|
Settembre
1: Stintino, spiaggia della Pelosa
Arriviamo a Porto Torres da Genova alle 8 del mattino e ci dirigiamo con la
nostra vecchia Panda verso l’Hotel Ancora a Stintino, che avevamo
prenotato, via internet (anche i traghetti).
L’hotel, immerso tra alberi e verde, è un complesso di piccoli edifici,
alti due piani, ben mimetizzati nel verde, situato tra Stintino e Capo
Falcone a circa 15-20 minuti a piedi dalla famosa spiaggia della Pelosa,
Mentre aspettiamo l’assegnazione della camera, facciamo un giro esplorativo,
davanti all’hotel un vasto giardino alberato con eleganti tavoli e sedie, a
lato un parco giochi per bambini, poi l’arena dove alla sera si svolge
l’animazione.
Andiamo verso la spiaggia, vediamo la piscina con acqua di mare, sedie a
sdraio a disposizione, un bar- ristorante, un porticciolo.
Ci viene assegnata la camera, è completa di aria condizionata, televisore,
forse collocato troppo in alto, il bagno completo, ampio terrazzo con vista
mare, attrezzato con tavoli e sedie, la biancheria viene cambiata tutti i
giorni, l’asciugacapelli viene consegnato contro versamento di una cauzione,
stessa cosa per la chiave della cassaforte, niente wifi, ma alla sera si puo
utilizzare gratuitamente il computer della reception.
I pasti vengono serviti in un ampia sala ristorante, volendo si può
scegliere di stare nel giardino all’aperto, i piatti di portata sono
sistemati su tavoli, vige il self service salvo che per la pasta e la
carne che sono serviti in appositi spazi, naturalmente il menu cambia ad
ogni pasto e comprende piatti tipici sardi, la scelta è molto ampia, la
cucina è ottima, alla sera la scelta viene arricchita con ampia scelta di
carne e pesce scelti sul momento e messi dal cuoco sulla piastra.
Il personale è molto giovane e preparato.
All’arrivo viene richiesto il pagamento della tessera club, che per tutto il
periodo costa 37,14 a testa, che da diritto anche a fruire della navetta
(andare in auto non conviene, il parcheggio alla Pelosa costa 1,5 euro
all’ora ed è comunque difficile parcheggiare, noi siamo andati spesso a
piedi), per il soggiorno abbiamo pagato circa 1100 euro in due
(pensione completa) oltre naturalmente gli extra.
Nel pomeriggio, dopo un breve riposo (eravamo svegli da oltre 30 ore),
andiamo a piedi alla famosa spiaggia della Pelosa (20 minuti) ci si arriva
percorrendo un comodo e ampio marciapiede asfaltato, che scopriremo
poi partire da Stintino, e finire al Capo Falcone, il percorso è a
saliscendi, molto soleggiato, ai lati una densa vegetazione di macchia
mediterranea.
La spiaggia (molto affollata), tra le più famose d’Italia, è abbastanza
ampia, sia in lunghezza che in larghezza, di sabbia bianca finissima, il
declivio è molto dolce, quindi si adatta molto ai bambini (infatti se ne
vedono molti), è quasi tutta spiaggia libera.
Il mare ha trasparenza e riflessi fantastici, si vede il fondo anche con
l’acqua profonda, quasi sempre molto calmo essendo protetto dai venti grazie
alla protezione naturale fornita dal Capo Falcone, dall’isola Piana e
dall’Asinara, che rendono questa luogo quasi una piscina.
A circa 200 metri si trova la Pelosetta, spiaggia di sabbia e scogli posta
di fronte alla piccola isola della Torre della Pelosa e dell’isola Piana.
Il panorama è magnifico.
Settembre 2: Stintino
Mattina trascorsa alla spiaggia della Pelosa.
Al pomeriggio utilizziamo le biciclette a disposizione gratuitamente dei
clienti dell’albergo, per andare a Stintino.
La strada è un continuo alternarsi di tratti in salita e discesa, la
percorrenza è sicura grazie al marciapiede molto ampio che costeggia la
strada e che arriva sino al paese.
Purtroppo il cambio delle biciclette non funziona, e nelle salite con
pendenza più elevata dobbiamo scendere e fare il tratto a piedi, un guaio
perchè la giornata è molto calda e la strada è tutta al sole (circa 4 km)
In entrambi lati della strada si trovano bassi cespugli di macchia
mediterranea.
Stintino è un piccolo paese, ha un interessante museo (Museo della Tonnara),
il nucleo della città vecchia, presenta tipiche case basse, la parte più
turistica è quella davanti al porto vecchio, ci verremo spesso anche di sera
per sederci nei due bar ristoranti sul lungomare Colombo, i prezzi sono
molto onesti (caffè euro 1,3 al tavolo), alla sera sono affollati, c’è anche
un pò di musica.
Settembre 3: Spiaggia delle Saline
Mattinata
alla Pelosa, al pomeriggio decidiamo di andare alla spiaggia delle Saline,
con il comodo servizio bus che da Capo Falcone porta al Country Village.
Il servizio è molto comodo e conveniente (euro 0,70, prezzo fisso per
qualunque destinazione).
La Spiaggia delle Saline dista circa 2-3 chilometri da Stintino (quindi a
circa 6-7 Km dall’albergo), la fermata del bus è davanti all’hotel.
Il percorso si snoda tra strade circondate da vegetazione mediterranea,
piccoli stagni, calette, dura 15 minuti, ci fermiamo a circa 200 metri dalla
spiaggia, per raggiungere la spiaggia si attraversano le zone dove in
passato esistevano delle saline, attraversiamo gli antichi bacini dove era
essiccato il sale, nel piccolo stagno della saline si dovrebbero vedere
anche dei fenicotteri, ma vediamo solo qualche gabbiano.
La spiaggia, il cui nome è dovuto alle saline che caratterizzavano la zona è
caratterizzata dalla presenza dell’omonima torre, l’arenile è lunghissimo,
ad occhio sembrerebbe arrivare fino in prossimità di Porto Torres, peraltro
nell’esplorarla scopriamo che camminando verso lo Stagno San Nicola,
assume anche nomi diversi (spiaggia di Puzzona, spiaggia di Punta d’Elice,
spiaggia di Ezi Mannu ecc.
Alle spalle della spiaggia vi sono diversi stagni, un po’ più lontano si
trova lo stagno di Casaraccio, lo vedremo meglio qualche giorno dopo
passando con il bus.
Ci sistemiamo con le nostre stuoie, la spiaggia è molto bella, fatta di
pietrisco bianco molto piccolo (le pietre sembrano chicchi di riso) e
levigato, la spiaggia è meno larga della Pelosa, sicuramente molto
meno affollata, praticamente tutta libera, l’acqua è trasparente
tendente al colore verde, il declivio è dolce, sia pure meno dolce della
Pelosa.
Dopo cena andiamo a piedi al Capo Falcone, ci sistemiamo nel bar ristorante
e ci godiamo un magnifico panorama della Pelosa e delle isole dall’alto, il
bar e abbastanza bello (caffè 2 euro al tavolo) e ha una magnifica terrazza
belvedere sul mare, è anche un hotspot gratuito, bella comodità poter
utilizzare il wifi gratis, ci verremo più di una volta.
Settembre 4: andando per la penisola
Al mattino spiaggia alla Pelosa, al pomeriggio decidiamo di prendere
il bus e fare tutto il percorso (da Capo Falcone al Country Village, circa
35 km).
Il percorso è interessante, si transita per tutte le località di qualche
interesse, ai lati della strada una vegetazione molto varia, si può
constatare che la zona è molto costruita, ma le case sono ben nascoste alla
vista, si costeggia lo stagno di Casaraccio, si arriva quindi al Country
Village, gli abitanti lo chiamano bagaglino.
Il Country Village è un agglomerato molto denso di case di recente
costruzione molto colorate, abitate prevalentemente da turisti in affitto,
situate nelle vicinanze della Punta de su Torrione, non sono integrate
nell’ambiente, il classico pugno in un occhio, dal villaggio si ha una buona
visione dello stagno di Casaraccio e della parte ovest della penisola.
Settembre 6: Punta Falcone
Al mattino decidiamo di esplorare punta Falcone (il nome deriva dall’omonima
torre che la domina), ci incamminiamo dalla spiaggia della Pelosa,
arrivati alla cima ci dirigiamo verso occidente, camminando per sentieri
pietrosi, fiancheggiati a tratti da macchia mediterranea molto bassa,
arriviamo nella parte occidentale della penisola
Arriviamo in prossimità del mare, è tutta roccia ripida, non vediamo
spiagge, solo declivi ripidi e scogliere, il paesaggio è molto suggestivo,
il mare è di un colore blu intenso, in effetti sono le stesse
caratteristiche presenti nella penisola, il lato est caratterizzato da
spiagge sabbiose, il lato ovest alte rocce che si gettano sul mare.
Settembre 8: Asinara
Arriviamo
alle 9 a Portu Mannu, il porto nuovo di Stintino, dove partono i battelli
per l’Asinara, abbiamo avuto difficoltà a imbarcarci poiché non avevamo
fatto alcuna prenotazione, per fortuna alcuni prenotati non si sono
presentati.
Il prezzo del biglietto euro 36 a testa comprende il passaggio sino al porto
di Fornelli all’Asinara
e la visita guidata dell’isola in pullman (con aria condizionata), la
traversata dura circa 20 minuti.
La visita inizia da Fornelli e con l’ex braccio di massima sicurezza del
carcere.
Sull’isola vi è anche il Centro per il Recupero delle Tartarughe (visita
gratuita).
L’isola è un parco naturale, quasi disabitata, adibita in passato a carcere
di massima sicurezza, che visitiamo, saliamo sul pullman e proseguiamo per
una strada sterrata verso Cala D’Oliva transitando per una natura
incontaminata, con una vegetazione molto varia, facciamo sosta in molte
località, incontriamo cavalli, capre selvatiche, gli asini bianchi e grigi
li incontreremo solo al ritorno, la guida fornisce spiegazioni chiare ed
ampie, ammiriamo magnifici panorami, bellissime calette, la parte orientale
è piena di spiagge, mentre la parte occidentale è rocciosa e ripida.
Arriviamo al piccolo centro di Cala D’Oliva dove ci aspetta un altro pullman
(4 euro a testa, facoltativo il prolungamento) che ci porta, passando per
una stretta stradina sterrata, a Cala Sabina, una magnifica spiaggia,
immersa in un paesaggio incredibile, dove ci fermiamo qualche ora,.
Facciamo una bella nuotata in un mare cristallino da sogno.
Ritorniamo a Cala D’Oliva, dove visitiamo un altro braccio del dimesso
carcere, ho l’impressione che questo paradiso stia per finire, infatti, vi è
anche la possibilità di soggiornare in una foresteria, attualmente con venti
posti letto, ma è già previsto l’ampliamento a 70 posti, non vorrei che
fosse l’inizio della fine…………………
Riprendiamo il pullman per Fornelli e strada facendo abbiamo la fortuna di
vedere i piccoli asini bianchi e grigi (gli adulti sono alti circa 1 m.) che
scorazzano liberamente e alla nostra vista si allontanano, li fotografo dal
bus.
Quindi imbarco per Stintino.
Settembre 11: Alghero (la piccola Barcellona), Porto Torres………….partenza
per Torino
Di
buon mattino percorriamo la strada che porta ad Alghero, parcheggiamo
facilmente sul lungomare, la prima impressione è quella di una città
moderna, il lungomare è attrezzato, vi sono anche gli imbarchi dei traghetti
che portano alla Grotta di Nettuno e a Capo Caccia, noi preferiamo visitare
la città. Arriviamo alle mura dove a lato c’è il famoso trenino catalano
(pittoresco trenino turistico per bambini ma anche per adulti chiamato “lo
tren de l’Alguer”) e un trenino trainato da cavalli che percorrono il centro
storico. Passando per la Porta a Mar arriviamo al centro storico, circondato
da mura, ben conservate, costruite nel medioevo, ci dirigiamo verso piazza
Duomo dove sorge la Cattedrale di S. Maria, con un bel campanile catalano
del 500 a forma ottagonale e un notevole portale, all’interno l’abside in
stile gotico, interessanti anche le animate stradine piene di vita e di
negozi, dove si possono vedere palazzi d’epoca, in particolare nella via
Principe Umberto che parte dalla Cattedrale si incontrano il Palazzo Doria e
il Palazzo della curia che hanno facciate di notevole interesse
artistico.Percorrendo poi la via Carlo Alberto arriviamo alla Chiesa di san
Francesco la cui costruzione è del 1300, ma ha subito notevoli modifiche nel
tempo, all’interno il Chiostro del XIII secolo, all’esterno si presenta con
un colore ocra, notevole l’architrave della porta d’ingresso,
l’interno è in stile barocco, il campanile con la cupola di formelle
colorate è uno dei simboli della città Interessante anche la
chiesa gesuitica di S. Michele con la sua cupola di maiolica. Dopo
una breve sosta per il leggero pasto, continuiamo la visita passando
davanti al Palau Albis arrivando alla Torre dell’Espero o Torre Sulis (di
torri ad Alghero ce ne sono molte), ritorniamo quindi sul lungomare passando
per i bastioni vediamo quindi altre torri, la giornata è chiara e soleggiata
e in lontananza vediamo il Capo Caccia.
Partiamo quindi per Porto Torres, percorrendo la “strada dei due mari”
Facciamo un giro per la via
più commerciale la Vittorio Emanuele, ci fermiamo poi in bar nelle vicinanze
della Piazza C. Colombo, centro della città, ci rechiamo poi a visitare la
Chiesa di San Gavino, notevole basilica romanica (ingresso euro 1,5), la
chiesa è molto grande è nota per avere due absidi, le 22 colonne provengono
da antichi templi romani, la chiesa è dedicata ai santi Gavino, Proto e
Gianuario, passiamo quindi a visitare la cripta, vediamo gli antichi
sarcofagi.
Ci facciamo un’ultima passeggiata per il centro città, poi di corsa
all’imbarco della Moby line.
di Ferny Forner
|