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In un impeto di pazzia Luca, mio marito,
ha deciso di regalare a me e a nostra figlia, un
biglietto andata e ritorno per Delhi...
Come lamentarsi di un simile dono Unico
problema si parte esattamente la settimana dopo... E i
visti è
Luned?di corsa ci si reca al consolato di
Milano, con foto, passaporti e soldi alla mano e loro ci
promettono che venerdì pomeriggio i visti saranno pronti,
il nostro aereo parte da Malpensa alle 21, ci dobbiamo
credere!
La permanenza in India sarà di soli 8
giorni, quindi dobbiamo ottimizzare il tempo per vedere
più cose possibili. La scelta ideale è il "Triangolo
d'Oro", che comprende oltre alla stessa Delhi, Agra e
Jaipur.
Settimana intensa di preparazione
leggendo guide e resoconti di viaggio, si contatta
un'amico di Tania che ci dovrebbe ospitare per la
permanenza a Delhi e si prepara uno zaino povero, del
resto là farà caldo, giusto?
Evviva venerdì puntuali ritiriamo i visti
e con grande anticipo arriviamo in aereoporto.
Si parte in orario e dopo un volo
notturno molto tranquillo si arriva a Delhi.
Sabato
L'aeroporto è bellissimo, fresco e pulito.
Le pratiche burocratiche sono abbastanza veloci, c'è solo
da compilare un modulo in inglese con tutti i dati
personali prima del ritiro dei bagagli che arrivano
velocemente.
Poi si esce... Una botta di caldo umido
accentuato dalla stanchezza accumulata durante il
viaggio insonne ci coglie impreparate, ma noi non ci
spaventiamo. Tentiamo di contattare l'amico che non
risponde e poi chiediamo ad un taxista di accompagnarci
al suo indirizzo.
E qui incominciamo a toccare con mano,
quello che più volte avevamo letto nei vari racconti di
viaggio: attenzione a tutte le persone che girano
intorno agli ingenui turisti?!
Noi non siamo tanto ingenue in quanto
già esperte di viaggi in autonomia, malgrado
ciò nonostante gli occhi aperti e le assidue
contrattazioni con l'autista e pure suo fratello,
complice il fatto che l'amico non si fa vivo, ci vediamo
scodellate presso un albergo fatiscente "raccomandato"
dal taxista. Stufe di discutere accettiamo rassegnate
la sistemazione.
Posiamo i bagagli e dopo un'ora siamo
già comodamente sistemate sul TucTuc del già citato
fratello che alla modica cifra di 20 euro,
ci porterà in giro per circa 7 ore facendoci visitare
tutti i siti importanti della città In origine la sua
richiesta era di 50 euro per 4 ore, per cui ci sentiamo
molto ogogliose della contrattazione, in seguito
scopriremo che con 5 euro avremmo ottenuto lo stesso
trattamento... E va bene, è solo il primo giorno, deve
crescerci ancoro un po' di pelo sullo stomaco!!!
Visitiamo la moschea Sikh che ci dicono essere la
più grande di Delhi e che contiene simboli di religioni
diverse, tanto che è frequentata sia dai musulmani che
dagli indù e dai buddisti. All'interno è coloratissima e
le numerose svastiche scolpite e dipinte, fanno molta
impressione, anche se il simbolismo come ben sappiamo
è completamente diverso da quello occidentale.
Vediamo il Palazzo del Governo, il
Parlamento, l'Osservatorio astronomico, il Mausoleo di
Gandhi e alcune tombe, il tutto sempre circondato da
parchi pieni di uccelli schiamazzanti.
Il giro è molto bello, anche se
contrastare i continui tentativi di portarci nei negozi
di "pertinenza" dell'autista, a volte sia un po'
stancante. Riusciamo a non farci abbindolare un gran che
e apprezziamo i vari luoghi della città nuova che ci mosta. Non si capisce per quale imprecisato motivo si
rifiuta di portarci nella Old Delhi, ma non importa ci
andremo domani con altri mezzi, anche perchè incominciamo
a risentire della stanchezza del viaggio.
Ci fermiamo in un'agenzia e prenotiamo un
giro con macchina e autista sempre a nostra
disposizione, che dal lunedìal sabato ci scarrozzerà in
giro per il Triangolo. Ribadiamo il concetto più volte,
compreso il fatto che nel prezzo pattuito è inclusa anche
la mancia dell'autista, ma, attenzione! Mai fidarsi di
ciò che dicono, sempre farselo scrivere e dopo vi racconterà il
perché
La cena della sera consiste in spezie
condite con un po' di riso e spaghettini, ma siamo
cos?stanche che pur con un incendio in bocca ci
addormentiamo facendoci un lungo sono fino al mattino
dopo.
Domenica
In mattinata dopo esserci svegliate con
un geco nel letto, viene a prenderci il famoso amico,
che fra uno spinello e l'altro ci elenca per filo e per
segno quante volte siamo state ingannate il giorno prima
e ci dà saggi consigli per non cadere nuovamente in
fallo.
Oggi, cartina in mano, ci dedichiamo alla
Old City, il caldo è oppressivo e in breve ci ritroviamo
bagnate fradice di sudore a differenza dei numerosi
turisti indiani che non sembrano soffrire di tale clima.
In effetti sono pochissimi i turisti occidentali e
questo probabilmente ci rende esotiche ai loro occhi
tant'è che numerose famiglie ci chiedono di fare una foto
ricordo con loro e spesso ci accorgiamo che ci
fotografano di nascosto con i telefonini... Ma come,
siamo sudate, scarmigliate e decisamente conciate da
buttar via e ci trattano come dive di Bollywood Che ci
abbiano scambiato per qualcun'altra Passiamo la mattina
visitando il Red Fort (che come dice il nome è
ovviamente rosso) e girando per il Bazar anche se
resistiamo alla tentazione di buttarci negli acquisti,
rimandandoli al ritorno per non viaggiare cariche come
muli.
Visitiamo anche quella che ci dicono
essere la più grande moschea dell'India, ma pur essendo
una moschea, non è dedicata ad una sola religione. Le
piastrelle del cortile esterno sono rosse e roventi e
piùche camminare, saltelliamo da un punto all'altro. Poi
Tania piena di energia decide di salire anche sulla
torre per godere del panorama, più che di quello gode
della entusiastica attenzione dei giovanotti che,
complice l'ambiente ridotto, approfittano per fare la
sua "conoscenza"!
Nel tardo pomeriggio passeggiamo nel
bellissimo Lodi Garden, entrata gratuita, con visita di
tre tombe e passeggiata in mezzo ad aiuole fiorite e
alberi secolari. Consigliamo decisamente la visita.
Per essere una grande città con 18 milioni
di abitanti, Delhi è abbastanza pulita ed ordinata,
almeno le zone che abbiamo visitato, ricca di parchi e
con una grande facilità nel reperire mezzi di trasporto.
Lunedì
Alle nove il nostro autista ci attende
fuori casa per portarci ad Agra. E' abbastanza giovane e
considerato il modo di guidare locale, decisamente abile
nel evitare collisioni con persone, macchine ed animali
vari che costellano le strade.
Durante il tragitto ci fermiamo a
visitare due tombe, un forte e il piccolo Taj, tutte
molto spettacolari all'esterno e circondate da giardini
ben curati, ma scarne all'interno. Visto che siamo in
ballo, ci visitiamo anche il Forte di Agra, che
è infinito e molto bello, anch'esso rosso. Evitiamo la
lunga fila dell'ingresso approfittando del privilegio di
incolonnarci alla fila delle donne e dei bambini che è
decisamente più breve.
Arrivati ad Agra, alloggiamo in un
albergo consigliato dall'autista (e ti pareva...) ma ad
un prezzo deciso da noi molto vicino al Taj Mahal.
Martedì
Alle 5.30 siamo già sveglie, pronte per la
visita al Taj come consigliato da tutte le guide per
approfittare della luce dell'alba. In realtà in tutta la
vacanza non abbiamo mai avuto l'occasione di vedere il
sole sempre coperto da nuvole d'afa.
Tania si è vestita con il classico sari,
acquistato il giorno prima e sembra un uovo di pasqua
mal incartato, infatti le persone che incontriamo la
guardano ridendo. Per fortuna un gruppo di donne
impietosite dalla sua inesperienza la fanno accomodare
in un negozio e la rivestono da capo. Io che indosso il
mio tipico e nuovissimo completo casacca lunga e
pantaloni extra extra large, inciampo in una buca, mi
strappo il bel completino e mi regalo un ematoma
sulla gamba che mi durerà circa un mese. Decisamente la
giornata non è iniziata bene!
L'ingresso alla tomba è molto costoso
(circa 12 euso), ma non si può evitare la visita al
monumento simbolo dell'India.
In effetti è spettacolare, il bianco del
marmo si specchia nell'acqua delle fontane e contrasta
con il verde del parco pieno di scoiattoli.
Lo viitiamo con calma e dopo circa due
ore e un'abbondante colazione, ripartiamo direzione
Fatehpur Sikri.
Arriviamo a questa città fortezza a
mezzogiorno e veniamo subito assaliti dallo stuolo di
venditori, guide e personaggi di ogni tipo in cerca di
rupie. Per raggiungere la fortezza saliamo su un pulmino
straripante di indiani che impiega 10 torridi minuti per compiee il percorso.
Anche Fatehpur è bellissima e soprattutto
molto vasta, costruita con mattoni rossi come la maggior
parte dell'architettura di questa zona, si staglia sulla
pianura circostante. Dicono che sia stata abbandonata perchè costuita in una zona povera di acqua, per cui poco
idonea alla coltivazione, ma il paesaggio circostante
sembra essere abbastanza verde.
Prossima meta il pozzo-palazzo di
Abhaneri molto particolare. Si entra gratis, ci si
libera della guida estemporanea e si ammira
l'architettura. E' un sito poco pubblicizzato, ma molto
suggestivo forse perchè visto in completa solitudine.
L'architettura è così insolita che ricorda quei rompicapi
fatti di scale che vanno su e già riempiendo il campo
visivo e il tutto è circondato da un tipico villaggio
pastorale. Ci è piaciuto veramente tanto.
Arriviamo a Jaipur, detta anche, forse
con un po' di esagerazione, la città rosa. In effetti
molti edifici hanno un colore rosato, ma sono talmente
scrostati, pieni di insegne pubblicitarie, fili
elettrici, tubi e chi più ne ha, più ne metta, che il
colore rosato passa spesso in secondo piano.
L'albergo in cui ci porta il nostro
autista è veramente appariscente, costruito in vero stile mogul, con tanto di finestrelle traforate, balconcini e
dipinti che richiamano le divinità locali.
Mercoledì
Prima visita all'Aber Fort che, costruito
su una collina, domina la città Come rinunciare a
salirci con gli elefanti?
Alla base della collina c'è un parcheggio
con una trentina di questi pachidermi, che aspettano
pazientemente noi turisti pigri o eccitati dalla novità
L'andatura dell'elefante è alquanto
oscillante e dopo 20 minuti di salita, scendiamo in
preda alla nausea. E' inutile dirlo, visto che
utilizzando questi animali noi stessi contribuiamo al
loro sfruttamento, ma penso che questi elefanti siano
trattati veramente con poca cura e il percorso che
fanno, su e giù dalla collina e sulla strada per
ritornare alle loro stalle, è veramente alienante.
Per entrare al forte, paghiamo un
biglietto cumulativo che ci permetterà di visitare altri
siti a Jaipur, anche se dovremo insistere con il nostro
autista che di giorno in giorno diventa pi?pigro e meno
disponibile a portarci dove richiesto.
Come gli altri siti, anche questo
è grandioso e ci si perde durante la visita nei suoi
numerosi anfratti.
Prossima tappa il Tempio delle Scimmie.
Per arrivarci si percorre una lunga strada in mezzo al
verde e si arriva fino alle montagne. Entriamo e
rimaniamo incantate a guardare tutte queste scimmie che
con i loro piccoli in braccio o attaccati sulla schiena,
entrano ed escono liberamente dalle porte e dalle
finestre del tempio. Alcune si avvicinano per prendere
dalle nostre mani dei pezzi di crackers e si
indispettiscono se non siamo più che veloci a darglieli.
Ad un certo punto, non sappiamo se per un
temporale in arrivo o per altri motivi, incomincia un
esodo verso l'alto di tutti questi animali. Li seguiamo
lungo la strada fino a perderli di vista e il sito
rimane vuoto. Rimaniamo ancora per circa un'ora, ma gli
animali non ricompaiono, per cui i turisti arrivati dopo
di noi, non hanno la possibilità di vedere il sito con la
sua caratteristica dominante: le scimmie. Durante
l'inseguimente degli animali, ci imbattiamo in una
specie di vasca in cui molti giovanotti del luogo si
tuffano con grandi schiamazzi e un "pizzico" di
esibizionismo. Invitano Tania a fare altrettanto e con
il caldo che c'è si potrebbe anche fare, ma valutato il
grado di inquinamento della pozza, decidiamo di
rimandare il tuffo in acque meno "solide"!
Trascorriamo il pomeriggio vagando qua e
l'per la città visitando l'Osservatorio e facendo
compere. Poi visto che il nostro autista ci ha
abbandonato, decidiamo di farci portare in albergo da un risciò Contrattiamo il prezzo per 10 minuti, poi
ottenuto lo sconto voluto ci accomodiamo sul carrozzino.
Il signore che pedala ha apparentemente 70 anni e
l'albergo è più lontano di quanto pensassimo, in breve
tempo ci sentiamo delle schiaviste coloniali, per cui
sulle salite scendiamo aiutandolo a spingere il veicolo
e giunti a destinazione, paghiamo per intero la cifra
pattuita in origine con l'aggiunta di una piccola
mancia. Poverino se l'è veramente meritata!
Giovedì
Oggi in programma abbiamo l'Hawa Mahal,
che se non fosse su una via super trafficata,
spiccherebbe molto di più sia per il suo colore rosato,
che per la forma architettonica molto particolare.
Seconda meta, l'Albert Hall, che è il museo cittadino,
interessante giù per l'edificio che lo ospita e poi per
la grandissima raccolta di manufatti. Unica pecca i
piccioni che svolazzano qua e la per le sale
d'esposizione.
Ripartiamo direzione Pushkar, ultima
tappa di questa avventura. Bell'albergo con annessa
piscina per nostra somma gioia. Posati armi e bagagli,
dopo aver nuovamente contrattato per una gita nel
deserto con dromedario al tramonto, ci buttiamo
nell'acqua fresca e sufficientemente pulita.
Verso le 17, partiamo per la gita sul
dromedario. Non è la prima volta che utilizziamo questo
"mezzo di trasporto", anche in Marocco avevamo
fatto quest'esperienza veramente emozionante nel Sahara:
Per cui quasi esperte, saliamo in groppa all'animale
fiduciose di godere una gita memorabile... Ebbene,
memorabile è stata ma non per la bellezza! Innanzi tutto
gran parte del percorso è stato nel paese e già questo ha
tolto del fascino all'avventura, poi il deserto in realtà
è un campaccio incolto e il tramonto non si vede,
sempre per colpa delle nuvole d'afa, ma soprattutto il
cammello ha galoppato su lunghi tratti non sulla soffice
sabbia del deserto, ma su terra dura o asfalto e la
sella vi posso assicurare non era affatto comoda....Per
cui vi lascio indovinare le condizioni del nostro fondo
schiena al termine della gita con i cammellieri che
seduti dietro di noi, secondo me, se la ridevano di
gusto!
Venerdì
In questo paese famoso per i mille
templi, il nostro autista ci abbandona e non si
farà trovare fino a sera dicendoci che siccome il paese
è piccolo, ce lo possiamo girare anche a piedi.
E così facciamo, in effetti il paese
è molto caratteristico, con il suo lago che al momento
è quasi privo di acqua e i molti templi che lo
circondano. Peccato che in molti di loro non ci fanno
entrare perche siamo straniere. In compenso alcuni
sedicenti "bramini" con molta insistenza vogliono
coinvolgerci in un rito propiziatorio da effettuarsi
sulle rive di detto lago alla modica cifra di 20/30 euro
e dico euro non rupie! I commenti sono superflui.
E' particolarmente interessante osservare
l'uso degli orinatoi all'aperto, senza nessun riparo a 2
metri di distanza da negozi e ristoranti. Mentre si
?comodamente seduti a sorbirsi una gustosa spremuta di
frutta fresca, si possono ammirare alcuni uomini che
senza pudore alcuno espletano i propri bisogni
fisiologici a due passi da te.
Passiamo la mattina in visita e a far
compere, il pomeriggio in piscina. Mentre io mi dedico
alla lettura, Tania fa un corso accelerato di nuoto ad
un ragazzo proveniente dall'India del nord in ferie con
la famiglia.
In serata ceniamo con un ragazzo
olandese, quasi al termine del suo giro del mondo,
durato circa un anno. Decidiamo di mangiare in un
albergo a metà strada fra il nostro e il suo.
Evidentemente non è una buona scelta, aspettiamo 2 ore in
un giardino al buio, mangiati dalle zanzare, prima che
ci servano un'insalata di pomodori e cetrioli. Per
fortuna l'attesa è allietata dai racconti di viaggio di
Ben, lui ordina anche una salsa strana, convinto ormai
di essere immune da ogni malattia, visto l'anno
trascorso nei luoghi più remoti senza problemi
intestinali di nessun tipo. Alla cena partecipano, non
invitati, anche il presunto cuoco e il cameriere che fra
uno spinello e l'altro ascoltano i nostri discorsi. Al
termine della lauta cena ci diamo appuntamento per il
giorno dopo, per visitare il tempio dei pavoni, che a
detta degli abitanti del luogo è bellissimo e in cui
vivono dei monaci che si nutrono solo di patate.
Sabato
Ben non si fa vivo, al suo posto si
presenta un ragazzo del suo albergo che ci comunica che
il nostro nuovo amico è stato male tutta notte con vomito
e diarrea...Gli avremo mica portato sfortuna
Anche il famoso tempio dei pavoni a
detta del nostro autista inesistente, ma ci resta il
forte dubbio che sia un ennesimo modo per risparmiare
energia.
Per cui iniziamo il lento rientro a Delhi
che durerà circa 9 ore, anche se i chilometri da
percorrere sono circa 300.
L'autostrada è intasata di mezzi e
animali, di macchine che vanno contromano e almeno 2
incidenti con camion ribaltati rallentano ulteriormente
il percorso.
A noi urge anche trovare un collegamento
ad internet per effettuare per tempo il ceck in on line,
in modo da prenotare due posti vicini. E anche questo
rappresenta un impresa, perche il nostro autista non
vuole fermarsi con scuse varie. Alla fine ci imponiamo e
lo obblighiamo fermarsi in una stazione di servizio
manovra che esegue percorrendo un pezzo contromano in
autostrada. Qui un commesso in un outlet della
Adidas, si fa veramente in quattro per aiutarci
stampandoci i biglietti: Malgrado tutta la
faccenda duri un'ora con il coinvolgimento di altre 3
persone, miracolo dei miracoli, non vuole niente in
cambio, neanche una tazza di caffè
Arriviamo a Delhi e prima di raggiungere
l'albergo, litighiamo con l'autista che ci chiede la
mancia. Forti delle rassicurazioni iniziali del suo
capo, gli telefoniamo chiedendo spiegazioni. Lui
prendendoci in giro, ci dice che non abbiamo capito
niente e visto che non c'è niente di scritto, non
possiamo neanche appellarci alla polizia turistica. La
goccia che fa traboccare il vaso è quando l'autista con
una scusa, ci chiede di vedere la nostra guida Lonely
Planet ( prezzo 35 euro in prestitodalla biblioteca) e
approfittando della nostra distrazione dovuta alla
ricerca dell'albergo e alla raccolta dei bagagli, la
nasconde. Ci saluta in fretta e furia, con la scusa che
non può parcheggiare in quel punto e scappa via. Subito
ci accorgiamo del maltolto e tramite l'albergatore lo
chiamiamo al telefono. Ma che strano il suo cellulare è
spento e lo riaccenderà solo dopo mezz'ora. Quando lo
sentiamo fa finta di cadere dalle nuvole, dice di essere
già lontano da Delhi e di non poter più tornare
personalmente a riportarci la guida. Il nostro
albergatore che ha mangiato la foglia, gli propone un
riscatto, 5 euro per la restituzione che pagheremo
ad un autista di TucTuc che ce la riporterà nel giro di
mezz'ora...Non abbiamo neanche la soddisfazione di
sputargli in un occhio!!!
E va be' tutto bene quel che finisce
bene. La guest house è vicino all'aeroporto, il gestore
è gentilissimo, le camere non sono malaccio, ma lungo i
corridoi scorrazzano i topi, niente di male, del resto
era nostra intenzione visitare anche il tempio dei topi,
che purtroppo era troppo lontano per i pochi giorni a
disposizione!
Domenica
Un taxi ci porta in aeroporto, tutto si
svoge in maniera efficiente e veloce anche se ci
controllano i passaporti e le carte d'imbarco almeno 10
volte. Anche il volo è perfetto e arriviamo a Malpensa
in orario, esauste ma soddisfatte dell'esperienza
vissuta.
COMMENTI:
Questa zona dell'India, merita veramente
di essere visitata, ovviamente con un clima più mite e
più giorni a disposizione, perchè la necessità di vedere
tutto il possibile in così poco tempo e il caldo
esagerato che abbiamo patito e ve lo diciamo noi che
anche a luglio qui in Italia spesso indossiamo una felpina, ha reso la visita molto faticosa con
conseguente diminuzione della tolleranza verso i disagi
e i piccoli inconvenienti di un viaggio "fai da te"
Quello che veramente ci è mancato è stato
il rapporto con la gente. Le persone che si avvicinano
in continuazione per spillarti denaro in modi più o meno
leciti sono veramente tantissime e questo ci ha reso
diffidenti e intolleranti verso chiunque tentasse di
interloquire con noi. Non sono mancati gli esempi e ne
ho citati alcuni, in cui persone si sono rese
disponibili ad aiutarci o a conoscerci, senza chiedere
nulla in cambio, ma la nostra breve permanenza, il fatto
che ci fossero pochi occidentali e i luoghi molto
turistici, ci ha fatto conoscere gli aspetti peggiori di
questa popolazione.
Nonostante questo, non ci siamo mai
sentite in pericolo, neanche passeggiando di sera da
sole, niente molestie, non paura di furti, solo i
piccoli raggiri di cui ho parlato in precedenza.
INFORMAZIONI UTILI:
Portare abiti e calzature molto comodi e
facilmente lavabili.
Essenziale la carta igienica!
Buoni i succhi di frutta appena spremuta
ma cibi altamente speziati. Prezzo medio di un pasto per
persona 3, 4 euro.
Attenzione alle "guide per caso" che sono
talmente insistenti da toglierti a volte il piacere
della visita In caso di contratti con le agenzie, far
scrivere e controfirmare gli accordi presi, confrontare
diversi prezzi e fidarsi poco dei consigli di taxisti e
affini.
Collegamenti Internet circa 1 euro/ora
I tiket per telecamera e macchina
fotografica sono a volte più costosi del prezzo dei
biglietti, una volta entrati, nessuno controlla cosa
fate, per cui decidete voi se essere onesti o
risparmiare rupie.
VISTI
I visti vengono rilasciati da un apposita
agenzia associata al consolato di Milano. Ci si presenta
con una domanda scaricata dal sito:
www.indianvisamilan.com, passaporto valido per
almeno 6 mesi, 2 foto e 65 euro per ogni visto. Il tempo
di rilascio circa 5 giorni.
SOLDI
Valuta: 1 euro = 62 rupie
Sia gli euro che le carte di credito sono
accettate raramente, soprattutto nei luoghi e negli
alberghi frequentati da noi.
Consiglio di cambiare i soldi
direttamente all'areoporto dove il cambio è corretto
anche se c'è una commissione di circa 4 euro su un cambio
di 300.
VOLO
Compagnia: Jetairways
AR Malpensa Delhi
Prezzo 1248,92 euro per 2 persone
comprensivi di spese amministrative Aerei comodi con
sufficiente spazio per le gambe, discreta la qualità del
cibo, schermo personale con musica, giochi e film di
ogni tipo.
ALBERGHI
Delhi:
Hotel Chanakya
2245-47 Rajguru Road, Chuna Mandi (near
Imperial Cinema) Pahar Ganj, New Delhi Camera 10 euro
Sporco, rumoroso, con un bagno indecente e ubicato in un
quartiere abbastanza degradato.
Agra
Hotel Maya
Purani Mandi, Fatehabad Road
282 001 U.P. India
Camera 12 euro
email:
mayaneartaj@gmail.com /
info@mayainmagic.com
Bello, pulito, molto vicino al Taj Mahal
Jaipur
Hotel Sajjan Niwas
D1/2B, Via Bank Road, Behind
Collectorate, Bani Park, Jaipur
Camera 10 euro
email:
sajjan_niwas@hotmail.com /
info@sajjanniwas.com
Molto spettacolare in una zona
tranquilla, ristorante accogliente con vista sulla
città e musica "italiana".
Pushkar
Hotel: New Park
Panch Kund Road, Pushkar
Purtroppo il più bello non ci ha
rilasciato lo scontrino per cui non ho la mail.
Camera 10 euro
Bello, pulito, circondato da un grande
giardino con fiori e piante aromatiche e soprattutto
piscina!
Delhi
Guest House nei pressi dell'aeroporto
Camera 10 euro
A parte il gentilissimo albergatore,
è meglio stendere un velo pietoso!
MONUMENTI
Abbiamo speso circa 100 euro in biglietti
di entrata nei vari monumenti visitati. I prezzi vanno
dalle 100 rupie, fino alle 750 del Taj Mahal. In media
comunque si spendono sulle 250 rupie pari a circa 4 euro
a persona.
MEZZI DI TRASPORTO
Taxi: dall'areoporto fino in città sembra
esserci una tariffa fissa di 10 euro, per il resto
è tutto contrattabile.
TucTuc: non pi?di 5 euro per 5/6 ore
Dromedario: 3 ore al tramonto 5 euro per
ognuna, compreso due bottiglie di acqua e due bibite.
Elefante:circa 15 euro per entrambe,
tariffa fissa decisa dallo stato
TOUR CON MACCHINA E AUTISTA
Agenzia: TOURIST INFORMATION AND
RESERVATION CENTRE
M-22/1, Outer Circle, Connaught Place,
New Delhi-110 001
email:
indiatoursdevelopmentco@gmail.com,
indiatoursco@live.com
Prezzo pattuito dal lunedì mattina al
sabato sera, con itinerario Delhi, Agra, Jaipur, Pushkar
e ritorno, comprensivo di escursioni nei dintorni,
macchina e autista a nostra disposizione a qualsiasi
ora, tasse e mancia incluse nel prezzo: 285 euro,
pagando con carta di credito 20 euro in più
In realtà l'autista dopo i primi 2 giorni
si è mostrato sempre meno collaborante, fino a rendersi
irreperibile per lunghi periodi. Spesso con scuse varie
si rifiutava di portarci nei luoghi prescelti e al
termine del viaggio ha preteso una mancia di 25 euro.
Sconsiglio decisamente questa agenzia e
questo autista di nome Suri, non tanto per il prezzo che
per noi italiani potrebbe sembrare molto basso (in
realtà abbiamo scoperto che altre agenzie facevano alle
stesse condizioni prezzi migliori) ma soprattutto per la disonestà del gestore e per la pigra indifferenza
dell'autista, conclusasi con la furbata della guida
"dimenticata".
PREZZO COMPLESSIVO DELLA BREVE VACANZA: 2000 EURO
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