Partecipanti: Cinzia, Isabella, Giovanni, Luca
Abitiamo vicino a Milano e abbiamo programmato un
viaggio all’insegna del massimo risparmio, per cui in
questo diario più che descrivere le amenità del posto
che possono essere lette su qualsiasi guida turistica,
affronterò la descrizione sugli aspetti pratici del
viaggio, strade, alberghi, costi, ecc., le notizie che
secondo me più interessano i “turisti fai da te”.
Prim o
ostacolo: la ricerca del volo più economico tramite
internet, avete presente le offerte sbalorditive che poi
al momento dell’effettiva prenotazione non sono mai
disponibili? E le compagnie low cost che appaiono e
scompaiono magicamente dai motori di ricerca, io neofita
di queste faccende in quanto abitualmente viaggiamo in
camper, ci ho messo una settimana per riuscire ad
individuare la compagnia con cui avremmo viaggiato a
minor costo (forse!). La grande
avventura inizia con un volo della Turkish Airlines
andata e ritorno euro 530 a testa, partenza
dall’aeroporto di Malpensa alle 17,45 con sosta di
un’ora all’aeroporto di Istambul.
Arriviamo ad Amman in perfetto orario alle 01,50. Il
volo è stato tranquillo e il servizio ottimo, le
indicazioni facili e precise. Attenzione, non ci sono molti
punti telefonici pubblici e i cellulari con operatore
Vodafone non sono abilitati a ricevere e fare chiamate
dalla Giordania, il collegamento è solo tramite sms,
però acquistando una scheda locale da inserire nel
proprio telefono i prezzi sono veramente ottimi.
All’uscita dall’aeroporto, prima piccola delusione,
siamo stanchi e piove e a nulla valgono i tentativi di
contrattazione con i vari taxisti, la tariffa è unica:
21 euro, la consolazione è che la dividiamo in 4.
Ci facciamo portare in città, dopo alcune discussioni
già preventivate con l’autista ci accordiamo su un
albergo consigliato dalla Lonely Planet (6°
edizione, pag. 80), il Palace Hotel.
Anche qui grande delusione, il prezzo più basso che
riusciamo a pattuire è 30 euro a camera doppia, che
condividiamo con numerosi ospiti della famiglia degli
scarafaggi e con una puzza di petrolio non indifferente
(sarà una tecnica per scoraggiarli?), il bagno è
spartano e un’occhiata alla doccia ci fa desistere da
qualsiasi tentativo di igiene personale.
Anche le lenzuola mancano, sostituite da una leggera
coperta e un copriletto, siamo troppo stanchi per
lamentarci o cambiare posto, ci buttiamo a letto
sperando che un po’ di sonno ci faccia vedere tutto in
una luce migliore.
27-09.2008
Al mattino nulla è cambiato, clima cupo e piovoso anche
un po’ freddo il nostro programma di visitare Amman
viene modificato e decidiamo di cercare subito un
agenzia per il noleggio dell’auto.
Con un taxi arriviamo in piazza King Abdullah Gardens,
dove troviamo parecchie agenzie di noleggio, dopo
attenta scelta e un confronto dei prezzi scegliamo
la “Omaish Rent a Car” che ci affitta una bella macchina
(Peugeot 206 berlina) praticamente nuova per
14 giorni al prezzo di 484 euro pagate in anticipo con
carta di credito.
I documenti necessari sono la Patente Internazionale e
il Passaporto di cui fanno una copia.
L’autista ufficiale sarà Luca che oltre ad essere bravo,
è anche l’unico ad avere la patente internazionale e che
armato di santa pazienza si accingerà a ritrovare
l’albergo per il ritiro dei bagagli (un’ora e mezza) e
uscire da Amman in direzione Ajlun (altre 2 ore).
In effetti avevamo letto in un altro diario di viaggio
che il difficile non è entrare in Amman ma uscirne!
Comunque nei giri viziosi fatti per trovare
la strada, abbiamo avuto l’opportunità di vedere
un poco la città e quello che abbiamo visto non ci ha
particolarmente entusiasmato. Av endo
già visitato Marocco e Turchia in camper, abbiamo
trovato Amman una città senza una vera identità, forse
sarà la pioggia e il traffico a renderla meno
interessante. Quando siamo riusciti ad uscirne con
l’aiuto di un gentilissimo signore che ci ha fatto
strada con la sua macchina, la nostra, che al momento
della presa in consegna era grigio chiaro era
ricoperta da uno strato di smog nero e untuoso!
Dove sono le famose case bianche? Raggiungiamo Ajlun nel
tardo pomeriggio e cerchiamo subito un albergo. Anche
qui i prezzi sono molto diversi da quelli previsti dalla
guida. L’Ajlun Hotel è migliore del precedente e costa
30 euro per una camera doppia, un po’ più pulita, il
bagno lascia molto a desiderare, ma scopriremo che
questa è una costante di tutti gli alberghi “economici”
della Giordania! L’acqua calda a richiesta non arriva,
ma i più coraggiosi affrontano una doccia gelida senza
molto entusiasmo.
Tentiamo di visitare le rovine del castello, manca
mezz’ora alla chiusura ma con la scusa di una festa
nazionale ci impediscono l’entrata e ci invitano ad
andarcene in maniera piuttosto brusca, facciamo un giro
intorno al castello e ci accorgiamo che quando pensano
di non essere visti fanno entrare una famiglia giordana
arrivata contemporaneamente a noi. Questo atteggiamento ci
indispettisce e la visita al castello che ci eravamo
ripromessi di fare il giorno dopo viene definitivamente
cancellata.
Alla sera andiamo alla ricerca di un ristorante ma
sono tutti chiusi, sarà per il Ramadan?
Alla fine ceniamo al ristorante di un altro
albergo, la cena è buona ma il prezzo salato, al termine
di questa giornata rivalutiamo il budget, se va avanti
così superiamo di gran lunga il prezzo
preventivato.
28-09-08
I n
mattinata andiamo alla ricerca della grande moschea
(pag.110), ma al suo posto troviamo un grande cantiere,
la moschea è stata abbattuta circa 2 anni fa e sembra
che la stiano ricostruendo.
Ci dirigiamo a Umm Quais, 3JD a testa (1 JD equivale a
circa 1 euro), qui c’è il sole e il panorama è stupendo,
i turisti sono pochi per cui ci godiamo il paesaggio.
La nostra prossima meta sono le fonti termali di
Al-Himma a Mukheiba (pag.119), in cui intendiamo
immergerci a lungo e trovare un albergo in cui
pernottare. Dopo una
lunga anche se bellissima strada, tanti giri a vuoto a
causa della totale assenza di cartelli indicatori
riusciamo a raggiungere il posto.
Niente alberghi, niente fonti termali chiuse ormai da
alcuni anni e un clima di diffidenza verso il turista
che è in aperto contrasto con l’accoglienza che
troveremo nel resto del nostro viaggio.
I posti di blocco militari si succedono a breve
distanza uno dall’altro, controllo passaporti
e bagaglio, tentativi di conversazione più che altro
motivati dalla curiosità e dalla noia, però per
Giovanni che detesta le armi, trovarsi un mitra
puntato addosso in continuazione, è un vero stress!
Del resto siamo a pochi chilometri da territori
“caldi”, quali Siria e Israele, anche se la terra
che ci divide è praticamente desertica. Non ci arrendiamo, vogliamo
fare un bagno caldo! Proseguiamo per Shuneh
Ash-Shamaliyyeh (pag. 119), ma haimè neanche qui
ci sono fonti termali.
Veramente stanchi e delusi ritorniamo ad Ajlun, questa
volta decidiamo di pernottare all’altro albergo il
Qualetal-jabal Hotel che costa un po’ di più, 35 euro ma
le camere sono belle, l’acqua calda c’è e la colazione è
inclusa!
29.09.08
Abbondante colazione sul terrazzo, circondati da
gelsomini, gerani e boungavillee con vista castello e
vallata, poi via verso Jerash.
Ingresso 8 JD a testa ma ne vale la pena. Il sito è ben
conservato e anche se circondato dalla città, mantiene
il suo fascino antico. I turisti non sono molti, per cui
anche qui si può apprezzare la visita senza tanti
impedimenti.
Da qui proseguiamo Al Azraq per visitare i famosi
castelli del deserto.
La strada e bella e diritta percorsa in continuazione da
grossi camion cisterna che portano petrolio da Iraq e
Arabia Saudita.
Ci fermiamo allo Zoubi Hotel, camera 4 posti, 20JD.
Niente lenzuola, coperte che hanno visto tempi migliori,
bagno: lasciamo perdere! All’entrata un acuto odore di
candeggina ci fa ben sperare nell’igiene del posto che
in effetti apparentemente sembra pulito, solo una volta
sistemati ci accorgiamo del curioso vezzo del
proprietario: raschiarsi bene la gola e sputare per
terra dentro e fuori all’albergo, poi discretamente
cancellare le tracce con la suola della scarpa…Questi
interessanti rumori ci accompagneranno per gran parte
della notte insieme al ronzio delle numerose zanzare che
malgrado la caccia spietata effettuata da Giovanni ci
faranno compagnia.
Nonostante questi “piccoli” inconvenienti il personale
è gentile e ci permette anche di lavare la macchina per
farla ridiventare del suo colore originale!
30-09.08
Oggi visitiamo 3 castelli, i più famosi, gli altri li
abbiamo visti passando e, a parte il fatto che non erano
visitabili, quando la guida dice “ruderi”, vuol proprio
dire quello, poche pietre a ccatastate
il cui valore è solo nel paesaggio che le
circonda.
Il prezzo di ingresso è veramente modesto 1 DJ a testa e
nel castello di Lawrence c’è anche una guida che rende
interessante la visita. Molto bello
anche il Qusayr Amra con i suoi affreschi ancora ben
conservati, anche il Qasr Kharana è degno di visita, ben
restaurato e circondato dal nulla.
Da qui ci dirigiamo a Madaba, dove dopo molto cercare,
troviamo la Pilgrim House… Finalmente una situazione
come dio comanda! Sarà che è un albergo gestito da una
comunità cristiana in quanto Madaba è l’unica città
della Giordania in cui si pratica ancora questo culto.
Camera 4 posti a 45JD colazione inclusa. La camera è
ampia e luminosa, il bagno perfetto, noi siamo sistemati
in una depandance con annessa cucina così finalmente
Luca che oltre ad essere un buon autista è anche un
ottimo cuoco, può cimentarsi nella preparazione di
manicaretti molto apprezzati anche dagli altri ospiti.
Isabella che fino adesso è stata la nostra “voce” in
quanto è l’unica a saper parlare correttamente inglese e
francese, ci fa da interprete.
Teniamo come base Madaba per la visita dei siti nelle
vicinanze.
Se avete bisogno di consigli in loco, potete
chiedere al proprietario della libreria adiacente la
porta secondaria dell’ostello. E’ una persona
gentilissima e disponibile e parla molto bene
l’italiano.
1.10.08
Oggi visitiamo il Monte Nebo, da qui a Mosè è stata
mostrata la “Terra Promessa”.
I l
paesaggio è bellissimo e dal monte si ha una visuale
anche sul Mar Morto che luccica in lontananza. Qui
troviamo molti più turisti alla ricerca dei posti
storici legati alla religione cristiana.
L’ingresso costa 1JD, parte del sito è interdetta alla
visita causa ristrutturazione, però nel complesso la
passeggiata ci soddisfa.
Con invidia guardiamo dei camperisti provenienti
dall’Italia e ci ripromettiamo di ritornare col nostro
camper quando saremo in pensione…Adesso chi ce li ha 2
mesi di vacanza per farsi il viaggio?
Il pomeriggio lo passiamo con calma a visitarci Madaba
che è una bella città abbastanza pulita e ordinata. E’
curiosa la competizione che sembra esserci fra campane e
Moschee, quando iniziano a suonare le campane della
chiesa adiacente l’albergo, subito dalle moschee che ci
circondano parte il canto dei muezzin ad altissimo
volume e per un tempo interminabile, rispetto alle altre
moschee della Giordania.
2.10.2008
Oggi si va al Mar Morto. Il viaggio vale solo per la
strada che si snoda in mezzo alle montagne con scorci di
terre coltivate e specchi d’acqua formati dalle
dighe.
Troviamo uno “stabilimento balneare” molto spartano,
ingresso 5JD, doccia compresa.
Scopriamo poi che la doccia è un tubo dell’acqua che
proviene dalla strada, il percorso nella canna nera è
talmente lungo che quando l’acqua arriva il sole l’ha
scaldata a tal
punto da risultare bollente.
Il posto è frequentato solo da locali che fanno il bagno
vestiti, per cui noi in costume suscitiamo grande
curiosità e qualche occhiata di disapprovazione.
Per entrare nel mare occorre percorrere una passerella
di legno resa scivolosa dal fango e buttarsi subito in
acqua, altrimenti si affonda fino al ginocchio nello
strato di fango sotto l’acqua, in questo siamo aiutati
da un ragazzo molto gentile e discreto che poi ci
procurerà anche il fango per spalmarci (quello
sott’acqua secondo lui non va bene). La sensazione di
galleggiamento è veramente unica. Tante parole sono
state dette, ma per capire bisogna proprio provare
l’esperienza!
Stiamo a mollo per delle ore senza che la pelle si
raggrinzi e una volta usciti non riusciamo ad asciugarci
perché il sale ci ricopre di un velo umido.
E’ una delle esperienze più insolite che abbiamo fatto
nel corso dei nostri viaggi!
3.10.08
Di nuovo in viaggio sulla strada dei re, direzione Karak
. Visitiamo il famoso castello, ingresso 1JD, è una
bella visita che ci prende per circa 2 ore. Il castello
è ben conservato e pieno di anfratti nascosti.
Si riparte per Petra Un
consiglio, le strade che collegano Amman con Petra e
Aquaba sono molto belle e il paesaggio a volte
spettacolare, ma attenti perchè sono piene di dossi
artificiali non segnalati che sembrano delle piccole
colline! Spesso distratti dal paesaggio li abbiamo presi
con velocità elevata (leggi più di 10 km. all’ora!) e
l’esperienza è stata traumatica! Anche le indicazioni
stradali brillano per la loro assenza sia fuori che
soprattutto dentro le città, per cui spesso ci si è
dovuti arrangiare con il “tom tom scendi e chiedi” e
confidare nella disponibilità degli abitanti.
Arriviamo nel tardo pomeriggio a Petra e ci sistemiamo
al Moussa Hotel, 34JD per una camera a 4
colazione inclusa.
Oramai ci siamo rassegnati a pigliare camere condivise
per ridurre i costi del viaggio!
La camera è tranquilla e nel bagno c’è l’acqua calda,
evviva! Alla sera
andiamo a cenare nel ristorante Cleopatra che sarà il
nostro luogo di ristoro anche per le cene successive,
locale modesto ma pulito e cena veramente ottima per un
prezzo abbordabile 6JD a testa.
4.10.08
Mattina visita a Piccola Petra. Il consiglio di
alcuni diari di viaggio era di visitare questo sito
prima di andare a Petra per apprezzare in pieno il
fascino di questo luogo. Infatti abbiamo trovato il
posto bellissimo, forse l’assenza di turisti, forse il
la lieve melodia di un flauto suonato da un ragazzo del
luogo, il sole caldo che faceva splendere i vari colori
delle rocce, abbiamo apprezzato tantissimo questo posto
pieno di fascino, chiedendoci, se questo è meno
spettacolare di Petra, cosa sarà il sito originale? L’ingresso
per 2 giorni a Petra ci costa 26JD e devo dire che sono
soldi veramente ben spesi.
Entriamo nel primissimo pomeriggio e usciamo al tramonto
dopo aver camminato per chilometri, fermandoci a lungo
per ammirare i colori, la luce, le opere
architettoniche.
Come dicono tutti, uno dei momenti più emozionanti è
percorrere il siq ed uscire di fronte al “Tesoro”.
Lentamente, per cogliere tutte le sfumature,
l’atmosfera, la pace che purtroppo spesso è spezzata
dalle corse sfrenate dei calessi, camminando sulle
pietre sconnesse di una strada romana e se si è molto
fortunati come Giovanni, trovando un ferro di cavallo
appena perso dal suo proprietario!
Il pomeriggio passa alla
scoperta della parte inferiore di Petra, su e giù dalle
tombe, visita all’anfiteatro, foto su foto e ritorno
stanchissimi alla base.
5.10.08
Tutti consigliano di vedere Petra all’alba, ma noi siamo
pigri e arriviamo verso le 8, stranamente non ci sono
tanti turisti, per cui ce la godiamo ancora in discreta
solitudine. Adesso il pa sso
è più veloce, vogliamo raggiungere il Monastero. Io e
Isabella abbiamo dichiarato che anche facendo la figura
delle turiste viziate avremmo affittato un mulo per
percorrere gli 845 gradini che ci separano dalla meta e
così facciamo per 10JD a testa. Luca e Giovanni
affrontano coraggiosamente la salita a piedi.
La scalinata si snoda fra pareti a picco e burroni
profondi e il mio mulo ha la propensione a camminare a
filo di tali profondità. A detta del proprietario devo
lasciare alla bestia la libertà di scegliersi il
percorso, in effetti arriviamo in vetta sane e salve,
anche se rigide come tronchi per la paura!
Ancora un 20 gradini ci separano dallo spettacolo, fatti
i quali ci troviamo davanti al Monastero.
Posso dire che da sola la vista di Petra vale il viaggio
in Giordania.
Sembra di essere in cima al mondo e l’aria un po’
rarefatta e la fatica mi fanno girare la testa.
Passiamo un ora buona in contemplazione di ciò che ci
circonda respirando quest’atmosfera antica. La discesa la
facciamo a piedi, facendo acquisti qua e là, lungo le
bancarelle posizionate strategicamente sulla
scalinata.
Usciamo dal sito nel tardo pomeriggio, praticamente
stremati dalla fatica e dal caldo, per cui io e Isabella
decidiamo di regalarci un trattamento in un bagno turco
al Salome Turkish Bath 25JD.
L’ambientazione è orientale, ma le “massaggiatrici”
sono filippine, senz’altro molto vigorose ma
completamente digiune della tecnica. Ci raccontano che
molte di loro vengono assunte dai diversi hamman
esistenti in Giordania e sfruttate come manodopera a
basso costo dai proprietari dei bagni, il loro contratto
dura dai 6 mesi a un anno.
Cena al solito ristorante e poi a nanna.
6.10.08
Si
parte per Aquaba dove troviamo alloggio all’albergo
Al-Naher al Khaled, albergo riconoscibilissimo perché è
l’unico edificio rosa della città, 25JD, camera 4 letti.
Aquaba è una bella città moderna, molto pulita non tanto
per l’educazione degli abitanti che come nel resto della
Giordania gettano a terra tutto ciò che non serve più,
quanto per l’efficienza degli spazzini che girano notte
e giorno!
I prezzi sia dei ristoranti che degli articoli in
vendita sono molto più economici del resto del paese e
si può trovare veramente di tutto, anche se la Giordania
non brilla per la varietà dell’artigianato locale,
spesso guardando attentamente i manufatti tipici si
scopre la onnipresente dicitura “Made in Cina”!
Il pomeriggio lo passiamo al mare, il tanto nominato Mar
Rosso a un chilometro dall’Arabia Saudita, in una
spiaggia libera fornita di ombrelloni e cestini rifiuti
(snobbati dai locali!).
Il mare è caldo e il colori dell’acqua sono veramente
invitanti, tant’è che io che sono la freddolosa del
gruppo sono la prima a tuffarmi.
La notte è un po’ movimentata perché la nostra stanza da
su una strada e fino a tarda notte si sentono voci e
rumore di macchine, ma non ha importanza, domani c’è il
silenzio del deserto.
7.10.08
Oggi si va al Wadi Rum, Giovanni rimane in albergo
perché teme animali strani, noi ci prepariamo
all’escursione e a una nottata in tenda.
Il pikup ci costa 75JD a testa per un escursione di 5
ore, pernottamento, cena e colazione altri 25JD.
Il deserto è suggestivo anche se non è il tipico deserto
con dune di sabbia, l’uso della macchina ha tolto
un po’ di fascino al viaggio anche se ci ha permesso di
vedere più cose.
L’accampamento è dotato di tutte le comodità, persino di
un bellissimo bagno che su pera
di gran lunga tutti quelli “visitati” fin’ora!
La cena è stata cotta tutto il pomeriggio in un
pentolone sotto la sabbia ed è buonissima, la notte
passa tranquilla nel silenzio assoluto, rotto solamente
dalle colorite imprecazioni di Luca che nel girarsi ha
pestato il ginocchio nel palo portante della tenda!
8.10.08
Ritorno ad Aquaba per riprenderci il compagno di viaggio
e passare un’altra giornata al mare. Qui Giovanni inizia
un’interessante conversazione di 2 ore con un
arabo, tutti noi ci chiediamo cosa si stiano dicendo
visto che uno parla in arabo e l’altro in dialetto
pugliese! La sera durante
un’orgia di spese, mi dimentico lo zaino con soldi e
cellulare in un negozio molto affollato, me ne accorgo
dopo due ore e quando torno completamente disillusa
(sono abituata all’”onestà” italiana!) ritrovo la mia
borsa intonsa e gelosamente custodita dal gestore del
negozio.
9.10.08 Si ritorna a
Madaba in 3 ore passando per la strada del deserto
N° 15. Ancora una notte e un giorno poi si riparte.
10.10.08
Gi ornata
di tranquilla contemplazione, ultime compere e nuove
amicizie.
Riportiamo la macchina all’agenzia, che ritroviamo con
la solita difficoltà, decidiamo di non visitare
ulteriormente Amman, proprio non ci attira neanche con
il sole, abbiamo ancora in mente le bellezze di Petra e
la pace del deserto e questa città così caotica ci
rovina i ricordi.
Torniamo a Madaba con un taxi che ci costa 15JD.
Alle 3.30 abbiamo il volo di ritorno, i controlli
qui sono molto più severi, ci fanno aprire 2 valigie e
le ispezionano minuziosamente, è prevista anche una
perquisizione corporale abbastanza accurata, ma poi si
parte in perfetto orario.
Alle 10.00 siamo a Malpensa, veramente cotti ma felici
di questa esperienza. |