtroppo l’abbiamo visitata con il diluvio, che oltretutto rende le piastrelle pericolosamente scivolose a piedi nudi. Di sera viene interamente illuminata e con il buio risaltano ancora di più le luci psichedeliche dietro ad ogni Buddha.

Bogyoke Aung San Market è un enorme mercato. Con più di 2000 negozi è decisamente il più importante; si possono comprare souvenir in legno di sandalo di ottima fattura e cambiare i soldi a un tasso migliore, noi però abbiamo preferito cambiarli in banca durante tutto il viaggio. Il minuscolo mercato serale vicino alla Methodist Telugu Church è da visitare, non fosse che per vedere l’allacciamento manuale all’unico generatore. Fate attenzione se volete cambiare i soldi al cambio nero, abbiamo incontrato viaggiatori che sono stati raggirati.

Cambio banca € 100 = 105.000 Kyat

Cambio mercato € 100 = 110.000 Kyat      circa € 5 in più
I dollari devono essere assolutamente nuovi, senza pieghe e senza macchie.

Bago Pegu  FOTO

Pernottamento Bago Star Hotel discreto fuori dal centro conduzione famigliare con piscina

Bago Trasferimento con il treno delle otto dalla stazione a due binari di Yangon. Si attraversano risaie verdissime e villaggi allagati. L’acqua arrivava praticamente a filo delle rotaie. Arrivati a Bago c’erano solo moto taxi per raggiungere l’albergo. Dopo aver attraversato l’uscita con l’acqua alle caviglie, ci siamo fermati in una casa del tè, un signore conosciuto sul treno ci ha voluto offrire da bere a tutti i costi, dimostrando la sempre grande ospitalità di questo popolo. La città è un caos tremendo e conta numerosi monumenti religiosi davvero stravaganti. Li abbiamo visitati tutti, tanto non c’era altro da fare. Al mattino ci siamo spostati con le moto taxi e al pomeriggio con un trishaw, perché pioveva troppo forte. Molto suggestivo è stato il pranzo dei monaci al Kha Khat Wain Kyaung uno dei templi più grandi del paese. Una delle fortune di viaggiare fuori stagione è la mancanza dei soliti pulmini pieni di turisti così abbiamo potuto godere al meglio questo momento. Altro monastero che non ha niente che vedere con i monaci è lo Snake Monastery dove vive un pitone di 120 anni, lungo 5 mt e largo 30 cm. È uno dei serpenti più grandi al mondo e totalmente innocuo, così dicono. Tantissimi pellegrini vengono a rendergli omaggio perché si dice che sia la reincarnazione di un monaco di Hsipaw. Per visitare Bago bisogna pagare un ticket di $ 10. È possibile però pagare solo la metà alla guida o al conducente del moto taxi che d’accordo con il cassiere, fa finta di non vedervi entrare dove serve questo pass. Non siamo soliti incrementare queste furbizie, ma questa volta abbiamo preferito pagare cinque dollari a testa e lasciare che se li spartissero tra di loro che dare $ 20 a un governo che per loro non fa niente. È stata una sosta divertente anche se sempre sotto il diluvio universale e due notti insonni per la scomodità dei letti e le zanzare.
Le escursioni sono state prenotate tramite un’agenzia chiamata dall’albergo.Per la Golden Rock la cifra era uguale a quelle in città, per i biglietti del bus ci sono sembrati cari, ma la lontananza dell’albergo dal centro e le condizioni climatiche proibitive non ci hanno dato modo di scegliere, in ogni caso l’agenzia ha offerto un ottimo servizio, ne siamo stati soddisfatti.

Golden Rock Monte Kyaiktiyo   FOTO   VIDEO

Golden-RockLa soluzione migliore per visitare la Golden Rock in giornata da Bago è con un taxi, perché con i mezzi pubblici non c’è abbastanza tempo, soprattutto durante il periodo delle piogge quando bisogna fare un cambio in più. Arrivati al villaggio di Kinpun si sale su un camion, con tanto di scomodissime panche di legno nel cassone. La capienza sarebbe di 35 persone, ma la partenza avviene solo quando sono carichi fino all’inverosimile. Il primo camion parte alle sei del mattino e l’ultimo alle 18.00, ma tenete presente che si può aspettare fino a un’ora prima che si riempia. Dopo quaranta minuti di strada tortuosa si raggiunge il Yatetaung bus terminal. Da qui si parte a piedi per una strada molto ripida. In alternativa ci si può sedere su una lettiga portata da quattro birmani e farsi portare fino in cima. Prima di arrivare allo stupa si paga un biglietto di sei dollari che inspiegabilmente dura 30 giorni. Poi tolte le scarpe ci si avvicina a questo masso dorato in equilibrio. È un monumento magico e una meta di pellegrinaggio molto importante, soprattutto da novembre a marzo. Vista la bassa stagione il luogo era deserto, pochi venditori, pochi viaggiatori ma anche poca atmosfera.

Mandalay  FOTO  VIDEO

Pernottamento Royal City Hotel pulito e discreto

Pernottamento Mandalay City Hotel  bello con piscina ottima colazione a buffet

Myanmar BirmaniaCittà caotica e polverosa con qualche attrattiva interessante oltre ai suoi dintorni. È assolutamente indispensabile noleggiare un taxi o una moto taxi per l’intera giornata perché ogni singolo e breve spostamento costa dai 3000 agli 8000 Kyat. È la città più cara soprattutto se la si paragona a Yangon dove al massimo per il taxi si spendono 2000 Kyat da un capo all’altro della città. Quindi è necessario valutare anche la posizione dell’hotel.
Mandalay Hill. È consigliato salirci al tramonto, ma dato che il sole dall’inizio del viaggio ancora non si era visto ci siamo andati in un orario casuale. Non siamo riusciti a capire la descrizione della Lonely sull’importanza dell’esperienza di salire a piedi nudi queste sporche scalinate coperte, per di più ci vogliono quarantacinque minuti. Fortunatamente arrivati all’ ingresso c’era uno di questi occasionali pick up collettivi che ci ha portato in cima alla collina per 1000 Kyat (altra alternativa è il taxi ma per 10.000 Kyat). Così “l’importante esperienza” l’abbiamo fatta in discesa. In qualsiasi modo ci arriviate la vista è fantastica.
Mahamumi Paya. Interessante tempio buddista e finalmente uno con i fedeli intenti nei loro riti, offerte di fiori e incensi. La venerata statua del Buddha seduto, alta 4 mt è interamente ricoperta di foglie d’oro che soltanto gli uomini possono applicare. Con questo strato d’oro ha perso un po’ la sua forma ma resta un bellissimo Buddha. Nei vicoli attorno a questo tempio ci sono i laboratori degli scalpellini, con grande abilità ricavano da unici blocchi di pietra, elaborate statue del Buddha, quasi tutte esportate in Cina.
Shwe In Bin Kyaung. Anche questo affascinante monastero del 1895 è assolutamente da non perdere, è stato realizzato in teak con elaborati intagli. È un luogo tranquillissimo, con pochi monaci seduti a meditare. Un altro luogo di un certo fascino è il mercato della giada. Si paga un dollaro per entrare e si è catapultati in un vero caos di contrattazioni. Stretti passaggi pieni di gente che compra e vende giada dopo un attento esame delle pietre. Le gemme sono in mostra su vassoi con sfondo bianco divise per misura, colore e qualità. Si vedono anche i tagliatori, lame e mani nude a un millimetro dalle stesse. Infine i negozi. Tutti ti guardano, tutti sorridono. Bellissimo quando cercano di farti capire la diversità delle pietre lasciandotele fra le mani. Per visitare Mandaly e i suoi dintorni ci vuole il solito biglietto cumulativo da $ 10 che va al governo. Noi non lo abbiamo pagato evitando i posti dove veniva richiesto, ai quali oltretutto non eravamo interessati.

Le tre città di Amarapura, Sagaing e Inwa si visitano in una giornata noleggiando un taxi.

Il top della città è il famosissimo U Bein’ S Bridge. È il più lungo ponte pedonale in teak al mondo e uno dei siti più fotografati. Purtroppo non l’abbiamo visto nel suo momento migliore, il lago Taungthaman era molto alto, quindi l’acqua copriva quasi interamente i 1060 tronchi su cui poggia, il tramonto non c’era perché pioveva, ma è comunque rimasto il ricordo di averlo attraversato. Altra sosta compresa nel giro è il monastero buddista Maha Ganayon Kyaung. Ospita migliaia di monaci che al mattino alle 11 si mettono silenziosamente in fila per il pranzo. Come dice la Lonely Planet può sembrare cosa insensata assistere a questo cerimoniale scattando foto, noi abbiamo cercato di non disturbare ma guardare qualcosa di così diverso dalla nostra cultura. In nessun luogo ad Amarapura viene richiesto il biglietto cumulativo da $ 10.

Inwa
Dal piccolo molo, dove vi lascia il taxi, una piccola barca in cinque minuti che vi porta sull’altra sponda. Da qui, a meno che non vi siate portate le biciclette, l’unica alternativa è il calesse. Servono un paio d’ore per visitare questo luogo piacevole e silenzioso, ancora rurale con campi vuoti e stupa. Il biglietto cumulativo viene richiesto con insistenza al Bagaya Kiaung, noi non siamo entrati, non ci sembrava così strepitoso, ha il tetto di lamiera!! ( però non perdete il Shwe In Bin Kyaung a Mandalay) e per quanto riguarda il discreto Maha Aungmye Bonzan si può entrare passando da parte al controllo biglietti senza che nessuno vi controlli.

Sagaing
Attraversando il nuovo ponte sul fiume Ayeyarwady si vedono gli stupa (monumento religioso tradizionale buddhista) bianchi e dorati sulle collinette alle spalle della città. Una bella vista si ha dalla cima della Sagaing Hill raggiunta dopo 391 gradini, ma ne vale la pena. Per il resto la città non offre molto.

Mingun
Serve mezza giornata per visitarla. Dal molo di Mandalay al mattino alle nove partono le barche che con un’ora di navigazione sul fiume Ayeyarwady arrivano a Mingun. Qui c’è la campana sospesa più grande del mondo, alta 4 mt con un diametro di 5 mt, pesa circa 90 tonnellate. Ci si può infilare sotto così da vedere tutte le scritte di chi come sempre lascia il suo segno ovunque. La Mingun Paya doveva essere la più grande pagoda del mondo, ma non è mai stata finita, quindi è la più enorme pila di mattoni del mondo. Si sale per la splendida vista sul fiume e anche se fatiscente resta un luogo sacro quindi bisogna andare a piedi nudi, nonostante il pessimo stato. In alcuni punti può essere difficoltoso visto anche le crepe profonde lasciate dal terremoto del 1838. Ci sono dei bambini particolarmente insistenti nel volervi aiutare a camminare e con la stessa insistenza puoi chiedono soldi. Fate il giro largo per salire così da evitare la biglietteria governativa per il pagamento della tassa di tre dollari Sagaing /Mingun.

Pyin oo Lwin trasferimento in taxi da Mandalay due ore

Pernottamento Royal Park View Hotel Pulito confortevole in mezzo al verde

Piacevole sosta di un giorno in attesa del treno per Hsipaw. Ex capitale estiva britannica è oggi un centro di vacanza per nuovi ricchi. Caratteristica per i numerosi calessi, che danno alla città un’atmosfera retrò si può però visitare anche in bicicletta. Animatissimo il mercato in centro. Il National Kandawgyi Gardens è un giardino botanico di 176 ettari ben tenuto dove fare rilassanti passeggiate, merita sicuramente una visita. Anche una sosta per uno spuntino al Golden Triangle Cafe è da prendere in considerazione, i dolci sono buonissimi.

Hsipaw   FOTO   VIDEO

Pernottamento Mr. Charles Guest House camere con diversi prezzi, organizzato per backpaker

HsipawCittà relativamente piccola ma comunque caotica e polverosa. Prevalentemente abitata da etnia Shan, si possono fare brevi trekking di uno o due giorni. La città è monopolizzata dalla Guest House di Mr. Charles. Si possono prenotare stanze di ogni tipo e prezzo, noleggiare motorini, biciclette e prenotare escursioni. È organizzatissima. Noi abbiamo visitato con una passeggiata di quattro ore, alcuni villaggi Shan. Purtroppo era la festa di Luna piena, quindi non c’erano contadini nei campi e nelle risaie che lavoravano, erano tutti al monastero vestiti a festa. Siamo stati invitati a bere il tè in un villaggio e a mangiare frutta in un altro così da poter vedere un piccolo scorcio di vita quotidiana. Molto gentile e disponibile la guida, come del resto tutto il popolo birmano. Anche a Hsipaw c’è un mercato vivace, che merita la levataccia alle 4:45 per andare a vedere come caricano motorini e biciclette con ogni sorta di alimenti racchiusi in sacchetti di plastica per poi partire per la vendita nei i vari villaggi. Il tutto finisce alle sei, quindi non fate tardi. La parte più emozionante è comunque l’arrivo a Hsipaw con il treno che parte da Pyin oo Lwin il mattino alle 8:20. Arriva dopo sette ore attraversando splendidi paesaggi con verdissime risaie, bufali nel fango e contadini al lavoro. Interessanti anche le fermate alle varie stazioni locali. La parte più particolare però è l’attraversamento del viadotto del Gokteik. Costruito nel 1901 attraversa la Gokteik Gorge, un abisso verdissimo. Alto 96 mt e lungo 677 mt è il ponte più lungo del Myanmar. Il treno attraversa questa vecchia struttura scricchiolante con estrema lentezza. A Hsipaw mangiate da Mr. Food è un personaggio assolutamente da conoscere.

Bagan.   FOTO   VIDEO

Pernottamento Kumudara Hotel New Bagan Con piscina con vista sui templi, bungalow discreti

Bagan myanmarDa Mandalay abbiamo preso la Malikha 2, una barca privata che raggiunge Bagan in otto ore. I giorni delle partenze si conoscono di settimana in settimana e in città la Seven Diamond è un’agenzia molto affidabile. Non eravamo molto convinti di fare questo tratto in barca perché il fiume era in piena e i villaggi sommersi, di fatto dopo aver superato i fantastici stupa di Sagaing, con viste spettacolari la barca viaggia in mezzo al fiume e il panorama è tutto uguale. In ogni caso era una bella giornata e le ore passate sul ponte sono state sicuramente migliori che sul bus, anche se è costato quattro volte tanto. Se arrivate a Bagan con la barca non c’è modo di evitare il pagamento del biglietto governativo da $ 10. La zona archeologica di Bagan è divisa sostanzialmente in tre parti. La città Nyaung U, Old Bagan con i migliori hotel e New Bagan con hotel di media categoria. L’intera zona è disseminata da oltre 4000 templi buddisti creando un luogo molto suggestivo. Non stiamo a elencare i migliori o quelli con gli affreschi meglio conservati, l’unico consiglio è di vedere il tramonto sulla Dhammayangyi Pahto, dove sarete al massimo in cinque o sei invece che sulla tanto pubblicizzata Shwesandawa e per questo molto affollata. Inoltre in quest’ultima il biglietto da $ 10 viene controllato solo se salite al tramonto ed è anche l’unico posto dove ci è stato richiesto, perciò se arrivate a Bagan con il bus è probabile che non lo dobbiate pagare, quindi poi ne potete fare a meno. Bagan brulica di oscar, carretti trainati dal cavallo e conducenti sorridenti e disponibili. Si affitta per l’intera giornata e si va di tempio in tempio. Se non avete un giro su richiesta affidatevi a loro, sanno perfettamente dove portarvi, vivono lì! Altra opzione è la bicicletta. Non è molto faticoso perché il percorso è quasi tutto pianeggiante, per i tempi un po’ defilati dalla strada principale però la strada è sterrata e con sabbia ed è molto facile bucare. Qualsiasi bancarella vi gonfierà le ruote per arrivare al primo “meccanico” che per 1000 Kyat e con un’ora di tempo ve la può riparare. Fa anche molto caldo, quindi le ore centrali si passano piacevolmente in piscina o a pranzo. Il ristorante The Moon a Old Bagan è altamente consigliato.

Monte Popa

Due ore e mezzo di taxi da Bagan per arrivare in questa dimora spirituale. Per raggiungere il tempio buddista dorato si salgono a piedi nudi 777 gradini, che non sono così sporchi come si dice, a parte quelli piastrellati, ma non sono molti. Lungo il tragitto ci sono gruppi di scimmie fastidiose, ma gli abitanti sono armati di scope e fionde. Dall’alto c’è una bella vista ma il tempio di per sé è come uno dei tanti, a noi è piaciuto di più il Santuario del villaggio con le figure dei 37 Nat (spiriti birmani) per superstizione non indossate niente di nero o di rosso per non offenderli. All’arrivo la vista di questo picco roccioso è molto suggestiva e nel villaggio il mercato della frutta è molto colorato, ma il costo alto del noleggio taxi la rende una gita costosa per quello che offre.

Pindaya   FOTO   VIDEO

Pernottamento Golden Cave Hotel Bungalow confortevoli con vista sulla grotta

Volo Bagan- Heho un’ora.

PidayaCon un taxi dall’aeroporto di Heho siamo andati direttamente a Pindaya con due ore di viaggio. Il tragitto per arrivarci è uno dei più belli che abbiamo visto in Myanmar. Pensiamo che il taxista ci odi, anche se non è proprio nel loro carattere, l’abbiamo fatto fermare per scattare foto un’infinità di volte. Ci sono coltivazioni di aglio, cipolle, risaie verdissime, ma soprattutto kilometri di cavoli. Bufali che trainano carretti e contadini a cavallo dei bufali, la Birmania che ci aspettavamo ma che ancora non avevamo visto. Assolutamente un percorso da non perdere che porta inoltre a una delle grotte dorate più spettacolari dello Stato Shan. La Shwe Oo Min contiene più di 8700 statue del Buddha lasciate dai pellegrini e da persone da tutto il mondo. Abbiamo pernottato a Pindaya e mangiato al fantastico Green Tea Restaurant affacciato sul lago Pone Taloke, per poi ripartire al mattino per Nyaungshwe (Lago Inle). La stessa escursione si può fare in giornata dal lago al costo di 50.000 Kyat.

Lago Inle   FOTO   VIDEO

Pernottamento Princess Garden Hotel Bungalow giardino rigoglioso piscina frullati freschi al rientro

Pernottamento PYI Guesthouse Bungalow spaziosi di nuova costruzione

Lago InleMeta turistica molto importante offre un po’ di relax dalle caotiche città birmane. Ci sono resort in mezzo al lago oppure svariati hotel in paese. Noi abbiamo preferito dormire a Nyaungshwe. Il lago si visita su canoe a motore, si può andare direttamente al molo o prenotare in un’agenzia di viaggio. Nel classico tour in giornata, che dura dalle otto del mattino alle 18, c’è sempre compreso un mercato dei cinque giorni, più è lontano meno è turistico, ed è interessante perché da modo di incontrare tribù diverse che si radunano quasi per uno scambio, i Pa-O per esempio scendono dalle montagne con la legna per venderla e comprare dagli Intha pesce e verdura. Durante la navigazione si passa per i villaggi costruiti su palafitte, quello dei pescatori è molto grazioso. Qui, fuori da qualche palafitta si possono vedere le ultime reti coniche da pesca che hanno dato adito alle più belle foto dal lago Inle. Purtroppo sono state sostituite con reti di uso comune ma resta ancora straordinario guardare i pescatori che con grandissima abilità riescono a remare con un piede solo stando in equilibrio sull’altro sulla punta della barca, in modo tale da avere entrambe le mani libere. L’unica barca con la rete di legno vi aspetterà subito alla fine del canale che raggiunge il lago. Il conducente della vostra barca rallenta per farvi fare la foto e poi il finto pescatore della finta barca, vi chiederà dei soldi. Il giro continua per vari villaggi specializzati nella fabbricazione di ombrelli, sigari, gioielli in argento e così via. A noi è sembrato interessante quello della tessitura ricavando la fibra dal gambo del loto, forse era anche l’unico che non avevamo ancora visto. Gli orti galleggianti sono un’altra particolarità suggestiva del lago. I contadini Intha coltivano fiori, zucche, frutta, verdura e una quantità industriale di pomodori su tralicci di legno appoggiati su tappeti galleggianti di vegetazione, pagaiando su e giù tra i filari per curare i raccolti. Chiaramente non può mancare la visita alle pagode e ai monasteri. Il Nga Hpe Kyaung è il monastero del gatto che salta. I monaci nel loro tempo libero addestrano i gatti a saltare attraverso i cerchi. Durante l’ora della nostra visita però non c’erano a mostrare le prodezze dei felini, ma se metti loro le braccia a cerchio saltano lo stesso. Aggiungendo 3000 Kyat al costo del tour classico, si può raggiungere il villaggio di Inthein. Si attraversa un bel canale coperto di vegetazione. La Shwe Inn Thein Paya che si raggiunge attraverso una scalinata coperta è un complesso di 1054 zedi simili a quelli di Kakku, ma era in restauro quindi il luogo è in disordine e privo di fascino. In definitiva l’escursione è molto piacevole e il lago è pieno di vita. L’unica nota negativa è stato il pranzo al ristorante Swe Inn Tha, nessun occidentale ha mangiato, il cibo fa veramente schifo, è sporco e dovete discutere per farvi dare il resto, chiedete al vostro barcaiolo di portarvi a pranzo in un posto diverso. Con un’altra escursione si può visitare anche la parte meridionale del lago. Ci sono poche persone che lo fanno perché il viaggio è lungo. Per arrivare a Sankar ci vogliono tre ore di barca e di conseguenza altrettante per il ritorno. Oltre al costo della gita di 45.000 Kyat bisogna essere accompagnati da una guida Pa-o che costa $ 10 e pagare un’entrata di altri cinque dollari. Il villaggio è piccolo e di per sé non offre molto, l’aspetto più affascinante è il panorama verdissimo e rilassante durante la navigazione e la vita che si svolge sulle sponde del fiume, in totale assenza di turisti, ma resta comunque un’escursione lunga e costosa. Per il resto della nostra permanenza al lago abbiamo girato con la bicicletta scoprendo piccoli villaggi rurali e arrivando per caso a un monastero e invitati a bere il tè con i monaci disponibili a un piacevole scambio di opinioni.

Kakku   FOTO

Kakku-BirmaniaTre ore di taxi con una sosta al Golden Island Cottages nella città di Taunggyi per ingaggiare una guida Pa-o e pagare l’ingresso per la visita ai 2478 stupa disposti ordinatamente sul fianco della collina. Si dice che il complesso sia stato fondato da missionari buddhisti, in ogni caso chiunque l’abbia costruito ha fatto un capolavoro di elaborate decorazioni raffiguranti divinità e animali della mitologia. Questo è un altro luogo del Myanmar da non perdere. Dal ristorante Hlaing Koon che si affaccia sul complesso si ha una vista meravigliosa, prendetevi il tempo per il pranzo e godetevi questo luogo senza turisti. Al ritorno la guida vi porterà a visitare un villaggio Pa-o, generalmente in quello dove vive. La vita qui è veramente semplice e tutto scorre lentamente e in silenzio, tanto da farci sentire degli intrusi.
Il Myanmar sta cambiando di giorno in giorno quindi le notizie che si hanno sono già vecchie. La guida della Lonely Planet seppur uscita nel 2012 non è aggiornata, anzi sembra una copia non rivista dell’edizione precedente. I prezzi sono aumentati del 30%. Sta spuntando qualche bancomat e alcune agenzie di viaggio ci hanno detto che non manca molto per le carte di credito. Gli euro si possono cambiare in Kyat a Yangon, Bagan, Mandalay e Lago Inle, quindi i dollari servono solo per pagare gli hotel, i voli aerei e le entrate alle pagode non è più necessario perciò impazzire nella ricerca di dollari in perfette condizioni, basta avere gli euro, in perfette condizioni. Noi abbiamo portato il nostro computer senza problemi in dogana, resta comunque il fatto che le connessioni sono a dir poco lente. Agosto è la stagione del mango quindi è buonissimo. La parte più bella del viaggio è lo straordinario contratto con un popolo gentile e sorridente dove tutti ti danno il Mingalabar (benvenuto) e ti chiedono come stai senza avere un secondo fine. Ti ringraziano per aver visitato il loro paese e se volete far loro una graditissima sorpresa regalategli un campioncino di profumo o di creme, anche quelli che troviamo spesso nei giornali e generalmente buttiamo, i rossetti sono regali per loro preziosi alcune volte addirittura vi chiederanno di barattarli con cartoline o semplici souvenir.

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Approposito dell'autore
Manu E Roby
Manu E Roby

Siamo una coppia molto affiatata da più di 33 anni. I viaggi sono la nostra priorità. Ci piace tutto quello che è diverso culturalmente, conoscere, comprendere, rispettare. La fotografia e la lettura sono alcuni dei nostri hobby. Mettiamo molta energia in tutto quello che facciamo, anche nel semplice quotidiano. Abbiamo una gran voglia di buona vita.

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