Dalle montagne di corallo che si levano dal fondo del
mare alla bassa barriera corallina brulicante di pesci,
dalle ripide pareti sottomarine che scendono a
profondità insondabili ai relitti di navi ricoperte di
corallo, siamo arrivati nel Mar Rosso, precisamente a
Sharm el Sheikh, dopo un viaggio durato poco più di 4
ore. Appena arrivati, notiamo subito la differenza di
clima: ci siamo lasciati alle spalle i nostri 0° per
ritrovarne 23°, considerando che qui sono le 22,00. Il
fuso tra l'Italia e l'Egitto è di un'ora avanti e la
moneta locale è la lira egiziana, il cui cambio è 1 euro
= 7 lire egiziane. Circa 20 milioni di anni fa,
l'Egitto, il Sinai e la penisola Arabica erano uniti in
un unico blocco. Poi, enormi sconvolgimenti terrestri
portarono alla separazione delle terre e la penisola
meridionale del Sinai rimase isolata dando luogo a due
grandi golfi: ad ovest il golfo di Suez, la cui massima
profondità è appena 95 metri e ad est il golfo di Aqaba,
che raggiunge invece i 1.800 metri di profondità.
Quest'ultimo golfo fa parte della grande spaccatura
terrestre, chiamata Rift, che dalla catena del Tauro si
estende fino al Kenia. La grande attività sismica del
passato e i tremendi fenomeni eruttivi hanno dato al
Sinai meridionale la sua impronta caratteristica; le sue
vette più importanti sono il Monte di Mosè, che
raggiunge i 2.285 metri e il Monte di Santa Caterina, di
2.642 metri, il più alto di tutta la penisola. La
navetta, dall'aeroporto, ci porta direttamente al
villaggio, che si trova a Sharm el Sheikh, più
precisamente a Sharm el Maya Bay (la baia dell'acqua
tranquilla). La mattina seguente, appena svegli ed
incuriositi, andiamo subito a dare un'occhiata al mare e
a vedere l'alba, di cui abbiamo sempre sentito parlare.
I primi due giorni sono dedicati esclusivamente al puro
riposo e alle innumerevoli camminate sulla baia. E'
tutto molto rilassante, soprattutto pensando al freddo
che c'è in Italia. Qui verso le 13,00, la temperatura è
di 29°. che spettacolo!!! Qui lo snorkelling è
d'obbligo, ma non sapendo nuotare molto bene, decidiamo
di prendere una barca con il fondo in vetro. ci godiamo
così una spettacolare visione subacquea della barriera
corallina, con le sue decine di costruzioni di corallo
popolate da vivaci pesci colorati. Il mare sotto di noi
è di un incredibile azzurro senza fine, intenso e
luminoso, con una barriera corallina incontaminata,
animata da migliaia di pesci. La vera escursione inizia
decisamente con la prima escursione al monastero di
Santa Caterina e il monte Sinai. Partiamo verso le 6,00
di mattina e, dopo aver passato vari posti di blocco,
prendiamo la strada, circondata dal deserto, da cui si
può ammirare un panorama da togliere il fiato! Per
arrivare al monastero, da Sharm, occorrono 2 ore e mezzo
di viaggio. Compreso tra i contrafforti delle aree
protette di Nabq e Ras Abu Gallum e lo uadì Fayran,
questo territorio, di 4.300 kmq di alte montagne,
comprende il monastero cristiano di Santa Caterina, il
picco roccioso del santissimo monte Sinai, la montagna
più alta dell'Egitto, il monte di Santa Caterina e il
protettorato di Santa Caterina, inaugurato nel 1996. Il
monastero è un convento greco-ortodosso fondato nel IV
secolo e ha una doppia particolarità: è la più piccola
diocesi e il più antico monastero ancora attivo.
L'imperatrice Elena, moglie di Costantino, ordinò, nel
337 a.C., la costruzione di
una cappella nel punto in cui, secondo la tradizione
biblica, a Mosè era apparso il roveto ardente (l'albero
che miracolosamente si incendiava ma non si consumava).
Nel VII secolo, il profeta Maometto stesso avrebbe
garantito la protezione del centro religioso. Con il
passare del tempo le guardie si convertirono, a poco a
poco, all'islam e i monaci si fecero sempre meno
numerosi, finché, si racconta, nell'VIII secolo, venne
scoperto il corpo intatto di Santa Caterina
d'Alessandria, martirizzata nel 395 a:C.; le spoglie
della Santa sarebbero state deposte dagli angeli sulla
vetta del monte che oggi porta il suo nome. Anche
l'impero ottomano scelse di proteggere il monastero,
esattamente come fece Napoleone Bonaparte. Divenuto una
struttura religiosa autonoma, oggi il monastero accoglie
22 monaci sotto l'autorità di un arcivescovo e di u
consiglio. Eretta a 1.570 metri di altezza, al centro di
una stretta valle dominata da cime vertiginose, questa
fortezza dalle mura imponenti alte 10-15 metri e larghe
2-3, si rivela di primo acchito misteriosa, se non
addirittura angosciante quando cala l'oscurità. Vista
l'affluenza di visitatori, oggi i monaci hanno limitato
l'accesso alla chiesa principale, eretta intorno al
punto dove sarebbe apparso il roveto ardente, e al pozzo
di Mosè (in cui, miracolosamente, ancora oggi c'è
acqua), escludendo dalla visita il tesoro, il museo, la
biblioteca e i refettori. All'interno delle mura è
inoltre presente l'ossario, dove sono lugubremente
custodite le ossa e i teschi dei monaci deceduti, oltre
alla reliquia di Santo Stefano, protetta da una teca in
vetro. La particolarità di questo monastero, che lo
rende unico al mondo, è vedere un campanile sovrastare
in altezza una torre del muezzin. All'interno delle
mura, infatti, oltre al monastero ortodosso, si trova
una moschea, fatta costruire dai monaci per impedire la
demolizione di tutto il monastero, ordinata
dall'imperatore Costantino, che voleva la distruzione di
tutti i luoghi di culto cristiani. In questo modo,
infatti, il monastero di Santa Caterina era diventato un
luogo di culto non soltanto cristiano ma anche
musulmano. Luogo santo tanto per gli ebrei quanto
per i cristiani e i musulmani, il monte Sinai sarebbe
stato scalato dal primo profeta, Mosè, che qui avrebbe
ricevuto le tavole della legge (i dieci comandamenti).
Gli archeologi si chiedono ancora se il monte Sinai
corrisponde al monte Haub della Bibbia. Il paesaggio è
molto particolare, specialmente se si percorre il
tragitto a dorso di dromedario. Lasciando il monastero e
dopo aver pranzato, ci dirigiamo verso Dahab, conosciuta
anche come "Koh Samui" del Mar Rosso. Dahab, che in
arabo significa "oro", è situata tra Sharm el Sheikh e
Nuwayba. Questa deliziosa cittadina è la località
prediletta dei subacquei e da tutti coloro che amano
immergersi in un'atmosfera intrisa di cultura beduina,
semplice e rilassante. Un vero rifugio hippy, a detta
dei nostalgici. Qui si sono incontrati la cultura degli
anni '70 del Novecento e il modo di vivere dei beduini.
Attenzione,
a Dahab l'acqua non è potabile e pare che ogni anno
provochi nuovi casi di epatite, è perciò consigliabile
bere acqua in bottiglie chiuse.
Ci fermiamo un paio
di orette per rilassarci e per fare un po' di shopping ,
naturalmente, qui i prezzi sono più bassi che a Na'ama
Bay. Lungo la passeggiata, chiamata Assalah, si
susseguono ristoranti in stile beduino, centri sub e
spiagge, dove chi è stanco di oziare nei bar all'aperto
sulla spiaggia può praticare un'ampia varietà di
attività, acquatiche e a terra.
Dopo una giornata
intera di escursione, un po' stanchi, ritorniamo al
nostro villaggio per riposare e per prepararci, per
l'indomani mattina, per un'altra emozionante visita, non
prima però di aver fatto un girettino all'Hold Market di
Sharm vecchia, per raggiungere il quale occorrono solo
10 minuti di cammino dal nostro villaggio. Il mattino
seguente partiamo alle 6,00 con un fuoristrada per una
delle meraviglie naturali del Sinai: il maestoso Canyon
colorato. Per arrivarci occorrono 3 ore di viaggio, di
cui, l'ultimo tratto di mezz'ora, di fuoristrada nel
deserto. Tra l'altro, si tratta di una strada con un
percorso segnalato da seguire perché pare ci possano
essere mine inesplose. Arrivati, il panorama è
spettacolare e il sentiero è stretto tra pareti di
arenaria, striate di delicati gialli, viola, rossi,
magenta e oro. ci si sente avviluppati dai colori. è
spettacolare!!! Queste pareti, formatesi nel corso del
tempo grazie all'azione degli elementi naturali,
scendono con cascate di colori generati dall'ossido
ferroso e dal manganese. Vi consiglio di fermarvi ad
ascoltare il silenzio misterioso e ad ammirare la
delicata tavolozza di tinte desertiche di una delle più
famose formazioni rocciose. è l'ideale per scattare foto
davvero indimenticabili!!! Dimenticavo di dire che
questa esplorazione si effettua a 200 metri sotto al
livello del mare e in alcuni tratti il percorso è
difficoltoso ed è necessaria una minima preparazione
fisica per non correre rischi. In queste insenature di
pietre si possono vedere, con un po' di immaginazione,
tante forme di animali: dal coccodrillo, al delfino, al
cammello. e perfino due occhi che ti fissano. Questa
è
un'escursione che consiglio veramente. la reputo la più
bella e interessante, anche perché mi ricorda il Red
Center Australiano. Lasciamo questo fantastico mondo per
andare a mangiare in una cittadina poco distante:
Nuwayba. Essa è anzitutto un porto: traghetti e navi da
carico lo collegano ogni giorno con Aqaba, in Giordania,
a soltanto un'ora di mare. L'Arabia Saudita non è poi
molto lontana, visto che se ne contemplano le coste
frastagliate a solo una ventina di chilometri. Nuwayba,
80 km a nord rispetto a Dahab, le assomiglia molto, boom
turistico compreso. Pranziamo in un ristorantino sul
mare, caratterizzato da. due squali imbalsamati appesi
al soffitto. Mangiamo un pò di ful, tomieya o cibo alla
griglia. Molte guide menzionano il delfino Holeen
con cui, nel pomeriggio, si può fare una bella nuotata
in mare. In realtà, è stato possibile fino a qualche
anno fa, quando il suo "padrone", un anziano beduino, lo
richiamava all'arrivo dei turisti. Ora l'anziano è
deceduto e il delfino non risponde al richiamo di nessun
altro essere umano. Per questo, fare il bagno in
compagnia di Holeen non è piu' possibile. Lasciando
questi luoghi spettacolari, facciamo purtroppo ritorno
al villaggio. Dopo cena, prendiamo un taxi e in dieci
minuti raggiungiamo Na'ama Bay: località molto turistica
dove ci sono molti ristorantini tipici, locali in cui
rilassarsi e fumare il narghilè e negozietti e bazar in
cui fare acquisti. ma non vi aspettate prezzi contenuti,
anzi. certe cose sono più care qui che da noi.
Beh.
la nostra settimana di vacanza termina qui. un saluto
grande da Sharm.