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31 |
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4.26 |
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1.24 |
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2.49 |
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1.17 |
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3.52 |
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0.54 |
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1.40 |
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Isola di Pasqua (Rapanui)
Pernottamento
Te'Ora
molto consigliato
.gif)
L’Isola
di Pasqua o Rapa Nui per gli abitanti nativi, più polinesiani che
cileni, come dimostrano sia i tratti somatici che le usanze, dista 3700
Km da Santiago del Cile e 6 ore di volo. Agosto è il mese più freddo ma
nelle giornate di sole si sta piacevolmente in maniche corte. L’isola è
piccola, misura solo 24 km per 12, in mezzo all’oceano pacifico. Tre
giorni sono l’ideale per visitarla. Il primo l’abbiamo dedicato
all’unica città, Hanga Roa. Qui si concentra tutto, alberghi,
ristoranti, negozi di souvenir, quasi tutti uguali, minimarket e
internet point. Due sono le vie principali, Atamu Tekena e Av. Te Pito.
Partendo dal porto, dove si possono vedere enormi tartarughe proprio a
riva, si può fare una bella passeggiata lungo la costa, fino all’Ahu
Akapu con il suo solitario Moai. Il punto più bello è l’ Ahu Tahai. Qui
sorge Ahu Vari Uri piattaforma che sostiene 5 Moai di varie dimensioni,
vicino c’è un grande Moai solitario e l’ Ahu Kote Riku un misterioso e
bellissimo Moai con acconciatura e occhi rotondi. Aspettare il tramonto
è una delle cose assolutamente da non perdere. Il secondo giorno con un
auto a noleggio abbiamo percorso la strada costiera partendo dall’ Ahu
Vinapu. Ci sono molti punti dove fermarsi, ma di alcuni non resta molto
da vedere, i Moai sono spezzati e giacciono a terra, ma sono sempre
affascinanti. Due i luoghi di straordinaria bellezza. Rano Raraku è un
vulcano spento ed era la cava da dove venivano presi i blocchi di tufo
per scolpire le statue. Il posto è disseminato di Moai sepolti fino alle
spalle o al collo e con gli occhi sbarrati che riempiono tutto di
mistero. Alcuni invece sono ancora attaccati alla roccia, chissà perché
non hanno portato a termine il lavoro ??? Non te ne andresti mai da qui.
Il biglietto d’entrata, passato da 5000 pesos a 30.000 pesos dal 1
maggio 2010, vale anche per l’entrata al villaggio di Orongo. Ahu
Tangariki è una piattaforma in riva al mare con 15 Moai, che furono
rimessi in piedi dopo la caduta causata da uno tsunami, nel 1960. Solo
uno ha l’acconciatura, le altre si possono vedere a poca distanza. Il
luogo è suggestivo. Sembra impossibile ma Akena è una spiaggia di sabbia
bianchissima con le palme in un’isola vulcanica. In questa caletta il
mare è calmo, turchese, ti invoglia subito a fare il bagno, peccato che
l’acqua sia così fredda. In questo punto, si trovano anche l’ Ahu Nau
Nau: 7 Moai eretti, alcuni con l’acconciatura e a poca distanza l’ Ahu
Ature Huki con un solitario e imponente Moai. Una spiaggia unica al
mondo. Il terzo giorno, sempre con l’auto e purtroppo anche con la
pioggia abbiamo visitato la parte occidentale. Si incontrano molti Ahu (
piattaforme ) ma il più enigmatico è l’Ahu Akivi con i suoi 7 Moai,
l’unico eretto nell’entroterra e il solo con le statue rivolte verso il
mare. Quante domande su questo fatto, ma solo supposizioni e nessuna
risposta. La parte più interessante è sicuramente la visita al villaggio
di Orongo. Sorge a picco sul mare e da qui prendeva il via la gara per
impadronirsi del primo uovo della sterna scura. Si scendeva dalla parte
rocciosa, si nuotava fino alle piccole isole di fronte e dopo aver
trovato l’uovo bisognava riportarlo al villaggio senza romperlo. Il
vincitore, diventava l’uomo uccello e comandava per l’anno successivo.
Si possono vedere le case dei primi abitanti, parzialmente
ristrutturate, fatte di lastre di pietra. Su un gruppo di sassi ci sono
incisi i petroglifi, sui quali si vede chiaramente l’uomo uccello.
Dall’altra parte del villaggio un lago e una palude occupano il cratere
del vulcano spento Ranu Kau. Uno splendido paesaggio. Rapa Nui è
un’isola che merita tutte le ore di viaggio per arrivarci, ti dimentichi
della realtà e cosa per noi insolita, qui il tempo scorre lento!!!!
Santiago
Pernottamento La
casa Roja
consigliato solo ai più giovani
.gif)
Non
lascia particolari emozioni questa capitale cilena. Il centro, ossia
Plaza de Armas è la parte più antica e anche la più affollata. Le aree
pedonali nei dintorni brulicano di centri commerciali, fast food, case
di cambio e come in tutto il Sud America un numero esagerato di negozi
di scarpe. Al mercado central, molte varietà di pesce, si possono sia
comprare che gustare nei numerosi ristoranti all’interno. Anche le
bancarelle di frutta appagano l’occhio. Pulito e ordinato è un bel
posto. I quartieri Lastarria e Bellas Artes sono i più eleganti. Si può
salire sul Cerro Santa Lucia, questa collina rocciosa è ora un parco
all’inglese, con sentieri e scalinate di pietra attraverso le quali si
raggiunge la torre mirador. Vale la pena, perché la vista su Santiago,
con le sue montagne innevate è fantastica. Per una pausa o un pranzo
raffinato, il vivace Patio Bellavista, nell’omonimo barrio, offre
un’ottima scelta ed è un luogo piacevole. Si può continuare poi con la
visita a La Chascona. Pablo Neruda, la fece costruire come luogo segreto
per incontrare la sua amante Matilde Urratia, che poi diventò la sua
terza moglie. La visita si può effettuare solo accompagnati da una
guida, che preparatissima descrive ogni cosa e risponde a qualsiasi
curiosità abbiate sulla vita di questo straordinario poeta. In città ci
sono davvero tanti musei, esposizioni, mostre, si possono fare molte
cose, oltre che gironzolare per le strade e per gli amanti degli scacchi
in Plaza de Armas tutti i giorni dalle 13 alle 21 si gioca!!! I gringos
sono i benvenuti.
Un ristorante molto raffinato che offre una vista mozzafiato su Santiago
è il Giratorio nel barrio Providencia. Si cena a lume di candela al
sedicesimo piano e lentamente si gira intorno alla città, con il
sottofondo di un pianoforte. E’ un posto magico che vale il prezzo della
cena. E’ assolutamente necessario prenotare in anticipo. www.giratorio.cl
Punta Arenas ( Magallanes )
Pernottamento
Hostal Terrasur
molto consigliato fantastico!
Nonostante
non abbia un gran che da offrire e ci sia un vento tremendo, la città è
tranquilla, molto accogliente e da una grande emozione essere alla fine
del mondo e poi dove ti capita di vedere i delfini saltare stando seduto
in un taxi anziché su una barca? Dopo aver visto la piazza, l’insolito e
stravagante cimitero municipale con file di straordinari cipressi, si
gironzola tra un negozio e l’altro, soprattutto di gorotex,
riscaldandosi in qualche caffetteria con ottimi dolci e un te bollente.
Noi abbiamo un bel ricordo di questa giornata, soprattutto per il fatto
che abbiamo conosciuto Alejandro, in viaggio per lavoro. Una persona
davvero speciale con la quale abbiamo cenato, mangiando la specialità
del posto, il salmone alla magellana e conversando piacevolmente di usi
e costumi di questo meraviglioso popolo ospitale.
P.S. L’atteraggio a Punta Arenas è stato molto movimentato, ma tutti
dicono che è normale!!
Puerto Natales ( Ultima Esperanza )
Pernottamento
Erratic
Rock 2
molto consigliato
Il
tragitto da Punta Arenas a Puerto Natales dura 3 ore. Una strada dritta,
in mezzo a steppa, laghetti ghiacciati, pecore e tanti nandù, volatili
simili allo struzzo. Un paesaggio magico per arrivare in questa
cittadina ospitale e gelida ma fortunatamente in agosto senza vento. Da
qui si possono organizzare tante escursioni. Il paese brulica di agenzie
di viaggio, alloggi, negozi di souvenir, locali e ristoranti. Si mangia
bene ovunque ma il nostro preferito è El Asador Patagonico, grigliate di
carne accompagnate da una birra Austral per un’ottima serata. E’ un
paese piccolo e semplice da visitare, ma merita un po’ di tempo. Parco
Nazionale Torres del Paine. Si parte al mattino intorno alle 7,30 e dopo
30 km si visita la Cueva del Milodon. In questa bella grotta si
scoprirono i resti di un erbivoro di 4 mt. All’entrata c’è una copia a
grandezza naturale dell’animale, più o meno simile a quella che vi da il
benvenuto in città. Si prosegue poi per il parco. La gita è ben
organizzata, perché permette di vedere la zona da diversi punti e con
differenti paesaggi. Visitando la Laguna Amarga si vedono guanaco, nandù
, condor delle Ande e cosa meravigliosa, i fenicotteri rosa, immobili su
una zampa in mezzo a un lago ghiacciato. Uno spettacolo!!! Si raggiunge
poi il Salto Grande, imponente cascata tra il lago Pehoe e il
Nordensjold. Pace, tranquillità e vedute mozzafiato. La parte più
entusiasmante è il Glaciar Grey. Si passeggia in riva al lago per
arrivare a toccare quasi con mano gli iceberg. E’ usanza bere un
bicchiere di wisky con ghiaccio millenario. Non c’è vita nel lago, solo
un insetto vive qui, sul ghiaccio. Il parque Nacional Torres del Paine è
uno dei più belli del Sud America ed è conosciuto per le sue guglie di
granito, ma tutto è di una bellezza incredibile. Nei suoi 1810 kmq si
può fare trekking, tra cui il famoso percorso W. Le strutture a
disposizione dei visitatori, sono di alto livello.
Parco Nazionale Bernardo O’ Higgins.
E’
raggiungibile solo via mare, con una gita in giornata alquanto costosa.
In inverno la barca 21 de Mayo parte solo la domenica e la Agunsa il
sabato con almeno 10 passeggeri. Si raggiungono il ghiacciaio Balmaceda
dove ci si ferma per scattare foto dalla barca, per poi arrivare al
ghiacciaio Serrano. Durante il viaggio si incontra una colonia di
cormorani. Con una camminata di 30 minuti si arriva ai piedi di questo
ghiacciaio, che ritirandosi, in 50 anni, ha formato una laguna che si
riempie di iceberg turchesi, dalle forme più insolite. Al centro c’è
l’erratic rock, ossia la pietra errata, perché non è esattamente il suo
posto, ma caduta dalla montagna si è fermata lì. C’è un gran silenzio,
che ti pulisce l’anima, almeno in questo periodo, visto che in estate ci
sono tutti i giorni almeno 300 persone. L’escursione dura dalle 8 del
mattino alle 17.00 compresa la sosta in una estancia per il pranzo.
Perito Moreno
Chi
è in viaggio in Argentina visita in giornata il Parco Torres del Paine e
chi è in viaggio in Cile visita il grandioso ghiacciaio Perito Moreno in
Argentina. Lungo 30 km e alto 60 mt è stupefacente. Avanza fino a 2 mt
al giorno e questo spostamento provoca il continuo crollo di enormi
blocchi di ghiaccio che cadono nel lago con un fragore indescrivibile.
Il rumore è continuo perché anche all’interno si formano nuove crepe o
cadono seracchi e il boato è fortissimo. Il ghiacciaio si può ammirare
in due modi. Con un’uscita di un’ora in barca per rendersi ben conto
delle sue incredibili dimensioni e camminando su una serie di passerelle
(secondo noi talmente esagerate da rovinare il contesto) raggiungendo
vari punti panoramici così da poterlo vedere, ascoltare e fotografare in
tutta la sua bellezza. L’escursione è lunga, si parte alle 7 del mattino
e si rientra verso le 21.00, ma vale la pena percorrere questi 700 km.
Peccato che il poco tempo non permetta di visitare la città di Calafate.
E’ un bel posto, anche se molto turistico, ci sarebbe piaciuto
pernottare qui!!
La Patagonia si visita bene anche in inverno. Abbiamo trovato
meravigliose giornate di sole. Il vento che soffia anche a 120 km orari
a Puerto Natales in agosto è assente. C’è pochissimo turismo e
prenotando con anticipo si possono fare tutte le gite, perché le agenzie
di viaggio riuniscono i partecipanti per arrivare al numero minimo.
Abbiamo avuto così la fortuna di essere sempre un massimo da 4 a 9
persone per fare gite che altrimenti in alta stagione supererebbero le
centinaia. Abbiamo goduto in pieno di questa isolata parte cilena.
Arica (Norte Grande)
La
città a due passi dal Perù, è affollata con una bella zona pedonale.
L’Iglesia San Marcos fu progettata dallo stesso ingegnere della Tour
Eiffel, fabbricata a Parigi e poi inviata via mare e assemblata sul
posto. E’ tutta in metallo. Insolita! Per una bella vista sulla città e
per ammirare il volo dei condor, con una breve ma ripida camminata si
raggiunge El Morro. Un’imponente bandiera sventola sulla vetta. Dalla
città partono numerosi tour, noi abbiamo scelto il Lago Chungarà e
Parinacota. Si parte alle 7.30 del mattino passando per la Valle de
Lluta, dove si vedono antichi geroglifici. Si visita poi Pachoncile con
la sua chiesa decadente. Il viaggio continua, salendo sempre di quota,
avvistando lama, vigogne, viscacce e i cactus candelabro. Il paesaggio è
spoglio, ma affascinante, fino a raggiungere il lago Chungarà mt. 4500
dove si specchia lo spettacolare vulcano Payachatas. Si visita anche il
piccolo villaggio di Parinacota con la sua antichissima chiesa. Qui si
può comprare la carne essiccata del lama, dura ma nutriente e saporita.
Al ritorno si pranza a Putre, piccolo e unico inospitale paesino di
tutto il Cile. Ci siamo affidati all’agenzia Turismo Lauca, seria, con
mezzi propri e comodi, con la bombola di ossigeno all’occorrenza e una
guida preparata. Molte persone sono state male, perché si parte dal
livello del mare e si arriva a 4500 mt. in sole 5 ore. Il mal di testa,
forte , è assicurato e purtroppo persiste per 2 giorni, sconsigliata per
i bambini.
Iquique
LLa nostra idea era di arrivare con il bus da Arica a Huara, prendere un
taxi, visitare il Gigante de Atacama, figura antropomorfa alta 86 mt.,
visibile sul cerro Unita. Ma vista la desolazione della fermata abbiamo
pensato che avremmo potuto rimanere lì per sempre. Quindi abbiamo
proseguito per Iquique. Ci siamo goduti la città, con le sue case in
legno dell’ottocento, la piazza con la torre Reloj e una bella via
pedonale. Piacevole anche il lungo mare, con onde alte, paradiso per i
surfisti. In attesa del bus notturno per San Pedro de Atacama ci siamo
coccolati in una raffinata caffetteria davvero affollata. Se passate di
qui concedetevi una pausa a “La Cioccolata”.
Invasa
dai turisti, il villaggio è un proliferarsi unico di hotel, ristoranti,
lavanderie, locali internet e infinite agenzie di viaggi. La polverosa
Caracoles è la via principale e tutto è molto caro, ma basta girare
l’angolo per trovare graziosi locali e mangiare a metà prezzo. La chiesa
San Pedro nella piazza ha il tetto in legno di cactus! Anche se sembra
una Rimini nel deserto è un posto piacevole e offre davvero scenari
spettacolari. E’ situata a 2500 mt. ed ha un'escursione termica che va
da +28 C° a -18 C°. E’ assolutamente necessario vestirsi a cipolla
durante le escursioni . L'agenzia Cactus Tour è
consigliata per l’ottimo servizio e se avrete Paulo come guida, ne
godrete al meglio.
Valle della Luna: si parte alle 15.00 da San Pedro e dopo un breve
tragitto si arriva alla valle della Morte. Si cammina per un’ora in
mezzo a splendidi scenari e si scende lungo una duna di sabbia dove si
può fare anche sanboard. Poi si aspetta il calar del sole nella valle
della luna. I nomi delle due valli sono stati dati per renderle più
interessanti ai turisti. La Cactus Tour è
l’unica agenzia che vi porta a vedere il tramonto su una duna diversa da
tutti gli altri tour, così potete godere di questo momento senza la
presenza di altre 300 persone.
Geyser di el Tatio: partenza alle 4.00 del mattino per arrivare a
destinazione dopo 2 ore. El Tatio è la zona geyser (sono 64) più alta
del mondo, 4300 mt. La visita di queste fumarole circondate dai vulcani,
all’alba è suggestiva. La temperatura era di -11 C° e ha messo a dura
prova anche i più ardui a fare il bagno nella vasca termale a +35 C°.
Dopo una gelida colazione all’aperto, si riparte per visitare il
villaggio Machuca. Ha una bella chiesetta, qualche negozietto di
souvenir e un mini barbeque con pronti spiedini di carne di lama, oltre
a ottime empanadas di queso o lama. Assaggiatele sono troppo buone. Si
prosegue poi per una camminata desertica tra rocce e cactus. La vista è
incredibile, alcuni sono centenari e arrivano fino a 10 mt. La
temperatura è salita a +25 C°. Bella esperienza.
SaSalar de Atacama: partenza alle 6.00 pronti, veloci con
Cactus Tour per
essere i primi ad arrivare alla Laguna Chaxa. Il motivo è che se solo si
arriva dopo un altro pulmino i fenicotteri si sono già spostati. Il
panorama è suggestivo, un immenso deserto di sale che misto a sabbia non
è bianco come ci si aspetterebbe. Fa un freddo micidiale. Si visita
Socoaire dove si pranza e poi si raggiungono la laguna Miniques e
Miscanti. Si fa una bella passeggiata per raggiungerle, la vista è
meravigliosa. Le gite sono interessanti, ma secondo noi care, frettolose
e simili a quelle scolastiche. Troppa gente.
Tour in Bolivia: da San Pedro si può fare un tour di 3 o 4 giorni in
Bolivia. Noi non avevamo sacco a pelo pesante per la notte e neanche
voglia di affrontare 3 giorni di pasti e alloggi molto spartani senza
acqua calda, ma ci siamo pentiti subito dopo pochi Km. in Bolivia.
Abbiamo trovato solo un agenzia, l’Atacama Mistica, che ci ha permesso
di fare il tour di 1 giorno perché aveva già 2 iscritti e il minimo è di
4. Di solito consigliano di fare queste gite con le agenzie Cordillera
Travel e Estrella del Sur, che sono boliviane ma 1 giorno solo non era
possibile. Partenza ore 8.00, dogana cilena e poi un pulmino ci
accompagna fino alla frontiera boliviana. Dopo aver espletato tutte le
carte per entrare, ci aspetta una gelida colazione e un fuoristrada con
Noel, la nostra guida boliviana. Ha un viso simpatico, ci piace subito.
Si parte per il lago Chalviry, tra vulcani e sterrato arriviamo a
Polques dove una vasca di acqua termale ci regala una sosta rilassante.
C’è il sole quindi non fa molto freddo e spogliarsi per entrare non
disturba. Il viaggio continua passando per un deserto disseminato di
rocce dette Dalì perché ispiravano il medesimo pittore. Si passa poi
attraverso una zona geotermica, geyser, soffioni, fango bollente,
vapore….. un paesaggio lunare. Verso la 13.00 si arriva alla Laguna
Colorada. Una sorpresa enorme perché non sapevamo fosse abitata da
migliaia di fenicotteri rosa. L’acqua è rossa per la presenza di
un’alga. E’ un posto isolato che ti lascia senza fiato e non credi ai
tuoi occhi. Si torna verso Polques dove si pranza molto semplicemente
purè e wustel, c’è tempo per fare un altro bagno termale ma adesso c’è
il vento e fa più freddo. Si riparte per le due lagune una accanto
all’altra, una bianca e l’altra verde, colorazione dovuta alla presenza
di minerali. La vista è fantastica, come durante tutto il viaggio. Siamo
ormai al ritorno di questo bellissimo giorno, passato tra la natura
senza turisti e pulmini, da soli in mezzo al nulla. Salutato Noel ci
aspetta il pulmino che ci riporta a San Pedro. Non perdete questa
escursione!!!
La Serena (Norte Chico)
Questa
città era la seconda tappa dopo l’Isola di Pasqua, ma visto che la gita
alla Isla Damas per andare alla riserva nazionale di Humboldt per vedere
i pinguini non era fattibile agli inizi di agosto per il mare agitato,
abbiamo completamente rivisto il percorso per aspettare la fine del mese
con migliori condizioni meteo. Così arrivati a La Serena il 24 agosto
abbiamo prenotato l’escursione e alle 8.00 del mattino eravamo pronti
fuori dall’hotel, un'ora dopo ci chiama l’agenzia dicendo che la gita
era cancellata perché c’era sciopero dei pescatori, che protestavano
contro la costruzione di una termoelettrica. Non convinti abbiamo
chiamato il Conaf, che ci ha confermato il problema. Ma con tutto il
tempo che avevano proprio oggi! Ci saremmo potuti fermare il giorno
successivo, spostando bus e albergo a Valparaiso, ma abbiamo pensato che
forse la gita non era da fare…….! In ogni caso la seconda città più
vecchia del Cile è molto piacevole con le sue 29 chiese. Dal faro, in
disuso, si può costeggiare il mare fino a Coquimbo. Sono 11 Km. di pista
ciclabile per arrivare in questa città dove al porto si possono guardare
da molto vicino centinaia di pellicani. Ma quanto sono belli !!. Al
porto ci sono inoltre tanti ristoranti per mangiare pesce freschissimo o
impanadas, quelle di mariscos e camarones y queso sono fantastiche.
Lungo il tragitto poi c’è un tratto con migliaia di uccelli di varie
specie, cormorani, gabbiani, condor e altri delle quale non sappiamo il
nome. Guardate i lampioni in alto sono pieni di condor che si asciugano
le ali al sole, ma dove siamo……!! Siamo molto soddisfatti di questa
giornata, che ci ha ricompensato della mancata gita alla Isla Damas,
anche se il ritorno con un pedale solo è stato faticoso.
PS. Tre giorni dopo in prima pagina su El Mercurio c’era la notizia che
la centrale termoelettrica non sarà costruita a Punta de Choros.
Valparaiso (Cile centrale)
E’
una città caratteristica e sicuramente la più insolita del Cile. Si può
dire che è divisa in due parti. El Plan quartiere pianeggiante con
grandi strade trafficate, negozi, ristoranti e il Muelle Prat dove
partono le barche per un’escursione tra le gigantesche navi da crociera
e della marina. Poi ci sono i colli, 42 per la precisione. Sono
spettacolari, con tutte le case in lamiera colorata, alcune in rovina,
labirinti, murales e le escaleras per arrivare in cima al cerro. Ma è
molto più divertente e meno faticoso prendere un ascensore, alcuni sono
addirittura del 1883, sembrano decadenti ma noi li abbiamo provati e…..
funzionano! La città mette a dura prova le gambe, ma merita. Tutti gli
ascensori portano a dei mirador, uno dei più belli è l’ascensor
Artilleria che porta al paseo 21 de Mayo, la vista sul porto è
mozzafiato. Noi poi scendevamo per le scale, ripide e piene di murales.
L’ascensore el Peral è rosso, bellissimo. Quello Espiritu Santo, porta
direttamente al Museo a cielo aperto, un percorso tra murales. Secondo
noi non i più belli della città che ad ogni angolo offre creazioni
artistiche straordinarie. Sul cerro Bellavista c’è La Sebastiana, una
delle case di Pablo Neruda. Potete arrampicarvi fin qui a piedi, con il
bus 612 o con i collectivos, in ogni caso sarete ricompensati della
vista e dalla visita di questa meravigliosa casa che espone pezzi a Lui
appartenuti. Siamo andati anche al mercado Cardonal e davvero ti chiedi:
“ma chi compra e mangia tutta questa frutta e verdura, sono quintali di
merce!!” Insomma la città ci è piaciuta moltissimo.
Il Cile non ha niente a che vedere con il resto del Sud America, loro
dicono che è la Cordillera che ferma tutto!! E’ un paese pulito, i bus
sono in orario, i pasti di qualità e ottimi alberghi. Offre scenari
spettacolari e diversi fra loro. Il popolo è cordiale e gentile in ogni
occasione, mai ci siamo sentiti a disagio. Siamo stati ospiti più di una
volta a casa di famiglie cilene, conosciute per caso. E’ stato un
viaggio bellissimo che ci ha lasciato ricordi indelebili, anche per i
costi!
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