VIAGGIO IN COSTA RICA 2003  di Gianni Delvecchio

 

9 Agosto :

Partenza da Milano Linate con scalo a Parigi, Miami, destinazione San Josè. In teoria alle 17.20

del 9 agosto avremmo dovuto atterrare a San Josè, in teoria, perché  a Miami abbiamo perso

3 ore per passare la dogana (con relativa perdita della coincidenza), e 1 ora e 30 per vedere se

riuscivamo a prendere un volo successivo al nostro. Tutto inutile, volo perso, valigie perse....

si dorme a Miami. Si riparte domani alle 10.45 sempre che si liberino 2 posti, altrimenti alle 17.00.

 

10 Agosto :

Sveglia alle 6.30, check-in alle 7.30, ancora non sappiamo a che ora partiremo.

Colpo di fortuna, partiamo alle 10.45, due ore di volo e finalmente arriviamo a San Josè.

Ritiriamo i bagagli, o meglio il bagaglio, uno è rimasto a Parigi (ma come è possibile)?!

Se tutto va bene arriverà tra 2 giorni. A causa di questo inconveniente dovremo rivedere

il nostro itinerario. In hotel per fortuna ci fanno recuperare la notte persa a Miami, ma da

due notti previste in capitale, ci toccherà farne almeno tre. Una volta preso possesso della

stanza, facciamo una doccia e poi via per le strade di S. Josè. Il tempo non promette

niente di buono, infatti dopo un po’ inizia a piovere. Alè compriamo un ombrello, mi sa che

ci servirà parecchio. Così a prima vista la città ci sembra un po’ anonima, forse perché

oggi è domenica e buona parte dei negozi e locali sono chiusi. Dopo tre ore rientriamo in hotel,

siamo stanchi. Tempo 3 minuti Mirella già dorme. Non abbiamo neanche mangiato.

 

11 Agosto :

sveglia alle 7.30, colazione a base di frutta e poi autobus per Alajuela. Da qui coincidenza

per Sarchì, paesino famoso per i carretti fatti a mano, molto colorati, e per le varie botteghe

artigianali dove creano oggetti in legno molto carini. Al di là delle botteghe a Sarchì non c’è

nulla di interessante da vedere. All’ora di pranzo ci fermiamo in un ristorante sulla strada

ragazzi non ricordo il nome, ma meglio così, abbiamo mangiato bene ma che prezzi!!!!

8400 colones in due. La prima pettinata l’abbiamo presa. Durante il pranzo inizia un

temporale niente male. Dopo mangiato, altro breve giro e poi bus per il rientro diretto per S. Josè.

Tanto, visto il tempo, non vale la pena fermarsi ad Alajuela.

Allora, siccome le scarpe per le escursioni sono nello zaino rimasto a Parigi, e io indosso un paio

di scarpe da vela, Mirella un paio di sandali, e visto l’acqua che continua a venire giù, pensiamo

bene di comprarci delle scarpe da trekking nuove. Belle, spero solo di recuperare i soldi con la

denuncia che farò alla compagnia aerea. Questo zaino mi sta costando un capitale. A proposito,

ad oggi non sappiamo ancora quando e se arriverà.

Alla sera ceniamo nel ristorante dell’hotel. Cucina ticos, 1 pollo alla plancia, 1 chuleta alla

plancia,1 acqua e 2 cerveza. Il tutto per 5000 colones. Non male visto che dalle 18.00 alle 19.00

l’hotel offre l’aperitivo a ruota libera. Incredibile ma vero, alle 21.30 mi comunicano l’arrivo dello

zaino in hotel. Finalmente iniziano le vacanze.

 

12 Agosto :

Sveglia alle 6.45, colazione sempre a base di frutta e poi bus per il volcan Poas. Circa 2h di bus.

Partiamo con il sole, arriviamo con le nuvole. Vedere per la prima volta il cratere di un vulcano

attivo è un’esperienza bellissima, scattiamo un po’ di foto e ammiriamo il panorama. Il parco con

il relativo lago sono incantevoli. Il giro dura circa 2h ed è già ora di pranzo. Ma dai, inizia a

piovere. Caspita peggio di ieri!!!

Ore 14.30 rientro a S. Josè il tempo di arrivare, di andare in banca a cambiare un po’ di soldi,

andare al terminal caribe per acquistare i biglietti del bus che ci porterà sulla costa caraibica,

che è gia ora di cena. Dopo cena subito a letto. Mirella non è troppo in forma.

 

13 Agosto :

Sveglia alle 6.45. Sistemiamo gli zaini, facciamo colazione, paghiamo l’hotel e poi taxi per il

terminal caribe, destinazione Limon. Tanto per cambiare partiamo con la pioggia, e le previsioni

non promettono nulla di buono. Dicono che piove anche a Limon. Siamo visibilmente demotivati.

E vero che questo è il periodo delle piogge, ma un minimo di tregua! Il viaggio dura circa 3.30h,

attraverso paesaggi veramente incantevoli, tra piantagioni di canna da zucchero, di banane

e caffè. Arrivati a Limon, troviamo un sole niente male, e fa anche parecchio caldo. Ci vuole

dopo tutta questa pioggia. Prendiamo un taxi per andare all’hotel dove avevamo deciso di

passare la notte prima di partire per il Tortuguero, ma il tassista (un gigante di colore molto

simpatico) ci consiglia di partire subito per il Tortuguero, così facendo recuperiamo una notte.

Non so se ne sia valsa la pena. Alle 13.30 (secondo me troppo tardi) saliamo sulla lancia in

compagnia di 2 italiani e 3 spagnoli. Il viaggio è lungo, animali pochi e il nostro capitano ha

fretta di arrivare. Per forza partendo così tardi non ha certo il tempo di spiegarci niente a

proposito di questi canali che stiamo navigando. In ogni caso risalire i canali del Tortuguero è un

esperienza bellissima. Vegetazione incredibile, animali come già detto pochi, qualche scimmia,

2 coccodrilli, 2 tartarughe, qualche volatile qua e la. Ma niente di più della fantastica cornice

della quale siamo i protagonisti. Dopo circa 3.30h arriviamo al villaggio. Troviamo da dormire

nelle cabinas. Attenzione, qualità prezzo veramente basso. 15 dollari per 1 letto, 1 ventilatore

da comodino, 2 gechi e doccia fredda. Pulizia te la raccomando, e dulcis in fundo durante la notte

mega temporale con relativa perdita di acqua dal tetto proprio sul letto. E vai!!!

Tornando a noi, appena arrivati contattiamo una guida (Cico) per andare a vedere la deposizione

delle uova delle tartarughe di mare. Eravamo in 9, inutile contrattare, non ti concedono nulla,

10 dollari a testa. Appuntamento alle 21.50. Doccia fredda e cena. Noi siamo stati da Miriam,

consigliato dalla Lonely Planet. Abbiamo mangiato bene e speso poco.

Alle 22.00 ci avviamo verso la spiaggia alla ricerca delle tartarughe di mare. Siamo stati fortunati

ne abbiamo viste ben 3, uno spettacolo della natura. Visto dal vivo e non da un televisore,

non vi dico. Durante l’escursione inizia a piovere, mi sembrava strano. Alle 24.00 si rientra e tutti

a nanna. Giornata piena ... siamo cotti !!

 

14 Agosto :

Visto che durante la notte non ha fatto altro che piovere e quando ci siamo svegliati pure,

decidiamo di non fermarci più del dovuto. In altre condizioni climatiche sarebbe stato diverso,

ma così è veramente brutto. Dopo la colazione facciamo un giro per il villaggio, molto carino

e tranquillo. Ripeto, peccato che piova. Alle 10.00 riprendiamo la lancia per il ritorno.

Arrivati a destinazione facciamo gruppo con alcuni ragazzi spagnoli, e noleggiamo un pulmino

che per 5 dollari a testa ci porterà diritto a Chauita. Altra località caraibica. Alle 14.30 eccoci

arrivati. Chauita è un villaggio piccolissimo, adiacente a un parco molto bello. Il paese è molto

caratteristico ed è pieno di turisti e ristoranti. Qui alloggeremo al National Hotel. Una doppia

con acqua calda per 50 dollari 2 notti. Dopo un giro di ricognizione rientriamo in hotel a riposarci

un po’. Per cena mangiamo in un ristorantino gestito da un’italiana chiamato “Baobab all’angolo”.

Ebbene sì, abbiamo mangiato la pasta in Costa Rica. Credetemi ci voleva ed era ottima.

 

15 Agosto :

Ci svegliamo con un sole niente male. Solita colazione a base di frutta e alle 8.30 entriamo

nel parco. 5 ore di spettacolo. Dalle formiche taglia foglie, alle scimmie cappuccino, ai bradipi,

ai granchi coloratissimi, alla rana più piccola che io abbia mai visto (grande quanto una falange

del dito mignolo), alla vegetazione davvero spettacolare, alle scimmie urlatrici. Queste ultime

però solo sentite. Questo in sintesi. A metà del parco ci sono delle piccole spiagge dove è

possibile fare il bagno. Quando arriviamo siamo al massimo 8. Tempo 10 minuti ci ritroviamo in

una trentina. Forse perché oramai è ora di pranzo e i vari tours in barca si fermano proprio in

questa spiaggia. Qui le scimmie cappuccino oramai abituate all’uomo, vengono in cerca di

qualcosa da mangiare o da rubare. È molto divertente. Verso le 13.30 oramai esausti, usciamo dal

parco dalla parte opposta a quella dove siamo entrati, qui c’è un piccolo bar resort, gestito da

un toscano, il  “boca chica”, Rodolfo è qui da 12 anni. Ne approfittiamo per fare 2 chiacchiere e

per riposarci un po’. Per la prima volta assaggio il cevice. Piatto a base di crostini e pesce crudo

marinato nel limone. Davvero buono. Un’ora dopo bus per Chauita. La sera ceniamo al ristorante

“Palenque”. Io mangio pescado alla parrilla e Mirella camarones in salsa di cocco. Buoni e

particolare l’atmosfera. Verso le 22.00 tutti a nanna, domani si rientra in capitale.... SIGH SIGH.

 

16 Agosto :

Solita colazione a base di frutta, oramai è la nostra colazione. Del resto qui la frutta è veramente

buona. Sistemiamo gli zaini e alle 9.30 prendiamo il directo per S. Josè. Credo di essere un

miracolato insieme a tutti i passeggeri del bus. Quel (permettetemi il termine) cazzone

dell’autista, tenta un sorpasso a due tir, ma dalla parte opposta, prima una jeep poi un camion

devono scartare a destra per evitare l’impatto frontale. Tra frenate e colpi di clacson ne siamo,

usciti indenni. Credetemi ci siamo spaventati. Dopo 4h arriviamo a S. Josè, toh piove... strano.

Una volta preso possesso della camera andiamo subito a comprare i biglietti del bus che ci

porterà a Quepos. Visto che abbiamo un po’ di tempo ne approfittiamo per fare un giro per le vie

del mercato centrale. Sarà, ma a Mirella e a me S. Josè mette veramente tristezza. Forse è

il tempo..... chissà.

 

17 Agosto :

Ore 7.00 partenza per Quepos. 4 ore di bus attraverso paesaggi davvero belli. Non ci posso

credere, finalmente il sole con un cielo di un azzurro incredibile. Noi alloggiamo al “Best Western

Kamuk”, veramente un bell’hotel, stanza un pò rumorosa per via della posizione ma decisamente

bello. Vista la bella giornata e visto che questa mattina ci siamo svegliati alle 5.30 decidiamo

di rilassarci nella piscina dell’hotel. Ci siamo solo Mirella ed io. Verso sera facciamo un giro per

Quepos, carina ma quanto traffico! Ci saranno sì e no 30 stradine, tutte queste macchine e taxi

dove vanno? Tantissimi negozi di souvenir a prezzi allucinanti (per gringos). Il classico paesino

tranquillo che ha conosciuto il profumo dei dollari. Non posso dargli torto. Il giro dura poco,

come dicevo il paese è piccolo ed è tutto concentrato in centro. Per cena andiamo da

“Escalofrio“, ristorante italiano gestito da italiani. Ebbene si, ci siamo ricascati. Ma alla vista

del forno a legna per le pizze, non abbiamo resistito. Ottima la pizza, cordiali i gestori.

  

18 Agosto :

Dopo la colazione, prendiamo un bus che ci porterà a Manuel Antonio che dista solo 7 km da

Quepos. Una volta arrivati, scopriamo che oggi, essendo lunedì, il parco è chiuso. Va be, ne

approfittiamo per prendere un po’ di sole e fare un bagno. A causa del parco chiuso decidiamo

di ritardare la nostra partenza per Fortuna di un giorno (ne è valsa la pena). Per cena ci siamo

concessi un pò di lusso, aragosta al cocco per Mirella, e pescado al mango per me. Ottimi.

Ah dimenticavo, durante la cena mega temporale.

 

19 Agosto :

Ci riproviamo con Manuel Antonio. Prima del parco c’è un piccolo rio da guadare, senza problemi

con la bassa marea, l’acqua arriva alle caviglie. Ma con l’alta marea l’acqua arriva sotto le

ascelle. Ci sono 2 piccole imbarcazioni senza motore che con 100 colones a testa ti portano dalla

parte opposta. L’entrata al parco costa 7 dollari a testa. Questo parco sarà il più turistico del

Costa Rica ma è veramente bello. Tanti animali, bradipi in particolar modo, fauna affascinante e

due spiagge una più bella dell’altra. Noi ci siamo spinti fino alla fine del sentiero (almeno credo)

in tutto ci abbiamo impiegato 3 ore. Ho fatto veramente tante fotografie. Poi dietro front,

destinazione playa Manuel Antonio all’interno dello stesso parco. Una spiaggia con un contorno

visivo da sogno. Abbiamo fatto il bagno in un’acqua cristallina e ci siamo riposati un bel po’.

Nel pomeriggio rientriamo a Quepos e iniziamo a fare i primi acquisti per i soliti regali da portare

in Italia. Ceniamo al “dos locos“. Caspita che pettinata, non vi dico quanto perché mi vergogno.

E poi non lo consiglio, non si mangia molto bene.

 

20 Agosto :

Alle 07.00 prendiamo il pulmino della Gray Line che ci porterà diritti a “La Fortuna”, paese

famoso perché è proprio ai piedi del vulcano più attivo del Costa Rica (volcan Arenal). In tutto

6 ore di viaggio, tra una dormita e l’altra sono passate velocemente. Alloggeremo all’hotel

San Bosco. Non male, piscina, vasca idromassaggio e panorama direttamente sul vulcano, fino

a quando Mirella solleva dei dubbi sulla pulizia delle lenzuola. Non so, mi sembra strano però non

si sa mai. Le donne per queste cose sono implacabili. Giro per Fortuna, che a differenza di Quepos

è molto più tranquilla. Beviamo qualcosa e prenotiamo per il giorno dopo il giro che ci porterà alla

visita del vulcano dal punto panoramico più vicino. Caspita! Strano ma vero inizia un temporale

coi fiocchi, non è possibile! Ne approfittiamo per recuperare un po’ di energia. Per cena mangiamo

al “Lava Rocks Café”. Ottimo ristorante con ottimi prezzi.

 

21 Agosto :

Ci svegliamo con molta calma, il tempo di fare colazione e poi, visto che a Fortuna al di la del

vulcano c’è veramente poco da vedere, decidiamo di rilassarci totalmente nella piscina

dell’hotel. Verso le 11.00 le nuvole che coprivano la cima del vulcano si diradano. Evento che si

verifica raramente in questo periodo. Faccio subito un po’ di foto e poi, colpo di fortuna,

riusciamo a vedere ben due esplosioni. Con le nubi di cenere che si innalzano verso il cielo.

Fantastico. Alle 15.00 partiamo per la famigerata visita del vulcano. Il giro del parco non è servito

a nulla, se non per farsi una bella camminata. Ci avevano detto che avremmo visto tucani,

pappagalli e altri animali. Niente di tutto ciò. Una volta arrivati al punto panoramico le cose

migliorano. Siamo proprio davanti al fronte lavico, spettacolare. La cima è coperta dalle nubi,

ma il resto si vede benissimo. Conclusioni, a parte il punto panoramico, la gita è costata troppo

e non so quanto ne sia valsa la pena.

 

22 Agosto :

Sveglia con calma, dopo colazione ci piazziamo di nuovo in piscina (approfittiamo del bel tempo).

E poi oggi pomeriggio abbiamo il pulmino che ci porterà diritti a playa Tamarindo, per il nostro

periodo di mare. Durante il tragitto (circa 4h) non vi dico quanta acqua è venuta giù. Morale sotto

i piedi, incredibile quanto piove. Siamo stati altre volte in centro America, ma non abbiamo mai

visto tutta questa pioggia. Arrivati a playa Tamarindo ci facciamo portare all’hotel “Pasatiempo”

consigliato dalla guida. Solo che è tutto pieno, domani si libera una stanza. Dopo 3 tentativi nei

vicini hotel, finalmente troviamo da dormire da un’italiana “cabinas Tamalino”, 20 dollari a notte.

Giusto il letto per dormire una notte.

 

23 Agosto :

Prima di cambiare hotel, facciamo un giro per le strade di Tamarindo. Piccolissima, con solo una

strada asfaltata. Dopo colazione facciamo un salto in spiaggia. Una spiaggia molto grande,

molto piacevole con tantissimi surfisti, dove è possibile fare anche il bagno. Verso mezzogiorno

andiamo a prendere possesso della stanza al Pasatiempo hotel. Bello, ma in ogni caso caro per

quello che offre. Piscina sporca, con il cane della padrona che ogni tanto si faceva un bagno.

Devo però far presente la disponibilità e la cortesia dei gestori. Qui passeremo il resto

della vacanza fino al 28 Agosto. Facendo piccole escursioni, come  andare a playa Conchal

e playa Brasilito. Il 29 Agosto lo passeremo a S. Josè e il 30 abbiamo l’aereo per il rientro.

 

 

Tratte le conclusioni, il Costa Rica è un bel paese, con gli abitanti molto cordiali

e disponibili. Non aspettatevi di trovare spiagge paradisiache (almeno per quanto riguarda quello

che abbiamo visto noi), belle ma non speciali. La natura con i relativi parchi sono l’attrattiva

principale. Chi cerca una vacanza di relax, questa non è la meta ideale. Sarebbe un peccato non

girare. Noi non abbiamo avuto grossi problemi, a parte un tentato furto dello zaino, meno male

che Mirella si è accorta. Fate molta attenzione, sono molto furbi e organizzati. Abbiamo sempre

trovato tutto quello che ci serviva. Devo in ogni caso ribadire il basso rapporto qualità-prezzo

degli hotel. Sono un po’ cari rispetto  alle strutture e ai servizi che offrono.

Questa è un’opinione personale. In ogni caso è stato un bel viaggio, molto faticoso ma bello.

2000-2009 Sironi Roberto

:: Note legali