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Marcello Carucci |
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Diario di: Marcello Carucci
Finalmente
è arrivato l’atteso giorno , alle 14 vado a prendere al lavoro la mia
compagna Silvia, veniamo a casa, ultimi preparativi, si mangia e alle
19 del 31/07/08, partiamo da Roma destinazione Moldova .Viaggiamo tutta
la notte, riposandoci soltanto un’oretta in un autogrill. Alle 5,30
oltrepassiamo il confine austriaco. Proseguiamo il tragitto nella grande
pianura ungherese calda e afosa , sono le 20 alloggiamo in una
confortevole e gradevole abitazione di campagna nella località di
Abony.. Il giorno dopo alle 7 del mattino, si riparte . Percorriamo la
Romania e poco dopo la mezzanotte il 03/07/08 siamo a casa in Moldova
avendo percorso in 52 ore oltre 2400 km. Il giorno 5 andiamo nella
capitale a Chisinau , ma sfortunatamente al ritorno a pochi km da
casa, ci investe un temporale spaventoso , con raffiche di vento che
spezzano i rami degli alberi scagliandoli sulla strada. La visibilità è
quasi nulla , non possiamo fermarci, perché non vi è alcun riparo e al
di sotto degli alberi è troppo pericoloso a causa dei fulmini. Decido di
continuare facendo grande attenzione alle buche nella strada, ormai
piene di acqua e fango. La tensione nel guidare è altissima cerco di
non scivolare evitando di cadere e compromettere il nostro viaggio.
Arriviamo a casa completamente fradici. La mattina del giorno dopo alle
8 partiamo da casa. Arrivati al confine tra Moldova e la Trasnistria ,
iniziano le solite difficoltà burocratiche, un poliziotto
moldavo ci impedisce di passare in quanto sostiene che la mia revisione
alla moto è scaduta e quella italiana non è valida: per questo motivo
dobbiamo rientrare nella capitale per pagare la contravvenzione. Silvia
informa che in Italia ha validità due anni ,ma il militare non ne vuole
sapere alla fine ci propone di dargli 20 euro, accogliamo a malumore la
proposta per non tornare indietro altrimenti perderemo l’intera
mattinata. Il mio morale non è tra i migliori, sicuramente tutto ciò mi
ha innervosito e capisco di dover combattere ancora con tanta corruzione
e burocrazia : mi chiedo, cosa sarà mai in Kazakistan con la polizia?
…dopo quello che ho letto e di cui ho preso visione prima di partire?
Giungiamo ad un altro controllo e qui pretendono ancora soldi 50 euro.
Determinati contestiamo di no, che se andiamo a dare denaro a tutti i
poliziotti che chiedono euro , in Kazakistan non ci arriviamo. Rimaniamo
a discutere sul confine tra la Transnistria e Ucraina per oltre
mezz’ora .Visti nella nostra fermezza a non mollare neanche un euro ci
lasciano passare. Il viaggio continua facendo attenzione a non compiere
infrazioni al codice della strada. Finalmente alle 22 arriviamo a
Melitopol.(Ucraina), la situazione non è delle migliori abbiamo
difficoltà a trovare un albergo ed inoltre la moto si
surriscalda,eliminando liquido e stenta a partire. Intorno alla
mezzanotte prendiamo una camera e subito dopo con un taxi andiamo ad un
distributore di benzina a comprare del liquido. Il giorno dopo alle 6,30
controllo la moto. Solo dopo una buona colazione si parte, il Kazakistan
è ancora molto lontano. Alle 12,30 siamo a Novoazovsk tra il confine
ucraino e quello russo .Stipulando l’assicurazione paghiamo il triplo, c ome
ci confermerà più tardi un poliziotto russo in frontiera, ma ormai non
possiamo tornare indietro a reclamare. Silvia parla perfettamente la
lingua e conosce il cirillico, quindi tutte le pratiche le risolve Lei
con la massima tranquillità. Alle 18 rimaniamo nella località di Sachty
,il fuso orario è d 2 ore in più rispetto all’Italia adattarsi al cambio
di orario non è facile .Il giorno seguente dobbiamo arrivare ad
Astracan, aumento la velocità di crociera, la polizia ci ferma due volte
per controlli formali e rimane meravigliata nel sapere che andiamo in
Kazakistan , ci fanno tante domande: da dove veniamo? perché andiamo in
Kazakistan? Ma chi ve lo fa fare? Che andate a vedere? Qualche
poliziotto mi chiede se ho un paio di guanti come quelli che indosso
perché vuole comprarli, e tutti sono increduli e ci lasciano andare
sorridendo e augurandoci buon viaggio . L’8 agosto arriviamo ad
Astracan , i rubli non bastano per l’albergo, per cui sembrerebbe che
dobbiamo trascorrere la notte fuori, ad un certo punto Silvia suggerisce
di andare all’aeroporto e condivido perché più sicuro .Qui chiediamo se
c’è un cambio e fortunatamente possiamo cambiare. Immediatamente glie
euro in rubli e intorno alla mezzanotte prendiamo un albergo :
dedichiamo due giorni alla visita di questa città situata all’estremità
superiore del delta del Volga , a circa 100 km dal mar Caspio. Visitiamo
il Cremlino con la sua vasta fortezza cinquecentesca, il museo di storia
e architettura, la chiesa Ioann Zlatoust risalente al 1763 e la moschea.
10 agosto sono le 5 del mattino abbiamo percorso dalla Moldova 2073 km
.Alle 11 siamo al confine tra Russia e Kazakistan con un sospiro di
sollievo risolviamo le medesime procedure di controllo documenti e
bagagli, aspettiamo tre ore alla frontiera per l’apertura della banca e
poi via, siamo in Kazakistan, il fuso orario è di tre ore avanti
rispetto all’Italia. Altri problemi notevolmente più seri sono che la
benzina è disponibile solamente a 93 e solamente qualche volta a 95
ottani, per me è causa di grande preoccupazione perché prima di partire
ho investito , oltre 6000 euro per risi stemare
il motore, fortunatamente la moto va benissimo. Durante il viaggio,
nelle soste osserviamo il panorama, la steppa con la sua fauna di
cammelli, bovini, ovini, falchi e grandi aquile. Incontriamo la gente di
campagna , molto umile, disponibile e sorridente, si lasciano
fotografare con noi vicino alla moto e qualcuno indossa i nostri guanti
e caschi La mia eccitazione è tanta nel vedere tutte queste persone
dagli occhi a mandorla , vuol dire che la Cina e la Mongolia non sono
poi cosi lontani. Per un giorno rimaniamo ad Atyrau , splendida città
situata sul fiume Ural dove Silvia approfitta di registrarsi al comando
di polizia. ( per me non serve , le registrazioni le ho già espletate in
Italia), e qui ennesima attesa dalle 8 fino alle 13 per essere
definitivamente in regola con il paese. All’indomani , alle 9 del
mattino si riparte per raggiungere Oral. Le condizioni stradali sono
buone ; successivamente , andiamo ad Aktube: percorriamo 30 km di
sterrato tra la polvere impiegando oltre due ore. Mi ritorna in mente il
mio faticosissimo viaggio a Dakar , ad un tratto rivivo le stesse
difficoltà , la moto incomincia a riscaldarsi e parte più volte la
ventola di raffreddamento, facciamo piccole soste nelle quali ci
riforniamo di acqua e cibo. Siamo completamente ricoperti di polvere e
fango vogliamo, levarci al più presto da questa strada. Si riparte….e
finalmente troviamo una strada asfaltata , ma le sorprese non finiscono.
Dopo un lungo percorso di strada ottima troviamo dei cumuli di terra
davanti a noi, tornare indietro per diversi km per riprendere lo
sterrato non è cosa. In quel momento entrambi con mani e piedi leviamo
la terra e realizziamo un piccolo spazio per passare con la moto: ce
l’abbiamo fatta la gioia è immensa .Accelero per recuperare il tempo
perso ma mi rendo conto che le strade in Kazakistan sono veramente un
prob lema
, mi metto l’anima in pace e tengo una media di 80 km orari è troppo
pericoloso andare oltre ; troppe buche , animali che attraversano la
strada, mi rassegno e decido di aumentare il ritmo in condizioni
migliori. Arrivati ad un distributore di benzina ci dicono che era
passata una macchina di kazaki che parlavano di noi, che eravamo in moto
partiti dall’Italia:certo non è facile vedere una moto e tanto più dei
turisti da queste parti, lo confermano gli abitanti del luogo, dai loro
sorrisi, dalle strette di mano dalle pacche sulle spalle .Finalmente
alle 20 siamo in albergo ripagati con un’ottima cena, oggi è stata la
giornata più faticosa, andiamo subito a dormire. Il 14 agosto si parte
di buon ora e finalmente troviamo un’ottima strada , ne approfitto per
andare più veloce, bisogna recuperare il tempo perso nelle strade
sterrate. Durante il percorso incrociamo 2 motociclisti , gli unici
nella steppa, poi niente più, nelle nostre soste. Osserviamo il panorama
km e km di terreno coltivati a grano, arriviamo ad Rudny alle 21. E
grazie a dei Kazaki che ci hanno accompagnati abbiamo preso un
eccezionale albergo a poco prezzo ,essi ci presentano come loro amici
italiani., dedichiamo anche qui due giorni per la visita della città,
ed abbiamo modo di recuperare un po’le forze. D’altronde il fisico ne
ha risentito: caviglie, cervicale e mani gonfie , le sollecitazioni
dovute al pessimo manto stradale ,si ripercuotono giornalmente sulle
nostre articolazioni , lo stress e la fatica sono enormi affrontando
queste zone con una moto da uso prettamente stradale . Alle 11 del 16
agosto lasciamo l’albergo per rientrare in Russia , alle 14,30 siamo al
confine Troitsk del Kazakistan e qui c’è un’accesa discussione con un
poliziotto il quale insiste che non avevo fatto la registrazione nel
loro paese, per questo non mi voleva mettere il visto di uscita sul
passaporto, infine giunge una poliziotta di frontiera prende il mio docu mento
e conferma la giusta posizione perché già protocollato dall’ambasciata
del Kazakistan a Roma. Il militare che mi aveva fatto l’osservazione ,fa
una infelice figura davanti ai presenti anche perché oltre al mio
passaporto mi consegna un documento di un’altra persona e sono io a far
notare questo errore: non sapeva più come giustificarsi di tutto ciò. Ci
tranquillizziamo, ce l’abbiamo fatta , il giorno prima ci comunicano che
ci sono state persone che hanno aspettato ben otto ore prima di uscire
dalla frontiera. Intorno alle 20 siamo nella catena montuosa degli Urali
che divide l’Europa dall’Asia ,si estendono per 2000 km , rimaniamo due
giorni , e qui abbiamo modo di fare lunghe camminate osservando laghi ed
immense foreste di betulle e pini. Il 17 alle 6 ci alziamo e ci
rimettiamo in viaggio, durante il percorso più volte i poliziotti ci
fermano per controllare i passaporti , ma è solo una scusa per vedere la
moto, chiedere la marca , la cilindrata , i cavalli ? ecc, ecc . Ne
approfittiamo per fare alcune foto e scambiare due chiacchiere. Altri
due giorni di estenuante viaggio in Russia in mezzo al traffico caotico
di macchine e numerosissimi tir americani su strade prettamente
deformate dall’intenso traffico. Arrivati in Ucraina al confine si
scherza con la polizia di frontiera. Senza dubbio sono più gioiosi e
allegri dei russi quest’ultimi in frontiera ci hanno ispezionato tutti i
bagagli, finanche sotto la
sella
della moto . In seguito controllo il contachilometri e riscontro che
dal confine del Kazakistan al confine moldavo abbiamo percorso ben 3200
km. Non finiscono ancora gli accertamenti , siamo in confine ucraina-
transnistria , il solito poliziotto di turno ci fa scaricare tutti i
bagagli e controlla con le proprie mani tutto ciò che c’è dentro e come
se non bastasse controlla sotto la sella della moto, nelle parti interne
della carenatura e per ultimo mi ha voluto ispezionare anche il
portafoglio, facendomi posare tutto ciò, e con le proprie mani mette a
setaccio ogni angolo del portamonete. Mi risento molto, dichiarando che
in tutti i giri che abbiamo fatto solo qui succedeva questo, lui replica
che è la prassi e alla fine ci lascia andare. Il 25 siamo a Chisinau
ospite della tv Moldova internazionale a raccontare il nostro viaggio,
ci riprendono con la moto e ci intervistano per un’ora. Soddisfatti , li
salutiamo e rientriamo a casa. Il 29 alle ore 8 si riparte per L’Italia
facciamo tappa in Romania Il 30 in serata siamo a Pontebba ( udine) ed
il 31 alle 16 siamo a Roma , avendo percorso 16.500 km . Un grazie
particolare alla mia compagna Silvia , la quale mi ha accompagnato in
questo faticoso viaggio , dimostrando grande decisione, coraggio e
spirito di avventura . Una meritata riconoscenza al mio meccanico di
fiducia Lalli Andrea , che ha avuto gran cura nella messa a punto della
mia moto. Un ringraziamento opportuno a tutti gli sponsor che mi hanno
permesso questo itinerario : grazie a tutti.
Bagster, Bergamaschi, Bertoni, D.I.D, Defenstec, D’ amico Design.
Ferracci, Giali, Gubbellini, Metzeler, Nissin, Nolan, ,NGK, Oxford ,
Putoline, Rinolfi, Shark, Tucano Urbano. Vacupan Italia.
Diario di: Marcello Carucci
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