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Civitavecchia, Barcellona (in traghetto) Sitges
(Costa Brava) Valencia, Granada, Tarifa Siviglia,
Cordova, Toledo, Saragozza, Pineda de Mar (al
centro della Costa del Maresme, a metà strada tra
Barcellona e Girona.) Santes Marie de la Mer
(Camargue -Sud della Francia) Carro (Provenza-Costa
Azzurra) Borghetto Santo Spirito (Savona) Ischia di
Castro (Viterbo)
Viaggiatori itineranti e camperisti ormai ventennali
dopo che per quindici anni abbiamo esplorato e
conosciuto ed imparato ad apprezzare, gran parte
del territorio italiano, con moglie e figlia ci
siamo affidati negli ultimi 5 anni al nostro nuovo
Camper Challenger Mageo 192 GA per visitare
l'Europa. Il Nostro Camper è ancora nuovo ma una
buona manutenzione prima di partire è d'obbligo:
controllo liquidi (motore e olio dei freni) e ancora
verifica della pressione dei pneumatici. Tenere in
carica le batterie. Verifica dello stato
dell'impianto del gas e dei fornelli. Controllo
dello stato di carica delle due bombole.
Quest'anno per la seconda volta, per noi, viaggio
in Spagna. Ecco l' ITINERARIO
Civitavecchia - Barcellona (in traghetto)
Sitges (Costa Brava)
Valencia
Granada
Tarifa (Costa della Luce il punto più a Sud della
Spagna)
Siviglia
Cordova
Toledo
Saragozza
Pineda de Mar (al centro della Costa del Maresme,
a metà strada tra Barcellona e Girona.)
Santes Marie de la Mer (Camargue -Sud della
Francia)
Carro (Provenza-Costa Azzurra)
Borghetto Santo Spirito (Savona) - Ischia di
Castro (Viterbo) - Roma
Questo è il resoconto del nostro viaggio durato tre
settimane (Agosto 2011).
INFORMAZIONI PER LA SOSTA, LIBRI, GUIDE
Per preparare un viaggio fino nel sud della Spagna
oltre al portolano:
QUI>> l'elenco
dei campeggi:
QUI>>
e guide varie (ottima quella del Touring) qui trovate
anche
PDF 32 pagine in pdf di aree camper e
punti/pernottamento sosta in Spagna.
Complessivamente in Spagna ci sono ancora troppo
poche aree di servizio speciali per camper. Il
rifornimento d´acqua e l´evacuazione delle acque
grigie e nere si può però, tranquillamente fare nei
campeggi nelle installazioni apposite. Il campeggio
libero non solo e vietato in tutta la Spagna ma con
la sosta libera ci si espone al rischio di furti.
Rischio che in alcune zone della Spagna specie sul
mare, in sosta libera rimane altissimo (come da noi
del resto).
Per il viaggio consiglierei di leggere il “Llanto
por Ignacio Sánchez Mejías” di García Lorca introduce all'Andalusia meglio di qualsiasi altra
cosa. Molto utile risulterà anche leggere, meglio
portarlo con se come ho fatto io, di Idelfonso
Falcones: “La mano di Fatima” perché ci cala
nell’atmosfera tragica della cristianizzazione
forzata dei moriscos nel sud della Spagna dopo la
resa dei mori di Granada. Ci fa conoscere i Re
cattolici Isabella e Ferdinando che ci
accompagneranno per tutto il viaggio. Circa
quattromila i Km percorsi con il gasolio che costa
in Italia non meno di 1,499 al litro - in Spagna
anche 1,21 (Repsol agosto 2011 significa più di 15
euro in meno a pieno) e in Francia con un prezzo un
po' più simile al nostro, un euro e quaranta
centesimi in media; abbiamo speso 754 euro di
carburante a cui vanno aggiunti i quasi 610 per il
traghetto all'andata. Discorso a parte per i pedaggi
autostradali. Pensavo che i nostri qui in Italia
fossero i più cari d'Europa (da noi si paga in
classe 2, la nostra per i Camper, circa un euro ogni
dieci Km di autostrada in media e più o meno si
capisce) Poi ho conosciuto i pedaggi delle
autoroutes francesi e
mi sono accorto che con un euro di km se ne fanno
solo sette o otto sempre in media e sempre più o
meno si capisce, e poi pagare è uno stillicidio, ad
ogni passo una barriera, all'inizio si usano sempre
le monetine, pagamento pedaggi sempre automatizzati,
e poi in 50 Km nel sud della Francia ho trovato 7
pedaggi diversi.
(1,90+1,20+2,50+11,80+3,60+4,50+13,90). In Spagna le
cose non vanno meglio, le Autopistas sempre a
pagamento sono care quanto le nostre
http://www.aseta.es/ anche se devo dire che le
loro Autovias gratuite mi sono sembrate tenute
meglio delle nostre autostrade. Sicurezza
personale. La situazione della sicurezza a me
“romano de Roma” (se ne vedono tante qui a Roma,
non so' se mi spiego) in generale è sembrata buona,
ma, come in tutte le località a forte presenza
turistica, anche in Spagna e più ancora nel Sud
della Francia, sono frequenti gli scippi e furti con
destrezza o con violenza. Attenzione al sistema
della gomma bucata o simili, il sistema del veicolo
fermato, qui lo vediamo su You
Tube Noi abbiamo sempre prestato molta
attenzione ai nostri beni per tutta la durata del
viaggio, (basta un po' di buon senso), abbiamo
evitato di dormire nelle aree di servizio delle
autostrade ed evitato la sosta libera. In questo
modo non abbiamo avuto problemi di sorta.
IL VIAGGIO. Il Camper. Si viaggia per
cambiare aria, luce, per vedere cose nuove e
diverse, per conoscere nuove culture, nuovi luoghi
di relax e di pace oppure di divertimento e cultura
e confrontare e riempirsi gli occhi di cose diverse
e singolari; quelle viste per la prima volta, e
quelle riviste con altri occhi con altre luci, si
viaggia in Camper anche perché il viaggio
itinerante è (ancora?) molto economico, ed è il modo
migliore di comprendere e conoscere la storia, la
geografia, gli usi i costumi, il folclore le
abitudini le usanze dei luoghi visitati, e magari
conoscere ed apprezzare un po' di più noi stessi e
le persone che ci accompagnano. Anche se purtroppo
gli italiani che viaggiano in questo periodo e da
qualche anno ormai, tornano con le mani nei capelli
per gli sfottò, le allusioni sessuali, gli sguardi
di compatimento che ricevono. Il nostro ex
Presidente del Consiglio è una celebrità planetaria
nel campo del gallismo da barzelletta, le sue
camicie di seta nera e il suo cerone, le
fanfaronate, le promesse rutilanti e ripetute e mai
nemmeno lontanamente rispettate, ne fanno una star
dell'avanspettacolo. E si viaggia per tornare
naturalmente .
Da
Civitavecchia a BARCELLONA per il
viaggio di andata scegliamo la bella motonave Cruise
Roma della Grimaldi lines eccola su
You
Tube con ristorante, casinò, internet cafè,
sauna, piscina, discoteca, self service, boutique e
pure spettacolino di piano bar. Acquistiamo per il
viaggio, per mia figlia Giulia, mia moglie e me una
cabina e il camper parcheggiato per bene nella stiva
(attenzione alla manovra di parcheggio) per 610
euro, il biglietto acquistato su internet e
prepagato, comprendente prima colazione (un po'
spartana) ed un pasto eccellente per tre al
self-service, quasi una mini crociera per il viaggio
di andata. Partiamo l'ultimo sabato di luglio verso
le 22 (45 minuti di ritardo dall'orario previsto) e
arriviamo dopo la sosta la mattina dopo, a Porto
Torres, alle 19 della domenica seguente, sempre in
ritardo. Dopo 21 ore di viaggio circa, vediamo la
collina del Montjuic che ci viene incontro mentre la
motonave attracca in porto.

Siamo a Barcellona
la vediamo dalla nave laggiù, sofisticata,
vorticosa e piena di vita, elegante, romantica,
metropoli piena di promesse non mantenute e di traffico,
http://www.arcipelagoverde.it/eco/spagna/barcellona.htm
La sosta e il pernottamento in centro e sul
lungomare di Barcellona è vietata a tutti i V.R. In
questo viaggio non ci fermiamo a Barcellona
ritenendo che l'area sosta camper Forum possa essere
piena: Si trova nelle vicinanze del quartiere
“Forum” la zona che nel 2004 ha ospitato l'evento
del Forum di Barcellona, e che ha subito un'ampia e
bella opera di ristrutturazione architettonica,
sulla Avenida Diagonal al N° 280 (nelle vicinanze
della Rambla de Prim e della Ronda Verda) c'è un
parcheggio camper “Area Sosta camper del FORUM” (25
Euro/Notte con elettricità, carico, scarico, e docce
ma per le docce datemi retta è meglio soprassedere),
recintata video-sorvegliata, sporca con poco spazio
a disposizione, ma sicura. (fare attenzione: non è
permessa nessuna forma di campeggio solo sosta).
Collegamenti con il centro metro L4 fermata Maresme/Forum
e con diversi bus.
Noi continuiamo il viaggio verso Sud, percorrendo la
strada nazionale, i trenta km di Costa Brava che qui
diventa Costa di Garraf che dividono Barcellona da
SITGES piccola ed
accogliente località di mare. C'è una minuscola,
forse meno di dieci posti, ma deliziosa e
tranquilla area per parcheggiare con il camper e
pernottare a Sitges (area conosciuta da
tutti in paese basta chiedere, anche se non ben
segnalata) alla fine del paese, in alto, con una
macchinetta automatica per pagare il parcheggio.
Poiché forse casualmente era completamente deserta,
strano ma vero, noi scegliamo di non fermarci al
parcheggio benchè autorizzato, e raggiungiamo il
Camping&Bungalows EL GARROFER Ctra. C-246A Km. 39.
Euro 23,80 la piazzola più 5,80 per ogni adulto 4
euro per la elettricità. Si vantano, nel campeggio,
del microclima che si gode a Sitges bagnato
dal mediterraneo il “Mare Nostrum” che mi sembra sia
anche un po' “Mare Eorum” visto come lo vivono,
tutti citano 300 giorni di sole in media all'anno.
Da Sitges a Valencia 270 tranquillissimi Km
di nazionale 340 e A7 (autovias gratuita)
Cerchiamo subito un Camping a
Valencia per
parcheggiare il camper e visitare la città, troviamo
il “Camping Park El Saler” Carretera del Riu
n°548. C'è un Autobus (un po' troppo poco frequente
direi) che porta a Valencia in 10 – 15
minuti costa un euro e venti il biglietto a
persona. Ferma davanti al Camping “El Saler”.
Biglietti sull'autobus. Il Camping non è
economicissimo, tre persone, la piazzolina,
l'elettricità, 45 euro a notte, ma si può andare in
piscina (la sera è un rifresco amabilissimo) c'è
anche il mare, di fronte al campeggio, di là della
strada, con una bella spiaggia che scopriamo fare
parte di un parco naturale molto amato e frequentato
dai cittadini di Valencia.. Valencia è stata
una piacevolissima sorpresa. E' città grandissima,
la terza di Spagna, e bellissima. Specie nel centro
storico che conserva molti monumenti costruiti nei
suoi 2.000 anni di storia. Da non mancare la
Cattedrale di Valencia in Plaza de la Reina, la
Lonja a Plaza del Mercato. Bella la Plaza de Toros
la cui costruzione dall'esterno assomiglia (per chi
lo conosce) all'anfiteatro romano della città
francese di Nîmes.

Plaza de Toros Valencia
La Lonja de la seda: è dichiarata Patrimonio della
Umanita dall'Unesco.
Di siti dichiarati patrimonio dell'umanità ne
visiteremo tanti da qui fino in Al-Andalus.
Appena arrivati in una nuova città da visitare, e
da conoscere, una cosa utile da fare è recarsi
nell'ufficio del turismo, noi facciamo sempre così.
Si ricevono sempre molte informazioni utili e mappe
e piccole guide, il Tourist-Info di
Valencia lo abbiamo trovato nel Municipio di
fronte alle Poste a Plaza del Ayuntamiento della
città; fa caldo molto caldo.
Il
profilo della città nuova è stato letteralmente
trasformato dalla Ciutat de les Arts i les Ciències
cioè da una serie di meravigliosi edifici pubblici
di architetti come Norman Foster, David Chipperfield
e specialmente il valenciano Santiago Calatrava.
Dove una volta passava il letto del fiume Turia,
l'architetto Santiago Calatrava ha costruito una
città dedicata alle Arti, alla Scienza e alla
Natura.

Ciudad de las Artes y las Ciencias
La
struttura, di circa 350.000 metri quadrati come
recita la guida, è divisa in 5 grandi sezioni:
Palazzo delle Arti, Umbracle, Hemisfèric (cinema in
3D), Museo della Scienza, Oceanografic. Le ultime
tre strutture visitabili. Sono possibili varie
combinazioni di ticket noi suggeriamo acquario+museo
(visita nello stesso giorno). Anche se guardare
tutto in un giorno è un pò difficile abbiamo passato
una giornata indimenticabile nella immensa e
bellissima struttura del museo Oceanografico di
Valencia con l'acquario più grande d'Europa e
il Museo delle Arti e delle Scienze. Il complesso
architettonico è certamente splendido e vale
sicuramente la pena visitarlo, una meraviglia
architettonica, e nonostante tutte le nostre
perplessità riguardo agli animali anche di grossa
taglia in gabbia e in vasca, anche la visita
all'acquario è risultata emozionante. 40.000 specie
marine divise secondo le zone climatiche del mondo.
Inoltre abbiamo dato da mangiare ai pinguini
(attività opzionale “Enquentro con los Penguines” da
prenotare alla cassa). Si passeggia sotto gallerie
d'acqua con gli squali a pochi centimetri dalla
testa.

Hemisfèric
Esistono diversi
ristoranti nella Ciudad de las Artes y las Ciencias
alcuni self service, un altro sub-marino
considerato di cucina innovativa un po' chic, fast
food, hamburgeria, paninerie. Noi abbiamo mangiato a
pranzo nel ristorante sottomarino molto curioso,
circondato da acquari e dunque pesci che nuotavano
lungo le pareti circolari del ristorante che ci
guardavano incuriositi, molto più stupiti di come
eravamo noi mentre mangiavamo, incuriositi di vedere
loro nuotarci intorno. Abbiamo mangiato una stupenda
paella valenciana davvero squisita, quella
originale, quella con la carne di pollo e
coniglio; le verdure: fagiolini verdi e fagiolini
bianchi e il cosíddetto "garrofón valenciano"
(fagioli bianchi di grandi dimensioni ) e per
fortuna mia (le donne di casa non le hanno nemmeno
toccate e dunque le ho mangiate tutte io) le
lumache!! che non vanno dimenticate nella originale
ricetta valenciana. Come diceva Luigi Veronelli
“Meglio un giorno da squacquerone che cento da
galbanino!” Ho fotocopiato il conto del ristorante
con il prezzo delle tre porzioni di Paella piatto
unico dunque, 18 euro a testa, perchè voglio farlo
vedere ad un paio di ristoratori romani che conosco
io per far loro capire cosa esattamente significa il
rapporto qualità prezzo.
537 Km
da Valencia a Granada. Una tappa
abbastanza lunga. Fa caldo, molto caldo. Il
paesaggio è molto vario, l'emozionante Al-Andalus
sembra salutarci, mentre ci scorre sotto, di
fianco e incontro e si allontana dietro, al nostro
Camper, difficile descrivere la quantità e la
qualità degli agrumeti che affiancano per oltre 200
Km la Autovia e la Carretera Nacional che ci porta a
Granada. Ancora tutti irrigati con il sistema
tradizionale arabo il sistema di irrigazione della
“saja” (in arabo “canale”) in pendenza. L’acqua
raccolta si riversa nelle “conche” sotto ogni
pianta in modo da raccogliere l’acqua per ogni
albero. Giunti a Granada ci fermiamo subito,
come al solito almeno per noi, quando si entra in
una città, (prima cosa il Camper da sistemare), al
camping Sierra Nevada, che incontriamo lungo la
strada, rari e mal situati i segnali di indicazione,
inutile contarci. Il Camping “Sierra Nevada” si
trova al numero 23 di Avenida Juan Pablo II. Comodo
anche perché posto in prossimità del Capolinea dello
stazionamento degli autobus, con un frequentatissimo
supermercato Al Campo proprio davanti. Il campeggio
è di una 1ª categoria più che meritata, con ottimi
servizi e personale gentile e socievole (33,40 euro
al giorno soliti tre adulti Camper ed elettricità),
con annessa piscina a pagamento (1,80 euro).
Eccola la Granada
di Idelfonso
Falcones tra la pianura e il monte, la Sierra
Nevada e la costa, Granada scintilla sul
cielo di nevi eterne (li vedo anche oggi i nevai in
alto sulla Sierra 2 agosto 2011) e fiori tropicali.
'''Dagli un'elemosina donna che non esiste al mondo
cosa peggiore della sofferenza d'essere cieco a
Granada''' (dice Francisco A. de Icaza). L'Alhambra
a Granada. Da fortezza a meraviglioso
palazzo, una fiaba di pietra. I Giardini del
Generalife a Granada Patrimonio
dell'Umanità dove brillano mille e mille zampilli
d'acqua. Il Palazzo Dar – Al – Horra, quello
di Carlo V e l'Albayzin a Granada e poi il
Parco delle Scienze di Granada. La Cattedrale dei
Re Cristiani di Granada, c'è tanto da
visitare, siamo qui per questo.

l'Alhambra con il
palazzo di Carlo V; fuori come si vede è quadrato
ma il cortile interno e gli ambienti, stranezza
architettonica, sono circolari
Io vengo da Roma.
Romano figlio di romani sposato ad una romana e
padre di una romana. E Roma per noi non è solo una
città, ma anche un simbolo ed un sogno, una
rappresentazione un ideale, vero “caput mundi”. Per
un romano Roma ha tutto, è stata tutto ed è tutto:
la culla della civiltà e di una lingua universale,
la patria del diritto, il centro del potere, il
centro della cristianità, il centro del mondo.
Influenzò la società, la cultura, la lingua, la
letteratura, l'arte, l'architettura, la filosofia,
la religione, il diritto, i costumi del mondo
intero. Però visitando Granada anche un
romano si accorge che la bellezza, anche se
non equamente distribuita, sembra proprio che non si
sia fermata solo a Roma. Utilizziamo il
pomeriggio per cercare di prenotare la visita
all'Alhambra.
Ufficio di informazione turistica (Oficina de
Información) si trova presso l'Ayuntamiento de
Granada (il comune) in Plaza del Carmen (aperto
dalle 10 alle 19 la domenica chiude alle 14)
ci
si arriva con il bus 3 o con il 33, direttamente
dalla fermata vicino al “Camping Sierra Nevada “.
Fa
caldo, molto caldo. Ci aiuta un simpatico, cortese
ed efficiente connazionale (palermitano) che lavora
nell'Oficina de Información a Granada e che
nel suo italiano forbito mi trae dall'impaccio del
mio insufficiente castigliano. Noi compriamo a 25 €
la Granada Card un “Bono Turistico” che vale tre
giorni e che consente la visita biglietti inclusi
per i monumenti: (che visiteremo tutti). Alhambra,
la Cattedrale, la Cappella Reale, Monastero della
Cartuja, monastero di San Jerónimo e lo “Science
Park Museum” e valido anche per 5 viaggi nella
rete di autobus urbani. Francamente la consiglio
vivamente a camperisti e visitatori, tra l'altro
permette di evitare le file chilometriche alle
biglietterie specie all'Alhambra. (con il metodo
della prenotazione per la sola Alhambra avremmo
dovuto aspettare 5 giorni) Il complesso monumentale
dell` Alhambra e Generalife è uno dei monumenti
più visitati di Spagna e di Europa,

L'Alhambra vista dai giardini del Generalife (arabo
jannat al-ˁarīf, "giardino del sovrintendente").
Sullo sfondo il quartiere dell'Albaycín
e a
causa della grande affluenza di gente, hanno deciso
di limitare il numero di persone che possono
entrarvi ogni giorno; per questo motivo è possibile
acquistare, presso la biglietteria, senza previa
prenotazione, solo un 30% del numero totale di
biglietti. Granada Card dunque, con ingresso
indipendente e riservato. Noi la abbiamo utilizzata
anche per andare al quartiere dell’Albacín Alto
(vecchio quartiere arabo, caratterizzato da un
groviglio di stradine e da case bianche i cui
balconi sono colmi di fiori variopinti) prendete
l’autobus n° 32, che vi lascerà in Plaza San
Salvador. Se al tramonto vi trovate al Mirador San
Nicolás, potrete avere una romantica vista
sull’Alhambra. Scendete a piedi verso la zona bassa
dell’Albacín
www.flamenco-world.com e percorrete Calle
de la Calderería Nueva, su cui si aprono numerosi
negozi e teterías. Noi dopo la visita abbiamo
mangiato un buon menù fisso (menù del dia) a soli 9
euro tutto incluso, il simpatico ristorantino si
trova nella Cuesta de Gemenez la strada in discesa
che dopo la Porta de Baja Miga dalla Alhambra porta
alla Piazza Nueva.
La sierra Nevada dietro l'Alhambra vista dal
Mirador San Nicolás
E
poi, rigorosamente a piedi, in giro per Granada,
fa caldo, molto caldo, tra la Plaza de Toros e le
grandi arterie della Gran Vía de Colón e la strada
de los Reyes Católicos, dove si trovano le vivaci
strade intorno alla cattedrale, o per il vecchio
quartiere del Sacromonte in cui il Flamenco non si
sente ma si respira. Ho portato le mie donne nel
palazzo che si trova di fronte alla attuale sede
della facoltà di legge della Università di Granada,
dove fu recluso Garcia Lorca per tre giorni dopo
l'arresto e da dove fu reclamato senza esito, dagli
amici. Venne arrestato il 17 agosto del 1936 dai
nazionalisti di Franco, dopo aver firmato un
manifesto contro Hitler e essersi dichiarato
apertamente a favore dei diseredati e della
giustizia sociale nel bel mezzo della guerra civile
spagnola. Fu fucilato senza processo insieme ad
altri quattro uomini: un maestro elementare, suo
figlio e due toreri. "Come son pesanti i giorni, A
nessun fuoco posso riscaldarmi, non mi ride ormai
nessun sole, tutto è vuoto, tutto è freddo e senza
pietà, ed anche le care limpide stelle mi guardano
senza conforto, da quando ho appreso nel mio cuore,
che anche l'amore può morire." Garcia Lorca”
GRANADA-GIBILTERRA-TARIFA
. Ci attende una tappa un pochino più lunga oggi,
nell'ordine dei 250 km, così ci incamminiamo di buon
ora, dopo la colazione nel Camping “Sierra nevada”
che ci ha ospitato. Ci prepariamo noi ed il camper
e puntiamo decisamente verso l'estremo sud,
attraversando con la Autovia del Mediterraneo
(A-7), conosciuta anche come Nacional N-340 i
paesaggi desolati dell'Andalusia meridionale, arsi
dal sole, con ogni tanto qualche invaso artificiale,
fino a giungere sulla Costa del Sol. Sul
mediterraneo e qui abbiamo trovato il peggior
esempio di deturpazione edilizia ed urbana della
costa esistente in Europa. Impressionante. Non
esagero. Peggio delle nostre coste che è tutto dire.
Chilometri e chilometri di seconde case, specie di
palazzate, non so come definirli, alberghi,
ristoranti, locali proprio a due passi dal mare,
grattaceli sul mare palazzoni enormi fin dentro al
mare, sulla costa fino a Marbella, città
simbolo della Costa del Sol, tanto che si parla di
"processo di Marbellizzazione" quando si parla di
deturpazione urbanistica selvaggia. Non si riesce a
capire in che modo la cementificazione selvaggia a
ridosso delle coste abbia portato benefici
economici, eppure la Spagna ci ha costruito sopra il
suo boom economico ma, ora che le coste sono sature
di costruzioni, la sparizione degli ambienti
naturali mette a rischio la sopravvivenza economica
del modello di sviluppo esistente in molte zone
costiere. Infatti la Costa del Sol è uno degli
esempi più evidenti della defezione progressiva ed
inevitabile dei turisti. D'inverno si popolava di
pensionati del Nord Europa che venivano qui per
svernare. D'estate questa gente che vediamo
schiacciata dai palazzoni, stretta dalle
speculazioni edilizie, che riempie la Costa del Sol
che va in giro in ciabatte e bermuda dovunque che
attraversa l'autopista con gli ombrelloni sulla
spalla verso il mare, va nei supermercati , centri
commerciali, sagre paesane sta diminuendo,
ovviamente. Dietro tutta questa speculazione
edilizia veramente impressionante non si può non
intravvedere una spaventosa corruzione. Noi
puntiamo dritti su Gibilterra, la costa dopo
Marbella migliora un pò, ma nel possedimento
inglese la situazione in parte si ripresenta: Gibilterra e la sua costa sembra un cantiere
aperto, iper-caotica. La nostra destinazione è Tarifa, la punta estrema della Spagna, proprio
di fronte alla costa marocchina, Per strada ci
fermiamo a mangiare qualcosa in uno spiazzo
panoramico, circa 7 km prima di Tarifa, con
una bella vista sullo stretto e sulle dirimpettaie
città di Ceuta e Tangeri. Bello è il panorama che
da lassù spazia fino al Marocco che è proprio di
fronte a noi (a meno di 15 Km)

Tarifa, sulla Costa della Luce, dopo le colonne
d'Ercole, il punto più meridionale della Spagna e
dell'Europa continentale, è molto piccola, ma molto
graziosa: le atmosfere caotiche della vicina costa
del Sol sembrano lontane anni luce da questo borgo
decisamente arabo nei tratti e nei costumi.
Noi
ci fermiamo al “Camping Tarifa” si trova al km 78.9
della N340, a cinque km dalla città, circondato da
pinete e con accesso diretto alla spiaggia. 5 euro e
mezzo per il Camper 18 euro tre adulti 3,30
l'elettricità. Il vento dall'atlantico è molto forte
ma ci spiegano che Tarifa e la Costa della Luce
sono famose per i venti, (che davvero qui non
mancano !) e che con uno sforzo che sembra modesto,
chiamano semplicemente Poniente o Levante a seconda
che venga dal mare o da terra e perciò pare sia il
paradiso per il windsurf e il kitesurf (quello con
il paracadute), se ne contano a decine e decine
nell'acqua abbastanza fredda (specie tedeschi e
inglesi mi sembra).

Fa
caldo, molto caldo, la spiaggia e bella il Camping
divertente, la piazzola non molto ampia anzi, il
mare però è limpido e accogliente, il bagno
rilassante ed inevitabile. Il tramonto sull'oceano
è bello e dolce ed emozionante quasi come quello
romano.

Da TARIFA a SIVIGLIA con la N 340, poi
la A4 e la A48 verso Cadice e la E5 verso
Siviglia. 210 km. (Il navigatore satellitare di
mia figlia segnala Roma a 2507 km per un
camperista nemmeno tanti no?)Giunti a
Siviglia, come sempre del resto, ci
mettiamo subito alla ricerca del campeggio, non è
che ce ne siano poi molti. Uno comodo per visitare
Siviglia è il “Campeggio Villsom” Carretera N° 4,
km 554,8 Sevilla/Dos Hermanas. Da Siviglia Carretera
n°4 direzione Cadiz, uscita 555 la località si
chiama Dos Hermanas o Isla Menor, il camping è
subito a destra, (aldilà della strada rispetto alla
nazionale) di fronte al supermercato Carrefour a Dos
Hermanas. Inutile contare sui cartelli indicatori
sono pochi (quasi niente) poco visibili e mal
posizionati. A settecento metri dal “Camping Villsom”
a Dos Hermanas (fermata Venta La Cuesta) con
l'Autobus M 131 si arriva a Siviglia in poco
più di dieci minuti, passa davanti al monumentale
stadio di calcio del BETIS, si scende al capolinea
in Avenida Portugal 1 euro e 30 a persona. Non
lontano dal Quadalquivir il fiume che attraversa
Siviglia, dal capolinea del 131 a piedi per il
centro, anche lungo il fiume, o a 200mt dal
capolinea del 131 si può prendere il tram che porta
proprio di fronte alla cattedrale (1.10euro).
Giornata dedicata alla visita di Siviglia. Fa
caldo molto caldo. L'ufficio del turismo del comune
di Siviglia si trova in Avenida de la
Constitución, 21b. La mappa della città che ci mette
a disposizione è molto accurata, i tre monumenti più
importanti di Siviglia: la Cattedrale,
l'Alcázar e l'Archivo General de Indias, sono stati
dichiarati dall'UNESCO patrimonio mondiale
dell'umanità. E fa caldo, molto caldo. Tutti i
monumenti più importanti di Siviglia si
trovano intorno a Plaza del Triunfo, dove si ergono
i Palazzi Reali (Alcazares Reales), uno degli
edifici più ricchi di storia di tutta la Spagna,
frutto della trasformazione della fortezza costruita
dagli Arabi. Nella Cattedrale nostro sentito
omaggio al Sepolcro di Cristoforo Colombo. Anche se
il corpo del navigatore non si trova lì nel
sepolcro. Saliamo, a piedi, sulla Giralda. A fianco
dell'abside della grande cattedrale, il monumento
più caratteristico di Siviglia. La torre è alta ben
96 metri a piedi salire non è il massimo bisogna
farlo con molta calma, perchè come dicevo fa caldo,
molto caldo. La vista di tutta Siviglia dalla
torre, una volta in cima, con il meraviglioso
panorama cancella la fatica.
Nell'area monumentale di
Siviglia, al centro
della Plaza del Triunfo sorge anche la Casa Lonja
dove a sede l'Archivo General de Indias. Fa caldo
molto caldo anche durante il pellegrinaggio alla
Plaza de Toros de la Real Maestranza de Caballería
de Sevilla, meglio nota come La Maestranza. È la più
antica di tutta la Spagna ed è il luogo dove si
svolge annualmente la Feria de Abril, uno dei
festival di corride più famoso al mondo. Roma è una
città calda. Siviglia di più e sopportare il caldo
estivo è una fatica. Si suda, manca il respiro,
spesso ci si sente anche deboli e privi di forze, ci
si innervosisce. Ci vestiamo con abiti chiari e di
cotone, il più possibile freschi, non troppo stretti
e sempre puliti. Mangiamo tanta frutta, evitiamo
cibi pesanti o caldi. Ci teniamo costantemente
idratati, bevendo molto. E poi la sera il rifresco
delle piscine dei Camping quando possibile. Ma fa
caldo molto caldo.

Questa è la calle Sierpes
di Siviglia
é la via più commerciale e famosa della città,
almeno dal punto di vista turistico. I teli di
stoffa chiara che si vedono vengono tirati in alto
per fare ombra ai passanti, mi pare che il
termometro della farmacia, per altro chiusa, segni
44° all'ombra o mi sbaglio? Si vedono frequenti
spruzzi d'acqua fresca nebulizzata e vaporizzata
che scendono dai teloni per rinfrescare i clienti
seduti (eroi) ai tavolini dei bar. La sera al
Carrefour si fa la spesa immersi nell'aria
condizionata del supermercato. Per due notti al
“Camping Villson” seconda categoria a 13 km da
Siviglia ma direi confortevole, pulito, con una
grande piscina contornata da un prato verde con
sdraio e ombrelloni, bagni attrezzati di lavanderia
e docce molto grandi con acqua a volontà e
comodissimo camper-service doppio, (proprio
doppiocon lo spazio per due Camper affiancati)
abbiamo speso tre persone camper ed elettricità poco
più di 50 euro.
Da Siviglia partenza per
CORDOVA per l’autopista gratuita E5/A4 ben
segnalata circa 130 km. Passando per le piccole
cittadine di Carmona ed Ecija. Eccola Cordova
situata nella comunità autonoma dell'Andalusia,
sulla riva del Guadalquivir e ai piedi della Sierra
Morena. Impongo alle mie donne la lettura della
descrizione della grande moschea di Cordova
(ora cattedrale cristiana di Santa Maria ovviamente)
tratta dalla “Mano di Fatima” La città è una fusione
indubbiamente unica di culture romane, giudee e
musulmane di rarità eccezionale, che le dona
un’architettura e un’eredità culturale difficili da
superare, tanto che nel 1994 l’UNESCO ha
dichiarato tutto il centro storico di Cordova
Patrimonio dell’Umanità. Il Camper si lascia al
Camping Brillante” Avenida del Brillante, 50 - un
1° categoria - a meno di 1km dalla stazione
ferroviaria di Cordoba. La fermata dei mezzi
pubblici (n°10 e n°11) è vicina e comoda. Nel
campeggio è presente: la lavanderia, il ristorante,
il minimarket e la piscina. (Datemi retta la piscina
è importante questa poi è stupenda, proprio da
nababetti con pratino curatissimo, lettini, docce,
compresa nel prezzo) .
“La
Mano di Fatima” che ho sotto il braccio, ci porta
subito alla Mezquita. La
Grande Moschea di Cordova, oggi Cattedrale di
Santa Maria di Cordova. La Mezquita di Cordova è
l'espressione unica dell'architettura islamica in
occidente. Al suo interno una spettacolare infinità
di colonne, circa 850, mettono i brividi.

La spettacolare foresta di colonne di marmo della
grande Moschea di Cordova
Il
mihrab dove veniva esposto il corano, è una nicchia
inserita nel muro orientato verso la qibla (la
direzione della Mecca); generalmente è di piccole
dimensioni ma questa è sormontata da una semicupola
formando la sancta sanctorum della moschea. E' da
qui che l'Imam (colui che guida) conduceva la
preghiera congregazionale (salat). “la Mano di
Fatima” mi spiega e mi conduce a vedere qui a
Cordova l’effetto del mihrab che è quello di un
bersaglio verso cui lo sguardo si dirige come un
dardo, che sembra colpire e polverizzare le tessere
in un tripudio d’oro, d’azzurro e di smeraldo. E la
volta, tecnicamente perfetta, spinge l’occhio
dell’osservatore verso lo splendido slancio dato
dall’incrocio delle ogive, che come vascelli di luce
sembrano cantare Dio nelle contrade del
settentrione.

Il Mihrab della Mezquita di Cordova
Rigorosamente a piedi per Cordova ci imbattiamo
nella statua di Mosè Maimonide, (Cordova, 1138 – Il
Cairo, 13 dicembre 1204), è stato un filosofo, rabbino e
medico spagnolo. Mia figlia mi spiega che ha scritto
pure un trattato sull'asma e uno sulle cause dei
sintomi wikipedia
Pare che per “buena suerte” di tutti gli studenti di
medicina lei compresa bisogna accarezzargli la punta del
piede destro che infatti è rimasto d'oro brillante
rispetto al bronzo scuro della statua. Oggi Cordova
proclamata patrimonio dell'Umanità dall’Unesco, mantiene
per me il fascino antico nonostante sia tuttavia una
città moderna, con centri congressuali, palazzi moderni,
strade larghe e nuove. Ma basta entrare nel
centro storico, aldilà delle antiche mura, visitare la
Mezquita o girare per le strade acciottolate della
Juderia, per ritrovare tutta l'atmosfera della
Cordoba musulmana e lo spirito più vero
dell'Andalusia di un tempo, passando per la Plaza de
Toros " Coso Los Califas" in Avenida Gran Vía Parque, e
poi la Cattedrale L'Alcazar de los Reyes Cristianos di
Cordoba, (ingressi a pagamento). Suggestivo il
ponte romano sul Guadalquivir, caratteristica la antica
sinagoga di Cordova.

il ponte romano sul Guadalquivir
Qui a
Cordova ci concediamo finalmente le Tapas. Le
troviamo alla “Taberna 101 TAPAS”
Velazquez Bosco 12, €2 l'una. Si dice che se ne
debbano prendere almeno 5 io faccio ovviamente così. Le
tapas sono nate in Andalusia nell'ottocento per
accompagnare lo sherry. Il nome nasce dall'abitudine di
coprire il bicchiere con una tapa (tappo o piattino) per
tenere lontane le mosche. Dal piattino si è poi passati
a piatti di formaggio, olive e salumi. Oggi le tapas
variano dai piatti semplici di allora a piatti più
elaborati.
Ecco
le tapas più diffuse:
Queso
manchego: formaggio di pecora prodotto in La Mancha.
Ensalada de pimientos rojos: insalata fredda di peperoni
rossi arrostiti e conditi con olio e aceto.
Jamon
serrano: prosciutto crudo di montagna.
Tortilla española: omelette (dico frittatina) di patate
e cipolle.
Almendras fritas: mandorle fritte e salate.
Pollo
al ajillo: pollo in pezzi soffritto nell'olio condito
con salsa all'aglio.
Gambas alla plancia: gamberi alla griglia.
Albondigas: polpette di carne in umido.
Patatas bravas: patate piccanti fritte e condite con una
salsa di pomodoro insaporita da cipolla, aglio, vino
bianco, prezzemolo, pepe.
Salpicón de mariscos: insalata fredda di frutti di mare,
aragosta, granchi, pomodoro a pezzi.
Banderillas: spiedini con pesce, verdure, uova sode,
gamberetti, cetrioli e olive.
Mangiamo
alla “Taberna 101 TAPAS” con la televisione dall'alto
che ci invia ininterrottamente video di corride, e
musica flamenca, con poster di Manolete, Ignacio Sánchez
Mejías, Luis Miguel Dominguín, Gitanillo de Triana,
Juan Belmonte, alle pareti e Tauromachia dappertutto.
Chiedo al cameriere dove è seppellito Manolete lui si
stupisce che un romano sappia chi è Manolete. Gli
racconto allora della giostra dei tori, per esempio,
popolarissima nello Stato pontificio che si svolgeva
anche nel celebre sferisterio di Macerata, senza
dimenticare poi la Caccia ai Tori in Campo San Polo a
Venezia, e gli mostro, il ritaglio di giornale, che mi
serve da segnalibro, della “Repubblica” di domenica 26
agosto 2007 in cui il mitico Gianni Clerici ricordava,
in un suo pezzo bellissimo, il 28 agosto di più di
sessant'anni fa, nella Plaza de toros di Linares,
ricordava colui che molti considerano il massimo torero
di tutti i tempi che finiva i suoi giorni incornato dal
toro Islero, una bestia di cinque anni, e un poco, anche
dalla sua bellissima Lupe Sino la donna della sua vita:
e la “suerte de matar”, ovvero la corrida. Il cameriere
si siede al nostro tavolo! tra lo stupore di mia moglie
e mia figlia e mi racconta della tomba di Manolete nel
cimitero di Nuestra Señora de la Salud qui a
Cordova, dove mi dice non manca mai un fiore
fresco. Ho fotocopiato anche qui lo scontrino del conto
e poi dicono che la Spagna è cara, mai stati a Roma o in
Francia?

Cordoba Plaza de Toros “Coso de Los Califas”
344 Km di E5 da Cordova a
Toledo passando per Andujar, Valdepenas, Manzanares
lasciamo abbastanza presto Cordova percorrendo l'Avenida
del Brillante usciti dal “Camping El Brillante (75 euro
due notti, per tre persone camper ed elettricità, e
l'uso della bella piscina) ci porta rapidamente verso l'Autovia
(attenzione agli autovelox che qui mi sono sembrati
piuttosto numerosi). L'Andalusia ci saluta, guido con
prudenza, faccio rifornimento, ancora guido, ed ecco
Toledo. Il Tago, quieto, lento e allo stesso tempo
maestoso bagna Toledo, antica roccaforte medievale
arrampicata su una collina situata proprio al centro
della Spagna, capitale dell’omonima provincia di Toledo
appartenente alla Comunità Autonoma di Castilla-La
Mancha e si trova giusto a una settantina di chilometri
dalla capitale spagnola Madrid. Toledo è una
cittadina di poco più di settantamila abitanti,
saldamente ancorata alle tradizioni e alle leggende che
trasudano dalle mura della parte vecchia della città.
Toledo è stata proclamata patrimonio dell'Umanità
dall’Unesco.

Toledo e il suo fiume.
il
camping si chiama ovviamente El Greco (il grande
pittore è morto a Toledo), “Camping El Greco – Toledo”
inutile cercare inesistenti segnali indicatori, si trova
in Carretera. CM-4000. km.0.7 (Toledo a Puebla de
Montalban) è un prima categoria. - Persona 6,45 € la
Caravana (come si chiama qui il camper) 6,25 €,
Electricidad 4,30 € Oficina Municipal de Turismo si
trova Dirección Plaza del Consistorio, 1 - Horario
10.00h. a 18.00 h. Ininterrumpidamente come dicono loro
(a Toledo sembrerebbe niente siesta) Alle informazioni
turistiche ci dicono che proprio oggi qui a Toledo
comincia la grande festa in onore della Patrona
della città la Virgen del Sagrario. Non possiamo
mancare, l'appuntamento e sul sagrato della Cattedrale.
Sfila la banda, il popolo in festa, sfilano i
“gigantillos e i gigantones”, di Toledo qui li
vediamo su
YouTube il Gigantones è un bambolone a figura umana di 3,5 - 4
metri e anche più, tipici delle feste popolari. La
bambola é gestita da una persona all'interno che
letteralmente la trasporta e hanno tutta l'aria di non
essere per niente leggere. Ci spiegano che di solito, e
in questo caso stasera a Toledo è cosi, è
accompagnata da “cabezudos” che sono delle grandi teste
di cartapesta portate da ragazzi e ragazze piccoli di
corporatura con queste teste giganti di cartapesta che
spuntano, fanno un effetto tra il comico, il ridicolo,
il buffonesco, il grottesco e migliaia di persone,
soprattutto famiglie con bambini, sono scesi in strada
per godersi la sfilata di cabezudos e gigantones e la
banda che suona. Direi che a occhio e croce non pare
proprio la apertura di una cerimonia religiosa ma “è la
Spagna bellezza”, qui in Spagna, senza l'uomo profano
senza l' ”uomo” non esiste il sacro, La fiesta finisce
sotto un acquazzone memorabile in un fuggi fuggi
generale (noi compresi ovviamente) gigantillos e i
gigantones la banda, le famiglie, i giovani cabezudos,
tutti scappano sotto uno scroscio di pioggia
impressionante il primo dopo tanto tempo qui in Spagna
la Virgen del Sagrario ci assicurano è rimasta contenta
lo stesso.
Da TOLEDO A SARAGOZZA
ho fatto 416 Km non facilissimi che mi hanno portato
prima con la N1 praticamente a Madrid poi seguendo le
indicazioni E90 /A2 prima a Guadalajara e poi Catalayud
poi con la E804 a Saragozza. Subito al Camping
Municipale di Saragozza si chiama Campeggio Camping
Municipal Ciudad De Zaragoza si trova in una strada che
si chiama San Juan Bautista de la Salle s/n civico
(datemi retta è del tutto inutile cercare i cartelli che
sono pochi e spesso contraddittori, quando ne vedete uno
vuol dire che avete già trovato il campeggio) - 6 euro e
mezzo il camper 5 e mezzo gli adulti a testa 4 e mezzo
l'elettricità, nel campeggio municipale c'è anche la
piscina, è molto assolato fra dieci anni quando saranno
cresciuti gli alberelli piantati da poco sarà
bellissimo, ma ora è una landa desolata e desertica
anche se le temperature sono più sopportabili di quelle
dell'Andalusia. Comodo e anche frequente il bus per il
centro città che si prende subito davanti alle prime
case aldilà del prato che sta davanti al campeggio.
Il
centro storico di Saragozza offre un patrimonio
architettonico di particolare importanza, con una
ricchezza di elementi degna delle più grandi capitali
europee. Capitale lo fu anche Saragozza, del
regno musulmano in Spagna con il Califfato di Cordova, e
del regno d'Aragona con Ferdinando II e Isabella di
Castiglia; non c'è da stupirsi dunque della presenza di
così tante testimonianze storiche.

Basílica de Nuestra Señora del Pilar Plaza de las
Catedrales. Saragozza
SARAGOZZA, sta adagiata sulle rive dell'Ebro
il fiume più lungo della Spagna, e la sua vita, ma
anche la nostra visita, è influenzata dalla silenziosa
ma imponente presenza del fiume.
La vita
cittadina si svolge intorno e sul fiume e ai ponti che
legano le varie parti della città, conserva la struttura
rettangolare dell'antica città romana e si possono
ancora ammirare le rovine delle mura romane. E poi la
Cattedrale di San Salvador di Saragozza (ingresso a
pagamento 3 euro) il Palazzo dell'Aljafería (3 euro)
La Basilica di Nuestra Senora del Pilar. Anche
Saragozza che è oggi capoluogo dell’Aragona,
nel suo bellissimo centro storico possiede numerosi
monumenti dichiarati Patrimonio dell'Umanità.
Da SARAGOZZA a PINEDA de
MAR 361 km dalla capitale di Aragona alla costa
mediterranea. Andiamo al mare. Andiamo a cercare la
distesa di 160 chilometri di costa ancora bellissima in
Catalogna, sull’angolo nordest della Spagna la Costa
Brava. Esco da SARAGOZZA e prendo la
E-90 / A-2 in direzione di Barcellona il viaggio è
comodo, ben segnalato è anche il bivio per la E-15AP-7
direzione Girona e poi França – Francia, il passaggio
dentro Barcellona sufficientemente tranquillo (insomma
sempre un po' troppo bassi i cavalcavia dove sotto
passiamo). Sul lungomare mediterraneo prima per il
Carrer de Montecarlo poi per il Carrer del Gar
attraversiamo Badalona, Premia de Mar, Vilassar de Mar,
Canet de Mar attenzione agli ovvi limiti stradali di
velocità, anche 40 Km orari, nell'attraversamento dei
centri abitati. Scegliamo di percorrere la nazionale sul
mare e non l'autopista poiché siamo alla ricerca di un
camping. Eccoci un po' stanchi al Camping “Caballo de
Mar” il lungomare si chiama Passeig Maritim, s/n civico
a Pineda de Mar (Barcelona).
Il
camping “Caballo de Mar” a PINEDA de MAR possiede
un fronte di 300 metri di spiaggia di sabbia dorata, a
noi è sembrato ideale per famiglie che cercano un
camping pulito e ben organizzato, comodamente ospitati
in un posto tranquillo. (Però in genere è molto
affollato). Dispone di una grande palestra per
conservare la forma, piscina per adulti e bambini.
Animazione pensata per tutta la famiglia. 15 euro il
Camper, 8,50 a persona 4,20 l'elettricità. La sera del
14 agosto alle ore 22, grande partita Barcellona-Real
Madrid si gioca a Barcellona noi la vediamo su un grande
schermo allestito al Bar della Playa del camping. Certo
“nun è a Maggica” però non possiamo mancare. Si giocano
la supercoppa di Spagna trofeo che scopro essere
sentitissimo qui, molto più che da noi. Centinaia le
persone presenti praticamente tutto il campeggio ed
oltre. Birra, cori tra sostenitori del Barca e del Real,
l'atmosfera è elettrica, anziani signori che, insieme ai
loro nipoti, ostentano la maglietta ufficiale dei club.
Quando spiego per chi tifo (Roma ovviamente) vengo
adottato dai tifosi del Barcellona, qui Lous Enrique
viene ancora adorato. Finisce 2 a 2 con il Real due
volte in vantaggio ed il Barcellona spinto anche da
mille urla, due volte in rimonta. Qui in Spagna il
Calcio è seguitissimo specie dopo la conquista del
mondiale ma dietro ai due grandi Club che incassano
milioni di euro le altre squadre, tutte le altre
squadre, sono praticamente al collasso. Cena nel
ristorantino più economico di Pineda de Mar. Si
mangia complessivamente bene in Spagna anche se si è più
esigenti del solito. A pranzo potete optare per il
menù del dia, solitamente economico e costituito da
antipasto, portata principale, dolce (postre), pane e
vino. Per un italiano il pane presentato è di solito
poco, non vergognatevi a chiedere ancora del pane,
succede a tutti. Il plato combinado, è una variante del
menù del dia, un piatto unico in cui vengono mescolate
più pietanze; può comprendere una carne con verdure, o
frutti di mare con patatine, o uova con insalata o
patate, oppure salumi misti. Il menu alla carta è
strutturato in diverse portate, le prime voci che si
trovano sulla lista sono: ensaladas (insalate) sopas
(zuppe) entremésas (antipasti). Le entremésas di per sé
potrebbero bastare per un pasto: patate, insalate varie,
asparagi, acciughe, affettati, formaggi. Le portate
successive sono: carne - cerdo (maiale) ternera
(vitello) cordero (agnello) mariscos (frutti di mare)
pescado (pesce) arroz (riso) huevos (uova) verduras/legumbres
(verdura).
Da Pineda de Mar (al centro
della Costa del Maresme, a metà strada tra Barcellona e
Girona.)-a Saintes Marie de la Mer (Camarque
-Sud della Francia-) sono 349 km all'inizio la N II per
Girona si lascia il mediterraneo e si continua per la
E-15/AP-7 a la Jonquera c'è l'ingresso in territorio
francese. Ai lati della statale, scorrono file di case
molto basse, disposte come in un villaggio western, alla
frontiera, sexy shop, megastore centri commerciali di
tutti i tipi, dove vengono a fare la spesa i francesi,
stazioni di servizio e, grandi parcheggi per camion,
che sembrano non finire mai. Naturalmente comodo
parcheggio per il Camper tra i Tir e fila ad un
supermercato frequentatissimo, si fa incetta di prodotti
spagnoli che mia moglie assicura economicissimi ed a
giudicare la quantità di famiglie francesi che fanno
acquisti compulsivi tra gli scaffali deve essere proprio
così. Dopo la spesa continuo a guidare fra bei paesaggi
pirenaici su: A9 / E15 passando in prossimità di
Perpignan, Narbonne, Beziers famose per il buon vino ed
il buon Rugby e per gli idioti che fanno battute sceme
sugli italiani e sul nostro ex Presidente del Consiglio.
Arriviamo a Saintes Maries de la Mer sulle bocche
del Rodano in Camarque passando, una trentina di km
prima, vicino alla caratteristica e molto pittoresca
città medievale fortificata di Aigues-Mortes un
paese murato fatto di acqua, palude, sale e sabbia. La
strada è un po' stretta per iI mio Camper ma il
paesaggio è bello ed inusuale, piatto e paludoso,
cavallini della Camarque che qui sono dovunque insieme
ai tori ed agli uccelli di palude, ci accompagnano fin
dentro l'Ufficio del Turismo di Saintes Maries de la
Mer che si trova al numero 5 di Avenue Van Gogh. A
Saintes Maries de la Mer i sono due parcheggi
Punto Sosta per Camper entrambi abbastanza ben segnalati
e sempre decisamente pieni: appena entrati nel paese a
sinistra, oppure sul lungomare sempre alla sinistra del
paese. Entrambi a pagamento con servizi, pozzetto e
acqua.

La chiesa fortezza di Saintes Maries de la Mer
Noi ci
siamo fermati al primo Punto Sosta, subito dopo
l'ingresso e dopo la statua simbolo del paese a
sinistra. Qui per 10 euro, riscossi alla sera o al
mattino da simpatiche (faccio per dire) vigilesse
comunali, si ha a disposizione un'area per 40-45
camper, bella spaziosa, con una comoda zona per lo
scarico e il carico: manca solo l'attacco per
l'elettricità. (E anche qui la pulizia lascia molto a
desiderare che sia colpa anche di noi camperisti?)
Passeggiata gradevole per il paese, decisamente troppo
turistico, e visita al monumento principale, la chiesa
fortezza piena di leggende sulle "Marie" che danno il
nome al paese, alla loro serva Sara, diventata la
patrona dei gitani, è dedicata la statua nella cripta.
Da Saintes Marie de la Mer (Camarque
-Sud della Francia-) a Carro (Provenza-Costa
Azzurra)- 98 Km sul tratto mediterraneo della Francia
sulla N 113 direzione MARSEILLE-AVIGNON si attraversa
Martigues con un ardito ponte che supera Il Canale che
collega il lago di Martigues al mare strapieno di
barche dei marsigliesi che le ancorano qui in attesa
della prossima estate. A sei km a sud di Martigues ecco
il porticciolo di CARRO decisamente da
consigliare una visita ed un soggiorno. Adagiato su un
tratto di costa mediterranea incontaminata è
caratterizzato da una grande varietà di fauna e flora
oltre che da insenature e calette rocciose scavate nel
calcare. Vive principalmente di turismo, ma la sua
principale attività rimane quella della pesca che si
sviluppa attorno al pittoresco porto cittadino, dove
ogni mattina si svolge un caratteristico mercato del
pesce. CARRO - Provence Cote d'Azur - Bouches du
Rhone si candida per avere l'area attrezzata per Camper
più bella d'Europa (non esagero) E' un grande
parcheggio sulla destra del porto, Punto Sosta aperto
tutto l'anno per 65 camper a Carro À Port, Quai
J.Vérandy, di fronte al mare, bello ampio comodo e
sicuro, protetto da sbarre automatiche che si aprono al
pagamento del biglietto 6 (dico sei) euro per 24 ore,
possibilità di 5 ingressi 20 euro. Dal piazzale
asfaltato di fianco al porticciolo si ha accesso
direttamente al mare, la sera è illuminato, da sfruttare
la possibilità di acquistare pesce fresco dalle
bancarelle sul porto.
A CARRO si possono caricare e scaricare comodamente le acque,
e con un tubo doccia, da allacciare al comodo rubinetto,
c'è sempre la possibilità di doccia all'aperto, manca
però l'elettricità, ed è vietato l'uso di generatori. La
sera nel grazioso paesino di fronte al porto (moules
pour les Français) cozze alla francese, di certo diverse
dalla nostra impepata di cozze (ma non per questo meno
apprezzate ) buone ed economiche, aperte con fuoco
vivo, con sopra 2 cucchiai di panna, 1 bicchiere di vino
bianco, 1 tazza di maionese e poi cipolla, limone e
senape. Tornando al Punto Sosta con i camper
praticamente sulla spiaggia e sul mare, ci saluta il
sole con il suo disco rosso che appare deformato dal
caldo e dalla umidità estiva della sera, che va a
dormire nel mediterraneo proprio davanti a noi.

Carro (Provenza-Costa Azzurra)
a Borghetto Santo Spirito (Savona) 341 km prima
la A55 in direzione MARSEILLE – AIX-EN-PROVENCE – NICE
poi continuare su: A51 / E712 : passando per Cannes,
Antibes ed in prossimità di Nizza e Montecarlo
(sulla area di servizio dell'autostrada, mozzafiato la
vista sul Principato dal belvedere da cui si domina il
porto i grattaceli, il golfo e la parte iniziale di
Costa Azzurra - Non lasciamo però, incustoditi il mezzo
e visibili e a portata di mano i nostri effetti
personali - ) dopo il lungo Tunnel de l'Armè, passaggio
in prossimità di Menton e ingresso in territorio
italiano. A Borghetto Santo Spirito gestita dal
comune (area comunale) c'è una comoda Area Sosta per
Camper con videosorveglianza, custode e ingresso
regolato da sbarra. E' molto ampia con 132 posti Camper
suddivisa in zone: zona A con 42 piazzole di sosta e
allaccio energia elettrica di cui 2 per diversamente
abili e una zona B con 90 piazzole di sosta senza
allaccio energia elettrica. Orari: dal lunedì al giovedì
08.00 - 12.00 e 15.00 - 19.00 dal venerdì alla domenica
08.00 - 12.00 e 14.00 – 23.00 l'Area Sosta si trova in
Via Po' snc (Lungofiume Torrente Varatella)
Borghetto Santo Spirito (Savona) a 1 km dall'uscita
del casello autostradale di Borghetto S. Spirito. Appena
usciti proseguire in direzione Loano 1° rotatoria sempre
dritto, 2° rotatoria a sinistra e attenzione alla
postazione fissa dell'autovelox indicata dalla
segnaletica. Dopo l'autovelox girate a sinistra al primo
incrocio e proseguite fino alla rotatoria. Passate
davanti alla stazione dei Carabinieri e girare a
sinistra all'incrocio. Dopo 50 m circa siete arrivati.
Il costo è di € 12 al giorno senza corrente e € 15 con
corrente. Il giorno inizia alle ore 10 o alle ore 22.
Anche solo 2 ore in più significano mezza giornata da
pagare.
Come
praticamente tutte le cittadine del ponente ligure anche
a Borghetto, stretta tra l'Aurelia e la ferrovia,
tra le pochissime Sla (spiagge libere attrezzate), leggi
regionali e ordinanze comunali: e tanti tanti
stabilimenti in concessione, conquistarsi un pezzetto
di sabbia gratis significa affrontare una corsa a
ostacoli, e quì nell'estremo ponente della Provincia di
Savona, si rivela molto spesso una battaglia persa. Una
piccola e ridente cittadina di mare che soffre di
congestionamenti causati dal turismo di massa. Trovare
uno spazio libero su cui stendere il proprio telo può
diventare una vera e propria impresa, a meno di essere
disposti a sborsare cifre da capogiro.
Borghetto Santo Spirito
(Savona) - Ischia di Castro (Viterbo) - 499 km
forse è la tappa più lunga di tutto il viaggio; l'A10 ci
porta a Genova - l'A12 a Livorno e la SS1 - VIA AURELIA
a Cecina, Piombino, Grosseto. Dopo Montaldo di Castro la
strada provinciale 47 dell'Amone ci porta attraverso la
maremma laziale dentro la Tuscia Viterbese e a Ischia
di Castro

Ischia di castro nella Tuscia viterbese visto dal
poggio di fronte al paese.
Che come
dice Piero Viscardi nel suo
Blog
è il centro del mondo. La Sosta è consentita, con
pernottamento gratuito, nel parcheggio di fronte
all'ingresso del vecchio campo sportivo, in alto vicino
al Poggio Bricco sopra la sede del Comune, nel
parcheggio dove è stato installato il chiosco
distributore che fornisce acqua trattata, refrigerata e
frizzante. Grazie ad un progetto europeo resosi
necessario a causa delle concentrazioni di arsenico
nell'acqua dell'acquedotto. A Piazza Dell'immacolata, 27
a Ischia di Castro il ristorante Ranuccio II a 25
euro ampio menù di degustazioni, oppure Acquacotta alla
maremmana, Brodo di tinca con i tagliolini, Zuppa col
pesce di lago luccio, tinca, coregone, anguilla,
scàrdola, pesce persico la "sbroscia casalinga" con
patate, i fagioli appena sgranati i “gialloni”, e le
cosiddette “erbarelle” cipolla, aglio, mentuccia,
prezzemolo.
Da Ischia di Castro a Roma
121 km di SS 2 Cassia Il rimessaggio Roma Porto 2000
sull'ardeatina aspetta e accoglie il camper; non si può
tornare dalle vacanze senza pensare al prossimo viaggio

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