Partecipanti: Cinzia, Isabella, Luca
Se qualcuno mi chiedesse qual è stata la prima cosa che mi
ha colpito del Vietnam, io risponderei senza ombra di
dubbio: i motorini…
Lo
so, è poco poetico, questo Paese ha ben altre
caratteristiche da segnalare, ma i motorini, questa
onnipresente componente della vita del Vietnam sono
assolutamente da menzionare. Sui motorini fanno ogni cosa:
dormono, mangiano, conversano, mandano sms mentre si
destreggiano nel traffico caotico, ci trasportano di tutto e
in tali quantità da far invidia ad un furgone dei
traslochi…E ovviamente, suonano! Eh si, perché per i
vietnamiti è essenziale suonare il claxon, prima di
sorpassare, durante il sorpasso e anche dopo e a questi
avvisi, ovviamente rispondono in coro anche gli altri, in
una continua cacofonia di rumori.
E’ talmente insito nella loro natura che anche quando,
raramente, c’è la strada libera, loro suonano lo stesso,
così, per sentirsi vivi!
Partiamo da Malpensa con un volo Easy Jet che pur ritardando
di un’ora ci porta felicemente a Fiumicino dove ci
imbarcheremo su un volo Qatar, fermata a Doha per 2 ore, poi
si riparte per Ho Chi Minh, dove arriviamo in perfetto
orario alle 18.30.
Qui ci aspetta un signore inviato dall’hotel con un cartello
con scritto in grosso il mio nome, ci carica sul taxi
e via per l’inizio dell’avventura.
I 40 minuti dall’aeroporto al centro della città, ci hanno
visto sussultare più volte, macchine contromano, motorini
che ci sfiorano, pulmann che ci tagliano la strada, senza
che questo incrini la calma serafica dell’autista,
caratteristica comune di tutti quelli che viaggiano in
Vietnam. In 15 giorni abbiamo visto talmente tante
infrazioni al codice della strada da far invidia ad un
napoletano, abbiamo sfiorato una decina di collisioni, ma
non abbiamo mai visto un incidente ne un gesto di stizza sia
pur accennato, sempre e solo religiosa calma.
L’hotel è in centro, ma le camere danno su una viuzza
laterale e questo garantisce una certa quiete rispetto ai
rumori della via principale che non cessano mai, ne giorno
ne notte.
La camera è ordinata e spaziosa, fornita di tutti i comfort
e anche questo ci riempie di gioia, perché avendo
organizzato il viaggio tutto completamente via internet, non
eravamo certi che tutto filasse liscio.
Seppur stanchi del lungo viaggio, il fuso orario (6 ore
avanti) ci impedisce di dormire, per cui ci buttiamo subito
nell’esplorazione della città. Prontamente e su consiglio di
altri esperti viaggiatori, impariamo ad attraversare la
strada sfidando le centinaia di motorini che incombono su di
noi. Il trucco è abbastanza semplice: una volta superato il
senso di sopravvivenza che accomuna noi occidentali, si
punta ad una meta e con passo costante e deciso, la si
raggiunge, saranno i motorini a schivarvi (per lo meno la
maggior parte delle volte!).
E’ interessante anche osservare ciò che si interseca sopra
la nostra testa, migliaia di cavi della corrente,
incubo di ogni elettricista, tanto che un pittore locale
(fra l’altro dipingono dei bellissimi quadri) in una sua
opera ha disegnato l’Uomo Ragno, ingarbugliato in tutti
questi fili!
Prima sera, cena a base di pesce e che pesce: granchio in
salsa di tamarindo, gamberoni giganti, molluschi in
salsa piccante e birra locale, il tutto a bordo strada
con la vita che ci scorre davanti.
Tutto è nuovo, tutto è diverso, i contrasti tra la modernità
di un ragazzino con l’ IPhone e la signora anziana con il
cappello a cono e il bilanciere carico di frutta, si
sfiorano in un continuo alternarsi di immagini.
Tanti giovani, pochi anziani e un’intera generazione di
mezzo spazzata via dalla guerra.
Il giorno dopo ci concediamo il lusso di una gita in
risciò. Comodamente seduti sulla carrozzella collegata ad
una bici altissima, veniamo scarrozzarti per 6 ore in giro
per la città.
Visitiamo la Cattedrale di Notre Dame, l’Ufficio delle
Poste, alcuni Templi e Pagode, il mercato cinese di Cholon e
il museo del crimine di guerra.
Due impressioni sul mercato e il museo…Cholon è la Mecca
della cineseria, trovate di tutto, cose interessanti e
paccottiglia, indumenti firmati di tutte le marche più
prestigiose a prezzi stracciati,, unite a manufatti
artigianali, la contrattazione estenuante è d’obbligo
…Quello che un po’ spaventa è il numero delle persone
nell’ambiente ristretto da migliaia di negozietti. In questi
piccoli passaggi in cui spesso a stento si muove una sola
persona, ci si incrocia con uomini e donne con carichi di
merce veramente eccezionali, oppure vassoi colmi di zuppa di
verdura, caffè o tea, per non parlare di chi ti tocca per
invitarti presso il proprio punto vendita…Eppure non ti
senti in pericolo, non hai l’impressione che ti vogliano
derubare, cosa che sarebbe facilissima in questo ambiente in
cui cammini distratto da suoni, colori odori spesso
del tutto insoliti, circondato da questa massa eterogenea di
persone, sei solo frastornato, vorresti vedere tutto ma le
cose sono veramente troppe, soprattutto quando il tempo che
hai a disposizione è così limitato.
Il Museo
della guerra invece ti dà la misura di come questo popolo
decimato ha saputo resistere e riappropriarsi del proprio
futuro. Sull’inutilità della guerra molti con cordano,
ma vedere ciò che questa vana ostilità ha prodotto, è ancora
più impressionante.
La sera dopo una giornata molto intensa e calda, ebbene si,
siamo partiti con la neve e qui si muore dal caldo…Decidiamo
di concederci un altro piccolo vizio: un bel massaggio! Guarda caso il famoso istituto
dei ciechi, tanto consigliato dalle guide è a due passi
dall’albergo ed io e Isabella ci concediamo un’ora di relax.
Mentre noi subiamo i vigorosi trattamenti di queste signore,
Luca gira da solo nei dintorni e viene assalito da
procacciatori di ogni tipo, sesso, droga, persino
armi…Potrebbe sembrare una cosa pericolosa, eppure anche
questa “offerta” di dubbi servizi, viene presentata con
cortese discrezione, come a voler rimarcare che il
“soddisfacimento” del turista è a 360 gradi!
La notte passa e il mattino ci vede in partenza con un volo
della Jet Star, verso Hanoi.
Anche qui ci attendono con il taxi e ci portano all’hotel,
che è ancora più confortevole del primo, con tanto di
computer in camera.
Tramite il manager dell’albergo, confidenzialmente chiamato
Mr. Luky, organizziamo le gite a Sapa, alla Baia di Halong e
a Tam Coc.
Una menzione particolare a questo signore, perché oltre ad
essersi fatto in quattro per soddisfare ogni nostra
esigenza, ci ha garantito notevoli sconti e agevolazioni
sugli itinerari scelti.
Nel pomeriggio vagabondiamo per Hanoi, altrettanto caotica
di HCMC, visitando il mercato vecchio, il lago della spada
restituita, il tempio Hoan Kien.
Andiamo
a nanna pregustando le escursioni dei giorni successivi,
perché le città pur particolari, sono molto stancanti.
Alle 8.00, prendiamo un pulmino fuori dall’albergo, una
guida raccatta altri partecipanti fuori da altri hotel, dopo
di che ci dirigiamo a Tam Coc. Sulla strada ci fermiamo a
visitare dei Templi dove si adorano come santi alcuni
imperatori morti da tempo, poi si inforca una bici e via
pedalare…Una bella pedalata di un’ora fra paeselli e risaie
ci porta al molo di attracco delle barchette sul fiume.
Prima un ottimo pranzo per ritemprarci dalla fatica, ripeto,
fa molto caldo! Poi si sale su queste piccole barche su cui
rematori e rematrici con braccia e a volte gambe vogano
vigorosamente per condurci attraverso pinnacoli alberati e
risaie alla scoperta di questo paesaggio.
Molto bello, tranquillo, finchè al ritorno i rematori non
tirano fuori tutta la loro mercanzia tentando
insistentemente di vendertela. In effetti posso dire questo:
non fatevi convincere a comprare bibite e biscotti a metà
della gita, perché chi li vende ha dei prezzi veramente da
usura, senza neanche fare la fatica di remare, invece
comprare i piccoli manufatti di chi guida la barca, sempre
trattando, può essere conveniente, perché da nessun’ altra
parte abbiamo trovato le stesse cose con gli stessi modici
prezzi.
Altra nota: a
febbraio il riso non è ancora spuntato qui al Nord, per cui
il paesaggio è un po’ meno spettacolare.
La sera, alle 22 prendiamo il treno per Sapa. Anche qui
abbiamo una guida che appiana ogni difficoltà.
Il vagone letto a 4 posti, è abbellito da lampade
caratteristiche e le cuccette sono abbastanza comode, anche
se nessuno di noi riesce a dormire bene perché poco abituati
alle oscillazioni e al rumore.
Alle 4.30, si arriva alla stazione di Lao Cai ed un pulmino
ci porta a Sapa. Ci fermiamo presso un albergo per
rinfrescarci e fare colazione, ma la nostra meta, dopo un
trekking di 10 chilometri, è una casa etnica che ci ospiterà
per la notte.
Il paesaggio è veramente stupendo come dicono le guide,
abbiamo una signora che ci guida di nome Lam,
simpaticissima e che parla discretamente l’inglese. 
Su e giù per le montagne e poi di nuovo su e giù e poi si
costeggiano le risaie, si guadano torrenti e si
attraversano ponti sospesi…Niente di pericoloso, ma vi
garantisco che non è una camminata da sottovalutare. Il
percorso è impegnativo e spesso non si può godere del
paesaggio perché troppo attenti a dove si mettono i piedi…Il
bello è che noi con scarpe da montagna, scivoliamo, sudiamo
e in genere facciamo una gran fatica, mentre la nostra guida
e il codazzo di signore che ci segue per poi venderci i
propri manufatti, saltellano di sasso in sasso con delle
ciabattine di plastica e per di più filando la canapa e
facendoci graziosi regali con le felci che abbondano lungo
la strada. Che rabbia!!!
La sera dormiamo presso una famiglia del luogo, un soppalco
con numerosi materassi uno di fianco all’altro e dei
“piumini” che pesano una quintalata… Però l’ambiente è
sereno e gioioso, si ride e si chiacchiera, finchè alla
televisione non inizia una telenovela, a questo punto tutti,
donne, uomini e bambini si bloccano come ipnotizzati e
niente li distrae dalle ingenue vicende narrate. Questo
fatto, insieme alle mascherine di ogni foggia e colore che
indossano i giovani vietnamiti quando vanno in bici e in
motorino, sembra essere uso comune in tutto il Paese.
Al mattino, si riprende a camminare, i chilometri sono solo
6, ma il tragitto è altrettanto impegnativo, poi non
dobbiamo dimenticare le nostre gambe che sono dei pezzetti
di legno e che dire delle unghie dei miei alluci che hanno
preso una graziosa tinta viola?
Attraversiamo una foresta di bambù, uno o due paeselli,
raggiungiamo una cascata che a causa della stagione secca,
non dà grossa soddisfazione e ci vediamo sorpassare
allegramente in salita d a
un’ arzilla vecchietta, età presunta 80 anni, con una gerla
carica di legna da ardere. Decisamente tutto un altro
fisico.
Quando raggiungiamo il paese, osiamo affittare un motorino,
visto che l’intensità del traffico qui è decisamente minore
e Luca ci scarrozza a turno per Sapa. Già che ci siamo
approfittiamo anche per fare un altro massaggio… Che
sensazione meravigliosa immergere i piedi doloranti in un
catino pieno di acqua calda e saponosa!
Nel pomeriggio ritorniamo sui nostri passi, di nuovo
alla stazione per prendere il treno che ci riporterà ad
Hanoi.
Non c’è sosta! Si arriva alle 5 e si riparte alle 9 in
pulmann per la Baia di Halong.
Arriviamo a mezzogiorno, ha appena finito di piovere e sta
spuntando un timido sole.
La nave è veramente pittoresca e sia le cabine che i pranzi,
sono super lusso.
Però devo dire che la Baia ci ha un po’ deluso. Forse a
causa del recente temporale, l’acqua è molto sporca,
bottiglie, bicchieri e borse di plastica, galleggiano
impunemente lungo la scia dei numerosi vascelli.
Ci si ferma tutti in una piccola baia e ci si reca a
visitare una grotta, che sarebbe molto interessante se non
avessimo il confronto con grotte italiane tipo Frasassi,
Toirano o Castellana.
Il giorno dopo, di primo mattino, saliamo su canoe a
due posti e via per una bella remata
di un’ora, così completiamo il numero di arti indolenziti!!!
A parte gli scherzi, questo piccolo diversivo è veramente
divertente, soprattutto quando io e Luca, attaccandoci di
nascosto ad una corda che pende dalla canoa di Isabella, ci
facciamo trainare per un bel pezzo, godendoci le lamentele
stupite delle due occupanti che si lagnano dell’aumentata
fatica.
Entro mezzogiorno si ritorna al porto e poi di nuovo ad
Hanoi.
Ricordate, le perle che vi vendono sulla nave, costano tre
volte tanto quelle che con un po’ di contrattazione vi
vendono al porto: attenti solo a non farvi travolgere
dall’entusiasmo con cui i vari venditori si buttano su di
voi per mostrarvi i loro prodotti!
Nel pomeriggio e il giorno seguente, ci dedichiamo alla
visita di ciò che resta di Hanoi.
Il mausoleo di Ho Chi Mhin, con la sua mummia ben conservata
e tante di quelle guardie e controlli che neanche entrassimo
nella riserva d’oro dello stato.
La Pagoda a Pilastro Unico che, dopo aver girato un’ora,
scopriamo essere esattamente dietro al Mausoleo, è
tanto piccola che proprio ci era sfuggita!
Il
tempio della letteratura è veramente un’ oasi di pace
nel caos cittadino e la Prigione Hoa Lo, purtroppo ci
riporta alla dura realtà della guerra.
La sera, un po’ nostalgici un po’ felici di lasciare il
nord, prendiamo un treno che ci porterà a
Hoi An, per continuare il nostro bellissimo viaggio.
Il treno è meno comodo del precedente, ma noi, già avvezzi
alle oscillazioni, abbiamo dormito con gusto. Ci fermiamo a
Hue e con un taxi mandatoci dall’albergo, raggiungiamo la
nostra meta.
L’Hotel è molto bello con tanto di piscina e la città è
vicina al mare.
Subito iniziamo l’esplorazione della città che ci è sembrata
veramente godibile, malgrado l’onnipresenza di motorini.
Visto che è famosa per le sue numerose sartorie che
confezionano abiti di ogni foggia in pochissimo tempo, ne
approfittiamo per fare numerose ordinazioni servendoci del
negozio convenzionato con l’albergo. Cinque camicie per Luca
e i suoi amici, 2 e un abito per Isabella, un paio di
pantaloni per me e, per nostra figlia che si diletta
in rievocazioni medioevali, un bellissimo abito in seta
viola.
Il prezzo è ottimo, la consegna dei lavori per il giorno
dopo, purtroppo è ritardata di un altro giorno causa black
out di corrente che ha fermato le centinaia di macchine da
cucire del paese, le misure… Bè, su quelle un po’ di
confusione, ma alla fine siamo contenti lo stesso!
Il mattino ci vede nuovamente in viaggio, ritorniamo con il
taxi a Hue per visitare la
Cittadella e le tombe imperiali.
Le tombe sono veramente interessanti, la città di Hue
estremamente afosa, la Cittadella… Praticamente abbiamo
visto solo la cinta muraria. Purtroppo ci siamo lasciati
fuorviare da un portatore di risciò al quale abbiamo detto
di portarci all’entrata principale. Lui tranquillo,
tranquillo ci ha portato a vedere la casa di Ho Chi Mhin, il
tempio della Dama Celeste, un bunker americano e quando si è
degnato di portarci all’entrata della Cittadella, mancava
solo mezz’ora alla chiusura e questo ci ha impedito la
visita.
Molto delusi per esserci fatti 6 ore di macchina fra andata
e ritorno, senza vedere il monumento di maggiore interesse
della città, ritorniamo in hotel, consolandoci con un bagno
in piscina.
A ltra
escursione: My Son, rovine di templi indiani nella foresta.
La passeggiata è molto bella, completamente al di fuori del
traffico cittadino, caldo e umidità a mille… Mi chiedo, ma
se questo per loro è inverno, come sarà mai l’estate? Le rovine, come dice il
termine, sono chiaramente molto malridotte, ma il sito ha un
certo fascino e la visita è abbastanza interessante.
Nel pomeriggio, completiamo la visita di Hoi An, ritiriamo i
nostri abiti e in serata ritorniamo nuovamente a Hue per
riprendere il treno che ci porterà a Saigon. Prendiamo il treno alla 1 di
notte, perchè in ritardo
(ritardo che si accumulerà con il passare del tempo) le
nostre cuccette nel vagone da 6 senza materasso, sono
occupate da altre persone, per cui iniziamo una scena da
“oggi le comiche”, far spostare le persone, spostare i loro
bagagli, occupare il vagone con i nostri voluminosi zaini,
sistemarci, tutto nel casino più totale. Alla fine distesi,
non badiamo alla scomodità e ci addormentiamo di botto.
Arriviamo in città alle 18, prendiamo un taxi e ci facciamo
portare all’albergo del nostro primo giorno.
Il giorno dopo alle 20 abbiamo il volo che ci riporterà in
Italia, per cui questa sera approfittiamo ancora
dell’istituto per ciechi per un altro massaggio e questa
volta si sottopone alla piacevole tortura anche Luca, ma
siccome lui è tre volte più grosso del massaggiatore,
subisce un trattamento speciale: gli camminano sulla
schiena! Esce dal trattamento molle, molle, ma anche lui
molto soddisfatto.
Oggi, impieghiamo la giornata con un’altra piccola
escursione: il delta del Mekong e alcune sue isole. Impariamo come si fabbricano i
dolci al cocco, come si estrae il miele e come si produce un
liquore a base di serpenti e scorpioni giganti e siccome io
e Isabella siamo le più coraggiose, ci drappeggiamo intorno
al collo un pitone vivo di discrete dimensioni.
Una gita in barchetta per i canali con il cappello a cono
che continua a caderci, conclude la passeggiata. Impieghiamo il pomeriggio a
tirar tardi, a spendere gli ultimi dong che non si possono
esportare e a passeggiare per il parco in cui è stata
allestita una fiera dei fiori.
Fra pochi giorni è Capodanno e uno dei loro modi di
festeggiare è adornando case e strade di bonsai e piante in
fiore.
I fiori sono meravigliosi,
orchidee di ogni tipo, piante grasse, piante da frutto
miniaturizz ate;
per me che sono un’appassionata cultrice di fiori è una
continua sorpresa. Piante che da noi in Italia fanno una
misera figura, qui sono nel pieno del rigoglio e con colori
stupendi.
La sera, carichi come muli, raggiungiamo l’aeroporto dove
prenderemo ahimè l’aereo che ci porterà di nuovo al freddo e
alla solita routine quotidiana…
Ma con la fantasia siamo già di nuovo in partenza, prossime
mete: Siria in camper e Cambogia e Laos!
E che dire delle 1000 e più fotografie che dovrò riordinare
e che mi riporteranno indietro nel tempo ricordandomi questa
bellissima avventura e le persone con cui l’ho vissuta?
NOTIZIE PRATICHE
Cambio: 1 Euro = 25000 Dong
1 Dollaro = 19000 Dong
Il dollaro è comunemente accettato ovunque, mentre le carte
di credito no a causa delle onerose commissioni bancarie.
Visto per il Vietnam rilasciato dall’ambasciata di Roma nel
giro di una settimana: 60 euro più 10 euro di spese di
spedizione.
In media un pasto completo costa 2 o 3 euro, una grande
abbuffata di pesce circa 10 euro. Il cibo è molto buono e
vario e abitualmente si mangia solo con le bacchette di cui
siamo diventati per forza di cose, abili manipolatori!
Sei ore in risciò sono costate 23 euro a persona.
Taxi dall’aeroporto all’albergo dai 7 ai 10 euro.
Una bottiglia di acqua da mezzo litro costa dai 30 ai 50
centesimi. Il ghiaccio si può utilizzare con tranquillità
perchè fatto con acqua importata dalla Francia (così ci
hanno detto ed in effetti non abbiamo avuto mai problemi
intestinali).
I musei costano in media dall’euro ai tre.
Volo A/R Milano Malpensa – Roma Fiumicino con Easy Jet:
60,48 euro compreso bagaglio da stiva. Un’ora di ritardo in
partenza.
Volo A/R Roma Fiumicino – Ho Chi Minh con Qatar
Airways, con scalo a Doha di circa 2 ore: 571,49 euro. Gli
aerei sono comodi e ben serviti e lo spazio fra le poltrone
in economy class è vivibile e lo dice Luca che è alto 190
cm. I film proposti sono abbastanza recenti e anche la
musica è ottima! Il cibo…Bè si sa qual’è la consistenza dei
cibi distribuiti in aero!!!
Volo solo Andata HCMC – Hanoi con Jet Star, 62.83 euro. Gita a Tam
Coc: 24 euro
Tour a Sapa di 2 giorni e 3 notti (2 in treno): 42 euro
Tour alla Baia di Halong 2 giorni e 1 notte: 44 euro
Gita a My So’n: 3 euro
Taxi per tutto il giorno da Hoi An a Hue: 43 euro totali
Gita sul Mekong: 6 euro
Sia gite che tour, sono comprensive di pulmino con guida in
inglese che viene a prendervi all’ingresso dell’albergo.
Pranzo cena e pernottamenti tutti compresi.
Treno da Hanoi a Hue: 28 euro vagone 4 posti cuccetta
con materasso morbido. Treno da Hue a
HCMC: 20 euro vagone 6 posti materasso duro.
Sartoria Hoi An: Bam Bo E.mail:
bamboclothesshop@yahoo.com.vn
HOTEL :
HCMC: Luan Vu
219/7 Pham Ngu Lao,
Bed & Brekfast, 2 notti per tre persone 43,80 euro.
Website: www.hostels.com Vietnam
E.mail: luanvugh@gmail.com
Personale molto gentile, stanze pulite, chiedere stanze ai
piani bassi perchè non ci sono ascensori!
Hanoi:
Lucky Hotel
No 47 Ngo Huyen- Hoan Kiem,
Bed & Brekfast, 2 notti per tre persone 40 euro
Website:
www.hanoiluckyhotel.com
E.mail:
hanoiluckyhotel@gmail.com,
chiedere di Mr. Lucky.
Ottimo hotel, pulito, buona organizzazione dei viaggi e
prezzi modici.
Hoi An: Hai Au 576
(24B) Cua Dai,
Bed & Brekfast, 2 notti per tre persone 26 euro
Website: www. haiauhotelha.com
E.mail:
haiauhotelha@yahoo.com
Hotel molto, molto bello, con piscina e arredamento
caratteristici, personale gentile ma un po’ confusionario,
soprattutto con i prezzi e gli itinerari delle gite. Il ristorante annesso
all’hotel, non è fra i migliori, servizio lento e dosi
minime. |