E'
passato del tempo dal nostro "primo Perù" ma i ricordi
sono ancora lì, più vivi che mai. Il volo e' andato
benissimo. Alitalia + Taca Airlines, siamo partiti
comodamente alle 10 del mattino da Malpensa e arrivati
per cena a Lima. Ragazzi, un primo consiglio di cuore
a tutti: contattate Yolanda, come abbiamo fatto noi. E'
veramente una persona fantastica, simpaticissima.
Gia' all'aeroporto, belli stracotti e rintronati,
vederla sorridere, venirci incontro come un'amica e'
stato importantissimo, ci ha fatto dire "andra' tutto
benissimo". Ci ha coccolati, e' stata
veramente grande. Per chi ha la fortuna, certo
deve essere perfetto andare direttamente da lei (casa
Yolanda). Noi non abbiamo trovato posto
(quest'estate però non ci scappa!!), ma ci ha prenotato
l'hotel Las Lomas. 20 dollari a camera, pulitissimo,
nuovo, con tutte le comodita' possibili, addirittura un
po' di lusso.... Ottimo. E poi, e' stato bello al
mattino dopo. Yolanda ci aveva gia' prenotato il bus
Ormeno per Pisco e ci ha accompagnati, ci ha seduti sul
pullman e e' stata li' a sbracciarsi nei saluti finchè
non siamo partiti. E a Pisco....beh.... Lui...il
mitico Joel. E' piu'.. Tutto di quanto credessimo.
Più simpatico, più bravo, più tenero...ci ha organizzato
tutto, abbiamo sempre mangiato insieme, riso come dei
bambini..lasciandoci però ogni autonomia
Come hotel siamo stati alla Posada Hispana:
perfetta!!!!! Immancabile il giro in barca alle isole
Ballestas e alla riserva Paracas. Fate questo giro,
assolutamente. Abbiamo visto a pochissimi metri
pinguini, leoni di mare cuccioli che giocavano con la
mamma.... E la riserva...un paesaggio quasi lunare,
difficile da descrivere. In piu' il clima e'
perfetto. Di giorno un sole gradevolissimo con il
venticello, alla sera un fresco mica male, si dorme alla
grande sotto il piumone. Segnatevi 'indirizzo per un
pranzo da leccarsi le caviglie alla riserva Paracas.
Il ristorante si chiama "La Tia Fela": una sogliola ai
ferri da urlo, molluschi freschi.Siamo stati a tavola
dalle 2 alle 4 di pomeriggio. Rende l'idea? E ora. in
volo alle Linee di Nazca. Per il sorvolo delle
linee, i pareri sono contrastanti. Noi ne siamo rimasti
entusiasti. Poi, da veri signori, ci siamo concessi un
hotel a Nazca per riposarci al pomeriggio (3 USD mezza
giornata) e abbiamo preso il bus notturno per Arequipa.
Ottima la linea Cial: molto meno conosciuta di Ormeno,
più economica, con mezzi nuovi e pulitissimi. A
Arequipa. eccoci a La casa de Tin Tin E' veramente
bella, accogliente e in un posto con un panorama...Un
piccolo consiglio a chi mi legge: chiedete della camera
numero 3: ha il terrazzo con vista sulle montagne.
Arequipa e' bellissima e inoltre il clima e' perfetto.
A proposito: non perdetevi a nessun costo il succo di
papaya: e' eccezionale e di quella qualità si trova solo
li'.(in qualunque chiosco) Ne abbiamo scolati litri: e'
molto più delicato del succo (peraltro ottimo) di papaya
che si beve in qualsiasi altra città. Visto come
si diventa raffinati dopo un viaggio in Peru'???
Dunque, per arrivare a Puno avevamo pensato in Italia di
prendere l'aereo (circa 40 dollari a testa).
Poi, abbiamo avuto l'idea luminosa. Abbiamo preso un
taxi con autista spendendo 120 dollari fra tutti
(eravamo in 4) e comodamente siamo partiti in macchina
alle 15 per Puno arrivando verso le 20. Certo,
esiste la soluzione piu' economica del bus, ma così ci
siamo fermati quando volevamo, acclimatandoci poco per
volta e soprattutto godendoci un panorama veramente
stupendo. Insomma, un consiglio: auto, bus,
monopattino... Ma non prendete l'aereo, vi perdereste
posti bellissimi. A Puno avevamo prenotato la Posada
Don Giorgio (30 usd a camera con prima colazione).
L'avevamo trovato per caso su internet e siamo stati
fortunati. Hotel pulitissimo, bel bagno in camera..tutto
bene.. A parte un freddo demenziale. Ok partire
con poco vestiario, tanto si compra tutto li'. Ma
a Puno c'e' ben poco (e poi a noi serviva solo come base
per la prima e l'ultima sera, dato che l'indomani ci
siamo trasferiti all'isola di Suasi). E non puoi
prevedere di dormire a Puno in luglio con cappello di
lana, due maglioni, pantaloni e calzettoni di
lana!!!!!!Ach!!!
Ovviamente Puno vuol dire Titicaca e, per noi, l'isola
di Suasi. Posso dire che ..forse è così il
paradiso. Lo so, prevengo ogni possibile
contestazione: non e' certo una soluzione economica.
Noi abbiamo pagato 155.00 usd a testa per 2 notti,
pensione completa, ingresso all'isola che e' area
protetta, trasporto andata e ritorno in barca (con tappa
a Uros e circa 1 ora a Taquile).Tenete conto che sono
circa 4 ore di navigazione. L'isola, privata, e'
il massimo in fatto di natura, pace, animali,
bellezza... nessun rumore, o motore o altro. In più
abbiamo avuto la fortuna pazzesca di essere solo noi 4:
un'isola tutta per noi, vi rendete conto???.
L'ecolodge e' di una bellezza unica, curato nei minimi
particolari, gestito dalla proprietaria dell'isola.
Solo energia solare, anche per cucinare. mettono le
pentole dal mattino in un grande pannello che, come una
lente, scalda i cibi sfruttando il calore del sole. non
solo non si inquina, ma si evita di tagliare il legname.
E' un'isola molto verde, con fiori bellissimi. E
poi, la gioia di starsene stravaccati in amaca con
alpache e vigugne che ti girano attorno, masticando (con
disperazione della proprietaria e divertimento nostro)
le piante di margherite... Cosa si fa? Nulla o
tanto, dipende. Si va a fare un giro intorno all'isola
con la barchetta a remi, si passeggia, ci si rilassa e
se ne approfitta per acclimatarsi all'altitudine
(infatti, nessuno di noi ha poi avuto problemi per il
soroche). Io ho passato almeno due ore, da sola, a
accarezzare un piccolo di alpacha, e non e'
un'esperienza da poco...qui gli animali non sono in
alcun modo minacciati, per cui li si avvicina senza
alcuna difficolta'. Noi abbiamo deciso di riposarci due
notti, ma almeno una la consiglio a tutti...E poi,
starsene a guardare il tramonto da una comodissima
poltroncina in terrazza, bevendo un mate, con un lago
finalmente pulito, di un blu intenso..stupendo,
veramente.
Difetti:
il solito freddo indescrivibile, mai provato in Italia
(anche qui,nonostante l'hotel possa essere equiparato a
un nostro 5 stelle, di riscaldamento in camera neanche a
parlarne). si passa la sera a leggere davanti al camino
nel salone, su divani comodissimi, parlando con la
titolare (una signora gentilissima,felice di dare tutte
le spiegazioni su questo progetto ecologico con
l'Universita' di Lima) e ci si prepara moralmente ad una
notte di gelo. Dimenticavo: il cibo e' ottimo e
genuino: marmellate fatte in casa, zuppe con le loro
erbe...E' stata una parentesi bellissima e rilassante,
in previsione della partenza per Cuzco e per il trekking
di due gg.dal KM. 104 (ebbene si', siamo stati tra gli
ultimi fortunati a poterlo fare). E, finalmente, a
Cuzco. Ovviamente alla Piccola Locanda di Matteo e
Camila (quanto ci mancano!!!!) Che dire? meglio di ogni
ottimistica aspettativa! Matteo ci ha subito accolti
come un vecchio amico, ci ha offerto un ottimo aperitivo
di pisco con non so bene cosa e di lì.la gioia di essere
finalmente alla locanda, l'alcool . ho cominciato
a parlare e ridere ininterrottamente per tutta la
settimana. Nel frattempo, il prode Enrico aveva
preparato con le sue manine le tagliatelle
all'uovo!!!!!!!!!! quale inizio migliore? Sono stati
tutti magnifici da subito: Camila con la sua gentilezza,
disponibilità (grazie, ci hai veramente aiutati in
tutto, sei dolcissima ), Panchito (il gatto di casa) non
aveva ancora preso confidenza per cui si è limitato a
ciancicarmi i lacci degli scarponcini. insomma, sembrava
di essere in famiglia.. a tanta distanza dall'Italia.
E Matteo, beh. un grande! per la simpatia, la pazienza
(va beh, continuavo a massacrarlo di domande, ma ormai
si era rassegnato), il modo di farti sentire un'amica,
non una semplice cliente. Cosa abbiamo visitato?
tutto il possibile: Cuzco, i siti intorno alla città a
cavallo (la gita merita veramente), Chinchero e il suo
mercato, Ollantaytambo, Maras e Maray (una piu'
incantevole dell'altra, da non perdere
assolutamente!!!!!!). Non poteva mancare naturalmente
Huaro., la scuola per ragazzi disabili a circa 80 km da
Cuzco, ora completamente rinata grazie all'Associazione
Magia delle Ande. Mi ha fatto molto riflettere. era
un misto di sensazioni: l'ammirazione profonda per la
dolcissima maestra e la rabbia per una politica
demenziale, per il menefreghismo del governo e della
chiesa. Si', perché in Peru' ammiri i paesaggi, ridi
con gli amici vecchi e nuovi per mille sciocchezze, ma
continuamente ti ritrovi a sbattere la faccia contro la
povertà (se penso alla periferia di Pisco.), la
degradazione in paese così bello, senti parlare di
corruzione in mezzo a gente che vive come manco ci
immaginiamo.. e ti monta una rabbia, un senso di
impotenza, senti sulla pelle l'ingiustizia. Ma
torniamo al Cuzco. Ovviamente non ci siamo fatti
mancare nulla, compresa la visita da una curandera che
con foglie di coca mi ha predetto il futuro. non
ci credo, certo (beh, però..) ma è stato bello il rito,
non
potevo certo perdermelo. Mi è piaciuto tutto ma
cosa veramente ha affascinato me e Giorgio è stato il
mercato alimentare. Matteo, ci ha fatto conoscere quei
succhi di melanzana e ananas.. indimenticabili. E
poi, tutte quelle erbe, quella frutta magnifica, papaia,
avocados, banane.. che manco ce li immaginiamo in
Italia. Non poteva mancare ovviamente la cena
preparata dai sottoscritti a base di gnocchi al pomodoro
e di frittatine alle erbette..In fondo, alcool, gnocchi,
ore piccole.. era il modo migliore, consigliato da tutte
le guide per prepararsi alla levataccia dell'indomani
(ore 4 ripeto 4 di mattina) per l'Inka Trail di due
giorni. E qui, siamo al momento piu' demenziale della
vacanza. Il povero Matteo è riuscito alla sera a
strisciare fino alla nostra camera raccomandandoci di
non fare rumore al mattino per non svegliare gli altri
ospiti. Ok. Al mattino, tutto bene. Cioè, piu' o meno,
perché Giorgio si era confuso sull'orario di partenza e
ci ha tirati giù dal letto alle 4 invece che alle 5.
Piano piano, per non disturbare, Isabella entra in
cucina a fare il caffe', cominciamo ad attendere la
guida (che arriverà tranquillamente a prenderci alle
5,30) e intanto Isabella, vestita da provetta
camminatrice super tecnologica, si siede tranquilla a
coccolare Panquito che, ovviamente, dimostra la sua
commozione con una mega spisciazzata sulla felpa. Una
fatica a non scoppiare a ridere. Sempre movendoci in
punta di piedi, cominciamo a sentire un parapazumpa che
da flebile diventa tonante (alle 5 di mattino, ovvio!!),
scoppi di petardi. Apriamo la porta e veniamo
investiti dalla banda musicale che armata di bassotuba,
tamburi, petardi .. passa casa per casa a segnalare che
si festeggia la fiesta patria. Incredibile, solo a
Cuzco poteva succedere. E poi, l'Inka Trai dal km.
104 .Ero terrorizzata, io che non riesco a fare le scale
di casa senza il bocchettone dell'ossigeno, che appena
vedo un sentiero sento mal di milza. CI SONO RUSCITA, CE
L'HO FATTA!!!!!!!!!!!! E senza particolare sforzo,
direi. In compenso, è crollato Giorgio. Beh, secondo
me senza allenamento, pesando 100 kg e fumando 20
sigarette al giorno parti un po' svantaggiato. Ma
effettivamente era sempre stato benissimo, durante tutto
il viaggio abbiamo comunque camminato molto e
decisamente mi dava polvere. Boh, comunque dopo un'ora
ha dichiarato forfait, ma tornare indietro non aveva
senso e così, fra uno "sto morendo", "mannaggia al
trekking" " ma chi ha avuto un'idea così del." (per
inciso, l'idea era stata sua ("che vuoi che sia,
da ragazzo
scalavo
di corsa le montagne"), siamo arrivati al rifugio (circa
7 ore di marcia invece che tre o quattro, ma va bene lo
stesso). Ottima l'organizzazione. Trattamento di
lusso, addirittura imbarazzante. Tutti gli altri (fra
l'altro reduci dal 4 giorni) mangiavano in un unico
salone, sedie di plastica, ovviamente una situazione
spartana. Beh, noi 4 con la povera guida che ci ha
sopportati siamo stati portati in una saletta in mezzo
al salone, circondata da pareti in vetro (un acquario,
praticamente) seduti su comodissime poltrone. E che dire
della camerata riscaldata, con bagno e doccia,
solo per noi mentre tutti gli altri dormivano in
tenda??? L'indomani, sveglia alle 3.(di mattino, sì).
Marito che dopo tre tornanti si ricorda di stare male ma
questa volta invece di morire per la strada si
imbufalisce e. arriviamo trionfalmente a M.P. Ok,
l'idea è quello di arrivare alla Porta del Sole
all'alba. Isabella infatti è arrivata e ha scattato un
mucchio di foto. Giorgio, Luca e io (solidarietà per il
sofferente) siamo arrivati .. non dico al tramonto ma
quasi. Ma veder comparire M.P. dalla nebbia,
lentamente.. È stato lo spettacolo più incredibile cui
potessimo assistere. Di colpo è passato tutto:; la
stanchezza, le magagne. c'era solo la bellezza e lo
stupore di ciò che vedevamo. Tanto che il moribondo si è
prontamente ripreso e ci siamo aggirati incantati fino
al pomeriggio. Un consiglio: alzatevi presto, prendete
il primo pulmino (mi pare che parta alle 6 di mattina)
per M.P. e fatevi
il sentiero per la Porta del Sol. Non riuscirete ad
arrivare magari all'alba, ma comunque è una meraviglia e
poi a quell'ora c'è pochissima gente. Come camminata,
boh, direi 2 ore per i piu' tranquilli. Parlerei per ore
di M.P., del senso di mistero, della bellezza pura, del
senso di perfezione. E' da vivere. Oramai siamo alla
fine del viaggio. La partenza per Lima è stata
triste: l'idea di abbandonare tutto questo mondo proprio
non ci piaceva neanche un po'. Solito
ritardo aereo (Taca per Caracas) e.. Lima. Ma questo
viaggio, nato all'insegna della fortuna, sognato da
anni, bellissimo per i luoghi, la gente, le situazioni.
senza che si siano mai verificarti veri problemi.. non
poteva che concludersi con la sorpresa più bella che
potessimo ricevere: Yolanda che, del tutto
inaspettatamente, ci aspettava da ore in aeroporto, con
tanto di taxi. La cena insieme, l'ultima per noi in
Perù, le chiacchiere confuse (noi non sappiamo lo
spagnolo, lei non pala italiano.nessun problema a
capirci), il suo sorriso, le risate. Come non tornare?
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