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Mumbai (Bombay)
Pernottamento Residency Hotel.
Confortevole, pulito, internet gratuito dalle 7.00 alle 23.00
Quotidiano al mattino.
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Abbiamo
fatto una nuova esperienza, visitare una città sotto il diluvio universale,
durato due giorni e due notti senza sosta. Non c’è impermeabile o ombrello
che ti possa riparare, tant’ è vero che la maggior parte di loro no ne fa
uso e cammina tranquillamente per strada inzuppandosi dalla testa ai piedi.
Mah….! La città è caotica e con molto traffico, ma tutto va veloce ed è
semplice da visitare. I caratteristici taxi gialli e neri sono tantissimi,
non usano il tassametro e hanno i sedili bagnati, perché nonostante la
pioggia non chiudono i finestrini. I bus passano di continuo e il treno è
comodo per raggiungere i punti più importanti. Ci sono due cose
straordinarie da non perdere. La prima è alla stazione di Churchgate. Alle
11.20 in punto scendono dai treni i Dhaba Wallah, carichi di pasti caldi
ritirati da ristoranti,mamme e mogli, da consegnare agli impiegati di
Mumbai. Tutti i contenitori sono contrassegnati da numeri ma anche da
colori, visto che alcuni di loro sono analfabeti. Sui marciapiedi intorno
alla stazione li dividono con grande precisione, li caricano su carretti o
di nuovo in testa e via….. Sono 200.000 i pasti consegnati e solo un errore
ogni 6 milioni. Ma come fanno??! La seconda è a Mahalaxmi. Con il treno da
Churchgate siamo andati ai Dhobi Ghat, dove centinaia di persone lavano una
quantità incredibile di biancheria. Dal cavalcavia si fanno le migliori foto
alle oltre mille vasche e mille volti che ti guardano incuriositi. Si può
scendere e curiosare anche all’interno, noi abbiamo scattato foto
senza problemi e alcuni si mettono anche in posa! All’entrata di questi
lavatoi può esserci qualcuno che vi dirà che dovete pagare per i vostri
scatti, non è vero, cambiate semplicemente zona. Il Gateway of India simbolo
della città era in restauro, ma lì di fronte si può entrare a visitare il
bellissimo Taj Mahal Palace, per una notte ci vogliono “ solo “ $ 500, ma
noi non abbiamo potuto pernottare qui, era pieno!!!! Proprio in questo
punto siamo stati contattati, in quanto occidentali, per fare da comparse in
uno dei tanti film della famosa Bollywood. Sarebbe stata un’esperienza nuova
e magari divertente. Ma abbiamo rifiutato, visitavamo la città solo per due
giorni e non potevamo permetterci un giorno intero sul set. Peccato ci
pagavano anche…. 10 ore 10 euro!!! La Moschea Haji Ali è accessibile
percorrendo una strada rialzata che con l’alta marea scompare lasciando
questo luogo suggestivo in mezzo al mare. La via è piena di mendicanti e
storpi, alcuni con deformazioni gravi che radunatisi in gruppo per chiedere
l'elemosina, tremano ripetendo in modo ossessivo la stessa frase. E’ un
situazione che può impressionare parecchio. Nonostante il diluvio abbiamo
visitato Chowpatty beach, sicuramente con il bel tempo offre molto di più,
così come il quartiere sacro di Banganga Tank che era deserto e privo di
pellegrini sui ghat. Tutte le strade di Mumbai sono piene di bancarelle e
negozi, ma per gli insaziabili ci sono anche molti mercati. Il principale è
il Crawfort market, frutta e verdura, il Mangaldas market, sete e tessuti e
…… via via fino a sfinire. Una cosa a cui fare veramente attenzione a Mumbai
è attraversare. Oltre a guardare dalla parte opposta che da noi, visto che
la guida è a sinistra, tutte le auto passano con il semaforo rosso e a
velocità sostenuta. State attenti.
Goa
Trasferimento Volo Go Air h1
Pernottamento Panajim Inn. Luxury
extra large room: fantastica. Personale gentilissimo. Bella la terrazza per
i pasti.
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Visto
che non era il periodo ideale per godersi le spiagge del Goa, abbiamo
pernottato a Panaji e preferito visitare i dintorni noleggiando uno scooter.
Tra diluvi e schiarite abbiamo percorso 130 km. Anjuna ha una scogliera
mozzafiato e il mercoledì il mercato delle pulci, colorato, ideale per belle
foto, anche se in questo periodo è ridotto. Baga, Calungate, Candolin, Fort
Aguada sono tutte facilmente visitabili in giornata. Le spiagge sono
lunghissime e piene di palme. Gli indiani fanno lo stesso il bagno, anche se
il mare è molto mosso, si divertono a farsi sbattere di qua e di là dalle
onde, noi ci siamo divertiti a fotografarli. Sull’enorme spiaggia Miramar di
Panaji si possono fare delle belle passeggiate, la città è tranquilla, piena
di viuzze dove passare il tempo a curiosare. La vicina Old Goa è triste e
fatiscente. Ci sono una dozzina di chiese e alcune cattedrali, ma l’unica
cosa che ci ha un po’ risollevato è stata la splendida vista sulla città
visibile dalla Chiesa di Nostra Signora del Monte.
Mysore (Karnataka)
Trasferimento Goa-Bangalore
Kingfisher Airlines h1.30 Bangalore-Mysore in taxi 4 ore. Pernottamento
Ginger hotel anonimo ma pulito e confortevole. Lentissimi i servizi
ristorante e reception.
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L’unico
taxista prudente di tutta l’India l’abbiamo trovato noi, siamo arrivati a
Mysore 1 ora dopo il bus, ma ce l’abbiamo fatta!! La città è affascinante
con il Devaraja Market, caotico, colorato e divertente. Incensi ,
essenze,fiori di gelsomino in quantità esagerate, spezie, pile di kumkum, le
polveri colorate, frutta perfettamente esposta e quintali e quintali di
banane buonissime. I profumi ti inebriano e le urla dei venditori per
pubblicizzare la loro merce ti trasportano in un mondo irreale dal quale
ritorni immediatamente non appena arrivi ai banchi della carne. La puzza è
intensa e raccapriccianti sono le teste arrostite delle capre e il
sanguinaccio. Verso le 5 del pomeriggio il mercato si anima ulteriormente.
Bello il Maharaja’s Palace, alla sera illuminato è ancora più affascinante.
Solo per visitare le stanze interne bisogna depositare la macchina
fotografica. Prendendo il pullman 201 dalla fermata degli autobus City in 30
minuti si arriva a Chamundi Hill. Qui si trova lo Sri Chamundeswari Temple,
molto animato. Si può tornare in città scendendo i 1000 gradini. I
pellegrini li fanno salendo con in mano barattoli pieni di polvere colorata
con la quale segnano gradino per gradino. Noi non avendo al momento
nulla da chiedere agli Dei ma solo ringraziarli per quello che possediamo,
abbiamo pensato che bastasse farli in discesa. A metà sentiero si trova il
famoso Nandi (toro) scolpito nella roccia. La statua è abbellita con
ghirlande di fiori e meta di molti pellegrini che vengono a farsi benedire.
Per 20 rupie il sacerdote ti mette anche un braccialetto. Arrivati in fondo
si prende un tuk tuk e si torna in centro, dove al Corner Pizza vicino al
Hardinge Circle abbiamo staccato finalmente dal piccante cibo indiano. E’
stato bellissimo!!!!
Kochi (Kerala)
Trasferimento Mysore-Kochi 10 ore di bus notturno. Pernottamento
Ballard Bungalow. Confortevole, enormi stanze pulite, personale gentile
e organizzato per tour e biglietti.
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Tre
spudorati giorni di bel tempo in piena stagione monsonica. Kochi è divisa in
Ernakulam sulla terraferma, dove si arriva sia con il treno che con i bus,
da 5 isole e dalla penisola di Fort Chocin e Mattancherry estremamente
tranquille e piacevoli. Qui si impongono le antiche reti cinesi. Funzionano
con un complicato sistema di contrappesi. I pescatori sono molto socievoli e
ti invitano a tirare su e giù le reti. Chiaramente lungo la strada si vende
il pesce che si può acquistare e farsi cucinare ai chioschi vicini. I Tiger
prawns sono strepitosi. In tutto il Kerala l’alcool è vietato, ma se volete
accompagnare questi ottimi piatti di pesce con una birra vi verrà servita lo
stesso, ma in una teiera con tanto di tazza mug!! Anche fumare per strada è
vietato. Noleggiando una bicicletta si passa il tempo tra una via e
l’altra piene di negozi per poi fare merenda nel piacevole Teapot, che oltre
a un’ottima torta al cioccolato e pregiati the ha una bellissima collezione
di teiere. Bazar Road è piena di negozi di souvenir e di magazzini
all’ingrosso di riso che espongono tutte le qualità in vendita, ma quanti
tipi di riso ci sono…??? Percorrendo questa via si arriva nel quartiere
ebraico, con la sua sinagoga e piccole botteghe di spezie. Il Kerala si sa è
famoso anche per i suoi massaggi ayurvedici. Noi ci siamo presi del tempo
per farli qui, i migliori sono quelli del Cochin Ayurvedic Centre,
professionali e molto pulito il locale. La sera non c’è molto da fare, se
non assistere a uno spettacolo di Kathakali. I danzatori si preparano con un
lungo trucco, al quale è interessante assistere perché è molto impegnativo e
la riuscita è sorprendente. I costumi sono fantasiosi, con copricapi
decoratissimi. Gli attori sono accompagnati da percussionisti e cantanti ma
la storia viene narrata dai danzatori attraverso gesti e difficili
espressioni del viso. Sicuramente non è da perdere anche se a nostro avviso
lo spettacolo è un po’ troppo lungo, soprattutto perché è molto rumoroso. Al
Kerala Kathakali Centre danno un’utile traduzione scritta della
rappresentazione, anche in italiano, incredibile!!! La gita di un giorno
alle Backwaters non ci ha fatto impazzire. Con un pulmino ci si allontana da
Fort Cochin con un viaggio di 45 minuti, per salire su una canoa grande e
coperta per navigare i canali molto lentamente, ammirando il paesaggio e
visitando un villaggio dove con un lungo procedimento le conchiglie vengono
trasformate in calce. In un altro si può vedere come dalla noce di cocco si
ricava una corda fortissima, questa forse la parte più interessante. Poi si
pranza su foglie di banane e si continua la navigazione su canoe più piccole
per entrare nei canali più stretti, che sono sporchissimi e tristemente
vicini alla strada. Probabilmente ci sono posti migliori dove effettuare
questa escursione.
Varkala
Trasferimento in taxi 4 ore Pernottamento
Deshadan. Molto confortevole, pulito con le stanze intorno alla piscina,
personale gentile.
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Le
scogliere di Varkala lasciano senza fiato. Non c’è niente da fare in questa
località se non passeggiare lungo la scogliera guardando da un lato il mare
e dall’altro le onnipresenti bancarelle e aspettare il tramonto. Ci sono
ristoranti uno accanto all’altro, tutti con magnifiche vedute e comode
poltrone di fronte al mare, qui vige il relax. Si può accedere alla spiaggia
di Papanasham sia dalla strada che da ripide scalinate. Fare il bagno è
molto pericoloso. A Varkala bisogna avere sempre con sé una torcia,
soprattutto per rientrare in hotel, perché le strade all’interno non sono
illuminate. Una bella soluzione è quella di alloggiare direttamente sulla
scogliera. Ci sono molti posti carini, il Santa Claus Village menzionato
dalla Lonely Planet è in una bella posizione.
Madurai (Tamil Nadu)
Trasferimento treno 7.30 ore Pernottamento
Hotel Supreme tristi le camere, bella la terrazza all’ultimo piano con
ristorante.
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Le famose torri variopinte dello Sri Meenakshi Temple erano coperte da
foglie di banane perché in restauro. Che peccato, turisti da tutto il mondo
a sbirciare quel poco che si poteva vedere, ma in tutto i gopuram sono
dodici dovevano coprirli proprio tutti!!'?? Prima di entrare bisogna
lasciare le scarpe, per questo ci sono dei depositi gratuiti con tanto di
numerazione per poi riprenderle. Quasi tutti gli indiani le lasciano invece
dove capita e poi passano le ore a cercarle ,
facendosi luce con i telefonini……..!! A differenza degli altri templi, in
questo non è permesso tenere le calze e per i pantaloni al ginocchio bisogna
supplicare le guardie. Si può fotografare all’interno dietro pagamento di un
ticket, controllano spesso. Questo luogo è pieno di sacralità, suggestivo,
bellissimo e così lontano da noi. Le donne fanno disegni con le polveri
colorate con incredibile manualità, accendono candele e si raccolgono in
preghiera, gli uomini offrono alle divinità le noci di cocco rompendole con
forza in appositi spazi, in ogni angolo c’è qualcosa che ti sorprende. Poco
lontano dal tempio c’è il Tirumalai Nayak Palace, anche quello in
ristrutturazione, ma proprio da parte alla strada tingono la seta e la
stendono ad asciugare per una cinquantina di metri per poi farne dei rotoli
dai colori vivaci. E’ uno spettacolo insolito e interessante. Molto spartano
il mercato degli ortaggi,ma anche qui quando scatti delle foto le vogliono
vedere per poi dire “ super “ a farsi una risata, meno male che c’è il
digitale!! Madurai come da antica tradizione è piena di sarti e bancarelle
di stoffa. Se si ha la pazienza di contrattare è il posto ideale per farsi
confezionare ottimi capi. Qui abbiamo testato il meals ready, questa scritta
fuori dal ristorante avverte semplicemente che “ è pronto “!! Anche se poi
non abbiamo mangiato perché per noi troppo piccante è stato divertente.
Prima di tutto perché non ci sono turisti, quindi quando entri già si
scambiano occhiate tra di loro, poi tutti i camerieri si dedicano solo a
te…. Sai la novità!! Ti apparecchiano aprendoti la foglia di banana che è
già pronta sul tavolo piegata a metà, la bagnano e iniziano a metterci sopra
salse, verdure, zuppe, riso, una pallina di dolce (?) e le fantastiche
pappadam. Niente posate, si mischia tutto e si mangia con le mani!!
Bellissimo.
Trichy
Trasferimento in treno 3 ore. Pernottamento
Hotel Brezee. Lussuoso con piscina. Personale gentilissimo.
Quotidiano al mattino, ottimo il room service.
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Trichy
è stata la città più polverosa che abbiamo visitato ma con un grande fascino
e semplicissima da visitare. I tre punti più importanti sono raggiungibili,
con il comodo pullman n. 1 che parte da Central bus ogni 5 minuti. Per
raggiungere il Rock Fort Temple si devono salire 437 gradini chiaramente a
piedi nudi, ma non sono poi così faticosi. A metà salita c’è lo Sri
Thaymanaswamy Temple e in cima il Vinayaka. Possono entrare solo gli hindu,
ma la vista dall’alto sulla città merita. I dintorni del forte sono un bazar
unico, la confusione è tale che non si riesce a camminare. Qualsiasi cosa
cerchiate qui c’è, dai souvenir alle cose più impensabili. Lo zucchero
filato fucxia appeso ad un’asta che vendono i bambini è sorprendentemente
buono. Si riprende poi il bus esattamente dove si è scesi e si visita lo Sri
Jambukeshwara Temple. Dedicato a Shiva e Parvati è estremamente e
stranamente tranquillo. Come in tutti i templi l’entrata al santuario
interno e riservata agli hindu, ma è un’ottima sosta per riprendersi
dall’onnipresente caos indiano. Lo Sri Ranganathaswamy Temple dedicato a
Shiva è di estrema bellezza. Si lasciano le scarpe e si entra dalla torre
principale, 73 mt di sculture e colori che lasciano a bocca aperta. Il
Tempio è diviso in sette sezioni e possiede 21 gopuram. Dopo il quarto muro
dietro pagamento di 10 rupie si può salire sulla cinta muraria, ne vale
assolutamente la pena perché ci si rende conto della struttura di
questo splendido complesso. Il turista non può superare il sesto muro, così
la cupola d’oro al centro si intravede soltanto. Nelle sale c’è molto
movimento, suoni e profumi e una lunga coda di persone che stanno
serenamente in fila per usufruire del langar, ossia la mensa gratuita dove
uomini e donne di casta o religione diverse siedono una accanto all’altra
consumando i pasti preparati dai volontari. Non perdetevi questo luogo.
Un grazie al cameriere dell’albergo che ci ha preparato un decotto al latte
per salvarci dalla piccantissima cena a buffet e un altro ringraziamento a
Karunani che alla stazione dei bus ci ha aiutato a trovare il pullman giusto
aspettando fino alla nostra partenza per assicurarsi che fosse tutto a
posto. GRAZIE!!!!
Puducherry
Trasferimento in bus 6 ore in contromano. Pernottamento Ajantha Beach Guest
House, triste e disonesta la cifra per la doppia con vista sull’oceano.
Abbiamo
dedicato solo un pomeriggio a questa città, visitandola in bicicletta e non
ci è piaciuta più di tanto. A parte la passeggiata sul lungomare che alla
sera si anima molto, non c’è molto da fare o vedere, a meno che non vogliate
meditare o fare yoga. Resta comunque insolito che tutti ti si rivolgono in
francese, le vie diventano “ Rue…” e cartelli di augurano il bonjour!!
E’ come se per un attimo non sei più in India, quindi se volete
immedesimarvi completamente al Caffee.Com sul lungomare potete mangiare
delle ottime baguette, quella pomodoro, basilico e olive nere non è un sogno
la state proprio mangiando!!!
Mamallapuram
Trasferimento in taxi 2 ore. Pernottamento
Mamalla Heritage Deluxe room molto confortevole con piscina.
Gentilissimo il personale.
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Un
paradiso nel caos dell’India. E’ piacevole visitarla in bicicletta anche se
al pomeriggio la temperatura è alta. Il grazioso Shore Temple che si
affaccia sul mare e gli interessanti Five Rathas , gruppo di 5 templi
scavati nella roccia, sono le attrattive di questo paese, ma la cosa
sicuramente più fotografata è la Krishna’s Butter Ball. Questa palla in
bilico che sembra cadere da un momento all’altro, offre divertenti scatti.
Nel restante giardino ci sono altre curiosità, che si scoprono passeggiando.
Per le strade è continuo il picchiettare del martello e scalpello, gli
artigiani realizzano sculture di ogni forma e dimensione, abbiamo visto
anche un Ganesh in pietra nera concentrato davanti a un computer!!! La via
più animata è quella che porta alla spiaggia, piena di ristoranti, negozi e
bancarelle, vi chiameranno mille volte. Arrivati in fondo ci sono dei locali
affacciati sul mare che servono ottimo pesce, anche se non brillano per la
pulizia. Stare in spiaggia a prendere il sole, se resistete al caldo
soffocante è una prova alla vostra tolleranza verso i venditori.
Un consiglio. Il proprietario dell'agenzia
Moonrakers e dell'omonimo ristorante è molto affidabile e in gamba, per
qualsiasi cosa chiedete qui.
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TIRUMALA (Andhra Pradesh)
Se
siete amanti dei templi hindu, Kanchipuram fa per voi, 5 templi a distanza
ravvicinata. Noi ne abbiamo visitati solo due, perché la nostra meta era la
lontana Tirumala, meta di pellegrinaggio molto affollata. Arrivati a
Tirupathi, prima di percorrere i 24 km di tornanti per arrivare in cima alla
collina si deve fare il controllo sia dei bagagli che dell’auto sulla quale
si viaggia. Sono assolutamente vietati alcool e sigarette. Noi siamo
rimasti impressionati da questo luogo che per visitarlo nella sua
complessità ci vorrebbero almeno tre giorni. Visto che la folla può
raggiungere anche i 100.000 pellegrini al giorno tutte le code che si creano
per qualsiasi cosa, vengono incanalate in gabbie di ferro. E’ spaventoso. Il
tempio più famoso è il Venkateshwara dove ci si reca per vedere questa
divinità tutta nera seduta sul trono ed esprimergli un desidero che si dice
venga poi esaudito. Per arrivare davanti a Venkateshwara ci sono tre
possibilità. Si può fare la ordinary darshan ossia la contemplazione
gratuita, almeno 6 ore di coda nelle gabbie, quella Speciale che
pagando 50 rupie l’attesa si riduce a 4 ore e quella Cellar, costo 100
rupie con un’attesa di un’ora. Noi abbiamo comprato con non poche
difficoltà, visto che non si capiva dov’era l’ufficio per la richiesta, il
biglietto per quest’ultima. Arrivati all’entrata si lasciano le scarpe e
qualsiasi cosa elettrica, cellulare, macchina fotografica ecc… Visto che la
confusione era totale abbiamo deciso di non lasciare le nostre cose ma di
entrare a turno. Ma appena arrivati davanti a queste claustrofobiche gabbie,
affollate e senza la possibilità di tornare indietro , ci siamo rifiutati di
stare lì dentro, così non abbiamo visto l’odoratissimo Venkateshwara, ma
anche Lui non ha visto noi!!!! Questo è un luogo dove i pellegrini donano i
capelli alla Divinità, quindi circolano intere famiglie di pelati. Ci sono
stanze apposite per la rasatura dove si accede sempre dopo una lunga coda
ingabbiati. Noi siamo entrati dall’uscita chiedendo il permesso alla
guardia, perché volevamo solo vedere. Lavorano centinaia di barbieri. Il
devoto, gambe incrociate e pronto a rinunciare al proprio ego, china
la testa che viene bagnata e poi rasata. I capelli cadono in un canale e poi
raccolti dicono, per fare parrucche. I piani superiori sono riservati alle
donne. Tutte le donne indiane hanno trecce lunghissime abbellite da boccioli
di gelsomino, vederle entrare così belle e uscire completamente pelate
lasciando per terra quello che per una donna è motivo di vanto, fa
riflettere su quanto siano davvero religiosi. Tutte mi sorridevano e mi
prendevano in giro dicendomi di prepararmi che dopo di loro sarebbe toccato
a me, ma io per niente al mondo mi taglierei i capelli, che strane queste
diversità di pensiero. Tutti i bimbi duranti questa pratica piangono,
esattamente come i nostri quando vanno dal parrucchiere. Questa parte è
stata molto toccante. Le mense distribuiscono quantità enormi di pasti
gratuiti ed è forte il rumore dei tanti vassoi d’acciaio, così come è alta
la preghiera ripetitiva mandata dagli altoparlanti. Come la gente infiniti
sono anche i dormitori, tutti uguali. Persone ovunque, per terra, in coda,
in cammino, chi dorme, chi mangia e chi prega, bancarelle, cibo, chai,
colori, profumi…e 11 ore di auto per vedere tutto questo che rimarrà un
ricordo idelebile.
Chennai
Trasferimento in taxi h 1,30. Pernottamento
Hotel Chandra Park. Deluxe Room Molto confortevole, quotidiano al
mattino.
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Il
solito traffico delle grandi città e un caldo afoso. Visto che era l’ultimo
giorno di vacanza abbiamo abbandonato le visite ai templi e monumenti vari
per andare nei centri commerciali a fare un po’ di acquisti. I migliori sono
il Chennai City Centre e lo Spencer Plaza. C’è un po’ di tutto e i prezzi
sono fissi liberandoti così dalle estenuanti contrattazioni. Bella, anche se
sporchissima la lunga passeggiata a Marina Beach. E’ affollata di soli
indiani, che fanno il bagno, giocano a cricket, mangiano, bevono e lasciano
tutto lì sulla spiaggia, barche di pescatori, cani, bancarelle di souvenir e
cibi vari, insomma un caos, ma è talmente immensa che c’è spazio per tutti.
In città i tuk tuk sono più costosi di tutti gli altri posti e
particolarmente fastidiosi.
E’ stato un bel viaggio, questo popolo si è rivelato per la seconda volta
straordinario. Disponibile, affabile e gentile, sempre sorridenti e curiosi.
Ti succedono cose che non crederesti possibile. C’è anche però la parte più
impegnativa, il caos continuo, giorno e notte, rumore e ancora rumore, gli
spostamenti in balia di autisti folli sempre in contromano, il clacson che
suonano di continuo, l’immondizia ovunque, ma tutto viene ricompensato da
quel fantastico dondolio del capo che usano per dirti sempre sì!!!!
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