Sono
arrivato in Cambogia, dopo diversi scali, per la meta non
tanto turistica, precisamente Siem Reap. L'indomani mattina
ho fatto il pass, con tanto di foto, per entrare al sito
archeologico patrimonio dell'UNESCO. Non credevo ai miei
occhi, che al mondo potessero esistere meraviglie del
genere. Ebbene sì, sono proprio i templi di Angkor, il sito
più grande al mondo, su un'area di 21 km2, che rappresentano
l'universo. Per visitarli ho preso una macchina, con tanto
di driver sempre a disposizione, al costo di 10 dollari al
giorno. Angkor Wat, il più maestoso e, a mio parere, il più
fantastico, Angkor Tom e il Bayon, che per visitarlo
all'interno della giungla a dorso di elefante è stata
un'esperienza unica. Per non parlare dei templi inghiottiti
dalla vegetazione, in cui sono state girate alcune scene del
film "Tomb Raider". Prima di partire per Hanoi, mi sono
fermato a visitare il Museo delle mine antiuomo, una cosa
terrificante; attualmente la Cambogia è il Paese con più
mine antiuomo e per bonificarla ci vorrebbero altri 10 anni.
Per le strade ho notato molte persone a cui mancavano gli
arti inferiori e superiori e tutt'ora è consigliabile
camminare sui sentieri battuti; di tutto questo, ancora
oggi, la gente si chiede il perché. Ne farò riferimento più
avanti su quello che ho visto ed è accaduto specialmente in
Vietnam. Però mi fa sempre più pensare che i veri colpevoli
di queste guerre sono gli Stati Uniti d'America, altro che
"Peace"! La gente è fantastica, a parte un po' il romperti
dei bambini per lasciargli un goccio di Coca cola nella
lattina. Lasciando la selvaggia Cambogia arrivo ad Hanoi,
per fermarmi per 3 giorni in visita e, in serata, ne
approfitto, visto il traffico intenso, per andare a vedere
lo spettacolo delle marionette sull'acqua: molto bello! Dopo
cinque ore di viaggio, una mattina mi trovo immerso in uno
scenario sorprendente, ebbene sì, è proprio la baia di
Halong: una meraviglia incontaminata in mezzo al mare, con
più di 3.000 tra faraglioni e isole. Per visitare questa
sorprendente bellezza ho preso un tour di 3 giorni: la prima
notte l'ho passata sull'isola di Cat Ba e l'altra su una
barca, ammirando le sfumature del tramonto e dell'alba, per
poi approfittarne per fare un bel bagno. L'indomani mattina
sono partito per Hue e, dopo 13 ore di pullman per
percorrere 800 km, sono andato a visitare la vecchia
cittadella, sempre patrimonio dell'UNESCO, assomigliante
alla città proibita di Pechino. Nel pomeriggio ho preso una
piccola imbarcazione e ho fatto una crociera sul fiume dei
Profumi, per poi visitare, sotto la pioggia, i vari templi
che non finiscono mai di stupirmi. L'umidità è sempre alta e
verso le 16,00, immancabilmente, la pioggia cade per la sua
solita oretta ininterrotta. Il 12/8 arrivo a Hoi An, città
molto carina che rimane al centro del Vietnam sulla costa.
Per visitare la parte storica è necessario acquistare dei
ticket, però bisogna selezionare cosa si vuole vedere. Molto
bello è il ponte costruito dai giapponesi e il porto. Il
giorno seguente noleggio una moto e mi reco ai siti
archeologici di My Son, che rimangono a circa 60 km di
distanza. C'è da dire che dopo aver visto, nei giorni
iniziali, il fantastico sito di Angkor, non ci sono
paragoni, ma mi rifaccio con i paesaggi e gli
inconvenienti che si possono trovare per strada! Nel
pomeriggio faccio un salto alla beach, ne vale veramente la
pena, anche per gustare qualche specialità che offre il
mare. In nottata parto per Dalat e mi aspettano 18 ore di
bus per percorrere soli 900 km.più che altro, ogni 3 ore, di
regola, l'autista si ferma mezz'ora e più per sosta. Dalat
rimane ad un'altezza di 1.400 metri sul livello del mare; è
una bella cittadina, che mi permetterà di liberarmi dallo
stress e dall'afa dei giorni scorsi. Mi sono preso un
pomeriggio di riposo per organizzare l'escursione, per
l'indomani mattina, alle cascate di Pangkor, che rimangono a
70 km, e che, tra l'altro, visito accompagnato da un driver
su motorbike. A parte le 2 ore impiegate, ne è valsa
veramente la pena.le cascate sono davvero molto belle! Al
ritorno mi fermo a visitare un villaggio caratteristico sul
country, poi un monastero su un lago, tipico collinare. La
fine della visita la passo in una casa un po' strana, "Crazy
House", costruita da un architetto americano un po'
particolare, assomigliante alla casa delle meraviglie. Ed è
arrivato
il giorno fatidico: si parte per Saigon, o, per meglio dire,
Ho Chi Min. Per raggiungerla occorrono 7 ore di viaggio, tra
l'altro 2 solo per entrare nell'immensa e incasinata
metropoli. Non avevo mai visto un caos così monotono neanche
a New York, un'infinità di motorini. A Ho Chi Min cerco di
rimanerci il minimo indispensabile, è troppo stressante. Ne
approfitto, comunque, per visitare il Museo della guerra o,
per meglio dire, gli orrori che gli americani hanno
combinato con le bombe al Nepal. Molto belli, poi, e che
meritano di essere visitati, i vari templi e il palazzo
residenziale. Il 16/8 parto, in mattinata, per la visita ai
cunicoli di Cu Chil, che rimangono fuori Saigon di 70 km.
Arrivati, una guida ci accompagna in una sala, dove ci
mostra un filmato originale sulla guerra. Poi, passa a
spiegarci, con un plastico, tutta la ramificazione dei
cunicoli e la predisposizione delle varie stanze (cucina,
toilette, camerate).una cosa sorprendente pensando che si
sviluppano su un'area di 200 km. E' arrivato il momento che
aspettavo: la guida ci porta al sito ed entriamo in questi
cunicoli. Per entrarvi e girare mi devo mettere a gattoni e
mi sono chiesto "Ma erano così piccoli, un tempo, i Vietcong
o si sacrificavano???". Una volta usciti, la guida ci porta
nella zona delle trappole, che i Vietcong mettevano per fare
le imboscate agli americani.tra l'altro ci sono residui di
bombe inesplose e crateri causati dall'esplosione di altre
bombe. Tutta questa rete di cunicoli è dovuta all'ingegno
dei Vietcong per imbrogliare e sconfiggere l'esercito USA.
Il giorno seguente parto per un'escursione di ben 3 giorni,
presa in agenzia, sul delta del Mekong. Siamo un gruppo di
15 persone: io, l'unico italiano, una coppia australiana,
tre ragazzi di New York, due coppie di Parigi e cinque
ragazzi di Londra. Iniziamo l'escursione visitando il
mercato galleggiante, molto particolare e caratteristico,
dove si vedono lanci
di
frutta tra barca e barca, poi passiamo ad esplorare il vero
delta del Mekong. E' bello e particolare, anche se non tanto
igienico, vedere queste case galleggianti, cioè le barche, e
le persone che fanno uso del fiume per tutte le mansioni
relative all'igiene del corpo, alla pulizia di stoviglie e
così via.specialmente dato il colore fangoso del fiume.
Entriamo in una casa e ci offrono frutta a volontà, in
cambio noi acquisteremo dei loro souvenir. Entriamo poi in
un allevamento di coccodrilli, ce n'è di tute le
dimensioni.il più piccolo è lungo 10 cm, per arrivare
all'esemplare più grande che raggiunge i 6 metri di
lunghezza. Usciti dall'allevamento, la guida ci racconta la
storia di un film e, arrivando alla trama, scopro che il
luogo in cui stiamo andando è proprio il posto in cui hanno
girato il film Apocalipse Now! Arrivati, lo spettacolo è
sorprendente: le imbarcazioni che fungono da casa che si
muovono, per non parlare dei cappellini vietnamiti che le
donne indossano, per non parlare poi della florida
vegetazione che si rispecchia sul fiume.davvero uno
spettacolo! Dando alcuni numeri relativi a questo
viaggio, ho passato 28 ore in aereo, per un totale di 25.000
km e 4 scali; 2.600 km in pullman, equivalenti a 60 ore di
viaggio, alla velocità
media
di 43 km orari; 300 km in motorino e 60 ore in nave.tutto
questo in soli 25 giorni.e dimenticavo le ore di camminate.
Sicuramente lo rifarei di nuovo, partirei anche subito!
Naturalmente, le cose più belle che ho visto sono state i
templi di Angkor e la baia di Halong, per finire con il
Mekong. La cosa che mi ha sconcertato di più, invece, è
stato vedere la popolazione cambogiana sottomessa e non
libera di muoversi, avendo sempre paura di saltare sopra a
una stupida mina. per non parlare delle persone vietnamite
con handicap, rimaste colpite dai bombardamenti di agenti
chimici al Nepal. Come ha scritto un ragazzo vietnamita al
Museo della guerra di Hanoi "Why???".
|